Ogni viaggio è una storia a se, e per questo ho pensato di raccogliere un insieme di imprevisti che di volta in volta mi sono capitati, assieme ai relativi costi per rimediare.
2/8/2008
Durante le ferie in Puglia, a Bari veniamo scippati del marsupio, contenente la macchina fotografica e le chiavi di scorta del camper, con il relativo telecomando dell’antifurto.
Le chiavi sono state rimborsate, il telecomando no.
€ 42,00
4/08/2008
Durante le ferie in Puglia, è esplosa la valvola anteriore destra del copertone; ho dovuto sostituire le 2 gomme anteriori e le 6 valvole.
€ 350,00
15/10/2008
Il tendalino si è rotto, guardandolo, la parte sinistra non si apre e se si apre a forza, non si chiude, l’ho portato dal concessionario.
Primo smontaggio € 36,00
31/10/2008
Durante il we a Bellinzona scopro che la piletta di scarico sul piano cottura si è rotta, basterà sostituirla.
€ 4,00
27/12/2008
La 5° marcia ha iniziato lentamente, ma inesorabilmente a distruggersi.
La retrocamera superiore ha smesso di funzionare, sarà un contatto?
€ 750,00
29/12/2008
SI è bruciata la lampadina al neon, nella plafoniera centrale, nel diario Sostituzione lampada a neon vengono spiegate in dettaglio tutte le operazioni svolte.
€ 7,00
2/1/2009
La retro camera superiore ha smesso di funzionare, non ho idea di cosa possa essere successo, temo si siano strozzati i fili nel fascione del paraurti posteriore, dovrò controllare.
La strozzatura sospetta.
€ 0,00
20/2/2009
La porta della cellula è rigida, poco dopo il concessionario troverà il cardine inferiore completamente bloccato, forse a causa della grande neve che ha lavato le protezioni siliconiche di qualche mese fa.
Il cardine bloccato.
Si provvederà successivamente alla sostituzione del blocco intero e alla pulizia accurata degli altri 2 cardini.
Si è staccata la fascetta del tubicino che porta l’acqua allo scarico del water, un rapido intervento con un cacciavite ha risolto tutto, per fortuna che non è successo in viaggio, con il rischio, oltre di perdere l’acqua chiara, di prendere anche una multa.
In rosso il la fascetta che si è allentata.
Sostituita la cerniera l’11/7/2009, dal concessionario
La cerniera riparata.
€ 80,00
14/3/2009
Ho portato il camper dal concessionario per la reinstallazione della veranda riparata.
Riparazione e montaggio € 208,00
21/3/2009
Dopo il lavaggio ho scoperto nelle scanalature verticali della mansarda, appena sotto la finestrina, due piccole crepe, una alta più piccola ed una più grande appena sotto.
Ho pulito bene la parte ed ho steso del silicone bianco, avendo cura di premere bene affinché potesse insinuarsi nell’eventuale fessurazione.
Finora non ho riscontrato nessuna infiltrazione, nonostante la molta pioggia che abbiamo preso, però sarà bene tenere d’occhio la parte.
Le due crepe sulla mansarda.
Ho anche provato a dare uno sguardo alla retrocamera superiore che non funziona più, ma una volta svitata la ghiera esterna, le vitine si sono spanate, anche se ho utilizzato l’apposito cacciavitino a stella.
Proverò a chiedere un consiglio si CoL, ma … ho dei dubbi sul recupero.
La retrocamera che non funziona più.
D’incanto ha ripreso a funzionare, senza che apparentemente le ho fatto nulla, magari sono stati i colpi per tentare di svitarla.
€ 0,0
28/3/2008
Sistemate le crepe direttamente dal concessionario, dopo averle ben pulite e carteggiate, sono state sigillate con del silicone resistente al sole e alle intemperie; sono state scoperte anche altre piccole crepe, apparentemente superficiali, sul lato opposto. ma nelle stesse fessure della mansarda.
La sigillatura delle crepe.
€ 0,0
20/6/2009
Durante il raduno di Dova, nella notte del sabato e durante una fortissima pioggia, Marta ha scoperto un gocciolio di acqua provenire dalla finestra chiusa di sinistra.
La goccia.
Abbiamo provveduto immediatamente a proteggere prima il divanetto con un sacchetto e dei giornali e poi a raccogliere le gocce con un bicchiere dentro una pentola, per evitare gli schizzi.
Il bicchiere di raccolta nella pentola.
C’è da dire che dopo qualche minuto di forte gocciolio, ha smesso da solo e nella notte l’acqua non è più passata; di sicuro dovrò siliconare le finestre.
€ 7,90
3/8/2009
Durante la partenza per le Ferie 2009 in Grecia Calcidica, ho scoperto che le due ventoline dell’aerazione del frigorifero non funzionano più.
Le ventoline difettose.
Aprendo la griglia e sollecitando il movimento, quella di sinistra è ripartita, mentre quella di destra no; dovrò intervenire in modo più energico, di sicuro dopo le ferie.
Sostituita con una nuova (12v – 540A – 60A/h) , senza troppi disagi, per fortuna ha smezzo di funzionare in un distributore Shell attrezzato anche con la vendita delle batterie.
€ 110,00
23/8/2009
Al rientro dalle Ferie 2009 in Grecia Calcidica, a Pesaro, un ramo basso, di una stradina strettissima, mi ha strappato la copertura della luce di posizione alta destra posteriore.
La luce senza plastica.
La plastica della luce rotta.
Per fortuna il danno è stato solo sulla copertura di plastica, rimediato velocemente con un ricambio dal concessionario.
€ 3,50
09/11/2009
Al ritorno dal we lungo al Vajont, visto che avevo del tempo in più, ho voluto approfondire la pulizia della cassetta, ovviamente dopo averla scaricata e sciacquata per bene.
Per fare questa operazione, basta far scorrere a mano la copertura del foro centrale e girare la manopolina gialla al fianco: in questo modo si simula l’apertura con la levetta sotto il water.
Peccato però che la ghigliottina non si è aperta!
Temendo in un blocco momentaneo, ho provato ad aiutare il movimento spingendo leggermente il disco dall’alto ed aiutandolo nella corsa.
La ghigliottina bloccata aperta.
Purtroppo però il risultato è stato un disastro: si è bloccato il disco a metà e la manopolina non andava più, né avanti, né indietro!
Dopo varie prove, non riuscendo a riposizionarla, ho portato la cassetta intera dal concessionario che ha provveduto alla riparazione, con la resa dopo qualche giorno: il prezzo pagato è un pò alto, la metà della cassetta intera!
€45,00
Si è anche rotto il regolatore dell’acqua posto sotto il getto del rubinetto della cucina, è di plastica ed in un anno si è indurito, fino a rompersi.
L'astina rotta.
€ 8,50
6/12/2009
Durante l’uscita a Bressanone, ho sentito un cigolio proveniente dalla cinghia dei servizi; fatta controllare dal meccanico, ha sostituitola puleggia dell’alternatore.
Visto che anche l’altro poteva essere rovinato, li ho cambiati entrambi.
€335,41
28/02/2010
Sostituito un cuscinetto nel movimento della cinghia dei servizi, causa un forte cigolio con il motore in marcia, soprattutto al minimo.
€ 100,00
6/03/2010
All’arrivo a Norcia, per la sagra del tartufo nero, scopro che probabilmente dei blocchi di neve che si sono staccati dai camion che mi precedevano, mi hanno asportato la plastica della luce di posizione alta, laterale destra, la stessa che avevo appena sostituito il 23/8/2010.
Purtroppo bisogna acquistare ancora tutta la base, lampadina compresa.
€3,50
6/04/2010
Ho sostituito il fermo della porta d’ingresso della cellula, era rotto dall’inizio, ma finalmente mi sono ricordato e l’ho cambiato.
€ 1,80
17/04/2010
Durante la sosta libera a Varazze, con il vento di notte, sì è sganciato l’oblò del bagno, era già un pò mal messo, ma lo riparerò al più presto.
€ 0,00
7/05/2010
Durante il we a Cecina, ho scoperto una lievissima perdita alla pompa del servosterzo, mi ha fatto scendere il livello fino a metà del consentito (min-max).
€ 0,00
21/05/2010
Mentre mi sto preparando per il raduno Il Camper al Villaggio Crespi (BG), nel caricare le bici sul porta bici, mi si è rotto il fermo lungo delle bici, che normalmente è ancorato ad un’asta del portabici stesso.
Il fermo rotto.
Probabilmente l’ho sforzato un pò, ma di sicuro è saltato il fermo anche per causa della plastica che è stata cotta dal sole.
Aggiustato con le viti
In un primo momento era mia intenzione acquistarne uno nuovo, poi guardando meglio ciò che restava, mi è venuta in mente una soluzione sicura ed economica.
Il fermo montato
Con due semplici viti incrociate, che saranno tenute ben salde dal fermo metallico in trazione, ho sopperito al guasto in modo semplice, economico e funzionale.
Il fermo originale.
Confrontandolo con l’altro braccio corto, lo svolgersi del suo lavoro è praticamente identico.
€ 0,00
14/10/2010
Ho portato il camper dal meccanico perché sentivo un rumore secco quando sterzavo, anche lievemente a destra; l’ho notato in uno dei movimenti settimanali.
Per fortuna era solo la barra di torsione posteriore (credo l’unica) che aveva un bullone leggermente svitato; controllato anche tutti gli altri bulloni visibili.
€ 30,00
02/01/2011
Durante la sosta per il Capodanno a Berlino ho scoperto perché il fuoco centrale della cucina a gas non si voleva accendere: in pratica si è staccata la termocoppia che governa l’uscita del gas.
Il sensore dal basso.
Non so cosa abbia ceduto, ma fatto sta che il sensore scivola verso il basso, impedendo così di entrare in contatto con il fuoco, scaldarsi e permettere al gas di uscire.
Per il momento sto fissando il sensore con il nastro americano, dal sotto, ma c’è di sicuro il calore che comprometterà la tenuta, nel frattempo cercherò una soluzione definitiva.
€ 0,00
30/07/2011
Durante il cammino per arrivare in Sicilia, per le ferie estive, a San Sepolcro (Ar) ho dovuto chiedere aiuto ad un elettrauto perché non avevo più le luci di posizione e di ingombro.
Il cavallotto tra i fusibili.
In assenza di uno schema più preciso e vista l’emergenza del viaggio in corso, è stato appronto un cavallotto nei fusibili nel cruscotto, così da proseguire con più sicurezza.
Durante il viaggio d’andata per il capodanno a Praga, mentre valicavo il Brennero, ho sentito il primo accenno di quello che poi si è dimostrato per me un vero dramma.
29/12/2008
Ho cercato di provvedere immediatamente a Salisburgo, primo giorno lavorativo valido, chiedendo un parere a tre Ford Service, ma come pensavo, non era un guasto a cui poter tempestivamente dare una giusta riparazione, un pò anche per le festività, così ho deciso di proseguire per Praga, sperando di farcela.
2/1/2009
Nel ritorno, appena passata la città di Monaco di Baviera, dopo che il rumore era diventato sempre più incisivo, assordante e preoccupante, in una piccola salita in autostrada, nulla di preoccupante per un veicolo sano, ma per il cambio ormai provato, è stato il tracollo.
Dei violenti colpi metallici hanno iniziato a scuotere il camper,era quasi impossibile tenere la leva del cambi in mano, premendo immediatamente la frizione ho dato il tempo di tregua necessario per scalare in 4° ed ho ripreso la marcia, mantenendo una velocità il più costante possibile sui 70-80 km/h.
Questo stratagemma azzardato ci ha permesso il rientro, anche se rallentando di molto la media, ma almeno ho riportato il mezzo in suolo italico e con una lingua comprensibile.
3/1/2009
Nell’attesa che il concessionario possa accogliermi, ho inserito un post riportando il guasto nel forum di CoL, così magari da saperne di più dagli esperti in meccanica, sempre pronti a fornire preziose informazioni.
6/1/2009
La mia convinzione di voler far riparare il guasto dal concessionario e trovandolo irraggiungibile telefonicamente perché chiuso per le festività natalizie, ha fatto si che io aspettassi questo giorno di festa per portarlo davanti al suo portone, anche per il fatto che la neve ormai stava coprendo le strade in modo preoccupante e sarebbe stato impossibile il mattino successivo.
Sul ponte dal meccanico.
7/1/2009
Dopo 2 ore di strada, dalle ore 7 alle 9, per arrivare dal concessionario a soli 10 km da casa, scopro che questi non fa il servizio di meccanica, il che mi obbliga a cercare un’officina a questo punto convenzionata con l’assicurazione Mapfre, che copre per un anno la garanzia sulla meccanica, per conto del concessionario.
Lo faccio telefonicamente stando sul camper innevato, mi offrono una serie d’indirizzi, ma ognuno s’è rivelato insufficiente per accogliere un camper alto 3 mt. e di circa 35 Q.li.
Però ho avuto la fortuna di chiamare un meccanico camperista, il quali mi dirotta immediatamente verso il suo meccanico di fiducia, definendolo competente e veloce.
Così chiamo quest’ultimo indirizzo, sito nel pese vicino al concessionario, però oggi è una giornata campale, sono scesi 50 cm. di neve e, oltre al camper totalmente immerso ed innevato, anche il meccanico ha dei seri problemi di movimento, con il suo cortile antistante completamente sommerso.
Decido di lasciare passare la giornata e nella serata mi reco in auto da questo meccanico, il quale si presta a visionare il camper e sentire il rumore.
Appena arrivati, l’accendo e come lascio la frizione, con la marcia in folle, inizia a sentirsi il clangore assordante “E’ partito l’albero primario e chissà cos’altro!“, questa è stata la sua immediata sentenza, chiedendo di spegnerlo immediatamente.
Ci accordiamo, mi preparerà il preventivo da inviare all’assicurazione e poi lo verrà a prendere, intanto io chiedo maggiori lumi all’assicurazione stessa, il regolamento vieta di intraprendere qualsiasi tipo di riparazione, se non precedentemente approvata, nei costi e nei pezzi da sostituire.
Il cortile del meccanico.
8/1/2009
In mattina il meccanico m’invia il preventivo, allegandola ad una mail, immediatamente lo spedisco al numero del servizio tecnico dell’assicurazione ed a questo punto loro hanno 24 ore per prendere una decisione, bisognerà attendere fino a domani.
La triste gabbia.
9/1/2009
Verso le 12 chiamo l’assicurazione che m’informano la loro impossibilità di contattare il meccanico, lo faccio io al loro posto e passo a lui il numero dei tecnici per richiamarli, lui riconosce che, causa la neve, è senza telefono fisso, ci muoveremo con i cellulari.
Dopo poche ore a lui mandano un questionario dove, oltre ad altre informazioni sui costi fissi (mano d’opera, sconti vari) chiedono il numero delle parti da sostituire, senza però autorizzare ancora la prenotazione o la sostituzione, ma chiedendo un preventivo più accurato del precedente.
Al meccanico comunico l’autorizzazione per smontare ciò che serve e di rispondere al più presto alle domande poste.
Purtroppo il we passerà senza poter fare nulla e questo, oltre a mettermi un’ansia terribile per l’impossibilità di poter fare qualcosa per velocizzare la conclusione, sta pregiudicando molto l’uscita della prossima settimana, eventualità altrettanto irritante.
Questa sera ho chiesto al meccanico di scattare alcune fotografie delle parti da sostituire, potrebbe forse servire un domani con l’assicurazione.
12/1/2009
Questa mattina chiamo subito il meccanico, come se non bastassero gli imprevisti, ora abbiamo anche il ponte per sollevare il camper con l’olio gelato e intanto il tempo passa.
Il blocco motore.
13/1/2009
Il cambio è stato smontato, in giornata verranno inviati all’assicurazione i nomi dei pezzi necessari alla sostituzione e i loro codici, fotografie comprese.
Meccanico: Lombardo Car (Nicola) – Strada Prov. 120, Cascina Olmo, Cernusco sul Naviglio (MI) – Tel. 02/9231203.
Preventivo iniziale (senza Iva):
Olio Cambio
€
40,00
Cambio di Rotazione originale Ford
€
1.306,99
Kit frizione
€
302,06
Cuscinetto
€
39,09
Mano d’opera
€
300,00
Totale
€
2.338,86
In cabina.
14/1/2009
Questa mattina alle ore 11 viene inviato il preventivo dettagliato via fax all’assicurazione, come d’accordo con il meccanico ne ricevo una copia:
Preventivo iniziale (senza Iva), con numero parte:
E’ stato riscontrata la seguente diagnosi:
si consiglia la sostituzione del cambio di rotazione tramite Ford (revisionato);
oltre che alla sostituzione della frizione e cuscinetto.
Olio Cambio Kg. 3
€
36,00
(N°. 121914)
Cambio di rotazione originale Ford
€
1.363,16
(N°1353433)
Kit frizione
€
220,54
(N°4412070)
Cuscinetto
€
41,49
( € 40 / h)
Mano d’opera smont./mont. 6 ore
€
240,00
Trasporto presso ns. officina
€
80,00
Prep. preventivi / telefonate / fax
€
30,00
Totale
€
2.413,42
Come ho ricevuto il fax ho chiesto spiegazioni telefoniche all’assicurazione sui prossimi passi e la risposta è stata:
abbiamo 24h di tempo per rispondere al meccanico con un fax;
i pezzi di ricambio li spediamo noi con corriere utilizzando i numeri parte;
in un paio di giorni il lavoro potrebbe essere finito.
A questo punto, tanto per cambiare, dovrò solo aspettare, ma dubito fortemente di riuscire ad avere il camper per questo we e questo significa dover rinunciare al raduno di Cremona.
Purtroppo non mi spiego come mai i totali non corrispondano con la reale somma, domani lo chiederò al meccanico.
Dettaglio del disco frizione.
15/1/2009
Il meccanico mi informa che il totale dei pezzi è compreso d’iva … strano modo!
Verso le 12 arriva dal meccanico il fax con l’indicazione che domattina passerà un corriere a ritirare il cambio da revisionare.
Vengo informato subito dal meccanico, chiedo lumi ancora all’assicurazione: il cambio mi verrà revisionato da un loro fornitore specializzato in questa attività di revisioni del cambio, è una ditta di Bologna e revisionerà il mio cambio, sostituendo tutto quello che c’è da cambiare.
Esprimo il mio disappunto, primo perché avrei voluto un cambio, seppur revisionato, ma originale Ford, mi viene specificato che il cambio rimarrà Ford per le parti non da sostituire, le altre non saranno Ford, ma avranno le stesse caratteristiche e su tutto vigerà un’assicurazione di legge di 12 mesi.
Faccio presente che la mia preoccupazione non è tanto e solo sui ricambi originali, ma sulla possibilità che questo difetto che ha causato il danno venga rimediato; mi offrono due possibilità:
mi possono rifondere il costo della loro operazione, stimato in cirza € 750 (+ iva e mano d’opera);
posso inviare una nota allegata al cambio che domani verrà ritirato, per chi dovrà revisionare il cambio.
Scelgo la seconda ipotesi, non trovo giusto dover pagare per un danno coperto da garanzia, così preparo la nota e la invio via mail al meccanico (il fax non funziona causa lavori Telecom!).
A questo punto, non solo è saltato il raduno di questo we a Torricella, ma è sempre più in pericolo il prossimo we a Lione per accompagnare Alice.
Il volano bimassa.
16/1/2009
Il meccanico mi conferma di aver stampato la nota e di allegarla al cambio che verrà ritirato dal corriere ed invia anche l’integrazione al preventivo per un pezzo che si era dimenticato d’inserire:
(N° 44867894) Volano bimassa Ford € 367.67 (+IVA)
Alle ore 18,15, dopo che il meccanico aveva atteso per tutto il giorno lo spedizioniere, si vede un autista della Ups che, lamentandosi dell’imballo, se ne va senza ritirare.
Alle rimostranze telefoniche del meccanico, presso la Ups locale, si accordano per il ritiro che avverrà lunedì mattina presto.
Le parti rovinate.
17/1/2009
Questa mattina mi sono recato dal meccanico per visionare un pò la situazione, non che potessi fare molto, ma mi sembrava giusto presenziare, anche per il ritiro delle foto.
Il cambio da dx.
Frontalmente.
La parte sx.
Sono riuscito anche ad avere l’indirizzo preciso di chi effettuerà a Bologna la revisione: Tecnotrasmissioni, appunto di Bazzano(BO).
19/1/2009
Alle ore 12,30 non si è visto nessuno per ritirare il cambio da revisionare, ho protestato ancora presso l’assicurazione, ma … so che lascerà il tempo che trova.
Intanto Marta e Alice hanno dovuto prenotare l’albergo per Lione per il we 24-25/1, ormai è impossibile che il camper potrà essere pronto per questa settimana.
Alle ore 18,45 il cambio è partito per Bologna, un’altra giornata persa!
Un cuscinetto quasi sradicato.
20/1/2009
Lascio passare la giornata per consentire la presa visione da parte dell’officina che dovrà effettuare la riparazione.
21/1/2009
Questa mattina alle ore 9,30, scopro con rammarico che il cambio non è ancora arrivato presso l’officina di revisione di Bologna, chiamo l’assicurazione e mi dicono che per “velocizzare“, hanno dirottato tutto ad un’altra officina, tendo di chiederne il recapito telefonico, ma dopo il prefisso 015 (Biella) una voce blocca l’interlocutore “lei non è autorizzato a conoscere i riferimenti dei nostri fornitori“.
L'ingranaggio della 5^.
Preciso che il mio scopo è cercare d’impedire che il guasto si riproponga, non solo entri classici 12 mesi, ma anche ovviamente dopo.
Mi viene assicurato il loro massimo impegno anche in questo fronte, mostro un pò di perplessità su quanto loro riescano poi a mantenere questi “impegni”, questo guasto mi era stato diagnosticato come risolvibile in una settimana massimo, ad oggi sono giusti 14 giorni!
Tralascio le scusanti varie (la colpa per loro è: del corriere; mia che non ho voluto spendere; del meccanico che non sa imballare; ecc.), faccio ancora presente che la lista dei costi aggiunti si sta allungando e potrebbe anche arrivare fino ad un avvocato, essendo loro la responsabilità oggettiva di tutta l’operazione.
Rimaniamo come al solito, mi viene detto un perentorio: “Effettuo un ulteriore sollecito, di più non posso!“, ed io … aspetto …
Ciò che resta di altri ingranaggi.
22/1/2009
Questa mattina ho telefonato ancora all’assicurazione … disarmante!!!
E’ prevista la consegna al meccanico, previa telefonata, verso i primi giorni della settimana prossima … non ho parole!!!
23/1/2009
Alle ore 8 ho ricevuto la telefonata dal mio meccanico, m’informava che l’assicurazione gli ha comunicato l’invio del volano, ma non il riconoscimento della frizione, io l’ho fatta ordinare ugualmente, almeno risparmio sulla mano d’opera e poi, con questa esperienza, è stata sollecitata non poco.
UN altro cuscinetto cotto e rovinato.
Ho anche cercato di far presente all’assicurazione la differenza che c’è tra sostituire solamente una frizione (materiale di consumo) e sostituire la frizione per colpa del danno al cambio … ovviamente si sono appellati al “regolamento”, sempre e solo a senso unico e mai verso l’utente.
24/1/2009
Sono passato dal meccanico, un pò per solidarietà con il suo impegno, un pò per recuperare la piletta dello scarico del piano cottura che l’ho scoperta rotta durante una cena.
Alti segni dei colpi ricevuti.
Mi sono poi recato dal concessionario per acquistarne una nuova e qui ho scoperto un interesse insperato a questa triste vicenda, da parte del proprietario in prima persona.
Hanno immediatamente chiamato un dirigente della Mapfra, il quale entro martedì farà sapere qualcosa in merito.
Tanto non potrei fare altro che aspettare, almeno ora c’è qualcuno in più che s’interessa.
26/1/2009
Il dirigente Mapfra, contattato dal concessionario, risponde che per lui il guasto è stato aperto il giorno 15/1 e che domani il cambio sarà inviato al meccanico.
Inutile commentare l’inesattezza, tanto più con il concessionario che sta facendo da tramite, non resta altro che constatare i fatti.
27/1/2009
Alle ore 9 ho chiesto informazioni all’assicurazione, mi confermano che il cambio partirà oggi verso il meccanico, domani massimo sarà da lui.
Con oggi sono giusti 20 giorni … e ancora non c’è un arrivo all’orizzonte.
29/1/2009
Dopo l’interessamento del concessionario ho provato lasciare passare ben 2 giorni, ma questa mattina, visto che il cambio non era ancora arrivato, ho chiesto lumi.
La risposta è stata sempre la stessa, da ormai 21 giorni, “Deve aspettare, … perché è sul camion in consegna …“, l’unica cosa che ho saputo è che dovrà arrivare il cambio ed il volano bimassa assieme.
Il pagamento poi sarà previa fattura intestata a loro, con pagamento a fine mese, dopo 30 giorni, pertanto per ritirare il camper, dovrò anticipare io ed accollarmi anche lo scoperto fino al risarcimento.
Nel pomeriggio ho chiesto ancora l’aiuto del concessionario per cercare di far includere anche il costo della frizione, almeno come parziale risarcimento del grande disagio subito, mi faranno sapere.
30/1/2009
Ho passato tutta la mattina correndo appresso alle telefonate, prima dal meccanico e poi all’assicurazione, ma del cambio non se n’è saputo nulla.
L’assicurazione ha perfino accettato di chiamarmi sul mio cellulare per cercare di sapermi dire qualcosa oltre l’assicurarmi che “è in consegna”.
Alle ore 14.30 il corriere è finalmente arrivato dal meccanico, ora possono partire i lavori di rimontaggio, nel frattempo ho chiesto al meccanico la fattura intestata a Mapfra e poi ci penseremo.
6/2/2009
Ho lasciato passare la settimana in modo che il meccanico potesse finire di rimontare tutto, ci sono anche stati 2 giorni di neve che hanno bloccato l’attività, ricordo che il ponte è all’aperto.
Questa mattina ho preso un giorno di ferie per dedicarmi alla chiusura del “problema”, però al collaudo è risultata la 5^ marcia, ancora rumorosa, questa volta è solo un fischio, soprattutto al rilascio dell’acceleratore.
Ho immediatamente contattato l’assicurazione prima e poi anche il concessionario, l’intervento di quest’ultimo ha permesso di prendere in considerazione lo smontaggio e il re-invio alla rettifica del cambio, con la speranza di vere risolto tutto entro la settimana.
Mi sono fatto fare 2 fatture, entrambe intestate a Mapfre, una per l’importo che mi riconoscono € 192, pari a 4 ore di mano d’opera più iva e l’altra di € 670,92 con tutto il resto che per il momento l’assicurazione non mi vuole riconoscere.
Devo pagare il meccanico per poter portar via il mezzo e poi non mi sembra corretto che sia lui a doversi sobbarcare anche il costo, oltre che il fastidio di avere il camper per un mese sull’unico ponte esterno.
Nel frattempo utilizzerò il camper nel we fino a S. Martino in Rio (RE), 500 km che anno solo confermato l’esistenza di questo fastidioso rumore, inaccettabile da parte mia.
9/2/2009
Questa mattina il meccanico rismonterà tutto, ho contattato l’assicurazione e la ditta di revisione, per cercare di far risaltare il difetto strutturale iniziale.
Intanto ora so chi ha eseguito il lavoro di rettifica, la ditta Torre S.r.L. di Gaglianico (BI), a cui ho provveduto immediatamente ad informarla con una telefonata, spiegando all’interlocutore che l’ho collaudato per 500 km e non con un semplice giro dell’isolato.
10/2/2009
Alle ore 10,30 vengo a sapere che lo spedizioniere non è ancora passato a ritirare il cambio, ormai è una delle tante e tristi realtà, informo immediatamente l’assicurazione e anche il concessionario.
Non essendo ancora passato nessuno nel pomeriggio, mi garantiscono che entro le ore 18 ci sarà il ritiro.
11/2/2009
Sono le ore 15.30, il cambio è ancora dal meccanico, il quale nel frattempo s’era anche offerto di consegnarlo allo spedizioniere, ma questi non ha voluto.
L’assicurazione cerca di tranquillizzarmi dicendomi che “lunedì 16 il suo cambio sarà dal suo meccanico, perfettamente revisionato e sistemato”, ho fatto presente che mi è difficile credere ad un’affermazione di questo tipo, visto che ormai sono passati 40 giorni dall’inizio e l’unico risultato è un cambio che fischia.
Ho messo al corrente ancora il concessionario, che mi ha garantito le stesse tempistiche … purtroppo ho un triste presentimento, spero tanto di sbagliarmi.
12/2/2009
Scopro con sollievo che il corriere è passato al ritiro dal meccanico ieri sera alle 19, ho chiamato il rettificatore che mi ha assicurato che sostituiranno tutto il gruppo della 5^ marcia, sincronizzatore compreso in modo che lunedì 16/2 il cambio intero potrà essere di ritorno.
13/2/2009
Nella mattina scopro che l’officina di rettifica ha inviato ieri sera il cambio al mio meccanico.
Alle ore 15,30 ricevo la chiamata dalla mia officina che il camper è pronto, ma la 5^ marcia continua a fischiare, meno dell’ultima volta, ma non è silenziosa.
Chiedo un appuntamento presso un concessionario Ford per ottenere una perizia, avviso l’assicurazione ed il concessionario, il quale attende il responso.
Nel frattempo l’assicurazione pagherà il meccanico per il ritiro del mezzo di domattina e poi si vedrà.
14/2/2009
Questa mattina alle ore 9,30 ho recuperato il camper dal meccanico, ho provato anche a far periziare il rumore dal meccanico Ford che conosce la mia officina, ma non se l’è sentita.
Nel dirigermi ad un altro concessionario Ford ho provato a tirare un pò la 5^, questa mattina mi è stato detto che il mio meccanico ha passato del tempo al telefono con il rettificatore della ditta Torre, facendo più prove e riscontrando il difetto sempre dopo gli 80 Km/h.
Il concessionario l’ho trovato, ma purtroppo anche dopo un veloce collaudo, non c’è stata la strada sufficientemente libera per provarlo con calma, ci siamo accordato per la settimana di fine febbraio, al ritorno da Lione.
Nel pomeriggio ho voluto percorrere l’autostrada A4 nelle uscite da Trezzo a Cavenago e viceversa, l’ho lanciato a 125 km/h, provando a rilasciare più volte l’acceleratore, ma non sono riuscito a sentire nulla.
A questo punto aspetterò lunedì mattina per chiedere delucidazioni al rettificatore della ditta Torre e poi deciderò cosa fare.
16/2/2009
Il rettificatore mi tranquillizza, secondo lui è una questioni di adattamento di tutti gli ingranaggi, poiché sono stato tutti completamente smontati e ripuliti.
Adesso non mi rimane altro che credergli e collaudarlo in strada, ho un anno di tempo.
23/2/2009
Il viaggio a Lione, andata e ritorno, dal punto di vista meccanico, è stato perfetto, il cambio e tutto il resto della meccanica ha dato il massimo, senza nessun problema.
Ora vedremo per il rimborso, tempi e quantità, prevedo già tempi lunghi, ma ne riparlerò qui a tempo debito.
Di sicuro, in questo intervento, l’assicurazione Mapfra non è stata all’altezza della situazione, rivelandosi imprecisa ed incapace di governare centralmente, così come una giusta sala di regia dovrebbe fare.
Imprecisi nel:
definire i punti essenziali, come fare il preventivo, sarebbe bastato un fax inviato dal call center di 1° livello e si sarebbero dimezzati i tempi iniziali.
proporre un’officina adeguata al mezzo assicurato.
proporre un mezzo sostitutivo adeguato.
governare lo spedizioniere, assicurandosi sull’affidabilità e la correttezza, io ho avuto i citati problemi nel giro di un centinaio di chilometri, figuriamoci all’estero.
poca considerazione sui suggerimenti dati dal cliente.
inutile arroganza e sufficienza degli operatori, sin dall’inizio il loro comportamento è sempre stato irritante e volto a minimizzare gli eventi accaduti.
tutti questi difetti hanno portato il tempo di fermo del veicolo a ben 37 giorni, mentre in realtà sarebbero bastati 3 giorni, ad essere larghi.
Tanto più che si sono definiti come primi sul mercato, probabilmente fin che si tratta di organizzare un recupero di un veicolo, non ci sarà problema, ma per questo non serve un’assicurazione, basta l’Europ Assistance, € 15 sulla polizza assicurativa che già ho.
4/04/2009
Non ricevendo notizie sul rimborso, ho telefonato all’assicurazione e ho scoperto che sono ancora in attesa delle fatture originali, a me non era stato detto nulla, ma ormai non importa, il mio giudizio su di loro è già abbastanza devastante.
Ho inviato oggi la raccomandata R.R. con le fatture, mia e del meccanico, vediamo quanto ci metterà ad arrivare il rimborso e poi di quanto sarà l’importo.
19/03/2009
E’ arrivato il bonifico di € 192, alla fine, fra una cosa e l’altra, ho speso a mio carico € 800, ho la frizione nuova, la cinghia secondaria nuova, ma ho anche il dubbio sulla 5^ … fin che dura!
Si parte per la prima tappa, abbiamo deciso di dedicare un pò di tempo anche alle città che incontreremo lungo il tragitto, e così abbiamo scelto Innsbruck come prima tappa; il tempo è bello, anche se il ghiaccio è ovunque; un pò di pensiero per Clara che dal 31 rimarrà a casa da sola e che dovrà organizzarsi con la cucina per il suo capodanno, il bus per i suoi spostamenti, ma ha 17 anni ormai, e dovrebbe farcela.
Gli altri figli sono sparsi per il Globo, Alice a Berlino, Marco a casa di amici fuori Milano, Claudia a casa di alcune amiche a Milano, insomma, l’ansia del genitore avrà il giusto respiro.
Dopo aver preparato il camper la mattina, perché era impossibile farlo ieri sera per via del gelo, siamo partiti alle ore 9,30; tuttavia non abbiamo potuto rifornirci di acqua: la colonnina del rimessaggio era gelata, così abbiamo dovuto rimediare fermandoci presso la stazione di servizio di Sebino Sud, sulla A4.
L’operazione non è stata semplice, perché quei furbi hanno messo un semplice rubinetto di casa al centro di un’aiuola, quindi ho dovuto tenere l’estremità della canna da 9 mt. inserita a mano, con l’acqua gelata che usciva sulle mani.
L’operazione ci ha impegnato per una mezzora, ma non importa, siamo partiti più tranquilli per la nostra avventura.
Il navigatore, opportunamente caricato con le mappe dell’est Europa, ci ha suggerito una variante, l’uscita a Peschiera del Garda, ma non ho voluto dare retta alla bellissima signorina e così, a Verona, giusto all’allaccio con la A22, ci siamo sorbiti un pò di coda.
Alle ore 13,50 ci fermiamo per il pranzo, presso l’area di servizio Castel Varco Est sulla A22 (), una veloce pasta al sugo, un caffè al bar e via verso il nostro obbiettivo.
Purtroppo, poco prima del confine con l’Austria, inizia quello che sarà il nostro tormento per tutto il viaggio: la 5° marcia ha iniziato a rumoreggiare lievemente, dapprima solo al rilascio dell’acceleratore.
Sulle prime la preoccupazione aveva preso il sopravvento su entrambi. Temevamo il ritorno forzato e così l’inevitabile fine del viaggio, ma poi il ragionamento ha prevalso; in fin dei conti siamo sempre a “casa nostra” e il rumore non pare essere ancora allarmante.
Il valico del Brennero è gelato, il tempo è grigio e freddo, un leggero vento gelido azzera qualsiasi voglia di stare fuori, acquisto la vignetta per le autostrade austriache a € 7,70, valida per 10 giorni e proseguiamo.
Passata la frontiera, dopo aver fatto il pieno di gasolio invernale (al Km. 26.264), ci siamo imbattuti in un casello autostradale, lasciandoci un pò nello sgomento, l’omino ci ha chiesto altri € 8 per il pedaggio, io ero convinto che bastasse la vignetta, ma evidentemente non è così e speriamo che sia il solo casello da pagare.
Alle ore 18,17 arriviamo ad Innsbruck, avvolta nel gelo, nel buio e piena di luci, giriamo un pò per la città, alla ricerca del parcheggio dei pullman, come suggerito su CamperOnLine (COL), lo troviamo, ma sembra proprio una rapina, € 25 al giorno, senza corrente e con l’acqua ad intermittenza, per condividere appunto lo spazio con i pullman, dove ce n’è sempre almeno uno acceso.
Il parcheggio per la notte in libera.
Decidiamo così di trovare un’altra sistemazione, poco distante da quel parcheggio c’è una zona che apparentemente sembra essere un’area fieristica, poco abitata, con molti parcheggi liberi a pagamento, poco traffico; ci fermiamo così in sosta libera () ed accendiamo la stufa, poi ci inoltriamo a piedi per le vie del centro, giusto per una veloce visita serale della città.
Il camion antico dei pompieri.
L’aria natalizia è ovunque, non solo nelle vie e nei palazzi, incappiamo in un bellissimo veicolo antico dei pompieri tutto illuminato che ci coglie di sorpresa. Nel muoverci dal camper, notiamo che nello stesso isolato c’è anche una stazione di Polizia, proprio quasi davanti a quel parcheggio dei bus. Chiedo ad un camperista di Milano che è parcheggiato lì e mi conferma che quel posto è davvero rumoroso e che i pullman sono sempre in movimento, oltre a sentire il vicino traffico della città, tanto che lui rimpiangeva la decisione di non essere andato in un campeggio.
Una via centrale.
Per le vie c’è molto movimento, anche nei locali, bar, pub e ristoranti, ci sono ancora dei mercatini di Natale che offrono, oltre che l’artigianato locale, anche le loro specialità alimentari, il vin brulè e i panini con le salsicce, la fanno da padroni.
La loggia del Goldenes Dachl.
L’aria è fredda ed ogni tanto scende anche qualche fiocco di neve, ma noi siamo ben vestiti e non ne risentiamo, camminiamo fino a quasi le ore 21 e poi rientriamo per cenare e finalmente rilassarci e perché no, dormire un pò.
La colonna di S. Anna sulla Marie-Teresien-Stasse.
Rientrando abbiamo preso dell’acqua da una fontanella del Hofgarten, che per fortuna non era ghiacciata, situata dietro al parcheggio dei bus a pagamento, vicino al teatro; ne prendiamo giusto 4 bottiglie da 2 lt. per la minestra e per non usare quella nel serbatoio, che di solito non usiamo per mangiare, se non per far bollire la pasta.
Così scopriamo che, nonostante il pagamento, nel parcheggio dei pullman non c’è sempre l’acqua, cosa di cui si lamentava un altro camperista di Bologna che ne era rimasto completamente senza e che aspirava ad un campeggio fuori città.
Il divieto minaccioso.
La notte passa tranquilla, nessuno ha detto nulla, nonostante i minacciosi cartelli che vietavano “il campeggio” ai camper, affissi ovunque lungo le vie dei parcheggi a pagamento. Per il Codice della strada italiano noi non stiamo campeggiando, abbiamo a terra le sole ruote, ma … qui siamo in Austria, noi non sappiamo il tedesco, oltre che non conoscere il loro Codice della strada.
Il traffico è pressoché inesistente, nessun rumore molesto, l’interno del camper regge benissimo la temperatura esterna. Ho provato a verificarne i gradi, ma il termometro ci metteva troppo e così ho deciso che potevano esserci -3° circa, mentre l’interno, con la stufa al minimo è a 11°, il piumone e la tuta fanno il resto, nel letto si sta benissimo, al caldo.
28/12/2008 – Km. 26.288
Abbiamo dormito bene al calduccio, una zona davvero molto tranquilla, anche gli aerei del vicino aeroporto non ci hanno disturbato, il sole mattutino ci fa scoprire che attorno alla città c’è una corona di montagne innevate che ora splendono al sole, sono proprio una meraviglia, così come la condensa ghiacciata all’interno della cabina, per fortuna il Ford si scalda alla svelta.
Il risveglio.
Nel ripartire verso Salisburgo, alle ore 9,30, riprendiamo anche il contatto con il nostro “problema“, ci allontaniamo dalla città, le campagne mostrano il gelo ovunque, e quel rumore, a differenza dall’inizio, inizia a farsi sentire anche in accelerazione, quindi decido che una volta arrivati, cercherò un Ford Service per saperne di più, anche se il periodo delle festività in cui siamo non fa prevedere per il meglio.
Per il momento le altre marce non destano preoccupazione, nessun rumore apparente, ma sono certo che da lì arriveranno delle “tetre sinfonie”, tutto sta a capire “quando”, spero il più tardi possibile.
Il panorama mattutino.
Il viaggio continua tranquillo, il panorama gradevolmente gelato, ci consente di arrivare comodi a Salisburgo, sappiamo che quella di oggi non sarà una lunga tappa, ma questo dovrebbe consentirci di poter avere più tempo per visitare questa bellissima città, così come suggerito dalla guida che ci accompagna.
La cattedrale di Sant Andrea con il parcheggio.
Arriviamo in città alle ore 12 e senza troppa difficoltà troviamo anche qui il parcheggio in centro a Mirabelplatz, come indicato su COL, vicino alla cattedrale di Sant Andrea (); desistiamo però dal fermarci qui, non per il pedaggio che credo sia sui € 16, ma perché ci sono moltissimi camper, la maggior parte italiani, stipati uno vicino all’altro e con i loro bellissimi compressori a vista e funzionanti, che non fanno presagire una notte tranquilla.
L'affollamento sulla sx, a dx è ancora peggio.
Giriamo un pò in perlustrazione per le vie, il traffico non è impossibile, c’è anche un bel sole e la temperatura sembra meno rigida; non fatichiamo a trovare una giusta e comoda alternativa, sempre in sosta libera e senza infrangere nessun divieto, in via Bayerhamerstr (), davanti a noi c’è un bel giardino, ampio e con dei sevizi pubblici a disposizione, anche se per il momento a noi non serviranno.
Il giardino a fianco.
La vicinanza con il centro storico ci consente di arrivare velocemente nell’area pedonale, siamo sempre ben coperti, cappello di lana, guanti da sci e giacca a vento, ma è bello poter passeggiare sotto quel sole gelido.
Il castello dal ponte sul fiume.
Il fiume Salzach divide la città nuova dai vicoli della parte antica. Noi siamo in sosta nella parte nuova, così possiamo osservare le due diverse visioni, il ponte è anche l’unico punto di congiunzione tra le due parti.
Sopra la città vecchia c’è la fortezza di Hohensalzburg che sorveglia la città, in questi ultimi tempi stiamo vedendo molti castelli e fortezze medioevali, così anche in questo viaggio possiamo tuffarci con l’immaginazione nel medioevo e scoprire un pò di più sulla costruzione della attuale Europa.
Lungo le vecchie viuzze si respira ancora l’aria natalizia e ci sono le bancarelle dei mercatini; sono anche molto evidenti i segni della ristrutturazione in corso sugli antichi edifici.
La cupola pluri affrescata.
Tutti gli edifici che danno sulla Residenzplatz sono nascosti dalle coperture per ristrutturazione, così come il Duomo, fin troppo imponente per la piccola piazzetta che lo accoglie. Leggiamo sulle guide che è opera di architettura italiana e questo ci fa un pò piacere, scopriamo anche che quella attuale é la terza ricostruzione, l’ultima fu devastata dall’ultima guerra in un bombardamento.
La fonte battesimale.
Scopriamo anche che qui, oltre ad un imponente organo, c’è anche il fonte battesimale, originale, appartenente alla prima costruzione del Duomo, dove sono stati battezzati a suo tempo Mozart e Josef Mohr, l’autore dei testi della famosissima canzone “Stille Nacht“.
L'imponente organo funzionante.
Anche la vicina Mozartplatz è invasa, ma questa volta è una pista di ghiaccio per il pattinaggio che la occupa, con la sua musica assordante che la accompagna.
La piazza di Mozart con la sua statua in lontananza.
Dietro al duomo c’è l’ampia Kapitelpatz, con una scacchiera gigante ed i pezzi banco e neri in legno sulla quale stanno anche giocando una partita. La scacchiera é sovrastata da ed un globo dorato, con in cima un omino, di cui ignoriamo il significato e da lì si scorge anche la funicolare che porta alla fortezza.
La scacchiera, il globo e la fortezza sullo sfondo.
Prima di salire alla fortezza scopriamo un mulino ad acqua funzionante, più che il mulino in se, sono curiose le costruzioni che l’acqua ghiacciata ha creato attorno ad esso.
Il mulino in movimento.
Il movimento fermato dal flash.
Il ghiaccio con la luce naturale.
La funicolare è veloce ed in un attimo ci porta in cima, già salendo il panorama è notevole.
La Kapitelplatz dalla funicolare con il duomo sullo sfondo.
Purtroppo la giornata è un pò offuscata, la stagione è quella che è e poi siamo ormai al tramonto, da queste parti il sole cala presto, ma l’immagine della città con il fiume che l’attraversa è davvero magica, peccato che le fotografie non le rendano il giusto onore.
La prima parte del fiume Salzach.
La parte centrale della città.
L'ultima parte visibile, con le ombre della fortezza.
La città dietro la fortezza.
Nonostante la sua imponenza, non c’è molto da vedere della fortezza, è ancora abitata, però ci sono delle sale che mostrano parte della storia che ha interessato l’Austria come l’Italia, come ad esempio, alcuni reperti della prima guerra mondiale, con anche dei cimeli appartenuti ai soldati italiani.
La stufa di maiolica.
Si riesce anche a visitare la stanza privata dell’arcivescovo, con la sua stufa di maiolica ed un primordio di gabinetto, un pò l’antesignano della cassetta del camper, poiché lo scarico era immediatamente … sotto! … le mura!!!
L'antico water.
Uscendo dalle sale interne siamo catturati da un bellissimo tramonto, con il rosso scuro che lascia il posto al nero della notte, la città che inizia ad illuminarsi, il movimento delle auto, davvero un’atmosfera imperdibile.
La città illuminata, vista da una feritoia.
Il tramonto che crea due volti, Adamo a dx ed Eva a sx.
Ritornando in città e vagando per i vicoli capitiamo nella piazza Università, dove scorgiamo a terra un corso d’acqua che sprofonda con repentina violenza in un buco perfettamente circolare; allargando meglio lo sguardo scopriamo che è una meridiana, con l’asta che sovrasta il foro di scarico, direi che è una fontana molto suggestiva.
Il foro di scarico.
La meridiana.
La città notturna offre altre possibilità per stupirsi, come l’effetto delle illuminazioni dei palazzi storici, come anche l’insegna del Mc Donald’s perfettamente integrata nel contesto storico od addirittura tre intere vetrine che esponevano distese di uova pasquali colorate a mano.
L'insegna di Mc Donald's.
La serata per noi si conclude con la passeggiata del ritorno al camper, oltre al viaggio abbiamo camminato moltissimo, per fortuna abbiamo trovato un punto informazioni turistiche che ci ha dato un paio d’indirizzi di Ford Service , così domani mattina avremo dove andare.
Le uova pasquali esposte.
La temperatura scende ancora, la stufa non l’avevo lasciata accesa, forse per troppa fiducia, ma per fortuna arriviamo al camper e troviamo una temperatura interna di 10°, evidentemente le coperture per combattere il freddo stanno lavorando perfettamente, ci vuole solo una striscia di velcro per fermare la divisione con la cabina e le sedute delle dinette, ma per questo ci penseremo al ritorno a casa.
La fortezza e i monumenti illuminati.
La stufa raggiunge alla svelta la temperatura di 17°, ci prepariamo la cena, facciamo il punto per la giornata di domani e poi un sano e meritato riposo, sempre con la stufa accesa al minimo.
29/12/2008
La sveglia è alle ore 7, preferisco essere alla svelta dal meccanico, però questo non c’impedisce di goderci una bella colazione calda; scopriamo in ritardo il ghiaccio sul vetro interno della cabina, effetto della condensa notturna, questo ci porta a doverlo sbrinare grattando il ghiaccio, mentre sarebbe bastato lasciare il motore acceso qualche minuto, ma non abbiamo tempo da perdere.
Il parcheggio libero e bello, con il ghiaccio mattutino in cabina.
Noi ci siamo preparati un biglietto con scritto una frase in tedesco {il testo in tedesco: “Bitte 1 kostenvoranschlag (fax) fur geräusch ubertragung fur versischerung nach-er reparier“, scritto senza sapere la lingua e traducendo dal dizionario: “Per favore, un preventivo per un problema alla trasmissione per l’assicurazione, prima di ripararlo“}, che poteva riassumere velocemente il nostro disagio e relativo bisogno. A ragione non eravamo molto sicuri sulla correttezza, ma sembrava funzionare ugualmente bene e così intanto ieri abbiamo passato una bella serata.
Facciamo visita prima al più grande concessionario Ford di Salisburgo, un efficiente capo officina prova il camper e sancisce il primo verdetto, tra il suo inglese e il nostro gesticolare, riusciamo a capirci: “la scatola del cambio è rotta, nessun problema, alla più disperata perderai la 5° marcia”.
Lo sbrinamento del parabrezza.
Purtroppo per noi, in quella concessionaria non hanno il tempo necessario, ci offrono un intervento per il 15-16/1, data per noi impossibile.
Anche la seconda officina non può accoglierci, ma esorto il titolare a provare il mezzo, dopo di che lui si astiene dal suggerirci di proseguire, anche se conferma il guasto alla scatola del cambio.
Però ci indirizza verso un terzo concessionario, per fortuna è sulla strada per Praga, quindi fuori Salisburgo; arriviamo dopo poco e qui troviamo delle persone gentilissime che, nonostante la difficoltà della lingua, comprendono benissimo il problema, anche qui il meccanico ci suggerisce di non usare la 5° e secondo lui non dovremmo avere problemi.
A questo punto, Marta ed io, prendiamo una veloce e inevitabile decisione: proseguiamo fino a Praga!
C’è sì un pizzico di incognita e d’incoscienza, ma in fondo abbiamo sempre la nostra casa sulle spalle, perciò questo ci conforta un pò e poi a Praga non dovremo usare il mezzo; sono le ore 10,30 e riprendiamo la marcia da Seekirchen, poco fuori Salisburgo, dove c’era l’ultimo meccanico, modificando così di poco il percorso previsto ().
Subito usciti dall’ultimo concessionario, troviamo una coda incredibilmente lunga e ferma per l’ingresso in autostrada, così chiediamo l’aiuto al navigatore di dirigerci verso Český Krumlov, penultima tappa prima dei Praga, senza autostrada, tanto sulla statale non c’è traffico e noi non siamo certo in grado di correre e poi sono solo 218 km.
La strada statale deserta.
Il paesaggio che ci si presenta cambia, ora abbiamo davanti a noi strade deserte e campagna imbiancate dal gelo e da qualche nevicata recente.
Poi rientriamo in autostrada e così scopro che mantenendo una velocità costante, senza sforzo ed in piano, il rumore quasi sparisce del tutto, alleggerendo così l’impatto morale sulle mie vertebre.
Giusto avvicinandoci a Linz troviamo un pò più di movimento, ci sono un pò di svincoli da prendere o evitare, ma il navigatore è precisissimo e puntuale, informandoci per tempo.
Il paesaggio della Repubblica Ceca.
Dopo Linz, entrati nella Repubblica Ceca, passiamo da quel che resta di un vecchio confine, lasciando l’autostrada alle nostre spalle. Qui incontriamo un altro tipo di panorama, sempre freddo, ma più alberato, le strade però sono sempre libere da neve e dal traffico.
Giusto prima di attraversare il fiume, su quello che doveva essere il nostro percorso, scorgo molta neve, (forse era solo apparente) ma decido di proseguire, così prendo il ponte successivo 8 km dopo.
Il parcheggio a Český Krumlov.
Alle ore 14,30, con il contachilometri che segna km. 26.723, arriviamo a Český Krumlov, ci sono molte indicazioni di parcheggi, ovviamente tutti a pagamento, ma noi ci fermiamo al primo (), è vuoto e c’è solo un camper italiano di Modena già parcheggiato, a vedere il secchio sotto, probabilmente ha passato lì la notte; alle spalle anche qui c’è un parcheggio dei pullman e questo non ci tranquillizza certo, ma … ci penseremo al ritorno dalla visita al paese.
L'insieme del paesino.
Mangiamo un veloce panino, non c’è tempo per la pasta, qui il sole scenderà ancora prima del solito, così affrontiamo il primo nostro impatto con le corone ceche che avevamo portato da casa, paghiamo il parcheggio (a pagamento ovunque dalle 7 alle 19, dal lunedì al venerdì) e c’incamminiamo per la visita di questo antico borgo medioevale, molto particolare.
La piazzetta centrale con la colonna della peste.
Fuori fa un freddo cane, anche se c’è ancora un timido e velato sole, per terra il ghiaccio aggredisce ogni segno d’acqua e questo non è bello per le condizioni stradali.
Le viuzze con una turista a caso che osserva.
Il paesino è a due passi, ci regala subito una bella visione, è un agglomerato di casine tutte decorate, ai piedi di quello che sembra essere una fortificazione che doveva proteggere quel luogo.
La facciata di una casa decorata.
E’ davvero un paesino curioso, abbracciato dal fiume Moldava. E’ un misto, tra il calore dei colori delle case e il ghiaccio che viene trasportato dalle acque.
La Moldava con il ghiaccio.
Entriamo nella fortezza, scopriamo che è chiusa al pubblico da ottobre ad aprile e che si possono visitare solo i 3 cortili interni; dal 1600 nel fossato vengono allevati e custoditi degli orsi bruni, apparentemente sembrano molto tristi, nonostante il mangiare e le cure che vengono loro riservate.
Uno dei due orsi.
Il primo cortile interno.
Da qui il panorama sul paese è stupendo, si vede benissimo la caratteristica ansa del fiume che lo avvolge e che ha fatto di questo luogo la sua bellezza.
Una veduta dall'alto della Moldava con il ghiaccio.
La seconda parte dall'alto.
La prima parte del paese.
La vista poi permette di osservare il parcheggio centrale, proprio sotto il castello, in questi giorni non certo affollato, ma chissà nella bella stagione, di sicuro anche questo come gli altri, è a pagamento, da questa visuale non capisco se potrebbero esserci impedimenti per la sosta in camper.
Il grande parcheggio centrale.
Ritornando verso il camper percorriamo strade diverse (alla fine non sono poi così tante), così incontriamo un piccolo supermercato della Coop locale, nulla di speciale, ma è simpatico trovare qualcosa in comune con le nostre abitudini.
La coop ceca.
Davanti ad una bella e buona cioccolata calda ci consultiamo, tutto sommato è ancora presto per fermarsi, discutiamo un pò sulla perplessità di muoversi ora e trovare delle strade ghiacciate, ma questo inconveniente lo troveremmo anche domattina presto, pertanto, alla fine, decidiamo di riprendere il viaggio per l’ultimo pezzo verso … Praga.
Alle ore 17,30 rimettiamo in moto il camper, il freddo adesso è anche accompagnato da una brezza gelata che ti stacca le orecchie, notiamo poi che i pullman nella piazzola sopra di noi hanno anche acceso i motori, questo posto non dev’essere proprio molto tranquillo.
Il navigatore continua ad aiutarci e a parte il primo pezzo iniziale, poi ci troviamo su una super strada, facilitandomi così il mantenimento della velocità costante e senza strappi. Il rumore ahimè aumenta, i 177 km () che ci separano dalla meta finale li percorriamo con calma e ancora senza traffico, la serata è bellissima, non c’è traccia della neve, fa solo freddo ed il nostro glorioso motore Ford, anche se “antico”, ci sta riscaldando alla grande. E’ vero, la cellula dietro di noi è un ghiaccio, ma nella sfortuna di non avere i figli al seguito, la fortuna è che così non gelano.
L’ingresso a Praga è trionfale, la città sembra ci stia aspettando, il vialone Strakonickà è pressoché deserto e ben illuminato, abbiamo inserito l’indirizzo di via Troja dove, stando alle indicazioni di COL e di Lunamao, dovremmo trovare parecchi campeggi per camper.
Questa destinazione ci permette di iniziare ad assaporare un pizzico della città, è bello poterla attraversare in camper, il traffico pare essere ordinato e le strade sono in buonissime condizioni, il fiume Moldava poi sembra controllare in silenzio tutta la città.
Dopo qualche attraversamento di ponti, alle ore 22 arriviamo a destinazione con Km. 26.905 … (curioso, siamo partiti a 25.906!), sulla strada incontriamo un camper con 3 ragazzi di Bologna, assieme ci dirigiamo subito al campeggio Dana Troja, me lo aveva raccomandato Lunamao e puntualmente lo troviamo completo.
L'interno del campeggio.
Senza disarmarmi, li conduco a quello precedente. Sulla stessa via in effetti ce ne sono parecchi, ma è solo al 3° tentativo che troviamo posto. Dapprima questo campeggio l’avevamo scartato poiché era l’unico ad essere completamente deserto, mentre gli altri erano tutti pieni. Solo un altro aveva posto, proprio il primo della via (), era meglio attrezzato con gli autobloccanti e i lampioncini di fianco ai posti, ma era anche molto più caro.
Il nostro posto.
Così decidiamo di fermarci presso il Camp Herzog, siamo i primi 2 camper che si sfidano il cortiletto deserto. Per cercare posto sono sceso in strada con solo il pile, ma saltando da una reception all’altra, sempre a piedi e di corsa, mi stavo congelando, il freddo qui è davvero secco e pungente.
Ci accoglie la proprietaria, una simpatica signora che si destreggia bene anche in inglese, ci accompagna al buio nelle operazioni di parcheggio, lei ha in mente una sua configurazione, ci dice che ci sono molte “riservation”, noi le crediamo e l’assecondiamo, il prezzo giornaliero concordato per noi due con il camper e la corrente è di Kc. 506 (il cambio è di Kc. 25,65 = € 1, quindi alla fine sono € 19,72 al giorno), con bagni e docce calde a volontà, incluse nel prezzo, carico e scarico compresi. Per l’uso esterno dell’acqua bisogna solo chiedere a lei : la notte precedente erano arrivati a -15° e quindi deve chiudere tutte le forniture idriche esterne.
Per oggi e in particolar modo per questa notte le avventure possono bastare, già poter fare tacere quel rumore è un gran risultato, siamo finalmente riusciti ad arrivare alla nostra meta e per qualche giorno non ci muoveremo certo da qui con il camper.
Ho ancora la curiosità di capire come ne verremo fuori da queste temperature, ma questo è il bello, le prove delle uscite precedenti sono ben servite, le scorte di acqua e gas ci sono, il sale è negli scarichi, accendo la stufa, ci prepariamo una bella zuppa calda e poi si va a dormire per un giusto e caldo riposo.
30/12/2008
Sveglia alle ore 8, abbiamo dormito alla grande, la stufa al minimo, ma nessun problema di freddo, il boiler ci da il giusto conforto, una calda colazione aggiunge il resto.
Appena sceso dal camper pensavo peggio, proviamo anche a scaricare le grigie, giusto per precauzione, ma ormai è tardi, questa notte siamo scesi solo a -5°, ma è stato sufficiente per fare il tappo nei due scarichi, riesco però a caricare l’acqua chiara e poi vedremo.
Come mi ero ripromesso, ho versato molto sale negli scarichi, sia in cucina che in bagno, ma evidentemente non è servito fino allo scarico finale, giusto nel foro d’uscita, forse per queste temperature sono meglio le resistenze sugli scarichi, tanto più che, se come questa volta, abbiamo la corrente a disposizione, oppure bisogna mettere il secchio sotto, ma … è una menata dover uscire la sera, dopo cena, prima di andare a dormire, per scaricare l’acqua del secchio.
Il biglietto del tram giornaliero.
Acquistiamo gli abbonamenti giornalieri per i mezzi pubblici, esiste un abbonamento per 3 giorni a Kc. 330, ma è assurdo, quello per un giorno solo costa Kc. 100 (€ 3,89), così ne prendiamo 6 per i 3 giorni e risparmiamo.
Uno scorcio della torre astronomica.
Il nostro primo pellegrinaggio cittadino inizia alle ore 10,30, proprio in fondo alla via del campeggio, c’è la linea del tram 14 che ci porterà in pochi minuti in centro città, la proprietaria del campeggio ci ha dato il nome della fermata, (Vàclavské Namêstì) in pratica è in piazza Venceslao.
L'antica torre astrologica.
Incontriamo subito quel che resta dei mercatini di Natale, bellissimi nelle loro esposizioni di articoli locali e loro prelibatezze gastronomiche, dolci e salate.
Il dolce Trdlo.
La lavorazione e cottura del Trdlo.
Iniziamo subito con il Trdlo, un dolce fatto di pane dolce, pasta di mandorle, vaniglia e zucchero, preparato e cotto sul momento, lo vendono caldissimo, è proprio delizioso (Zc. 50 = € 1,96), in giro ci sono anche i panini con le salsicce, ma aspettiamo un pò più in là, altrimenti qui ci si rovina subito.
La piazza con la cattedrale di Tyn.
Ci sono moltissimi turisti, di ogni nazionalità, anche se gli italiani la fanno sempre da padroni, non è difficile sentire parlare in italiano, o meglio ancora, in dialetto, tra la folla che ti scalda e ti porta inevitabilmente in centro.
La chiesa di San Giorgio.
L’ingresso sulla grande piazza della città vecchia (Staré Město) è immediato, la torre dell’antico orologio astronomico colpisce subito la visuale, la folla è ovunque, non solo davanti all’orologio, per attendere lo scoccare dell’ora, momento in cui si muovono le figure esterne, secondo un preciso ed antico rito, mentre la morte suona la campanella.
Il palazzo accanto.
Anche qui ci sono le bancarelle, con assieme l’inevitabile massa di persone e di merci, un pungente profumo di salsicce ci avvolge, ma decidiamo di proseguire la visita.
Un fabbro che mostra la sua arte.
La piazza è davvero grande ed i palazzi attorno riescono a catturare ugualmente l’attenzione del turista, come la chiesa di San Giacomo dietro la torre, la Cattedrale di Tyn sul lato opposto, i palazzi dipinti che fanno da contorno al movimento, tutto davvero suggestivo.
L'interno della cattedrale di Tyn.
Nelle bancarelle, come avevo già detto, c’è di tutto, ma non mi sarei mai aspettato di trovare una fucina di un fabbro perfettamente funzionante, che forgia monili per i turisti curiosi ed affascinati.
Un palazzo dipinto.
La curiosità di questa cattedrale gotica è che non è accessibile direttamente dalla piazza, ma si deve entrare nel portico di un edificio che la copre, per poter accedere ad un piccolo cortile e finalmente nella chiesa, non si capisce del perché una chiesa così bella doveva essere “nascosta”.
La cattedrale nascosta di Tyn.
Quello che colpisce è che le due torri della Cattedrale non sono simmetriche, fu deciso così per rappresentare entrambi i lati, quello maschile e quello femminile, del mondo, come caratteristico dell’architettura gotica.
Finalmente s’è fatta l’ora del pranzo, le tentazioni non mancano perciò via con i panini …
Il panino con la salsiccia.
… in questa splendida città, vogliamo lasciar perdere proprio il famosissimo prosciutto di Praga?
Il prosciutto.
Ma camminare si sa, fa consumare energie, e allora vogliamo perderci la Langoše? Per nulla al mondo!
La bancarella che vende ...
Questa vista mi ha catapultato alla mia infanzia, mia madre ci preparava ogni tanto la pizza fritta, con il pomodoro e la mozzarella, certo qui usano il ketchup e mozzarella tritata fine e fredda, ma il gusto è ancora molto vicino a quello che dovrebbe essere, è ustionante, ma la mia ingordigia non permette agli ingredienti di scaldarsi.
Langoše la ... pizza fritta!
Dopo la veloce sosta per il frugale pranzo, proseguiamo la visita della città, fa sempre un freddo cane, anche se c’è il sole, basta togliersi un guanto per fotografare, che si congela la mano.
Altri palazzi caratteristici.
In giro troviamo moltissime pizzerie e trattorie, segno inconfutabile che l’italiano è entrato perfettamente nei loro costumi, logicamente non ci sogniamo minimamente di avvicinarci alla cucina italiana, quando mangeremo fuori dal camper, sarà solo cibo ceco, mi sembra logico, non mi sono giocato la 5° marcia per mangiare le tagliatelle alla bolognese.
Questo palazzo è un sogno.
Praga ha anche un quartiere ebraico, quello che nella seconda guerra era un ghetto e che per volontà nazista, doveva diventare un “monumento alla razza estinta“, ora si chiama “Josefov“, dal nome del rabbino di allora.
L'ingresso al getto.
Sappiamo che la sua visita completa potrebbe portar via una giornata intera, pertanto ci limitiamo a girargli attorno, ma è impossibile non scorgere il cimitero surreale ebraico, dove vi sono fino a 9 strati di sepolture, tanto da sporgere dalle mura di cinta.
Il cimitero ebraico.
Nel quartiere ebraico c’è anche una sinagoga con due orologi, il primo in alto normale e l’altro ha segnato le ore in ebraico e, siccome l’ebraico si legge da destra a sinistra, anche l’orologio gira al rovescio.
L'interno di una sinagoga museo.
Proseguiamo nella camminata, il sole timido inizia a calare e si sente, però siamo ancora coinvolti e catturati da ciò che la città può mostrarti.
Il quartiere ebraico, con l'orologio inverso.
Arriviamo in Piazza Jan Palach, per me è impossibile non ricordare quel giorno 16/1/1969, ero a scuola e mi ricordo di quanto mi abbia molto colpito il suo gesto estremo, darsi fuoco in Piazza Venceslao per protestare contro l’invasione russa, immolare la propria vita per un ideale così forte come la libertà.
La lapide in suo onore.
Da allora gli hanno dedicato questa piazza, in passato questa è già stata rinominata più volte, a seconda delle vicissitudini del momento, ora c’è solo una lapide a fianco dell’università di filosofia in cui lui era iscritto.
Piazza Jan Palach.
Proseguendo sempre costeggiando il fiume Moldava, arriviamo al famosissimo Ponte Carlo, la folla di persone, soprattutto davanti a questi importanti monumenti storici è sempre molta, è difficile poter fare delle foto decenti, tra le persone e il freddo che non ti da il tempo necessario per aspettare, in più sul ponte ci sono anche delle antiestetiche protezioni per dei lavori di ristrutturazione che dureranno ancora per altri mesi, che impediscono il movimento.
Il ponte Carlo in ristrutturazione.
La torre d'ingresso al ponte.
In mezzo al ponte c’è l’altrettanto famosa statua di San Giovanni Nepomuceno, martirizzato per aver mantenuto il silenzio della confessione, si dice che chi tocca il suo basso rilievo alla base della statua, vedrà esaudito un suo desiderio inespresso: c’era la fila per le due toccatine!
La toccatina per il desiderio ...
Così come il basso rilievo a fianco, dove mostra un cane fedele, chi lo tocca avrà fedeltà, quindi, dopo aver fatto la prima fila, perché non toccare anche questa?
... e quella per la fedeltà.
Su questo ponte “magico“, passando il fiume, si entra nel quartiere di Malà Strana (Piccola città), anche questo quartiere è molto caratteristico, appena passato il ponte, c’è un tratto di fiume che sembra imitare Venezia, il canale Čertovka, si dice che di notte qui vaghino dei fantasmi, ma qui, con la birra che si beve, ce ne sono così di leggende.
La torre verso Malà Strana.
Pare che le ultime statistiche annuali, diano il consumo della birra pro capite, bambini compresi, a 500 lt. all’anno, una quantità incredibile anche solo a pensarla!
Piazza Malà Strana.
Il buio ormai serpeggia tra le viuzze della collinetta, così ci concediamo una buona cioccolata calda per riposare e riscaldarci un pò; qui scopro un dépliant che pubblicizza un “Grande Tour della città”, il costo è di Kc 1.200 (€ 46,78), compresa la guida in italiano, il pasto, il battello, per 6 ore, per questo ci attardiamo un pò nel pensarci e nel convincerci.
Il castello nella notte.
Ritorniamo sui nostri passi, le luci serali riescono anche loro ad affascinarci ancora, nonostante il gran camminare che abbiamo fatto.Visitiamo come di consueto anche un piccolo super mercato locale, in piazza Venceslao, curiosiamo come sempre tra le abitudini e i prodotti locali e non, tra le altre curiosità ci stupisce un pompelmo gigante, mai visto in Italia di quelle dimensioni, così, assieme al latte e biscotti locali, ne prendiamo uno (anche se è cinese! ), giusto per curiosità e c’incamminiamo stancamente verso il camper.
Il pompelmo gigantre.
In questa piazza stanno preparandosi per il concerto gratuito di domani sera sotto la statua, la maggior parte delle transenne sono già posizionate, così come il palco e lo schermo gigante, nella città, ma qui in particolar modo, c’è molta polizia e questo, da un lato ci preoccupa, dall’altro ci conforta.
Piazza Venceslao verso il museo nazionale.
Piazza Venceslao è una strana piazza lunga e rettangolare, con il centro pedonale che può accogliere molte persone, attorno ci sono più che altro alberghi di lusso e locali serali.
Piazza Venceslao verso il centro città.
Riprendiamo il nostro bellissimo tram 14 e ritorniamo al campeggio, anche il tragitto sul mezzo pubblico ha il suo fascino, una veloce sosta al centro commerciale “Palladium” sulla strada del ritorno, alla ricerca di un improbabile regalo da portare a casa e siamo sul camper.
La stufa accesa al minimo ha fatto il suo bel lavoro, ci sono +11°, fuori saremo certo qualche grado sotto zero, ma dentro, alzata la temperatura, si sta benissimo, scopro solo che la cabina spiffera un sacco d’aria fredda, la copertura multistrato di per sé tiene benissimo, ci vorrà solo del velcro per tenerla meglio chiusa sulla spalliera della dinette.
Ci prepariamo un’altra bella minestra calda, mentre giustiziamo il pompelmo gigante, quando lo mangiamo ci lascia un pò male, è molto asciutto, ovviamente ha degli spicchi giganti, ma senza sugo, il gusto non è male, ma … da un pompelmo grande, non doveva esserci anche un grande succo?
Decidiamo per l’indomani di tentare il tour della città, sul dépliant non c’è nessun indirizzo, se non l’indicazione che “per 365 giorni all’anno, alle ore 10, in piazza Venceslao, sotto la statua del santo, ci sarà la guida in italiano con un ombrellino giallo“, noi incalliti sospettosi italiani, dopo aver pensato tutte le possibilità negative, vogliamo dare fiducia a questa iniziativa.
31/12/2008
Ci svegliamo alle 8, avevo lasciato il boiler acceso, così ci laviamo sul camper, una veloce calda colazione e via per il giro della città, anche oggi c’è il sole, ma poi scopriremo che di notte ha fatto un bel -10°, cosa da non accorgersi all’interno.
La periferia di Praga.
Arriviamo in piazza Venceslao in leggero anticipo, sotto la statua del santo patrono di Praga ci sono molti italiani e qualche persona con gli ombrellini gialli che ci sta aspettando, ci spiegano che il giorno prima erano 85 persone, in un solo gruppo, così, pur non sapendo nulla per oggi, faranno due gruppi.
Alina la nostra guida.
Noi scegliamo di stare con la guida più simpatica, si chiama Alina, è una ragazza ceca, ma parla benissimo, non solo l’italiano, anche l’inglese e il tedesco, nel parlare con lei scopriamo anche che ha un figlio di 10 anni, raccontandoci così il punto di vista della città da parte figlio.
Il Grand Hotel in piazza Venceslao.
Partiamo subito alla scoperta della piazza Venceslao, raccontandoci altre leggende cittadine anche su questo personaggio, ripercorriamo parte di ciò che avevamo visto ieri, ma questa volta con più significato, cogliendo qualcosa che inevitabilmente c’era sfuggito e seguendo i suoi avvincenti racconti.
Un antico palazzo in piazza Venceslao.
Percorriamo tutta la lussuosa via Parizska fino ad arrivare al molo del battello che, oltre a raccogliere la quota di partecipazione, ha lo scopo di offrirci una bevanda (calda o fredda) inclusa e di farci vedere la città dal fiume, fino ad arrivare alla cascatella e ritornare allo stesso punto.
Le torri diverse della cattedrale Tin.
In questa occasione scopro con l’occhio del camperista, che sull’argine ci sono dei parcheggi, sulla strada che passa sotto i ponti è per i pullman, altrimenti sulle banchine ci potrebbe essere anche molto spazio a disposizione, tutto sta a vedere che cosa potrebbero dire i cartelli di parcheggio che vedo, ma non riesco a leggerne i cartelli sottostanti, e le persone che già parcheggiano le auto in quei posti, certo è che in inverno sarebbe sconsigliabile stare lì.
La via Paritzka.
Finito il giretto di un’ora circa, riprendiamo il cammino, giriamo attorno al ghetto ebraico, ci spiega che la visita completa durerebbe un’intera giornata, ma riesce a darci moltissime informazioni, così come per la visita al campo di concentramento di Terezin (circa € 60 per 5 ore), in periferia di Praga a 60 km dalla città.
La casa di Franz Kafka.
La guida ci mostra anche la casa natale di Franz Kafka, la cui lapide compare all’angolo della casa, vicino al nome della via a lui dedicata, definendo il grande scrittore come uno scrittore di Praga, ma non ceco, poiché scrisse sempre in tedesco.
Il ponte Carlo dal fiume.
L'interno del battello.
Ancora la città dal battello.
A questo punto ci porta a pranzo, nel pieno centro storico, presso il ristorante Vysmaty Zajic “Il coniglio sorridente“, tipico ristorante della Repubblica Ceca, ovviamente ci aspettavano e ci fanno accomodare nelle lunghe tavolate.
Il ristorante.
L'interno del ristorante.
Per primo un brodino di verdura (!!!), secondo io ho preso il maiale arrosto con crauti e un pane farcito loro, Marta ha preso il gulasch sempre con queste fette di loro pane farcito, è compreso anche un bicchiere di vino o birra o acqua e ovviamente noi scegliamo la birra rigorosamente ceca e chiara.
L'arrosto di maiale, con crauti e pane locale.
Durante il pranzo chiedo informazioni per la birreria Ufleku che mi aveva consigliato un mio collega, è nel pressi del teatro nazionale ed è una birreria quasi turistica, dove si serve espressamente la birra scura, ci consiglia un paio di birrerie, vedremo se riusciremo a visitarle.
Prima di riprendere il giro s’è verificato uno spiacevole imprevisto, 4 ragazzi maschi di Roma hanno ordinato una bottiglia intera di vino rosso, avrebbero dovuto pagarla ed invece se la sono battuta, che miseri!
A sx i santi dela città, a dx la principessa.
Il costo della bottiglia è di Zc 250 (€ 9,74), filarsela per meno di 10 euro e far fare la figura dei pezzenti a tutti gli italiani, non è certo gradevole, così facciamo una veloce colletta, racimoliamo una manciata di monete, euro e corone, e poi proseguiamo, intanto di quei 4 non c’è più traccia.
Il cartello che indica gli orari di aperture del vicolo.
Poco lontano dal ristorante c’è un piccolo vicolo di passaggio, serve per unire due vie parallele, però è ben indicato che il passaggio viene chiuso nelle ore notturne per evitare che possa diventare pericoloso.
Il lampione a gas.
La guida ci ha spiegato che negli ultimi anni, per rendere più turistica la città, l’amministrazione ha riportato i lampione della città a gas, una notizia davvero strada al giorno d’oggi.
Il cambio della guardia.
Ritorniamo al ponte Carlo e al quartiere di Malà Strana, prendiamo il tram 22 e ci dirigiamo al castello di Praga, residenza del presidente della Repubblica Ceca, assistiamo al cambio della guardia e anche se siamo in una porta secondaria ed è una cerimonia ormai nota ovunque, lascia sempre il suo fascino.
L'ingresso al castello presidenziale.
All’interno visitiamo la cattedrale di San Vito, una particolare costruzione gotica, una delle più grandi d’Europa, ci sono voluti ben 600 anni per arrivare a vederla così, lo si nota anche dal diverso colore scuro della prima parte, rispetto all’ultima.
La facciata della cattedrale di S. Vito.
La chiesa è immensa, piena di guide con i loro turisti al seguito, per fortuna c’è un giro da seguire, così la nostra guida può spiegarci per bene le cose principali.
L'interno della cattedrale.
Anche in questa chiesa ci sono tanti riferimenti a San Venceslao, patrono della città, qui c’è anche la sua tomba con le statue attorno, tutto in argento puro e che ricordano il suo martirio.
La vetrata con la storia di San Venceslao.
Purtroppo all’interno non sono riuscito a fare delle belle fotografie, c’era troppo movimento senza flash e con il flash avrebbe reso ancora meno.
La parte destra vecchia escura della cattedrale.
All’uscita ormai è buio, visitiamo il vicolo della porta d’oro, dove c’è la una fila di casine piccole, tra cui la più piccola casa di Praga e la casa azzurra dove Franz Kafka scrisse le sue lettere.
La via della Porta d'Oro.
A questo punto la visita guidata finisce, ci si saluta tutti e noi due ci concediamo la nostra ormai classica cioccolata calda, di freddo ne abbiamo già preso abbastanza; è stato bello poter ritrovare poi anche Alina, la guida, così da poter scambiare altre due parole, sarebbero molte le cose che vorremmo chiederle, ma comprendiamo la fatica e la stanchezza che lei avrà addosso e così, dopo qualche inevitabile accenno ai figli, ci muoviamo ritornando in città.
Il canale
Per strada, vicino al canale Čertovka, scopriamo nel buio un museo del caffè, è chiuso, ma ha di particolare una fontana al centro di un cortiletto, raffigura due uomini che riempiono la pozza, muovendo il bacino e facendo pipì, purtroppo la poca luce non permette di immortalarli con soddisfazione, ma qualcosa c’è.
Una veduta notturna del canale.
Commentando la soddisfazione di quel tour cittadino, cercando di ricordare i passi salienti, ci dirigiamo verso la birreria Ufleku, fatichiamo non poco a trovarla, ma solo perché dalla stanchezza, sbagliamo i punti di riferimento sulla cartina.
Una veduta notturna di Praga.
Altra veduta notturna di Praga.
Raggiunta la birreria scopriamo che questa sera sarà ben difficile poter entrare in qualsiasi locale, è stato tutto prenotato per il capodanno, girovaghiamo inutilmente alla ricerca di qualche posto non convenzionale, ma ben presto (si fa per dire, sono già le ore 20!) desistiamo, siamo troppo stanchi per continuare e decidiamo di passare l’ultimo sul camper.
Piazza Venceslao pronta per capodanno.
Non solo in piazza Venceslao, ma ovunque ci sono fiumi di persone che si preparano in fila ad entrare nei locali o girano per le piazze principali, noi però siamo proprio cotti, stiamo camminando in continuazione dalle 9 di questa mattina, non è tanto per il freddo in se, siamo ben coperti, ma è la stanchezza fisica che fa la differenza, abbiamo raggiunto il livello di saturazione e proseguire vanificherebbe lo sforzo.
Il biglietto del Gran Tour della città.
Avremmo voluto passarlo sul ponte Carlo, con la bottiglia di spumante e il panettone che religiosamente ci siamo portati da casa, ma … faremo il brindisi sul camper, in fin dei conti ha anche lui ben diritto di essere festeggiato e di festeggiare l’arrivo del nuovo anno con noi.
Non ci prepariamo altro che un bel the caldo, ci mangiamo stancamente il panettone, qualche commento ancora sulla giornata, su questa fredda vacanza e poi arrivano le 24; in campeggio adesso ci sono anche altri camper, molti sono italiani di Brescia, lasciamo che il loro conto alla rovescia ci guidi allo scoccare della mezzanotte e … Buon 2009!!!
1/1/2009
Questa mattina non abbiamo fretta, prima della colazione ci concediamo una lussuosa doccia calda ai servizi, i locali sono riscaldati da dei termosifoni elettrici che la proprietaria lascia acesi anche la notte, altrimenti gela tutto, quando sono andato a scaricare la cassetta delle nere per il ritorno di domattina, ho solo prima dato una maggiore accensione al termostato.
Il gelo di capodanno sul fiume.
Il ponte Carlo a capodanno.
Dopo una bella colazione che ormai ci vizia ogni mattina, riprendiamo la via del centro, tra le ultime cose, abbiamo deciso di dare uno sguardo a quella che chiamano la torre Eiffel di Praga o meglio la Torre panoramica di Petrin, con 2 tram ci mettiamo pochissimo, purtroppo la giornata è nebbiosa, a tratti pare scendere anche qualcosa che potrebbe assomigliare alla neve , ma per fortuna smette subito.
La funicolare per la torre panoramica.
La torre panoramica.
La torre pare essere proprio una miniatura dell’originale, però decidiamo di non salire, è inutile, c’è foschia e lassù non si vede nulla ore i 10 cm., allora ci dedichiamo al padiglione del labirinto di specchi, è una costruzione del 1891 in legno, completamente rimontata sul posto.
Il padiglione del labirinto.
Abbiamo scoperto anche che la funicolare è compresa nell’uso del biglietto giornaliero, però la strada è corta e in discesa si può ammirare un bel panorama, sempre che la foschia non limiti come oggi.
Nel labirinto degli specchi.
L’interno del labirinto è molto piccolo, però è sempre simpatico passarci attraverso, come l’inevitabile percorso davanti agli specchi che deformano, sembriamo 2 bambini!
Uno dei tanti effetti di distorsione degli specchi.
L’interno mostra anche un diorama della battaglia con gli svedesi, sul ponte Carlo e chi l’avrebbe mai detto che gli svedesi fossero arrivati fin qui a combattere {cit.: “l’invasione dell’esercito di Passau nel 1611 e delle truppe svedesi alla fine della guerra dei Trent’anni, che spararono con i cannoni contro una torre del ponte e ne hanno distrutto completamente le decorazioni dal lato occidentale“}.
Oggi qui non c’è tanta gente e questo ci permette di divertirci un pò con quelle immagini distorte, manco fosse la prima volta!
La foschia sulla città.
Scendiamo a piedi seguendo i sentieri del parco sulla collina, ogni tanto si notano i resti dei festeggiamenti della notte, ma appena si torna in città, pare sia un giorno qualsiasi, non c’è più traccia di nulla.
Il locale al piano rialzato.
Quest’oggi a pranzo abbiamo voluto concederci una visita in un luogo di ristoro caratteristico, abbiamo cercato qualche birreria consigliata, ma … ahimè, oggi è il primo dell’anno e sono tutte chiuse; però non ci siamo fatti prendere dallo sconforto ed abbiamo trovato un antico locale, birreria da un lato e ristorante dall’altro, proprio sotto la torre delle polveri, è ovviamente un luogo molto turistico, ma oggi non si può trovare altro aperto.
Il pian terreno per fumatori.
E’ un bel locale ancora arredato anticamente, con le pareti in legno, ordiniamo dei piatti locali e della birra, siamo infreddoliti più degli altri giorni e ci dedichiamo un pò più di relax, i piatti sono gustosi e di giusta misura.
Il gulasch con il pane locale.
Abbiamo chiesto un posto per non fumatori, dal 2008 nella Repubblica Ceca è vietato fumare nei locali chiusi, ma … si sa, i divieti stentano sempre a partire, però gentilmente ci fanno accomodare nel piano rialzato, è un’elegante balconata sul locale stesso.
Il nostro tavolino e le birre locali.
Nonostante questo sia un bar, riescono a servire dei piatti tipici locali, senza dove andare per forza nell’adiacente ristorante.
Il locale dall'esterno.
Ci concediamo un’ultima visita per le vie della città, sono tante le cose che non riusciremmo a vedere e sappiamo bene che sarà impossibile poterle visitare tutte, ma … Praga è davvero una bella città.
Il tram Porsche nuovo.
La piazzetta antistante al locale è un passaggio obbligato di molte linee di tram, perciò prendiamo il 9 per andare a visitare le case ballanti. Per strada scorgo un parcheggio sotto un ponte dove sono fermi dei camper, è troppo lontano per andare a curiosare meglio, ma una testimonianza non poteva mancare.
Il parcheggio libero dei camper in città.
Una volta davanti alle case che ballano rimaniamo un pò delusi, a me non hanno dato la sensazione di vedere la famosa coppia di ballerini romantici “Ginger e Fred“, così come avrebbero voluto le guide, ma non importa, sono ugualmente due palazzi importanti e particolari, poi adesso sta iniziando anche a nevicare o forse è il solito ghiaccio, noi intanto iniziamo il rientro.
Le case ballanti.
Marta ha voluto provare a fotografare la neve secca che veniva spostata dalle automobili in corsa, un’impresa quasi impossibile per il freddo sulle mani nude e la poca luce.
La neve sulla strada.
Girovaghiamo ancora un pò per questa stupenda città, che pare faccia di tutto per non lasciarci andare.
I fuochi artificiali 1°.
I fuochi artificiali 2°.
Senza volerlo ci troviamo alle 18 in piazza della torre astronomica, sentiamo un fragore, ci sono i fuochi artificiali e sono proprio sulla collina Letná, una spianata in fondo alla via Parizsk, dove un tempo c’era un’enorme statua altissima di Stalin, poi abbattuta ed ora sostituita con un gigantesco metronomo.
Il metronomo.
In piazza Venceslao rimangono solo le transenne a dimostrare il casino del capodanno, ma le strade sono incredibilmente pulite; compriamo alcune bottiglie di birra locale per ricordo, purtroppo le devo portare a mano e non possiamo prenderne molte.
La vetrina con l'assenzio "aromatizzato".
Lungo la piazza curiosiamo anche in una vetrina dove viene esposto l’assenzio in varie forme, anche con cannabis, cosa da loro regolarissima e legale, mentre in Italia è vietatissimo, per non parlare della Cannabis e di qualsiasi suo derivato.
Il gadget di cristallo di fronte ...
Prima di rientrare però veniamo colpiti da un gadget turistico, un pò kitch, ma nel suo genere unico, c’è un negozio vicino al ponte Carlo, che trasforma una fotografia in un soprammobile di cristallo, con inciso all’interno con il laser la foto tridimensionale, come quelle che si vedono dei monumenti, solo che è personalizzata, per noi è un bel ricordo di questo capodanno e per Kc. 1.190 (€ 46,36) è nostro in un’ora di preparazione.
... e di fianco.
Rientriamo in camper per una frugale cena, abbiamo pasticciato ancora con Trdlo, pizza fritta ed altro, quindi qualcosa veloce di caldo e via a nanna.
2/1/2009
Sveglia alle ore 7, so che sarà una giornata campale e non riesco proprio a starmene a dormire, giusto una bella colazione calda, il tempo di ritirare la prolunga elettrica (il cavo con la spina schuco ibrida si è rivelato ancora provvidenziale, per non parlare della scatoletta con la spia luminosa! )
La colazione.
E’ un paio di giorni che a fianco a noi, oltre ad altri camper bresciani, un camper francese ed uno tedesco, c’è anche una piccola tendina igloo, per nulla del tipo alpinistico, con dentro un paio di ragazzi maschi inglesi, vederli dormire in quelle condizioni, con la temperatura che c’è qui di notte (anche questa notte siamo scesi a -10), fa davvero rabbrividire.
La tendina all'addiaccio.
Ormai i preparativi sono ultimati, giusto il tempo per scaldare un pò il motore e la cabina, così da sbrinare il parabrezza e alle ore 8,35 si parte con destinazione Trezzo sull’Adda, passando vicino a Monaco di Baviera.
Il nostro campeggio con gli altri in successione.
La signorina (bellissima!) del navigatore ci fa percorrere qualche via ancora assonnata di Praga, ma il traffico è pressoché inesistente, abbiamo ancora delle monete e delle banconote ceche, così quasi al confine con la Germania faccio il pieno e pago con quelle, aggiungendo il resto.
Il paesaggio attorno.
Il paesaggio è davvero surreale, la neve e il ghiaccio sono ovunque nei campi e sugli alberi attorno a quella che potrebbe essere un’autostrada, il “rumore” del cambio è sempre più presente, adesso s’è presentato anche nelle marce basse, prima compresa, guido afferrando il volante come fosse una corda da tirare per arrivare prima a casa, per fortuna riesco a rilassarmi ogni tanto guardando il panorama innaturale.
La strada verso Monaco.
Passato il confine troviamo della neve paciugata sulla strada, nulla di grave, tanto la nostra velocità è quasi sempre costante sui 100 km/h o poco meno, oltre che per prudenza, in questo modo sento che il cambio sforza meno.
I tergicristalli ghiacciati.
Man mano che ci avviciniamo a Monaco, la neve sparisce, ma il freddo è ancora molto intenso, noi grondiamo ghiaccio ovunque ed anche i tergicristalli rimangono spesso bloccati dal ghiaccio.
Alle ore 13, più o meno, arriviamo nei pressi di Monaco di Baviera, non solo non esco dall’autostrada, inutile sfidare oltremodo la fortuna, ma decido di non fermarmi neanche per mangiare, Marta mi prepara qualcosa al volo, aiutandomi con un piattino e del pane.
Temo che se ci dovessimo fermare, oltre a perdere tempo, forse potremmo anche non ripartire più, infatti, appena la strada accenna lievemente ad una salita, sento il cambio ululare, neanche il tempo di capirne la gravità, che iniziano a sentirsi dei colpi, come se ci fosse un maglio che percuote tutto il camper, facendo vibrare la leva del cambi come non mai.
Immediatamente scalo in 4° e rimane così il solito rumore di prima, ma la velocità deve per forza ridursi; sono le ore 13,42, al Km 27.273, la 5° marcia ci lascia come previsto dal meccanico di Salisburgo, al navigatore mancano km. 484 a casa.
Inutile dire che per qualche tempo non abbiamo fiatato, è la prima volta che ci capita una cosa del genere, personalmente non ho mai avuto problemi con nessun cambio, in nessuna auto, ma si sa, i pesi e le dimensioni sono molto differenti da un camper.
Più la strada scorre sotto di noi, sembra che anche la nostra tensione si rilasci, come avevamo detto nell’andata, in fondo dietro di noi, abbiamo tutto ciò che ci potrebbe servire, la nostra piccola casa, se mai si dovesse fermare, è meglio che stare chiusi in un’automobile.
Il traffico è un pò più sostenuto, probabilmente ci sono molti rientri dal capodanno, questo ogni tanto ci da fastidio alla nostra percorrenza, dovendo per forza scalare o addirittura fermarci per ripartire in 1°, la ferraglia nella scatola del cambio si fa sentire.
Non nevica, ma per terra è bagnato, pertanto nulla da perdere per la velocità ridotta, ma forse si poteva sperare in qualcosa di più che i 60-70 Km/h in cui siamo relegati.
Valichiamo il Brennero senza altri problemi, nella galleria c’è appena stato un grave incidente tra auto, una si è anche cappottata, per fortuna ci sono già altre persone al cellulare per prestare i dovuti soccorsi, noi rallentiamo solo quel tanto per passare quel punto e proseguiamo, lemme lemme e rumorosi come non mai.
Visto che ormai siamo in Italia, sentiamo i notiziari sulla rete d’informazione della A22, danno una coda di qualche chilometro tra Trento e Rovereto, spero solo che, vista la nostra velocità, quando arriveremo lì, tutto si sia sciolto.
Deciso anche di fermarmi all’area di servizio di Isarco Est, subito dopo Chiusa, meglio fermarci ora e rifornirci a sufficienza fino a casa, magari più in là potrebbe essere tardi, è la prima volta che mi fermo da quando la 5° è saltata, ne approfitto anche per i bisogni fisiologici, bisogna dare il giusto spazio a tutto e a tutti.
Un sorso d’acqua, una veloce sgranchita e poi riesco a ripartire, sempre con molto rumore, ma ora si sono aggiunti anche degli strattoni in partenza, durante la salita delle marce, dei colpi forti che si ripercuotono in tutto il camper.
Devo dire che ormai i nostri spiriti sono un pò più sereni, nonostante l’aggravarsi della situazione, non certo ignorando la gravità, però pare che questa avventura ci stia forgiando sempre più.
Arrivati a Trento Nord troviamo la coda, ferma ad aspettarci, arriviamo come previsto fino a Rovereto Nord, circa un’ora di fermo, marcia in 1° e in 2°, anche in folle, sembra che abbiamo messo delle biglie nella centrifuga, da fuori ci guardano un pò inorriditi, dalla telecamera posteriore vedo che mi stanno appiccicati, io provo a segnalare con gli stop e con le 4 frecce … amen, se si blocca il cambio di colpo e mi tamponano, io non posso farci nulla.
Dopo quella prova di nervi, arriva l’avviso di forte nebbia fino a Milano, decido così, anche questa volta, ma con più ragione, di non uscire sulla variante suggerita via Peschiera del Garda, inutile abbandonare l’autostrada per una strada provinciale.
Arriviamo a Verona, entriamo finalmente nella A4 in direzione di Trezzo, sembra quasi di essere arrivati, anche se con quel “quasi” bisogna ancora fare i conti, ormai è buio, c’è una forte nebbia, accendo il retro faro, ma è incredibile, tutti corrono come matti.
Dovrebbe esserci il divieto assoluto e per tutti i veicoli dei 50 km/h in caso di nebbia, le automobili sfrecciano via infilandosi nella coltre buia con velocità da brivido, noi sempre a 60-70 km/h, i camion e i pullman che ci raggiungono s’arrabbiano non poco perché gli rallentiamo la marcia, anche se siamo nella prima corsia e nulla vieta loro di sorpassarci, o meglio … che sia forse che abbiano paura di sorpassarci per la nebbia? … e allora perché corrono così?
Ormai proseguiamo sentendo anche la radio, per quello che riusciamo a sentire causa il forte rumore (questa registrazione è nulla confronto all’originale! ) e quando ormai sembrava un miraggio, arriva l’uscita di Trezzo, accompagno Marta a casa a prendere l’automobile, l’abbiamo lasciata nel box per non lasciarla al freddo e al gelo nella campagna del rimessaggio.
Arrivo davanti al cancello del rimessaggio e mi accorgo che sono le ore 22, non avevamo avvisato del nostro arrivo in ritardo, quindi aspetto l’arrivo di Marta, scarichiamo tutto lì fuori e poi suono, il contachilometri segna km. 27.817.
Mi viene aperto subito il cancello e senza complicazioni, così prima scarico le acque grigie finalmente libere dal blocco di ghiaccio sulla bocca di scarico, se si fosse ghiacciata tutta l’acqua grigia all’interno, non sarebbe riuscita a sgelarsi, segno che il sale versato ha funzionato; do una pulita veloce al bagno e scarico le nere e per ultime scarico anche le acque bianche e il boiler, così da non aver sorprese con il ghiaccio, in queste notti.
Arriviamo a casa che sono ormai le ore 22,30, deponiamo le cose e tiriamo un sospiro di sollievo, è stata una bellissima vacanza, certo l’imprevisto della scatola del cambio ha tentato di guastarcela, ma per fortuna i nostri spiriti sono stati capaci di essere superiori, riuscendo addirittura a trarre delle positività in quel guasto, visto che abbiamo una garanzia che ci copre fino allo scadere dell’anno dall’acquisto, meglio ora che magari fra sei mesi, a garanzia scaduta.
Anche dopo questa vacanza, siamo riusciti ad avere qualcosa dentro i nostri animi, in più per noi.
Il gelo sul camper.
Il mattino successivo ho trovato ancora il ghiaccio sul frontale della cabina, sugli specchietti e sulla mansarda, segno del viaggio notturno della sera precedente, anche l’antenna aveva una coltre di ghiaccio paurosa.
Conclusioni sul viaggio
Con il “senno del poi” posso affermare che:
avendo dei giorni liberi prima del capodanno, abbiamo fatto bene a visitare prima Innsbruck e Salisburgo, così da tornare più spediti via Monaco;
abbiamo fatto bene a prendere i biglietti del tram giornalieri, usavamo quei mezzi come fossero nostri;
abbiamo fatto bene a fare il Gran Tour guidato della città, forse andava fatto il primo giorno, lasciando così più spazio al nostro girovagare, ma va ugualmente bene così;
dovendoci allontanare dal camper per tutto il giorno e con il freddo poi, abbiamo fatto bene a trovare un campeggio e quello poi, si è rivelato davvero essenziale, un minor costo ed il massimo della possibilità di servizi;
forse non serviva cambiare gli euro in Italia, magari si riesce a cambiare più favorevolmente in città e senza commissioni;
per il freddo rigido, oltre al sale, dovrò rimediare sugli scarichi;
Zonker è proprio un camper favoloso! … ma questo già lo sapevo!
Il percorso ()
o-o-o
Documentazione:
Alcuni suggerimenti da scaricare in Pdf, oltre alla guida Lonely Planet sulla città di Praga del 2007, alla guida Austria (De Agostini – Baedeker) e la guida Vienna e Austria (ediz. Giunti), prese tutte in biblioteca.
In occasione della sistemazione della 5° marcia che si è disintegrata durante il viaggio di capodanno a Praga, ho preferito far rifare la frizione completamente a nuovo.
Prima di tutto perché si era rovinata a causa del danno avuto e della difficoltà di dover guidare in quelle condizioni, poi perché era ormai già smontata per dover smontare il cambio intero e in questo modo ho risparmiato sulla mano d’opera dello smontaggio.
Mi è stato detto che la Ford aveva una frizione modificata, per questo tipo di motore del 2003, purtroppo però si doveva montare un volano normale, non bimassa, come invece mi è stato fornito durante l’intervento della riparazione della 5° marcia.
E’ stata sostituita la “cinghia dei servizi”, in occasione dell’intervento occorso per la sostituzione della 5° marcia; è in gomma e come tutto ciò che è in gomma, va sostituito almeno ogni 5 anni, anche se i chilometri sono di sicuro insufficienti.
Il modello è 7PK2710 a 7 righe, mi è stato detto che è un modello ormai difficile da recuperare, pertanto la cinghia sostituita la tengo di scorta, nel caso ce ne fosse di bisogno d’urgenza.
Ho anche fatto dare uno sguardo alla “catena di distribuzione”, che essendo appunto una catena metallica, non ha gli stessi vincoli della cinghia in gomma.
E’ in ordine e non presenta nessun difetto o rumore ed è perfettamente in tensione, quando inizierà a farsi sentire, la cambieremo.
28/2/2010 - Km 39.856
In occasione del raduno dei Ciccioli ho sentito che c’era uno strano cigolio provenire dal rotolamento della cinghia.
La parte interna ...
Un veloce salto dal meccanico ed ho fatto sostituire un cuscinetto, era arruginito e forzava nel girare, meglio questo che la pompa o l’alternatore.
... e la parte esterna del cuscinetto.
Il problema è che è difficile poter lubrificare l’interno perché difficilmente accessibile, se non smontandolo, a quel punto lo si cambia e si fa prima.
E’ una festa annuale che si svolge in San Martino in Rio in provincia di Reggio Emilia, dove viene dedicata la massima attenzione al cicciolo, un prodotto a base di colesterolo puro, solo grasso di maiale bollito per 4-5 ore e poi pressato e venduto a pezzi.
Il raduno è stato pubblicizzato su CamperOnLine con un apposito invito a tutti e mi è sembrata una buona occasione per parteciparvi.
A me non piacciono i ciccioli, ma quello che conta è l’insieme e la compagnia degli amici, oltre la possibilità di collaudare, anche se solo parzialmente, le riparazioni fatte in questo mese.
6/2/2009 - Km. 27.892
Siamo partiti la sera, alle ore 19,45 e lo sconforto di trovarsi con il cambio ancora non in perfetto stato, non è riuscito a farmi desistere. Appena Marta ha finito di lavorare, siamo partiti; nella giornata mi sono dedicato ai preparativi, anche se, ad essere sincero, la mente era spesso distratta dal problema persistente da ormai 30 giorni.
Un pò di pioggia ci ha accompagnato per tutto il viaggio, abbiamo cenato con dei tranci di pizza acquistati nel pomeriggio e riscaldati al microonde prima di partire.
Nessun rilievo sul viaggio, se non l’accertarsi, di tanto in tanto, della presenza del fastidioso rumore; l’uscita di Reggio Emilia mi è sfuggita, il navigatore me la segnalava 1,5 km oltre, mentre la zona, a giudicare anche dal nuovo maestoso ponte illuminato, sarà stata di sicuro interessata dai lavori di ristrutturazione, e la mappa che ho non la riconosceva.
Arriviamo alle ore 22,15, l’area è molto grande, già ben affollata dai camper, ben disposti dalla precisa e puntigliosa organizzazione che ci accoglie e ci sistema in un attimo, a fianco di Stramo (Maurizio), in attesa anche di Brigsuper (Marco), paghiamo € 5 d’ingresso e permanenza, nulla per ciò che c’è a disposizione.
Raggiungiamo la comitiva dentro il capannone che ospita i tavoli da pranzo, c’è molta gente, allegra e cordiale, troviamo Maurizio, Paola ed il piccolo Andrea, riesco a trovare ancora qualche pezzo di gnocco fritto che ci viene servito con un abbondante budino, visto che ormai i salumi è solo un ricordo lontano.
Siamo ancora un pò frastornati dal viaggio, io poi fatico ancora un pò a sbollire l’incazzatura del fastidioso cambio ancora bisognoso di cure, ma devo ammettere che quell’allegria è servita a molto.
Siamo subito informati delle attività del giorno dopo, ne prendiamo atto da un volantino messo a disposizione alla reception; alla stessa reception viene preso nota di chi vuole prenotarsi per i bomboloni della mattina successiva.
Quattro chiacchiere veloci con Maurizio e Paola e poi andiamo tutti a dormire, è bello potersi ancora riposare, dopo tutto questo tempo, nella culla della mansarda.
Il piazzale del raduno.
La notte poi ci ha cullato con grandi scrosci di pioggia, tanto da doverci far chiudere gli oblò del tetto, tanto la stufa è spenta, non fa per nulla freddo.
7/2/2009
La sveglia è forzata, alle ore 7,00, ma è stato molto difficile scoprirsi e scendere dal letto, siamo stanchi marci e pieni di sonno, per fortuna la colazione è riuscita a darci la giusta carica, ieri mi sono anche dimenticato di prendere i biscotti, ma il sorriso di Marta è riuscito a farmi contenere il nervoso, dopo un giorno di ferie per i preparativi, per soli 2 giorni e poi mancano i biscotti?
Davanti la Cantina Sociale.
Siamo pronti per le ore 8,00, puntualissimi, sia per i bomboloni alla crema prenotati ieri sera, che per la visita guidata alla latteria per assistere alla produzione del Parmigiano Reggiano.
Il momento mattutino del bombolone.
Brigsuper è arrivato nella notte, noi non abbiamo sentito nulla, ma ora è lì fermo al nostro fianco e così siamo tutti e tre a rappresentare “Quelli di Dova“, di sicuro Maurizio, Paola e Andrea, e Marco e Giorgia, non ci saranno, ma noi vogliamo partecipare ugualmente, nonostante la fatica.
Stramo, Maurito, Brig, i 3 camper di Dova.
Il tempo è un pò coperto, ma stranamente si scorgono qua e là delle speranzose schiarite, veniamo accompagnati dalle navette denominate per l’occasione “Ciccioli-bus”, che caricano 8-15 persone la volta per portarle in latteria.
La reception del raduno.
Questa è uno dei tanti punti di raccolta del latte nella zona, la levataccia è stata obbligata perché la preparazione delle forme di parmigiano è governata da precise regole che partono la mattina presto, anche quando ci sono i camperisti.
Il "cicciolo-bus" davanti alla latteria.
Veniamo accolti nel caldo capannone dove vi sono molte vasche con già il latte dentro, ogni vasca produrrà il formaggio necessario per fare due forme; assistiamo anche alla divisione del siero madre, che servirà per l’indomani.
Le vasche preparatorie.
Una vasca contiene 11 Q.li di latte, metà scremato del giorno precedente e metà fresco di mungitura, a cui viene aggiunto il siero del giorno precedente.
Una vasca in lavorazione.
Ogni vasca viene poi cagliata e controllata manualmente da un esperto casaro che controlla costantemente il formarsi della pasta, mentre il latte viene tenuto in temperatura costante a 55°, continuamente rimestato dai macchinari.
Il coltello sferico.
Quando il casaro decide che è il momento, con una strana lama sferica, taglia la pasta che s’è formata nel latte, riducendola in grani, come piccoli chicchi di riso, a questo punto viene poi telata ed estratta, per posarla poi nelle due forme che riporteranno con precisione a vita, la data di creazione e la stalla di provenienza.
Questo è il video della preparazione in vasca della cagliata:
Il formaggio pronto da informare.
Abbiamo poi seguito le fasi successive di salatura e stagionatura delle forme, e’ stato interessante vederle galleggiare nelle vasche, in attesa di essere girate un paio di volte al giorno; poter osservare poi le forme a stagionare, poste negli scaffali, osservare i macchinari che si prenderanno cura di loro nel rigirarle e spazzolarle, fino a stagionatura ultimata.
Le forme da riempire.
Notiamo anche delle forme stranamente rigate, ci viene spiegato che quelle hanno qualche lieve difetto e vengono incise sulla crosta, proprio per non farle vendere come perfette di 1° scelta.
Prima di essere messe in salamoia.
Inevitabile poi l’acquisto di un chilo di grana stravecchio, lo spaccio era pieno ogni bontà casearia, burro, ricotte freschissime.
La fascia laterale della forma.
Una bellissima e buonissima esperienza, spesso non ci si rende conto di quanto faticoso lavoro ci sia dietro ad una grattata di formaggio sulla pasta, senza contare il precario equilibrio di qualità che continua a rimanere su ogni forma, fino ad arrivare sulle nostre tavole.
Le forme in salamoia.
La stagionatura con due forme chiare rigate di 2° scelta.
Questo è un video trovato su youtube di una macchina per pulire le forme in stagionatura:
La preparazione della ricotta.
La ricotta pronta.
I pani da 15 kg. di burro.
Allo spaccio.
Il nostro cicerone.
Giusto il tempo di ritornare alla reception nella Cantina Sociale, posteggio dei camper, dove troviamo Maurizio, Marco e famiglie che ci aspettano per la visita al “Museo della bilancia“a Campogalliano, un paesino vicino.
La nostra guida ed alcune rarità
E’ l’unico in Italia del suo genere che raccoglie bilance antiche e rare e la guida ci spiega nel dettaglio molte delle peculiarità di questi oggetti, apparentemente semplici e banali, ma in realtà sono stati importanti, se non fondamentali, per l’economia dell’uomo.
La bilancia romana.
Ci viene mostrata anche una rarità particolare, una bilancia romana, ritrovata molti anni fa in uno scavo nei dintorni del paese.
Alcuni esemplari antichi.
Il raffronto dei pesi su pianeti diversi.
Al ritorno alla Cantina Sociale troviamo anche il tempo per una visita veloce in paese, c’è il mercato settimanale del sabato, giriamo per il paesino e le bancarelle, c’è un bel sole che ci accompagna, l’aria è leggermente frizzante, ma si sta benissimo all’aperto.
Il biroccino dell'organizzazione.
Rientrando sui camper per il pranzo, incrociamo il presidente della Proloco, un ragazzo molto attivo e simpatico, sempre a bordo di un biroccino a 4 ruote e con il megafono pronto a … colpire.
Gli impegni del mattino hanno mosso una certa fame, anche Andrea ha sempre fame … come lo capisco!
Noi ci gustiamo un veloce pasta al sugo, abbiamo anche il nostro pane fatto ieri in casa, purtroppo mi sono dimenticato dell’acqua da bere (mannaggia!) e dobbiamo accontentarci di coca cola e sprite.
Marta ha un pò di mal di testa, così mentre lei si appisola in mansarda, io vado a prendere il caffè con Maurizio e Marco, inevitabilmente parliamo di Dova e del prossimo raduno, contiamo su Gnomo (Marco) che sta prendendo accordi con il Don per la prossima data.
Il padrone ed il locale.
Alle ore 15 si riparte tutti, sempre con i “Ciccioli-bus”, per visitare l’acetaia, un altro capannone avvolto nelle perline, dove stagionano per decenni delle botticelle di aceto balsamico.
Le botticelle dell'acetaia.
Ogni anno viene travasata una piccola quantità per l’uso o la vendita ,dalla botticella più piccola, dove c’è l’aceto balsamico più vecchio, che poi sarà rabboccato con altro aceto, sempre più giovane, proveniente dalle botticelle più grandi.
La sfilata delle più antiche.
Al ritorno siamo andati a visitare il Museo dell’Automobile nel paese, l’unico museo di auto di tutti i giorni, a partire dal prime auto del 1916, compresa l’auto della regina Margherita di Savoia.
1910 – ZEDEL 10 HP – L’auto della regina.
Quest’auto ha la particolarità di avere un interessante termostato per tenere controllata la temperatura dell’acqua, unico strumento a disposizione e neanche a bordo, ma direttamente sul radiatore.
Il termostato dell'acqua.
Un’interessantissima raccolta di veicoli con molta storia sulle loro … ruote, un addetto ci ha fatto da cicerone, spiegandoci anche qualche particolare curioso, come la differenziazione dei posti a sedere o il colore nero delle auto.
La Ford T.
C’è anche una bellissima Ford T, la prima automobile prodotta in catena di montaggio, un esemplare incredibilmente funzionante, come tutti quelli presenti nel salone.
Altri modelli esposti.
I posti che dovevano riportare ciò che era fino ad allora nelle carrozze (cavallo, dipendente cocchiere, padrone) e il colore nero, molto più facile da riprodurre in caso d’incidenti, viste le disastrose condizioni stradali di allora.
Un sidecar.
All’interno ci sono anche dei rari sidecar e moto d’epoca, anche questi perfettamente funzionanti; così come è particolare la presenza di una vecchia colonnina di distribuzione della benzina.
La colonnina antica.
1934 - Fiat/NSU 527 Ardita.
Per concludere la giornata itinerante, al ritorno al camper, saliamo ancora sui bus che ci portano alla mungitura serale, in una cascina vicina, una ovvia mungitura industrializzata, ma pur sempre un evento fuori dal normale, almeno per noi cittadini.
L'allattamento di un vitello.
I vitelli più grandi.
Una siesta meritata per ristorarci delle fatiche della giornata, un pisolino per ricaricare le batterie e poi siamo subito belli pronti per la cena serale, nel solito capannone, in quella occasione possiamo vederci nel massimo numero, siamo davvero in tanti e nonostante i posti già prenotati, fatichiamo ad entrare, facendo una bella fila.
La mungitura automatica.
Il tramonto al ritorno.
Il castello in centro.
Giusto il tempo di mangiare, il menù è semplice e gustoso, (pasta e fagioli, 1 fetta di bollito, 1 di cotechino, purea e pan cotto, 1 budino e 1 panino, acqua e vino a volontà = 16 €) e poi si parte con una allegra serata di karaoke.
Paolo, il presidente della Proloco.
La sala della serata.
Il gruppo dei “Fuori di Bussola” sono quelli più vivaci e che intrattengono la serata, con delle canzoni e i testi al computer, proiettati sul grande schermo.
Andrea al "lavoro".
Dopo un timido inizio, la serata diventa sempre più vivace, i bambini sono euforici alle stelle, anche il piccolo Andrea dà il massimo, ci allieta con splendide performance, nel tempo libero che gli concede il suo “lavoro” con la scopa.
Un'altra attività di Andreino.
Paola e Marta poi vengono catturate e scritturate come cantanti; dopo qualche tempo vengono allontanati i tavoli per far posto ad una improvvisata sala da ballo, musiche di ogni tipo e la folla s’infiamma.
Il karaoke.
Il gruppo vocale.
Il vino è sempre presente sui tavoli, nonostante se ne beva a fiumi (e si vede!), ne arriva sempre dell’altro.
La pista da ballo.
Noi abbandoniamo la festa oltre la mezzanotte, i nostri amici sono già andati a letto da qualche tempo, all’uscita veniamo anche omaggiati di una confezione di disgregante, gentilmente offertaci da uno sponsor della festa.
Abbiamo passato davvero una bella giornata, incontrando situazioni e persone interessanti; la temperatura è ancora mite e non necessita di stufa.
8/2/2009
La notte è passata senza nessun rumore, un sonno profondo ci ha completamente ristorato, l’assenza della sveglia poi ha fatto il resto; ci svegliamo alle ore 9,30 e con calma ci prepariamo.
Ieri sera abbiamo fatto una piccola spesa, giusto per l’acqua e i biscotti, così ci facciamo una splendida colazione energetica, nonostante l’ora un pò tarda.
Come scendiamo dal camper troviamo i nostri amici già pronti e ci dirigiamo tutti assieme a visitare la festa del cicciolo in piazza.
Il braciere d'ispirazione per Dova.
Per strada incontriamo il proprietario dell’acetaia di ieri, con altri suoi amici, bardati di tutto punto all’antica, con i pastrani e gli oggetti d’epoca; nel loro stand c’è un curioso braciere che attira l’ispirazione di Marco, in questo modo non arrecheremo nessun danno al piazzale di Dova.
L'invitante porchetta.
Assistiamo incuriositi alla preparazione dei ciccioli, gli addetti tagliano le strisce di lardo sfilettando e scartando ogni venatura di carne magra; ci spiegano che il tutto verrà bollito per 4 – 5 ore e che la carne magra alla lunga s’indurisce, rendendo il cicciolo troppo duro.
Alcuni degli sfidanti preparatori di ciccioli.
Nel pomeriggio ci sarà la gara per attribuire il miglio preparatore di ciccioli e per questo, attorno al castello in piazza, ci sono delle sfilate di calderoni, con dentro i ciccioli a bollire, nell’aria c’è un intenso e nauseante odore, ma è bello vedere l’entusiasmo nelle varie preparazioni.
Il taglio e la sfilatura dei ciccioli.
L'inizio della bollitura dei ciccioli.
Per fortuna ci sono anche altre bancarelle che compongono la sagra, vendono ogni delizia del palato, panini con la porchetta cotta lì sul posto, gnocco fritto, da farcire come meglio si crede, ci sono bancarelle che propongono dei salumi, il vin brulè, la polenta fritta.
Altra porchetta in cottura.
La gnoccheria è la fabbrica dello gnocco fritto, da una parte ci sono iceberg di lardo a sciogliere, questo olio poi viene portato in ebollizione in pentoloni dove viene fritto lo gnocco, io ne ho presi 15 pezzi!
Gli gnocchi fritti in preparazione.
Rinunciamo a mangiare sul camper per dedicarci maggiormente alle degustazioni varie, il tempo è fantastico, anche se c’è sempre una brezza che ogni tanto cerca di raffreddare gli animi.
Alle 14 rientriamo ai camper, noi ci apprestiamo a dare una pulitina al mezzo così da portarlo, una volta a casa, direttamente in officina.
Sfruttiamo anche lo scarico, gentilmente messoci a disposizione dagli organizzatori, svuoto tutto, anche le chiare e nello stesso tempo, mi riempio del pensiero del guasto che dovrò ricominciare a seguire da domani.
In questi giorni ero anche riuscito a dimenticarmene o a non dargli la sua importanza, ma in queste ore dei preparativi del rientro, il pensiero riemerge con forza.
Alle ore 15,15 partiamo, un saluto veloce a Maurizio, Marco, mogli, figlio e gatta e diamo ampio spazio al navigatore per il rientro.
La strada è molto scorrevole e abbastanza deserta, il tempo è sempre stato bello, arriviamo a casa puntuali alle ore 18, come promesso dal navigatore; una rapida sosta per lasciare la cassetta delle cose da scaricare e prendere l’auto e poi andiamo dal meccanico che ci sta aspettando (Km. 28.352).
In conclusione, mi sento proprio di ringraziare vivamente gli organizzatori e il comune che ci ha dato modo di conoscere molte persone simpatiche, oltre che parecchi camperisti frequentatori di CoL, da questa esperienza, i loro nick avranno un altro significato.
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