4° Benedizione dei camper a Dova Superiore (AL)

25 06 2009

19/6/2009

Nel pomeriggio ho preparato il camper, ho preso mezza giornata di ferie per cercare di fare tutto con calma, come sempre non ci sono molti preparativi, ma sono da solo e la lotta per non dimenticarsi le cose è difficile da vincere.

Il tempo è minaccioso, stanno arrivando delle grandi nuvole nere e il vento minaccia sempre più il temporale, per fortuna ho finito in tempo, Marta arriva alle ore 19,30 e partiamo (Km. 31.006); facciamo una corsa al rimessaggio dove ho lasciato l’auto per prendere il telepass dimenticato, ma questo è il minimo.

Per cercare di guadagnare qualcosa, prendo la tangenziale a Carugate, il traffico è molto scorrevole, ormai l’ora di punta è passata e riusciamo anche a lasciarci il temporale alle spalle.

Non ho avuto voglia di caricare il POI di Dova sul navigatore, è curioso, l’ho messo a disposizione di tutti, ma … avrei dovuto cercare anche le altre categorie da caricare, ho preferito lasciare perdere.

La radio ci fa compagnia per un pò, poi inizia a gracchiare ed allora faccio partire gli mp3, Marta si è appisolata e così sento la musica in un orecchio, mi piace molto guidare con la musica, libera i pensieri ed accorcia la strada da fare.

Rispetto all’anno scorso è stato molto più semplice trovare la strada, appena fuori dall’uscita di Vignole Borbera, seguiamo le indicazioni di Gnomo ed in poco tempo siamo al ponte che separa la salita per Dova.

Inizia a diventare buio e la strada comincia a stringersi, ma ormai la conosciamo bene, l’anno scorso c’eravamo spaventati un pò, ma adesso è un’altra cosa.

Arriviamo facilmente all’ultimo tornante, lungo la strada scorgiamo i cartelli segnalatori che Brig ha disposto per bene, compreso il cartello di quel tornante, l’unico un pò impegnativo.

Devo per forza fare una manovra in più per salire, sono troppo lungo per farla in un colpo solo, questa volta però non voglio bruciarmi la frizione nuova, così, appena riprendo a salire, lascio la frizione di colpo e l’odore di frittura rimane nei termini accettabili.

By Riccardo

By Riccardo

Alle ore 22.00 e al Km. 31.178 arriviamo alla chiesetta di Dova, è bello scorgere subito i camper disposti nel campo di calcio, l’unico campo di calcio in discesa!

I nostri amici sono già arrivati, sono comodamente seduti sulle loro seggioline e quando ci vedono arrivare ci accolgono con calore; devo dire che per me è stato emozionante arrivare e trovarli lì, una bella sensazione.

Brig mi da delle giuste dritte, così parcheggio sfruttando un pò l’inclinazione del terreno; anche Isidoro mi aiuta con i cunei, ma il camper rimane sempre un pò inclinato sulla destra, ma per soli due giorni, va benissimo.

Letichetta del vino di Dova.

L'etichetta del vino di Dova (By Riccardo).

Veniamo accolti subito con la consegna della “Borsina del campeggiatore”, compresa la bottiglia di vino appositamente forgiata per Dova e viene consegnata anche la bandierina ufficiale di “Quelli di Dova …”, l’abbiamo studiata nei mesi scorsi per bene, tutti assieme utilizzando lo spazio su CoL, definendo il fondo verde per le colline, il giallo della scritta per il sole e il bordo rosso per la passione che ci porta in questo paesino sperduto sulle tranquille colline.

La bandierina su Zonker.

La bandierina su Zonker.

Iniziamo subito ad intrattenerci con loro, anche se la temperatura non è proprio come a casa, un golfino è quello che ci vuole; intanto il cielo è molto stellato, è buio e lo spettacolo è affascinante; scorgiamo all’orizzonte un temporale che illumina a tratti le colline che ci circondano; ho provato a fare delle foto, ma non sono riuscito ad immortalare l’effetto unico dei lampi, da quel punto di vista.

Alle 23,30 andiamo a dormire, siamo in pendenza sui piedi, ma non è fastidioso, ci accorgiamo che non ho caricato la coperta, però la temperatura è mite e non sembra servire; attorno c’è un gran silenzio, solo ogni tanto si sente un uccellino che cinguetta, un pò strano per essere a Dova ed al buio, ma serve per farci addormentare.

20/6/2009

Ci svegliamo alle 8,30, c’è il campanile che ha sempre suonato l’ora e la mezza, anche se devo dire che non ce ne siamo accorti e non è solo per l’insonorizzazione del camper, ma per la spensieratezza e la tranquillità che infonde questo posto.

Il camper di Isidoro.

Il camper di Isidoro.

Dopo la solita colazione siamo subito pronti per incontrare gli altri, ci sono anche nuovi equipaggi, ieri sera era troppo buio per riconoscere le persone, questa mattina è un’altra cosa.

La vista dalla Cappelletta.

La vista dalla Cappelletta.

Qualcuno dei nuovi lo riconosco dalle foto su Facebook, altri per il nick su CoL, sono contento che ci siano anche degli amici con il cane, giusto per riappacificare gli animi, dopo la storia del raduno di CoL senza cani.

La disposizione sul campo di calcio.

La disposizione sul campo di calcio.

Mi fa piacere rivedere tutti i vecchi amici di Trieste, è stato bello rivedere anche Riccardo che ho conosciuto al Tahiti, così come altri nuovi arrivati, preferisco le conoscenze dal vivo, quelle su internet sono sempre un pò astratte, appunto virtuali; peccato che non riesco a ricordare perfettamente l’associazione viso-nick.

La vista dalla strada.

La vista dalla strada.

E’ bello poter vedere finalmente una vasta partecipazione a questo raduno, tanto coccolato per tutto l’anno; saremo circa 20-25 mezzi, c’è qualcuno che è dovuto andare a cercare un frigorista o che si è momentaneamente allontanato.

Dopo qualche convenevole, Marta lancia l’idea di una passeggiata, vista la titubanza e la bella giornata, Ivana, Isidoro ed io la prendiamo in parola e ci dirigiamo alla cascatella, tanto nominata l’anno scorso, ma impraticabile per via del tempo.

C’è una bella giornata di sole caldo, ci incamminiamo lungo la strada in discesa, sappiamo che saranno più o meno 4 km, ma non ci spaventano e poi la piacevole compagnia rende il percorso più leggero.

By Isi

By Isi

Isidoro sta raccogliendo delle belle foto di fiori, sono certo che gli ruberò qualche immagine; per strada incrociamo anche Piero, un altro veterano dell’anno scorso, il solitario del gruppo, ma solo perché viene da solo, perché la sua compagnia è sempre molto gradevole.

By Isi

By Isi

Quest’anno Piero è arrivato con lo scooter nel garage, quando lo incrociamo sta ritornando da un giretto per le valli e  saputa la nostra meta  parcheggia a bordo strada e si aggrega a noi per la passeggiata.

La Cascatella.

La Cascatella.

Il problema della cascatella è che, pur sentendo lo scrosciare dell’acqua, non si riesce a trovare il sentiero per raggiungerla, seguiamo le indicazioni verbali di Gnomo, ma a un certo punto con dispiacere scopriamo, da un pescatore che Isidoro ha raggiunto, che l’abbiamo passata di un pò.

La comitiva.

La comitiva.

Nel risalire sentiamo arrivare un camper e scopriamo con sorpresa che è Franco, il gommista del gruppo, con la moglie Donatella e la figlia Silvia e con altrettanto piacere, ci indicano il giusto sentiero per raggiungere la cascatella; Donatella e Silvia sono così gentili che ci accompagnano fino in fondo.

Gli esploratori.

Gli esploratori.

E’ proprio un bel vedere, anche se piccola, quell’acqua che cade ha sempre il suo fascino; chissà perché ogni evento naturale riesce sempre a catturare la mia attenzione, rimarrei ore ad osservare la cascata, così come il fuoco, il mare, ecc.

L’acqua è bella fresca, ma proprio in quel momento ci accorgiamo che siamo partiti alla ventura, come se andassimo a fare una passeggiata sotto i portici: è quasi mezzogiorno, c’è un sole caldo a picco e siamo senza acqua da bere! :-O

Lo spiazzo Gnomo - Brig.

Lo spiazzo Gnomo - Brig.

Una rapida sosta e poi ritorniamo sui nostri passi, abbiamo deciso che manderemo Piero in scooter a chiedere un aiuto per un passaggio in auto e infatti, poco dopo, arriva Gnomo con il fuoristrada, gentile, un grande intervento da “Protezione Civile”. :-)

Lo spiazzo Isidoro.

Lo spiazzo Isidoro.

Arrivati al campo, ci dissetiamo con la fresca frizzina di Ivana e poi tutti a mangiare, avevamo l’idea di organizzarci una grigliata tutti assieme, ma ci siamo lasciati prendere dal lassismo e così una bella pasta al sugo fa il suo corso.

L'ombra dell'ombrellone.

L'ombra dell'ombrellone.

Il dopo pranzo si caratterizza con del bel parlare di alcuni ed il riposo di altri; tra lo spiazzo davanti ai camper di Gnomo e Brig e lo spiazzo di Isidoro, con la sua splendida panca, dipinta benissimo dalla figlia Ilaria, sormontata da un provvidenziale gran ombrellone.

La chiesa di Dova Superiore.

La chiesa di Dova Superiore.

Il campanile scandisce le ore piacevoli, c’è chi si appisola, davvero un bel momento per staccare completamente la spina dal mondo reale.

Il campo invaso.

Il campo invaso.

Mentre si passa il tempo, Gnomo raccoglie le prenotazione per la cena dal Don, un altro bel momento per stare assieme.

Il mobilvetta.

Il mobilvetta.

Ci sono davvero molti tipi diversi di camper, c’è anche uno splendido esemplare di Mobilvetta di Tommy49 ed una esuberante Giusi, credo sia il più vintage di tutti i partecipanti, ben tenuto.

Zonker in sosta.

Zonker in sosta.

Purtroppo però il tempo si guasta in un attimo, ci sono dei nuvoloni neri e carichi di pioggia che ci sovrastano, per il momento senza infastidire troppo, ma la temperatura inizia a calare ed il vento ad alzarsi.

Il brutto tempo che avanza.

Il brutto tempo che avanza.

Andiamo a cena con il vento che soffia aria fredda, contrastiamo con il vino e la convivialità la temperatura che scende; il piatto locale è il minestrone ed il bollito, riesco ad aggregarmi alla possibilità di un piatto di pasta asciutta, non sono troppo un tipo da verdure.

La prima tavolata.

La tavolata della cena.

Questa sera si premieranno anche le torte, gentilmente portate dalle camperiste, mi piacciono molto questi momenti, si entra in contatto con molti altri mondi diversi.

L'altra parte della tavolata.

L'altra parte della tavolata.

Quando arriva il momento della degustazione delle torte, parte anche il momento delle ilarità, vengono fatti tutti i commenti possibili e immaginabili, ovviamente esagerando un pò, ma le risate sono assicurate; si va dalla “torta ai funghi secchi”, alla “torta al gesso”, è comunque da premiare la volontà e la possibilità di aver fatto qualcosa da portare, non da tutti, me per primo.

Le torte partecipanti.

Le torte partecipanti.

La vincitrice è Donatella, moglie di Franco, con una buona torta al cioccolato, ma la scusa di compararle, permette molteplici assaggi a tutti, accompagnate sempre dal buon vino.

L'ambiente del dopocena.

L'ambiente del dopocena.

Verso le 23 si decide di andare a dormire, però ci accorgiamo che fuori c’è una vera tempesta e che soprattutto, c’è un buio pesto; nessuno s’era preoccupato di prendere una torcia e l’ombrello e sta piovendo grosse gocce al buio.

Marta ed io ci incamminiamo con passo svelto, ogni tanto illuminiamo in qualche modo la strada con il cellulare, ma per fortuna ci sono dei provvidenziali lampi che rischiarano la visuale; è facile trovarsi nell’erba a bordo strada senza accorgersi.

Arriviamo al camper bagnati, ma contenti della bella giornata passata; non riusciamo a salutare gli altri, ognuno s’è mosso alla spicciolata, ma non importa, siamo ad un passo gli uni dagli altri.

La pioggia inizia ad essere sempre più forte, ci sono anche delle folate forti di vento che scuotono tutto il camper; mentre mi sto preparando in bagno, Marta mi informa che c’è una preoccupante infiltrazione di acqua dalla finestra seitz.

La goccia.

La goccia.

Siamo inclinati verso la parte destra e probabilmente questo provoca un passaggio dall’esterno della finestra all’interno, magari agevolato anche dal forte vento che soffia all’esterno.

Mettiamo subito un sacchetto di plastica sui cuscini, con sopra dei giornali, uso un bicchiere per raccogliere la caduta della goccia, posto in una pentola per contenere gli schizzi.

Il bicchiere di raccolta nella pentola.

Il bicchiere di raccolta nella pentola.

Dopo qualche minuto di sbigottimento, il bicchiere presenta già un paio di dita d’acqua, lo svuoto più per disperazione che per necessità, ma questo mi permette di scoprire che l’infiltrazione si è fermata, non ne conosco il motivo, ma meglio così.

Andiamo a dormire con questa preoccupazione, sormontata subito dal fatto che non abbiamo una coperta degna di questo nome, ci copriamo con quello che abbiamo e proviamo a dormire.

21/6/2009

Ci svegliamo alle ore 9,00, non è stata una notte tranquilla, la mancanza della coperta s’è fatta sentire e con troppo ritardo mi è venuto in mente del riscaldamento, era tutto lì bello pronto a scaldarci … che testa! :-(

Il bicchiere è ancora vuoto, segno che l’acqua non è più entrata, un bel sospiro di sollevo, ma questo significa solo che urge una maggiore sigillatura delle finestre, sarà bene che provveda alla svelta, il prossimo we saremo ancora in giro.

La colazione domenicale.

La colazione domenicale.

Uno sguardo fuori, attratti dal brusio, e scopriamo che i nostri amici stanno facendo colazione con tarallucci e vin santo, non male per essere le 10 del mattino.

Il primo giorno d'estate.

Il primo giorno d'estate.

Oggi è il primo giorno d’estate, non si direbbe a guardare l’abbigliamento di tutti, ben coperti e con i cappelli, fuori c’è ancora del vento freddo, ma non piove più, un timido sole cerca di far capolino tra le nuvole.

Dal lato chiesa.

Dal lato chiesa.

Ci aggiriamo nei pressi del campo, il tempo sta schiarendo e questo ci permette di avere una bella vista dell’insieme, ci siamo adagiati su quella vallata come in sella ad un forte destriero e la Cappelletta sovrasta sempre i nostri sguardi, mi piace davvero tanto.

Dall'alto (by Isi)

Dall'alto (by Isi)

Vicino alla chiesa c’è una piccola stalla con una mucca che dovrà partorire, ma non si sa quando, un evento che attira o spaventa, dipende da chi ascolta.

Alle 11 c’è la S. Messa per la fatidica benedizione del camper, mi aspettavo di vedere il solito modellino del camper, ma non importa, ascoltare Don Luciano è sempre istruttivo, a prescindere dal credo personale, porta sempre alla riflessione e ciò non è male.

La Cappelletta nel presepe.

La Cappelletta nel presepe.

La chiesetta è piccola, ma accogliente; c’è ancora montato il presepe natalizio, ancora funzionante con le luci, è perfettamente perfezionato, ci sono persino le stanze con i letti fatti e gli scendiletto sul pavimento; in un angolo c’è anche la piacevolissima Cappelletta, incantevole anche in quelle dimensioni.

La Cappelletta originale.

La Cappelletta originale.

Arriva finalmente il pranzo, anche in questa occasione riusciamo ad avere un’alternativa, personalmente sapevo bene il tipo di menu, ma se appena riesco, cerco sempre di facilitarmi il gusto; c’è da riconoscere che il Don ha fatto quello che poteva, la cuoca è improvvisamente assente per motivi familiari e non ha sostituti.

Il Grande Don Luciano con Gnomo.

Il Grande Don Luciano con Gnomo.

Cambiamo un pò la disposizione nella tavolata rispetto a ieri sera, in modo di avere nuovi interlocutori; c’è qualcuno che avrebbe voluto mangiare qualcosa di diverso, ma il menù che avremmo trovato lo si conosceva da prima, vorrà dire che sarà fonte di riflessione per l’anno prossimo.

La seconda tavolata.

La seconda tavolata.

Don Luciano ci regala una riflessione sull’evento che si sta ripetendo anche quest’anno con tanta volontà, ancora su quelle terre così apparentemente irraggiungibili per mezzi come i camper, ma a dispetto di tutto, siamo ancora qui, sul campo di calcio, con in aggiunta la promessa di ritornare per il prossimo anno.

L'insieme della sala da pranzo.

L'insieme della sala da pranzo.

Ci sono anche le due bimbe, Giulia e Sofia, figlie di Pepe e Pepa, hanno 3 e 4 anni, ma sono graziosissime, composte e mangiano da fare invidia, sarà perché ero solito tribolare con i miei figli per farli mangiare.

Alcune di signore di Dova ci offrono delle torte caserecce, non per togliere nulla alle nostre di ieri sera, ma queste sono davvero eccezionali, quella con la crema ed i pinoli è la mia preferita.

Le torte offerte da Dova.

Le torte offerte da Dova.

Anche quest’anno ci sono le premiazioni per i camperisti: quello venuto da più lontano (Isidoro & Ivana da Pordenone), quello più giovane (Matteo che è ancora in carrozzina), per il presidente (Piero).

Ivana & Isidoro

Ivana & Isidoro

Trovo che questo rito sia un giusto riconoscimento per tutti quelli che sono arrivati fin qui, una promessa per l’anno futuro, non importa chi viene premiato, è come se lo fossimo tutti; Isidoro si lamenta perché era già stato premiato l’anno scorso, ma non è colpa di nessuno se è sempre lui che arriva da così lontano!

Matteo.

Matteo.

Dovendo guidare nel pomeriggio, ho dovuto contenermi un pò con il vino ed i super alcolici, ma alla fine ho mangiato bene, quello che non è stato sufficiente con il secondo, l’ha fatto poi il dolce. :-)

Piero

Piero

Proprio mentre stavamo uscendo, compare sulla porta Paolo, il fondatore di CoL, sapendo del raduno è passato da noi per salutarci, un grande piacere e un grande onore per tutti noi; mi ha fatto molto piacere rivederlo così di sorpresa.

Don Luciano con Paolo di CoL.

Don Luciano con Paolo di CoL.

Di sicuro l’organizzazione è stata lunga e difficoltosa, pertanto è giusto dare un grande riconoscimento agli organizzatori, i due Marco (Gnomo e Brig); quest’anno Stramo non è potuto essere con noi, sta dirigendo un campo di terremotati in Abruzzo per conto della Protezione Civile, ma questo non impedisce a noi di sentirlo vicino, lui e la sua famiglia, anche se in verità ci manca un pò.

Gnomo e Brig.

Gnomo e Brig.

Uscendo dal ristorante passiamo davanti alla fontanella del paese, sgorga sempre un’acqua freschissima, la curiosità sta nel fatto che nel suo gradino di accesso è incastonata una moneta da 100 lire, come a ricordare che il tempo a Dova non scorre e rimane sempre fermo ai vecchi valori.

La moneta incastonata.

La moneta incastonata.

I gradini della fontana.

I gradini della fontana.

Per fortuna la giornata si è aperta, è uscito un bel sole, così pian piano ogni equipaggio trova il suo tempo per la partenza del ritorno, il tempo è passato così in fretta, che mi sembra di essere appena arrivato; ma è giusto così, è bello sapere che siamo un gruppo, nato per un post trovato su CoL, cresciuto con la conoscenza delle persone ed il piacere di stare assieme, per il tempo che c’è consentito.

La cavalletta verde.

La cavalletta verde.

Mentre stringiamo le ultime mani di coloro che si sono attardati nella partenza, scorgo una bella cavalletta verde, posata sulla ruota del bel Motorhome di Paolo, penso subito che quella potrebbe essere la mascotte di tutti noi camperisti, che saltano sempre da un posto all’altro, appoggiandosi ad ogni situazione valida per stare bene, per il periodo che ci è consentito e pronti a fare i bagagli al primo cambiamento.

Prima di lasciare definitivamente il campo, scarico le acque e puliamo il camper nello spazio CS riservato, in modo da essere più leggeri in strada e più veloci al rimessaggio; le manovre sono un pò difficili, ma con un pò di pazienza riesco nell’intento e alle ore 17.45 si parte per casa, i chilometri sono sempre quelli dell’arrivo.

La discesa è tranquilla, senza particolari difficoltà, ormai anche il tornantone è uno scherzo da ragazzi; lungo la strada troviamo Gnomo fermo a parlare e più in là anche la Nemo Family fermi al distributore del latte fresco a valle, li salutiamo al volo e proseguiamo.

Durante l’autostrada, mentre Marta si è addormentata, continuo a sentire la mia musica, apprezzando il tramonto ed accarezzando i miei pensieri, cullati un pò dal piacevole we trascorso con persone davvero uniche e semplici.

Quando ormai siamo a San Donato Mil., Marta riceve un sms dalla figlia Clara, vorrebbe che l’andassimo a prendere a Vignate, il paese del suo moroso, per fortuna sono ancora in tempo per la deviazione e così in poco tempo siamo da lei.

Alle ore 20.40, al Km. 31.349 siamo al rimessaggio, scarichiamo velocemente tutto e siamo a casa, questa sera andremo in pizzeria, così non spignattiamo troppo.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km. 343
Gasolio 60,00
Telepass 10,00
Alimentari 66,00
Trasporti pubbl. 0,00
Sosta 0,00
Altro 0,00
Totale 136,00

Bye  Maurizio





Sigillare le finestre.

25 06 2009

In occasione della IV Benedizione di camper a Dova, durante un violento temporale notturno, con forte vento, ho scoperto di avere un’infiltrazione di acqua, attraverso la finestra seitz di sinistra.

La goccia.

La goccia.

A pensarci bene, è molto probabile che la pendenza ed il vento possano avere contribuito all’improvviso inconveniente; è vero che c’è sempre una prima volta, ma in questo anno, abbiamo preso tantissima pioggia ed un effetto di questa entità, non si è mai visto, mentre di solito dovrebbe iniziare poco alla volta.

Ma non importa, visto che questo WE dovremo andare a Lione e che è anche prevista della pioggia, ho deciso di intervenire con prontezza ed efficacia.

Ho preso un tubo di silicone bianco acetato, per uso esterno nautico, anti UV, ho provato presso un negozio specializzato, ma non sono riusciti a convincermi, non vorrei mai che diventasse giallo con il sole.

Così l’ho acquistato da un famoso grande concessionario di Monza, più che altro mi era di strada; questo è il silicone che usano loro per gli interventi sui loro mezzi, quindi dovrebbe essere quello giusto.

La fessura presistente.

La fessura preesistente.

Ho iniziato alle 17,35, giusto il tempo di arrivare dal lavoro; guardando bene, si vede all’interno della finestra la siliconatura in nero, ma è probabile che con il tempo sia diventata insufficiente.

Ho provveduto a lavare bene tutto il contorno, usando uno sgrassante generico ed una spugnetta bagnata, lasciando poi asciugare, mentre provvedevo a lavare le altre finestre.

Poi ho iniziato a passare il silicone con l’apposito dosatore che preme la siringa; il foro dell’ugello è piccolo, così ne esce poco.

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La fessura laterale.

Con un dito bagnato sono passato sopra al silicone, in modo da farlo ben aderire e fare un tutt’uno, tra la finestra e la parete.

Devo riconoscere che se avessi avuto più tempo, avrei comprato anche del nastro di carta adesivo, quello da carrozziere, in modo da proteggere meglio le inevitabili sbavature sulla parete.

Finito di spalmare il silicone, ho provveduto a passare con un foglio di carta da cucina sulla parete, in modo da togliere il più grosso.

Ho ricoperto il lato superiore ed i due lati laterali della finestra, il lato inferiore, tranne gli angoli, l’ho lasciato aperto, in modo da far respirare la cornice e far uscire l’eventuale umidità, tanto all’interno c’è ugualmente del silicone nero.

Il lavoro finito.

Il lavoro finito a sinistra.

Questo lavoro l’ho ripetuto per le 6 finestre attorno al camper:

  • sinistra seitz grande
  • sinistra 2 piccole seitz dei letti a castello
  • destra scorrevole grande
  • destra scorrevole cucina
  • posteriore seitz del bagno

Mi sono rimaste fuori solo le 2 finestrine della mansarda, ho una scala troppo piccola per arrivare bene e non vorrei cadere, non per me, io mi aggiusto da solo, ma non vorrei rovinare qualcosa sul camper.

L'altro lato.

L'altro lato.

Alle ore 19,15 ho finito, era sicuramente meglio aver potuto lavare il camper prima di tutto il lavoro, ma siamo sempre sulla questione del poco tempo che ho a disposizione, devo riconoscere che è uscito un buon lavoro, anche se poteva essere un pò meglio.

Ancora sul fianco destro.

Ancora sul fianco destro.

Adesso sono un pò più tranquillo, già domani è prevista della pioggia, non tanto per l’infiltrazione interna, ma non avrei potuto eseguire il lavoro fuori.

31/05/2011

Questa mattina sono andato al rimessaggio con il trabattello per sigillare anche la finestrina della mansarda, nelle ultime uscite mi è entrata qualche goccia e non vorrei mai che succedessero dei guai.

Il trabattello.

In questo modo posso accedere molto più facilmente dall’esterno e provvedere, dopo una doverosa pulizia del fondo, e dopo aver tirato delle righe di protezione con il nastro di carta (quello dei carrozzieri), a chiudere le fessure che sono attorno alla finestra.

Il lavoro finito.

Finito di premere bene il silicone dentro le fessure, dopo avere atteso qualche minuto, ho provveduto a togliere il nastro di carta e così il lavoro è risultato perfetto.

Bye  Maurizio





1° Raduno CoL al Tahiti(FE).

23 06 2009

Finalmente è arrivato il giorno della partenza, questo megaraduno è stato discusso, apprezzato, contrastato, sulle pagine di Camper On Line (CoL) per mesi, ed ora, finalmente … si parte!

12/6/2009 - Km. 30.440

Aspettiamo le 18,45, tempo che arrivi Marta dal lavoro e poi alle 19,40 si parte, l’equipaggio è composto, oltre a noi 2, anche da Clara e da Cristina, un’amica di Clara.

Nel pomeriggio ho provveduto a caricare tutto (almeno spero!), le ragazze hanno chiesto la possibilità di dormire in tenda, abbiamo una igloo da 3 posti, nuova usata pochissimo; poi ho provveduto anche a caricare le 3 bici.

Già in partenza, una delle 3 si è fatta trovare con una ruota buca, per fortuna ne abbiamo qualcuna in più, così ho portato la mia; non avrei voluto, è nuova, ma tanto andremo in un villaggio e spero di riuscire a tenerla sotto controllo.

Per fortuna la serata è stupenda, nel pomeriggio avevo anche provveduto a comprare dei tranci di pizza di vari tipi; il traffico in autostrada è un pò denso, ma abbastanza scorrevole, come sempre ho una fame paurosa che mi fa ingollare ogni pezzo di pizza che gentilmente Marta mi prepara.

Anche in questo viaggio mi nutro di “pane e volante”, ma non mi dispiace, per me il mangiare è un rito che mi avvicina a coloro a cui tengo e mangiare con  Zonker non è cosa da tutti i giorni.

In questi giorni avevo pensato di percorrere l’ultimo pezzo di strada, da Verona al Lido delle Nazioni, sulle strade statali, approfittando del fatto che il traffico serale sarebbe stato più scorrevole.

Infatti con piacere, percorriamo quelle strade senza incontrare troppo traffico, purtroppo però, forse vista l’ora tarda, incrociamo degli sciami di strani coleotteri neri e grossi che ci grandinano addosso, conciando il vetro ed il camper, uno schifo.

L’ultimo pezzo è su una super strada un pò stretta, per fortuna ci sono pochi camion, anche se quei pochi sono con rimorchio; davanti a noi abbiamo altri camper, è probabile che siano diretti tutti al Tahiti Village, ma non è bello vederli sfiorare con le cellule, durante i sorpassi, i cassoni alti dei rimorchi.

Grazie al navigatore posso tenere sotto controllo l’ora presunta di arrivo, alle ore 23 chiude la reception e le ragazze vorrebbero dormire in tenda, visto che dormiremo fuori solo 2 notti, l’unica è cercare di arrivare entro l’ora di chiusura.

Alle ore 22,52 (Km.30.719) arriviamo al Tahiti Village, c’è un pò di fermento davanti alla reception, ma siamo ancora in tempo per la registrazione; scopro con sorpresa che avrei dovuto avere la dichiarazione dei genitori dell’amica di Clara, in quanto minorenne, per fortuna si risolve tutto con una mail.

Un ragazzo in bici ci accompagna alla nostra piazzola, immersa nella grande struttura, siamo in via Cavallo al N°8, la piazzola è ampia 100 mq, più di casa nostra! :-o

Mi hanno autorizzato il montaggio della tenda che mettiamo a fianco del camper, nonostante l’ora tarda ed il buio, riusciamo a montarla senza fare troppo rumore, ma proprio per il buio e per la novità del posto, le ragazze usano il nostro bagno in camper, perché non riescono a trovare quello del campeggio.

Finalmente il sonno ristoratore, sono in piedi dalle 6 del mattino e tutta la tensione della giornata e del viaggio si scarica in mansarda … che bello dormire in mansarda!

13/6/2009

La notte è passata tranquilla, si è dormito benissimo, nella notte o nella mattina presto, ho sentito le ragazze che gonfiavano il materassino, poi abbiamo scoperto che non avevano chiuso il tappo del gonfiatore incorporato … tutta esperienza!

La disposizione.

La disposizione.

Le ragazze fremono per andare in spiaggia, c’è un bellissimo sole e non hanno nessuna intenzione di aspettare, noi purtroppo dobbiamo andare a prendere il latte, come è già capitato, per non caricarlo subito nel frigorifero ancora caldo, l’ho scordato a casa e quindi dobbiamo andare a comprarlo allo spaccio.

La piazzola con la tenda.

La piazzola con la tenda.

La piazzola è ben servita, sempre all’ombra, c’è la colonnina della corrente vicina, illuminata nella parte superiore con una tenue luce verde, con tutte le protezioni di sicurezza; dietro il camper c’è anche la colonnina per il rifornimento di acqua chiara e lo scarico di quelle grigie, non avevo mai visto una dotazione di questo tipo.

La colonnina elettrica.

La colonnina elettrica.

Ce la prendiamo comoda, in fondo siamo in vacanza, anche se mini e la mia colazione in camper non me la toglie nessuno; tempo di organizzarci un pò e prendiamo le biciclette e ci facciamo un giro in campeggio.

La colonnina dell'acqua potabile e lo scarico.

La colonnina dell'acqua potabile e lo scarico.

Per fortuna ci siamo portati le biciclette, è un piacere muoversi per i vialetti, con facilità si raggiungono tutti i punti del villaggio.

La piazzola della Regia di CoL.

Andiamo a trovare lo striscione di Camper On Fest, dove troviamo Gnomo (Marco) che sta partecipando da solo, ci vengono presentati un pò di “senatori” di CoL, tra cui Paolo, il fondatore, il nick “Camper On Line” in persona.

Lo striscione sul viale.

Un personaggio iperattivo e simpatico, alle prese con una bicicletta singolare, la BioCycle, in esposizione durante questa manifestazione, ci vengono ricordati gli appuntamenti sportivi, ma noi siamo un pò sordi e pigri da quel lato.

La Thermoasis.

La Thermae Oasi.

Scopriamo che all’interno del villaggio ci sono 3 piscine, una per i bambini, una olimpionica con la piattaforma per i tuffi ed una grande per tutti, ci sono molte sdraio a disposizione ed attorno c’è sempre molto verde.

La piscina grande.

La piscina grande.

Oggi ho conosciuto Riccardo, un simpatico ragazzo appartenente al nostro gruppo su Facebook “Rimor Superbrig“, ci siamo già scambiati più volte pareri e suggerimenti in rete, ma vedersi di persona è tutt’altra cosa.

Mi ha fatto piacere anche conoscere suo padre e la sua piccola nipotina, peccato che non siamo proprio vicini di piazzola, ma magari, nel corso della permanenza ci si potrà incontrare.

Alle 11 decidiamo di entrare nel percorso delle vasche termali del villaggio, sarà un percorso che ci occuperà per almeno 3 ore e mezza e noi non abbiamo molto da fare; abbiamo 2 ingressi gratuiti gratuiti nei due giorni, il costo sarebbe di €19 cad.

Siamo bianchi come mozzarelle, senza crema di nessun tipo, ma affrontiamo questa nuova esperienza, come sempre con curiosità e partecipazione; ci viene fornito l’elenco delle vasche termali, con le loro caratteristiche, i tempi di permanenza e di sosta, e la giusta sequenza.

La vasca Appia.

La vasca Appia.

Come suggerito iniziamo con il percorrere una decina di volte la vasca Appia, l’acqua è di diversa temperatura, 22° a destra e 28° a sinistra, con i gradini per entrare ed uscire da ognuna, l’acqua è a mezza vita e l’inizio su quella più fredda c’è un pò di fastidio, poi pian piano lo sbalzo di temperatura è anche gradevole.

La giornata calda è anche leggermente ventilata, finiti i giri su questa vasca, dovremmo restare fermi a riposare e non è facile, l’aria sulla pelle bagnata fa un pò freddo.

La parte centrale delle terme.

La parte centrale delle terme.

Per fortuna ci sono delle comode poltroncine in midollino dove sedersi e scaldarsi un pò al sole, c’è anche una zona con acqua e tisane calde a disposizione degli ospiti.

La zona del ristoro.

La zona del ristoro.

Il percorso è composto da 8 vasche di acqua termale, poste a piano terra:

  • Appia (22°/28°)
  • Dia (19°/23°)
  • Aleso (25°)
  • Febe (19°/23°)
  • Vulcano (26°)
  • Maiesta (19°/23°)
  • Caesar (bagno vapore)
  • Ambrosia (19°/23°)
La vasca vulcano.

La vasca vulcano.

Al piano superiore ci sono 4 vasche termali:

  • Napea (26°)
  • Erato (28°)
  • Vesta (30°)
  • Naiade (22°)
La cascata Dia.

La cascata Dia.

Le vasche hanno dei soffioni interni che spingono l’acqua mista da aria con forza, verso le varie parti del corpo.

La ciclo therm.

La ciclo therm della Vulcano.

E’ una bella sensazione, quella che si prova pedalando, mentre l’acqua gorgoglia attorno.

La vasca Aleso.

La vasca Aleso.

Il bagno romano a vapore Caesar è fornito da una piccola fontana di acqua fredda che sgorga in continuazione, in modo da potersi rinfrescare ogni tanto, cosa indispensabile, visto il vapore costante che affatica ilrespiro; c’è anche una doccetta mobile, come quella del camper, che serve a spruzzare l’acqua fresca sulle panche interne in pietra.

La porta della sauna Caesar.

La porta della sauna Caesar.

E’ consigliato uscire ogni 5-10 minuti e farsi una doccia fresca e poi rientrare nel vapore, ripetendo il tutto per 3-4 volte.

Le docce fredde.

Le docce fredde.

L’acqua delle docce fredde Febe è a 19°, max 23°, non particolarmente fredda, ma in confronto con le temperature più altre, la differenza si sente.

Un angolo fresco di ristoro.

Un angolo fresco di ristoro.

Usciamo alle ore 14, siamo spossati, ma contenti di esserci potuti coccolare per le 3 ore; però non faccio in tempo a guardare il cellulare, che scopro di essere stato chiamato all’ordine dal comitato di CoL, nella persona di Gnomo.

In mattinata ero stato arruolato d’ufficio nella giuria per scegliere il disegnio che avrebbero vinto; più che un concorso, una rassegna, presentata nei giorni scorsi da Col, riservato ai bambini, i quali dovevano illustrare il “camper e lo spirito del camperista”.

Ovviamente non siamo riusciti a mangiare, ma non importa, ne andrà a beneficio della linea, così mi precipito sotto lo striscione di CoL, ma … i tempi sono sempre diversi da quelli previsti, faccio anche in tempo ad andare a cambiarmi, la scusa del costume bagnato mi permette di rifocillarmi con qualcosa al volo.

I disegni sono una ventina, eseguiti da bambini di varie età, dal più piccolo di 3 anni e mezzo che ha mandato un disegno colorato, anche se un pò difficile da comprendere, ma molto simpatico.

E’ davvero un’impresa ardua, scegliere il migliore, sono tutti molto particolari ed ognuno con una sua caratteristica, alla fine scegliamo il più particolare,  ma decidiamo che gli altri saranno tutti premiati a pari merito, l’impegno di tutti è molto alto.

La spiaggia riservata.

La spiaggia riservata.

Prima dell’aperitivo serale, Marta ed io, in bicicletta, facciamo un salto in spiaggia, le ragazze sono tornate ustionate, dicendo di non aver trovato la spiaggia libera e di essersi addormentate in piscina.

Il mare non è distante, c’è un trenino che collega la spiaggia al villaggio, certo è che il mare è quello che è, per me è il peggio dell’Adriatico, del resto è la foce del Po, ma tutto sommato è un posto tranquillo ed è possibile anche stare sdraiati, senza troppa folla o qualcuno che disturbi.

La spiaggia libera.

La spiaggia libera.

Al ritorno dalla spiaggia Marta si trova con la ruota anteriore bucata, la sua bicicletta è piuttosto vetusta, copertoni compresi, questo ci costringe a rientrare a piedi, non è molta la strada da fare, ma di sicuro arriveremo in ritardo all’aperitivo.

Alla reception ci informano che il giornalaio fa anche il riparatore di biciclette, infatti in 10 minuti ci sostituisce il copertone, la camera d’aria e riporta la bici perfettamente funzionante, con € 15, un prezzo ragionevole per essere in un villaggio al mare.

Ormai è l’ora dell’aperitivo di CoL, lasciamo le bici nella nostra piazzola e ci dirigiamo a piedi all’anfiteatro, a fianco alla piscina e alle terme; spero di incontrare un pò di utenti del forum, vabbè che il forum non è la maggioranza degli iscritti al raduno, ma possibile che siamo così invisibili?

Davanti alle terme c’è un bel prato, ampio e ben curato, è il posto che viene riservato ai camper di grandi misure, come quello americano, targato italiano, che sostava in tutta la sua ampiezza; un bellissimo esemplare, non c’è che dire, ma per me è difficile pensarlo utile per il nostro utilizzo.

Il camper americano.

Il camper americano.

Davanti c’è parcheggiata una piccola auto, dietro c’è uno scooter non da meno, sempre più lontano dal mio pensiero di camperista, ma di indubbio e grande effetto scenico.

L'altro lato del camper americano.

L'altro lato del camper americano.

Davanti alla piscina, oltre ad altre attrazioni ludiche, c’è una grande struttura di pali e corde per potersi arrampicare, sempre imbragati in sicurezza, e potersi godere i brividi dell’essere sospesi ed in equilibrio precario.

La struttura per arrampicarsi.

La struttura per arrampicarsi.

Arriviamo che l’aperitivo è quasi finito, quel poco di ritardo dovuto alla foratura, non ci permette di degustare in pieno i salatini offerti, o meglio, la voracità di pochi, ha reso impraticabile la fruizione dei molti.

Ma non importa, ascoltiamo le parole di Paolo e dell’intrattenitore del villaggio e conversiamo con qualcuno qua e là; qualche volto prende il posto del nick incontrato su CoL, ma l’atmosfera stenta un pò a scaldarsi, serpeggia la solita timidezza degli incontri.

Rientriamo in camper per la cena, le ragazze sono stracotte, Clara è al limite dell’ustione, però ceniamo tranquillamente e ci prepariamo per la serata all’anfiteatro.

Le attrazioni ludiche sono in piena attività, il bordo piscina è affollato come fosse una passeggiata sul lungo mare e pian piano l’anfiteatro si riempie di persone; non so il perché, ma la premiazione dei disegni parte con molto ritardo, l’animatore fa letteralmente qualche salto mortale per ingannare un pò il tempo.

Purtroppo l’incalzare del rispetto di una fantomatica, quanto inutile scaletta, costringe Paolo a correre nella presentazione; vengono accolti sul palco tutti i bambini partecipanti, facendoli parlare un pò e cercando di coinvolgerli il più possibile.

A tutti viene offerto un gadget di CoL, a 5 viene omaggiata una guida di tutte le soste AA e CS europee, al primo posto viene premiata una bimba, graziosamente intimidita dall’aver vinta una moto 125 cc per il camper, di sicuro più gradita dal papà, ma la sua idea di disegnare un camper, scrivendo le parole come contorno, degli stati d’animo che prova lei quando va in vacanza con la sua famiglia, non sarà una novità, ma è semplice ed encomiabile.

Segue poi un piccolo spettacolo d’intrattenimento, sono i ragazzi dell’animazione che fanno di tutto per farci passare qualche ora in allegria e sembrano riuscirci bene.

Noi però siamo letteralmente cotti e spossati, volentieri ci ritiriamo a dormire, la giornata è stata piacevolmente intensa e spensierata, come giustamente dev’essere quando si è in vacanza.

14/6/2009

Questa mattina non c’è sveglia, i tempi sono molto dilatati e piacevolmente senza un obbiettivo preciso, dopo l’inevitabile colazione, le ragazze decidono di recarsi all’ombra della piscina e noi ci facciamo un bel giretto in bici, nel villaggio, avremmo ancora la possibilità di un percorso nelle vasche termali, ma siamo troppo spossati da ieri e rinunciamo.

Andiamo a chiacchierare con Gnomo e Paolo, commentiamo un pò sulla serata di ieri e sugli impacci di questo primo raduno, tutte cose migliorabili, ma è sempre un piacere osservare che, seppure come primo raduno, ha avuto una grande adesione.

Giriamo con piacere tra i vialetti, osservando le molte possibilità di accoglienza e ne rimaniamo stupiti; la nostra via è tutta dotata di grandi piazzole come la nostra, in effetti qui lo spazio si spreca, siamo tutti vicini, ma non sembra poi così tanto.

Via Cavallo

Via Cavallo

Lungo i viali ci sono delle fontanelle di acqua potabile, pulite ed utilissime per rifornire le bottiglie che ci servono per cucinare e bere, i viali sono altrettanto ben curati, una macchina pulitrice li percorre giornalmente per tenerli sempre in ordine, per fortuna in orari non fastidiosi.

Un vialetto principale.

La fontanella sui vialetti.

L’ampiezza delle strade consente il buon passaggio dei mezzi, anche ingombranti come i camper, l’asfalto limita la polvere e la tanta ombra non rende la strada troppo soffocante.

Nella mattinata ci rechiamo alla piazzola di fronte, assieme allo staff di CoL, lo splendido Franco49tn e signora, ci illustrano le favolose personalizzazioni del loro mezzo, un bellissimo MH 720 Laika, con moltissimi accorgimenti che lo hanno reso unico nel suo genere.

Un vialetto principale.

Un vialetto principale.

Abbiamo deciso di partire nel pomeriggio, con calma, verso le 16, così pranziamo e ci godiamo le ultime ore di relax.

Io sono un pò un caso particolare, non mi riesce di stare lì ad aspettare l’ora della partenza, così, mentre l’equipaggio inizia a sistemare le proprie cose, vado a salutare il gruppo di CoL, Riccardo e famiglia, giusto il tempo per ritornare ed iniziare a rimontare le bici nel porta biciclette e sistemare il mezzo per la partenza.

Decido di scaricare le acque prima di uscire, c’è un pò di traffico, l’area a disposizione è ampia, ma ovviamente i due punti di accesso creano un pò di coda; proprio in una di queste manovre, un camper mansardato urta i grossi rami di un pino, creandosi una brutta botta nella piega angolare della mansarda … non ci voleva per lui, ci rimango malissimo.

Alle ore 17.00 partiamo, la strada del ritorno è un pò movimentata, siamo anche costretti a farci della coda, poi scopriamo che è per via di alcuni lavori in corso, che hanno limitato l’agibilità.

In autostrada viaggiamo tranquilli, c’è un pò di traffico, ma è normale per essere domenica sera, purtroppo però sentiamo alla radio che verso Brescia si saranno dei rallentamenti e puntuali, troviamo ad Ospitaletto (BS) una lunga coda, ferma ed immobile.

Così decidiamo di percorrere la statale, la troviamo un pò trafficata, ma molto più scorrevole; riusciamo anche a fare gasolio ad un costo ragionevole, rispetto l’autostrada.

Arriviamo a casa al Km. 31.000 (preciso!), alle ore 21,15, mentre Marta accompagna a casa Cristina, io lascio nel box le biciclette e poi mi raggiungerà al rimessaggio per scaricare; anche questa volta abbiamo pulito e lavato il camper prima di partire, così ora facciamo prima a ritornare a casa con i bagagli.

E’ stato un bel we, abbiamo conosciuto molte persone nuove e simpatiche, adesso ci prepariamo per il prossimo a Dova, dove finalmente incontreremo ancora dei grandi amici, in un contesto molto diverso.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km. 560
Gasolio 87,00
Telepass 13,00
Alimentari 17,00
Trasporti pubbl. 0,00
Sosta 58,00
Altro 15,00
Totale 190,00


Bye  Maurizio





Tagliando annuale del motore.

9 06 2009

9/06/2009 – km. 30.437

H eseguito il primo tagliando annuale, cambiando l’olio, i filtri dell’aria, dell’olio e gasolio, oltre che il filtro abitacolo.

Quest’anno avevo anche da passare la revisione biennale, perciò ho trovato un meccanico vicino a casa che potesse assolvere a tutte queste esigenze.

Oltre alla revisione, passata senza nessun problema, ho fatto verificare anche l’avantreno ed i giunti dello sterzo, curvare con 35 q.li è sempre un’impresa delicata.

La fattura è stata:

  • € 64,80 Revisione biennale
  • € 13,20 Filtro olio
  • € 14,80 Filtro aria
  • € 35,61 Filtro gasolio
  • € 17,00 Filtro abitacolo
  • € 70,00 Olio motore 5/40 7 kg.
  • € 50,00 1 ora manodopera
  • €40,12 Iva 20%

Totale € 300,00

14/07/2010 – Km. 46.184

Ho portato il camper dal meccanico per il solito controllo tagliando annuale, visto che la revisione è stata fatta l’anno scorso, quest’anno farò solo il controllo del così detto “bollino blu”, oltre che la solita sostituzione dei filtri, olio.

Il filtro del gasolio.

Ho deciso anche di tenere un filtro del gasolio di scorta, non si sa mai, visto che poi quello per i Ford Transit sono di facile installazione, nulla di particolare.

Particolare dell’etichetta.

La fattura è stata:

  • € 15  filtro olio
  • € 16  filtro aria
  • € 88  2 filtri gasolio
  • € 100 kg 7 olio motore
  • € 4   2 lampadine di posizione
  • € 60 mano d’opera

Totale € 280,00

13/06/2011 – Km 57.776

Eseguita la revisione durante il tagliando annuale, passata senza nessun problema con un costo di € 65,00

Particolare del filtro aria.

 

 

 

 

Il filtro dell'aria.

 

 

L'antigelo rosso.

 

Particolare del filtro olio.

La fattura del tagliando è stata:

  • € 15,70  filtro olio
  • € 16,00  filtro aria
  • € 45,50  filtro gasolio
  • € 105,00 kg 7 olio motore
  • € 3,00   detergente vetri
  • € 5,00  antigelo rosso
  • € 35,00 mano d’opera

Per un totale di € 225,00.

Bye  Maurizio





Il Grande Gioco della Vita.

1 06 2009

Questo lungo we del 1° giugno non sono riuscito ad uscire, così ho rielaborato un antico mio pensiero su quanto, in grandi linee, accade durante la vita di ogni Essere Umano.

Ognuno di noi normalmente crede di giocare da solo contro tutti, una partita difficile e con l’esito scontato e lugubre: la morte.

Lungi da me dall’iniziare un discorso lungo la china depressiva, non è nel mio carattere e nel mio spirito, ma mi sembrava un buon punto di partenza, lungo un discorso ben più ampio di una semplice fine, volto proprio a migliorare le comunicazioni tra le varie fasi di età.

In questi anni sto vivendo a fianco di giovani adolescenti, come altre persone del resto, ma adesso è toccato a me e così ho potuto riflettere un pò, rendendomi conto che non è vero che stiamo giocando da soli una partita a senso unico.

Certo non dico che non sia difficile per ogni “partecipante”, sarebbe ridicolo solo pensarlo, ma se allargo il mio punto di osservazione, posso scorgere altre persone intente a lottare come me, alcuni sono molto più avanti, altri hanno appena iniziato, ma è questo il bello.

Il Grande Gioco della Vita è iniziato migliaia e migliaia di millenni fa, in barba a quanto noi stiamo lottando nel nostro piccolo, magari perché non abbiamo salvato un file o perso una foto.

“Il Costruttore” ha previsto tutto, ogni cosa che accade ha un suo logico senso, il fatto che poi noi nel nostro piccolo non riusciamo a comprenderlo, non significa che non possa esistere il suo senso.

Così mi sono immaginato uno scenario molto ampio, senza voler scendere nel retorico più bieco e non volendo neanche erigermi nel saccente di turno, sono solo miei pensieri e basta, se piacciono bene, altrimenti … amen, non voglio che sia un problema per nessuno.

Pertanto se vuoi leggermi, scarica il file e poi aprili con Adobe Reader per leggere il pdf allegato. :-)

  1. Il Grande Gioco della Vita.
  2. Il neonato e il giovane.
  3. L’Adulto e il Maturo.

Bye  Maurizio








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