Un film che definirei autobiografico del regista, con dei chiari riferimenti a sue frasi ormai diventate storiche, come: “perchè devo vivere da malato per morire da sano?“.
Ho trovato molto particolare ed originale il modo di rivolgersi alla platea, forse proprio degno di Woody Allen, considerando non il singolo spettatore, ma la sala intera, come a voler indicare il riferimento del film, non tanto al singolo essere, ma alla collettività intera.
L’anziano protagonista ha un chiaro intento pessimista, sia sulla concezione della vita, che su chi lo circonda, poi però riesce a coinvolgere, non solo la protagonista, ma anche lo spettatore nel suo percorso di sopravvivenza (il cast ed il trailer).
Diciamo che ogni tanto la storia s’incastra in strane definizioni, ma in genere è un buon film e la fine lascia un buon umore ed una buona speranza, molto in contrasto con ciò che all’inizio il regista vuole dare sulla vita in generale (voto 8).
Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it, mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.
E’ un pò di tempo che mi girano per il camper degli adesivi, mi piacerebbe metterle da qualche parte, ma non voglio tappezzare Zonker come un arlecchino, in fondo chi vede, difficilmente interessa il loro significato intrinseco, ma vedrebbe solo una fila di colori diversi.
Così m’è venuta l’idea di creare una pagina sul blog dove “incollarli” virtualmente, così da ottenere lo stesso risultato per tutti.
o-o-o-o-o-o-o
Forum:
Riviste:
Campeggi:
L'adesivo del campeggio di Atene.
Traghetti:
Carta imbarco da Patrasso.
Carta di imbarco da Ancona.
Le bandierine:
Quelli di Dova (Superiore).
Gruppo Facebook "Rimor Superbrig".
Le vignette stradali:
Il bollino ecologico tedesco.
La vignetta svizzera per il 2010
01/07/2011
Per festeggiare l’anno di appartenenza a Busnago Soccorso ho messo l’adesivo in un angolo del parabrezza, senza che mi desse fastidio nella vista.
In un primo momento per quest’anno, non ero dell’idea di visitare la Fiera di Mondo Natura a Rimini, poi però, si sono sommate delle curiosità e alla fine, ho programmato questa uscita, sempre in accordo con Marta, che mi segue sempre con curiosità.
Ho intenzione di dotarmi di un pannello solare per tenere le batterie sempre cariche, visto che Zonker è sempre rimessato all’aperto, non la trovo una cattiva idea ed in questa visita vorrei raccogliere più informazioni possibili.
Come ormai spesso accade, riesco a preparare il camper prima delle ore 19, ora in cui Marta finisce di lavorare, anche se, in questo periodo dell’anno, lei non ha un orario certo di uscita.
Infatti, sono le ore 19,45 quando riusciamo a partire, per fortuna l’autostrada A4 risulta essere più libera del pomeriggio, così riusciamo anche a mangiare qualcosa mentre viaggiamo; la nostra andatura sui 100 km/h ci consente di morsicare dei pezzi di pizza presi nel pomeriggio e sorseggiare della coca fresca ancora da casa.
La strada è lunga e le ore passano, non mi pesa guidare di per se, ma quello che si fa più sentire è la giornata lavorativa sulle spalle, compresa l’ora di sveglia del mattino presto; più proseguiamo e meno troviamo traffico, completamente assente sulla A22, molti camper sulla A14, proprio verso la fiera.
Arriviamo alle ore 23,45 e al km. 35.992 (), l’intenzione è di cercare il parcheggio ovest e dopo una serie di deviazioni involontarie, ci finiamo dentro tranquillamente; c’è un pò di movimento di camper, come è logico che sia, molti sono arrivati nella giornata, ma questo parcheggio è molto capiente e ci sistemiamo con facilità nelle retrovie.
Siamo un pò provati dalla strada, ma contenti di essere arrivati e poterci finalmente riposare.
12/09/2009
Ci svegliamo con calma alle ore 9, oggi è il primo giorno di fiera e ci sarà molta confusione; facciamo comodamente colazione, questa volta non ci siamo dimenticati nulla.
Il camper fuori strada.
A dire il vero, forse, ce la siamo anche presa troppo comoda, dimenticandoci il cellulare sul camper, cosa che ci ha costretto di ritornare a prenderlo; nel girare tra il parcheggio incontriamo anche un curioso camper fuori strada, impossibile non notarlo.
Fatto sta, che alle ore 11 siamo all’ingresso, ho provato a contattare la persona che avrebbe dovuto farci entrare, come l’anno scorso, ma … non avendo risposta, paghiamo ed entriamo.
Piccola curiosità: nel pagare con il bancomat, scopriamo, noi e le cassiere, che, nonostante le vetrofanie, il bancomat non è accettato; cosa assurda per un evento di questo tipo!
Il mitico Endrio della Rimor.
Neanche a dirlo, la prima cosa che facciamo è dirigersi allo stand della Rimor, nel primo padiglione dall’entrata Ovest, quest’anno finalmente conoscerò il mitico Endrio, conosciuto su Fb.
Ci sono molte persone, anche dentro i camper, il nuovo Koala è il più visitato, assieme al nuovo Nemho, motorhome Rimor di grande livello e prestigio.
Velocemente ci scambiamo gli sguardi, anche Endrio pare riconoscermi, sta parlando con delle persone e gli faccio cenno che lo aspetto, intanto ispezioniamo con cura i nuovi mezzi e anche gli altri esposti, con soddisfazione, perché la mano della Rimor la si coglie in ogni sfumatura.
Finalmente possiamo stringerci la mano, Endrio e la sua piacevole esuberanza è lì davanti a noi che ci mette subito a nostro agio e ci illustra molti particolari dei mezzi che abbiamo visionato, chiedendoci anche degli aspetti critici, cosa che con piacere gli esponiamo.
Lasciamo Endrio al suo “popolo” di visitatori ed iniziamo a percorrere i padiglioni pieni di camper; i padiglioni erano sì pieni di camper, ma … purtroppo anche qui si possono notare i segni della “crisi” in atto.
I camper stretti fra loro.
Lo spazio a disposizione degli espositori non è completamente utilizzato, la parte più esterna di ogni padiglione è vuota e gli stand stessi sono molto ridimensionati; molti camper, soprattutto i più grossi, sono parcheggiati vicinissimi, l’un l’altro, cosa da non poter stare neanche lo specchietto retrovisore, tutto per non sprecare spazio inutilmente costoso.
Uno a fianco dell'altro.
Anche le parti riservate, dentro agli stand, sono molto ridotte, rispetto all’anno scorso, tenendo conto che in un mese ci sono ben 3 fiere espositive sui camper (Dusseldorf, Rimini e Parigi), i costi per le case costruttrici sono davvero esorbitanti e non sempre loro poi riescono a vendere i mezzi sufficienti per coprirli.
Non saliamo su ogni camper, però è inevitabile fare una visita a quelli che io definisco “impossibili“, non solo per il costo, ma anche per l’impossibilità di muoversi liberamente, come piace a me e come io considero la sosta libera, che sia in una città od in una spiaggia.
Le migliori marche dei super blasonati camper di lusso si stanno facendo in quattro per cercare di accogliere e convincere il pubblico, ma a quanto pare, sono davvero pochi quelli che vanno oltre alla semplice visita di curiosità.
Il Dethleffs XXL A9000-2.
Visitiamo anche il Dethleffs XXL, giusto al limite della nostra concezione di girare in camper, ma … alla fine sono sempre più contento di aver trovato Zonker così in perfetto stato, considerato che questo gigante viene via solo per € 128.006,00-, al mio non manca proprio nulla!
Al centro della fiera, quest’anno c’è una parte espositiva rivolta al modo di fare camper nel tempo passato: “Campeggiare nel tempo“; una rassegna di alcuni camper o di veicoli autocostruiti e datati, che sono serviti a girare il mondo in camper.
Il Romeo 2 del 1958 davanti.
Il furgone commerciale della Alfa Romeo, denominato Romeo 2, autoallestito da Tani nel 1969.
Il Romeo 2 da dietro.
L'interno del Romeo 2.
L'Arca Raider su Ford Transit del 1983.
L’Arca “Raider” su Ford Transit del 1983, la robusta meccanica Ford Transit permette la costruzione di mansardati di medie dimensioni, dei quali questo esemplare di proprietà Rivars, oggi utilizzato quale ufficio mobile del sodalizio, rappresenta un esempio classico.
Il furgone postale OM Tigrotto del 1966.
Il furgone postale OM Tigrotto del 1966, con tanto di veranda, autoallestito Carretti 1977.
Sempre l'OM Tigrotto.
Ruggeri Thaiti su Fiat 242 del 1982.
Il Ruggeri “Thaiti” su Fiat 242 del 1982, del 1982: una tendenza in voga nei primi anni ’80 ed oggi scomparsa è quella del semintegrale con rialzo in coda, che trova il proprio ideale abbinamento nella robusta meccanica Fiat 242.
Il dietro del "Thaiti".
Maestra indiscussa di tale tipologia costruttiva è la Ruggeri (chi non ricorda il piccolo Tortuga su Fiat 238?) , ditta il cui core bussines non certo a caso era rappresentato dalla produzione di corriere.
Laverda "Ander" su OM Grinta del 1980.
Il Laverda “Ander” su OM Grinta del 1980: questo semintegrale è dotato dell’originale quanto unica soluzione dell’”imperiale”, un soppalco in plexiglas attrezzato con sedute sospese in luogo della tradizionale mansarda, così che i passeggeri possano godere del paesaggio in movimento da un palco d’eccezione.
Lander Levante su Fiat 238 del 1980.
Il Lander Levante “Grazia Olimpiade” su Fiat 238, anno 1980: la meccanica Fiat a trazione anteriore rappresentava una base economica ed affidabile per la costruzione di camper compatti e fruibili, tanto che ogni produttore la offriva nella propria e personale declinazione.
L'interno del Laverda.
In questa esposizione si offre un pezzo di eccezionale rarità (non più di 5 esemplari prodotti) che rappresenta il tentativo della Lander, storica produttrice di caravan, di inserirsi nel mercato dei camper senza tradire le proprie raffinate tradizioni costruttive.
Da notare i serbatoi dietro lo spoiler.
Per me è affascinante vederli ed immaginarmi le enormi difficoltà che i loro occupanti, in quegli anni, hanno dovuto superare, per fare quello che oggi tutti noi possiamo fare tranquillamente con il nostro camper, l’evoluzione è impressionante e da non sottovalutare.
Anche quest’anno ci siamo portati dei panini, ma una sosta per una bibita è dovuta, dopo di che iniziamo il giro esplorativo per cercare le informazioni sul pannello fotovoltaico.
Per questo visitiamo il padiglione dedicato agli accessori, anche questo è ridotto rispetto alla scorsa edizione e gli stand degli espositori sono molto contenuti.
Non ci sono grandi novità, solo una strana macchina rivolta ai C.S. che serve a scaricare e lavare la cassetta wc, personalmente la trovo inutile, ma è stato curioso vedere che qualcuno ha avuto l’idea che questa fosse una necessità richiesta dal camperista medio.
Verso le 17 ritorniamo allo stand della Rimor per salutare Endrio e per lustrarci gli occhi, inutile fare dei paragoni con altre marche, tutte rispettabili ci mancherebbe, ma … la Rimor per me è e resterà sempre la Rimor.
Il mega camper dietro.
Nel parcheggio vediamo, proprio all’inizio, dei mega camper, gli “impossibili“, molti sono in vendita, alcuni sono in perfetta e completa apertura alare, proprio ad ostentare l’inutile, così come lo definisco io.
Il mega camper davanti.
Questo poi ha anche acceso il generatore, che lo porta incorporato e con tanto di scarico cromato posto davanti la ruota anteriore sinistra; emana un puzzolente gas di scarico, per fortuna qui non siamo in un campeggio, altrimenti il vicino malcapitato avrebbe sicuramente da dire.
Alle ore 18,30 usciamo dal parcheggio, c’è un pò di ressa per l’uscita di molti mezzi e quindi anche la conseguente fermata alle casse per pagare; ritorniamo sulla A14 in direzione di Modena, prossima tappa.
Il tramonto sulla A14.
Il traffico è tranquillo, nella corsia opposta si notano molti camper che stanno andando in fiera, o almeno così si potrebbe pensare; guarda caso anche in questa occasione c’è ancora un tramonto che attira la mia attenzione, si sa che un tramonto è sempre un tramonto, ovunque lo si scorga, ma prende sempre un diverso significato, a seconda del momento in cui lo si osserva, è come se assorbisse e riflettesse lo stato d’animo dell’osservatore.
Alle ore 21,00 siamo a Modena, come l’anno scorso, ma diretti direttamente al centro, tanto che incontriamo una bella piazza, completamente adibita a parcheggio: Piazza d’armi Novi Sad (); ci sono moltissimi posti liberi, sembra un ottimo punto di sosta.
La sosta notturna.
Per facilitare il rispetto dello stallo trovo una sistemazione dove posso sporgere sul davanti, senza dare fastidio a nessuno, tanto meno al traffico; del resto, non ci sono stalli sufficientemente spaziosi per noi e questa è la soluzione migliore.
Finalmente siamo nel centro città, è bello vedere molte persone che si aggirano sul viale chiuso al traffico; chiediamo a delle persone una trattoria locale, siamo in una regione in cui la cucina è molto particolare, perché non approfittarne, è vero, sul camper abbiamo tutto ciò che ci serve per la cena, ma …
Il duomo.
Troviamo la trattoria “La Frasca”, in via S. Paolo 51, si mangia bene ed è tutto fatto in casa, l’orario è un pò tardo, ma troviamo ugualmente dei piatti tipici, come i ravioli di zucca e le lasagne con il cuore di carciofo; il conto poi è giusto, com’è anche stato piacevole poter conversare con la titolare Adele, una simpatica figura originale Modenese.
La piazza.
Giriamo ancora un pò per il centro, ci sono molti portici, passando anche dal duomo, stanno ristrutturando il campanile, ma è tutto ben illuminato e con tante persone attorno; anche i locali sono ben usufruiti, così come è bello poter vedere come tranquillamente ci si possa spostare, anche in zone un pò oscure.
Un bar in galleria.
Facciamo ritorno al camper, siamo davvero cotti, ma contenti di aver potuto vedere molte cose, nuove e già conosciute.
13/09/2009
La notte è passata in tranquillità, nessun rumore molesto, solo la pulitrice sul piazzale all’alba, ma è una piazza molto tranquilla, ci svegliamo con calma e ci colazioniamo con piacere, è sempre un bel momento.
La sosta al mattino.
Riprendiamo la marcia, inizialmente mettiamo sul navigatore su casa, e così seguiamo le indicazioni verso l’A1, poi, sentendo le notizie da casa, scopriamo che possiamo attardarci ed allora Marta cerca sulla cartina una probabile meta.
Scegliamo il paese di Castell’Arquato (Pc), avevamo già visto che in zona ci sono belle cose da vedere, le colline piacentine donano sempre una bella visuale.
Arriviamo a Castell’Arquato alle ore 10,30, scopriamo con piacere che c’è in corso una manifestazione in costume medioevale, proprio sulle rive dell’Arda.
Fatichiamo un pò per trovare un parcheggio degno di questo nome, ci sono altri camper fermi, ma sono lì sicuramente da ieri sera ed alcuni saranno dei partecipanti alla sagra.
Il parcheggio a Castell'Arquato.
Un pò più in là, sulla strada, troviamo un piccolo spiazzo che possa ospitarci (), al limite della carreggiata, ma senza intralciare il traffico e così siamo anche vicini alla manifestazione.
L'accampamento medioevale.
Il tempo si sta schiarendo, c’era un pò di nuvolo, ma il sole adesso sta scaldando bene, per fortuna l’accampamento è proprio sulle rive del fiume, con molti partecipanti in perfetto costume medioevale, ognuno rappresentante un diverso personaggio d’epoca.
Il recinto dei tornei di spade.
Le manifestazioni sono iniziate ieri sabato, ma anche oggi ci saranno degli eventi per il pubblico, noi però ci limitiamo ad osservare incuriositi i vari stand: c’è chi espone corazze ed armi, chi gli archi, chi tesse una tela, o forgia del ferro, insomma, tutte quelle attività che possono essere ricondotte all’epoca del medioevo.
Le armature e le armi.
Tra questi c’è un recinto dove vengono esibiti degli splendidi esemplari di falchi e falconi, tutti addestrati e pronti per il volo, non sappiamo se li faranno volare, ma ascoltiamo con attenzione l’addestratore che di tanto in tanto li abbevera curiosamente con uno spruzzino.
Il riconoscimento del falconiere.
Alcuni falchi, tra cui l'incappucciato.
Ci racconta delle difficoltà che si possono incontrare nell’allevare questi tipici animali, come pure sono delicati e quindi la difficoltà di calcolare i grammi di cibo che mangiano, come fanno ad innestare le piume che si rompono; davvero molte cose di cui normalmente non ci si pensa.
Altri falchi.
Parliamo con il padre fondatore di questo gruppo, oggi c’è tutta la sua famiglia, moglie e figli, che si dedicano a questa attività; non sanno indicarci quando e se li faranno volare, ma ci hanno suggerito di visitare il loro sito, dove ci sono degli ottimi filmati rappresentativi.
Il falco che beve.
Uno dei più belli.
Ogni volatile ha la sua particolarità e la sua caratteristica, tant’è che uno di loro è incappucciato poiché si agiterebbe troppo alla vista di tutta quella confusione, mentre gli altri sembrano non risentirne.
Il mulo.
La catapulta.
A fianco c’è anche un mulo, perfettamente accudito dal suo stalliere, così com’è ben manutenuta la catapulta nello spazio riservato alle grandi manovre.
Il pollo e le cipolle rosse.
E’ l’ora del pranzo, ovviamente non poteva essere altro che medioevale, minestra di fagioli, salamelle o pollo e cipolle rosse; noi ci accontentiamo di alcuni affettati e dei chisolini fritti, specialità piacentina.
La sfilata di tamburi.
Quando decidiamo di andare visitare la cittadina, c’è una sfilata di tamburi che vuole dare il via alle manifestazioni pomeridiane, ma noi prendiamo la strada verso il centro storico del paese.
La porta della città.
Ci sono molti negozi aperti, i cui titolari sono vestiti anch’essi in stile medioevale; arriviamo alle porte della vecchia città e subito siamo immersi in un’atmosfera di altri tempi.
Il municipio.
Per fortuna oggi è sospesa la circolazione delle auto, la strada è stretta ed è ancora presente la riga carreggiabile che ricorda il passaggio delle antiche carrozze.
La torre viscontea.
Arriviamo nella piazza del municipio, una antica struttura ben mantenuta che fa bella mostra di se; la piazza antistante è ancora addobbata per una manifestazione che non si sa se passata o ancora da venire.
La scalinata dell'ospedale.
La torre viscontea impedisce un pò la visione delle colline circostanti, ma è una bella visione d’epoca, in un borgo poco conosciuto d’Italia.
La valle sottostante.
Ritorniamo verso il camper, prendendo un strada diversa, la scalinata dell’ospedale è molto suggestiva e sbuca proprio all’ospedale, che ora non è più utilizzato come tale, ma è sede di mostre varie, dal cui giardino però si può osservare un ottimo panorama sulla valle sottostante.
A questo punto, giusto il tempo per riprenderci un attimo sul camper e poi riprendiamo la strada verso casa; imposto la nostra meta finale ed il navigatore ci propone una stradina asfaltata, ma che attraversa dei campi coltivati, un’altra piccola possibilità di ammirare le nostre magnifiche campagne italiane.
Tutto bene fino a Dalmine, sulla A4, troviamo un’improvvisa coda, almeno così sembra dai bagliori degli stop; quando ci avviciniamo scorgiamo un signore che raccoglie freneticamente degli oggetti, proprio davanti allo svincolo di uscita, facendosi schivare pericolosamente dalle auto.
Sulla corsia di emergenza, sempre sullo svincolo, c’è un camper un pò datato, fermo con la gomma posteriore destra macerata, davanti a lui un altro camper … mi fermo e scendo con il mio giubbetto di emergenza.
A questo signore è scoppiata la gomma proprio mentre stava sorpassando il camper più nuovo e poi zigzagando è riuscito a fermarsi.
Cerchiamo di rassicurare il signore visibilmente spaventato, per fortuna non si è fatto male nessuno, ma nell’imprevisto è saltato anche il fondo di un gavone, non si riesce a capire se è stata questa plastica del fondo che ha fatto scoppiare la gomma o il contrario.
Ha tutti i numeri di telefono che gli possono servire per il soccorso, così, non avendo bisogno di altro, lo lasciamo e arriviamo a casa alle ore 18,15, al km. 36.390; che coincidenza … anche l’altra volta, proprio qui a Dalmine, c’era un carrello per il trasporto dei cavalli con una gomma saltata.
Al rimessaggio puliamo e scarichiamo tutto, comprese le acque colorate e non, preparando il camper pulito per l’installatore del pannello fotovoltaico, domani lo andrò a portare, ma questa è un’altra storia.
Questa è stata una bella esperienza, non solo per la fiera di Rimini, di contenuto effetto personale, ma nell’insieme di ciò che abbiamo visto e goduto, tutto questo grazie al camper.
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