Happy family.

19 04 2010

17/04/2010 – Happy family (Gabriele Salvadores)

Stranamente la visione di questo film è capitata mentre siamo fuori con il camper, precisamente a Savona, ma si vede che era proprio il giusto momento per guardarlo e gustarselo.

I film di Salvoatores si aspettano sempre con una certa curiosità ed anche questo non è da meno, avevo già delle idee sul cast, ma non sulla trama, ho volutamente cercato di essere disinformato ed è stato un bene; ho saputo solo che è stata una revisione dell’opera teatrale di Alessandro Genovesi.

Man mano che le scene si svolgono si comprende che l’intento è quello di costruire un film di fantasia, per mano del presunto autore (Ezio), assieme agli spettatori; nessuna scena o frase è messa a caso, come la domanda iniziale sul gabbiano a Milano, un giusto richiamo allo spettatore di quanta leggiadria si andrà a vedere, nel toccare i vari drammi della vita, anche molto gravi, ma dove c’è sempre una soluzione e Milano è la città perfetta per raccontare questo film, una città che raramente ha tempo di fermarsi.

Il primo dramma è quello di una giovanissima coppia di studenti sedicenni che vogliono sposarsi, in barba alle volontà delle reciproche famiglie; da qui si dipanano altre storie e gli altri profili dei vari personaggi, che via via andranno ad intrecciarsi.

Ho trovato bellissima l’idea di presentarsi alla platea, ognuno esponendo i propri difetti, e mentre il film prosegue, ognuno di loro riesce ad incastrarsi perfettamente, nella storia e tra di loro; inutile dire che la parte del papà (uno splendido Abatantuono) è favolosa, un perfetto bilanciamento di quanto la madre ed il pubblico avrebbe a dire sulla figlia che vuole sposarsi o su altre questioni.

Tutti gli interpreti hanno dato il massimo, dai più famosi Fabrizio Bentivoglio e Margherita Buy, ai per me più sconosciuti Marta e Filippo, anche la nonna cuoca poi ha un suo fascino tutto particolare, nonostante l’Alzheimer; ottima pure Caterina (Valeria Bilello), “la ragazza dai capelli rossi” che ci voleva.

Il personaggio che cuce le storie di tutti è un bravissimo Ezio (Fabio De Luigi), sa tenere bene il banco della regia dei personaggi che vorrebbe inserire nel suo film; ognuno di loro arriva ad un limite che sembra invalicabile e poi … ottima una sua frase “La vita non ha regia … al massimo possiamo essere protagonisti …” (il cast ed il trailer).

Tutto il film è accompagnato dalle stupende musiche di Simon & Garfunkel, non poteva esserci migliore musica, un velo di retrò per mascherare ciò che poi, in realtà, può essere la storia di tutti i giorni, così come ho trovato bellissima la carrellata su Milano di notte (e non perchè fossi io a Savona).

Il finale poi, per me, è stato un susseguirsi di sorprese ed apoteosi, la carrellata con la sola musica, sugli oggetti presenti nella stanza, danno un senso liberatorio e fanno scaturire un sorriso spontaneo, tutto interiore (voto 8).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio


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