Sapevo da tempo che questo film stava uscendo nelle sale ed era impensabile non andarlo a vedere, vista la vastità d’uso del più famoso social network sulla rete mondiale, com’è diventato facebook.com
Ovviamente è la storia sull’origine dell’idea di Mark Zuckerberg, la mente e l’approccio iniziale di questo giovane ragazzo con il mondo comune che lo circonda.
Come altri geni dell’informatica, la mente di Mark si è rivelata da subito una spugna, atta a recepire da subito ciò che attraeva maggiormente l’interesse, inizialmente dei soli compagni e studenti e via via di ogni utilizzatore finale di computer nel mondo.
Quello che mi lascia sempre sbalordito, guardando questi film-racconti, è notare il gap intellettuale che abbiamo in Italia, rispetto al nuovo continente: questa storia è ambientata in un’università americana nell’inverno del 2003 e si sta parlando di matricole universitarie, non di anziani scienziati.
Per me la morale di questo racconto, al di là di scoprire come materialmente è iniziato il coinvolgimento mondiale ed il suo sfruttamento economico, sta nel dimostrare che non basta avere una “brillante idea”, ma poi bisogna avere la forza, la costanza e l’attenzione di migliorarla e seguirla, in ogni suo passo, senza cercare da subito il solo “facile guadagno”.
Ovvio che ad una prima vista Mark appare nei confronti del cofondatore ed unico amico Eduardo Saverin come un traditore ed un approfittatore, ma il regista è abile a far notare l’inadeguatezza di Eduardo a seguire, se non ad anticipare Mark, che lui ben conosce come distaccato dal valore del soldo e preso solo dalla sua nuova invenzione, lasciandolo in balia del terzo incomodo Sean Parker.
Credo che alla fine allo spettatore rimanga un pò di amarezza verso i forti valori emotivi calpestati, come l’amicizia e la lealtà, ma qui si sta parlando di un evento unico a livello mondiale, dove di solito il valore emotivo è sopraffatto dall’inevitabile valore economico e commerciale, in questo caso vincente.
Gli attori sono tutti per me sconosciuti, ma Mark è stato proposto egregiamente da un giovane americano Jesse Eisenberg, aiutato da un perfetto sguardo ed atteggiamento staccato dal mondo reale; ottimi anche tutti gli altri interpreti, anche se Sean Parker, l’ideatore di Napster qui interpretato dal cantante americano Justin Timberlake, l’ho trovato un pò fuori luogo, se non proprio inadatto al ruolo (il cast ed il trailer).
In conclusione, suggerisco la visione di questo racconto, se non altro per rendersi conto che il giudizio altrui spesso è inutile perché miope: Mark è stato giudicato un nerd, un ragazzo asociale e schivato da tutti per la sua inadeguatezza alla frivola vita comune e poi si è rilevato una fervida mente logica e razionale, capace di aver creato un impero virtuale unico nel suo genere (voto 7).
Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.
Nonostante tutte le buone intenzioni, anche questo sarà un we all’insegna del viaggiare in solitario, Marta non è riuscita a liberarsi con il lavoro ed io ho voglia di rivedere i miei “compagni di merende“, è un pò che non ci si vede e l’inverno è ormai prossimo alle porte.
Parto da casa tranquillo verso le ore 15,30, con me ho tutto il necessario per la sopravvivenza, la strada è tranquilla fino a Padova, dove trovo un forte rallentamento.
Una rapida passata al canale 5 del CB e scopro dai camionisti che dopo Padova Est c’è un grande tamponamento: 6 auto ed un furgone ribaltato; nulla che possa risolversi velocemente, così esco sulla provinciale a Padova Est.
Essendo ormai le 17,30 inevitabilmente trovo il traffico locale dovuto all’uscita dagli uffici; questo mi fa ritardare moltissimo sulla tabella di marcia, ma non importa, non ho nessuna fretta.
Arrivo allo stesso parcheggio dell’anno scorso (diario) opportunamente preparato e riservato da Isidoro che, abitando vicino, è venuto in auto, ma ha transennato lo spazio necessario per la sosta; sono le ore 20, al Km. 49.516 ().
Essendo l’ora di cena stanno organizzando le tavolate all’interno del camper di Marco Gnomo, incredibile come le due dinette riescano a contenere tutti noi 7, purtroppo la voracità e la fame ci hanno impedito di immortalare l’evento.
Il trailer ufficiale della manifestazione di domani.
La serata si chiude con le solite quattro chiacchiere sui mesi passati e le ferie godute, oltre a salutare chi deve tornare a casa per la notte.
11/09/2010
Mi sveglio alle ore 7,30, sento già le voci di Ivana ed Isidoro e così scendo anch’io per salutarli; ci prepariamo per la camminata verso la base delle Frecce Tricolori, non è molto lontano, ma è sempre una passeggiata; il tempo è bello e di sicuro il sole si farà sentire.
La nostra postazione.
Ne manca solo uno.
Davanti a noi c’è una villetta dove in settimana c’è stato un matrimonio, ci sono ancora i segni sull’asfalto, ovviamente in dialetto locale, mentre ora c’è il cartello di Isidoro che delimita il posto per i nuovi equipaggi che arriveranno in mattinata, grazie allo speciale pass ” verbale” che è stato loro dato, sempre da Isidoro, per passare il blocco sulla statale.
I nuovi parcheggi.
Il comune di Codroipo è confinante con Rivolto e si è dotato di una migliore ricezione dei camperisti, vengono utilizzati altri spazi di verde per la sosta ed il capannone per mangiare è stato ingrandito.
Il posto riservato.
Le strade attorno sono state bloccate già da alcune ore e seguiamo il lungo serpentone di persone che stanno andando a piedi verso la base; le piogge dei giorni scorsi hanno reso un pò inagibile il sentiero, ma nulla di così pericoloso.
I metal detector all'ingresso.
Arriviamo alla base e ci si accorge subito delle nuove postazioni per la sicurezza: ci sono i metal detector da cui tutti devono passare, zaini e borse comprese, così come vengono fatti lasciare sul posto anche gli ombrelloni.
Un elicottero militare ...
... dal davanti ...
... un particolare dell'interno.
Normalmente l’ingresso alla base militare è il 1° maggio che, oltre ad essere il compleanno di Brig, sancisce l’apertura della stagione delle Frecce Tricolori, mentre oggi si festeggia il loro 50° anno di fondazione, pertanto anche le esposizioni saranno diverse e dedicate solo a questo evento.
Un solitario.
Un missile espositivo.
Sono esposti solo pochi mezzi e qualche pezzo particolare di interesse, mentre la giornata sarà totalmente dedicata alle evoluzioni di molti altri gruppi di altri paesi (programma), ovviamente lasciando per ultime le evoluzioni delle Frecce Tricolori.
Il gruppo polacco che sfila ...
Mentre le persone continuano ad entrare, c’è già una grande folla di spettatori, tutti con il naso alzato in aria: ogni tanto c’è un’evoluzione di qualche solitario in volo.
... e poi in formazione.
Il contributo filmato da Brig:
La pattuglia polacca in volo.
Ancora i polacchi.
Gli spagnoli si preparano.
Presto iniziano a comparire i primi velivoli, pronti per decollare in schieramento; passano davanti a noi e ci salutano prima di chiudere il cupolino per prepararsi al decollo in formazione.
Il C271 Spartan in volo.
... ancora il C271 ...
La pattuglia svizzera si prepara.
L’atmosfera è elettrizzante, siamo tutti sotto il sole, ma non lo si sente ancora, le compagini straniere vengono accolte con un pò di scetticismo, ma poi è bello vedere come ci si possa ricredere: sono tutti davvero bravi.
Il C271 a terra.
Gli svizzeri in volo.
La pattuglia francese in volo.
Ci sono addirittura delle nazioni come la Giordania che partecipano con un solo velivolo, ammirevole anche solo l’intenzione di partecipare ad una kermesse di questo calibro.
La figura del cuore dei francesi.
Un tornado.
Le nostre Frecce Tricolori si preparano.
E’ curioso vedere come si sta con il naso per aria per così tanto tempo, anche i bimbi sono meno pestiferi; ogni tanto gira un gruppo di 3 soccorritori della Croce Rossa, sono pronti ad ogni minimo accenno di malore e considerato quanto pesa quello zaino di soccorso, è ammirevole la dedizione.
L'elicottero AB212 con la bandiera.
Il fumo tricolore a terra ...
... il passaggio in volo.
Proseguiamo ininterrottamente a seguire lo svolgersi delle evoluzioni, poi verso le ore 13 c’è una pausa, ci rifugiamo sotto uno sparuto alberello, assieme ad un altro migliaio di persone.
Il passaggio del solista capovolto.
Altre evoluzioni in volo.
Sbadatamente non ci avevo pensato al pranzo, così usufruisco di un panino gentilmente offertomi dai miei compagni di gita; questo è un punto negativo alla mia organizzazione in solitaria.
La treccia di fumo.
Dopo un’interminabile coda per prendermi un caffè, verso le 15 riparte la manifestazione, si alternano compagini straniere a velivoli italiani, puntualmente assistiti dallo speaker che ci tiene perfettamente informati.
Brig sul monopattino a motore.
Verso le ore 16 iniziano le Frecce Tricolori, accolti da un’ovazione diffusa per tutta la larghezza del fronte degli spettatori; lo sapevamo fin dall’inizio che sarebbero stati i migliori, ma è più bello accorgersene sul campo, o meglio in cielo, sulla loro base storica.
Da fermo.
Il rientro ai camper è lento, c’è qualcuno che è già andato via nel pomeriggio, ma sono ancora molti ad essere in fila per il ritorno; tutto sommato noi siamo in un’ottima posizione, arriviamo presto e non dobbiamo neanche fare molto per prepararci per andarcene.
La cena a Teglio Veneto.
Assieme ai nostri camper, troviamo Brig che sta facendo un’ampia dimostrazione della sua ultima invenzione: il monopattino a motore.
La nostra tavolata.
Tutto rigorosamente auto costruito con pezzi vari, ma il bello è che è perfettamente funzionante.
Verso le ore 18,30 ci mettiamo in marcia per arrivare a Teglio Veneto alle ore 20, parcheggiamo tranquillamente nel cortile di una villa antica, anche questa location è stata perfettamente organizzata da Isidoro per noi; sono al Km. 49.544 ().
Siamo qui perché c’è una festa locale e possiamo cenare con piatti tipici della zona, comodamente seduti sotto ad un capannone predisposto.
Il capannone e Brig.
Mangiamo bene, la tavolata è piccola per tutti noi, per questo Brig si posiziona vicino a noi con altri amici.
Nel dopocena facciamo anche una passeggiata per il paese, ma inizia a farsi tardi e così decidiamo di incamminarci per l’ultima tappa: casa di Isidoro.
Purtroppo per altri impegni, Gnomo e Brig con le rispettive mogli devono fare ritorno a casa, così a ranghi ridotti arriviamo alle ore 23 ad Azzano Decimo; una chiacchierata veloce e poi tutti a dormire.
12/09/2010
Mi sveglio alle ore 8, nel cortile c’è già fermento e così in breve mi aggrego alla compagnia; è una bella giornata di sole, si sta bene ed Isidoro ci illustra le tante novità nei loro paraggi.
Il laghetto a fianco alla casa.
Per il momento non c’è ancora un nome valido, ma diciamo che il laghetto “Sereno” è già quasi ultimato, è facile immaginarlo con gli alberi cresciuti attorno e l’ombra fresca; ora è ancora un pò presto, ma ni non abbiamo nessuna fretta.
Il parcheggio nella AA di Azzano Decimo.
Non ci vuole molto a venire l’ora del pranzo, in attesa del momento assistiamo ad Isidoro che prepara la legna per l’originalissima griglia, rigorosamente auto costruita, come quasi tutto nei paraggi.
La portentosa griglia.
A pranzo poi vengono servite le carni in tutte le maniere possibili, ottimamente preparate alla brace, purtroppo per chi guida c’è il tormento di non poter accompagnare il cibo con il buon vino, perché di una cosa si può stare sicuri: qui il vino è eccellente, come tutto il resto dell’ospitalità.
Il laghetto con gli alberi attorno.
Verso le ore 14,45 Valerio con Roberta ed io prendiamo il largo per il ritorno alle nostre rispettive case, mentre Rolando e Giuliana rimangono, partiranno con più calma domani.
In autostrada Valerio, Roberta ed io ci teniamo compagna con il CB, poi inevitabilmente, le nostre strade si dividono; arrivo a casa in tranquillità e senza traffico alle ore 18,45, sono al Km. 49.863 e sono contento di aver potuto ancora incontrare delle stupende persone.
13/11/2010 – Una vita tranquilla – (Claudio Cupellini)
Sono stato attratto alla visione di questo film per la presenza del protagonista Toni Servillo, per me un grande interprete, con particolari doti interpretative.
L’ambientazione della storia è non a caso in Germania, nelle prossimità di un inceneritore, attualissima collocazione, visto che questo impianto dovrebbe accogliere parecchie tonnellate di rifiuti campani.
Ovviamente dietro alla faccenda c’è l’omni presenza della camorra che di sicuro è tutt’altro che interessata alla soluzione del problema campano.
Qui però si vuole rappresentare la voglia e la forza di ribellarsi a questo mondo ed a questo modo corrotto di sfruttamento delle disgrazie altrui per fini personali.
Rosario è un uomo di 50 anni che ha dovuto rifarsi completamente una vita, partendo da zero e rinnegando la sua famiglia italiana iniziale; per proteggerla è dovuto sparire nel nulla e far perdere le proprie tracce.
Quello che lo frega però è la continua passione per il suo primo figlio, abbandonato a 9 anni e mai dimenticato.
Penso che questo particolare sia molto importante: deve far riflettere che alla base di tutto, di ogni malavitoso più incallito, c’è sempre un uomo, con le proprie debolezze ed i propri sentimenti.
La non condivisione di questa voglia di riscattarsi, da parte del figlio ritrovato, per me dimostra poi un decadimento di valori fondamentali nell’ultima generazione; un decadimento dovuto di sicuro all’educazione ricevuta, alla mancanza di reazione a fronte di una grande difficoltà.
Forse è questo che il film dovrebbe farci riflettere: non saper cogliere una insperata occasione per migliorarsi definitivamente; altro spunto di riflessione: la pazienza e la forza di Rosario ad aspettare la morte di un albero causata dai chiodi di rame piantati nel grande e possente tronco.
Gli interpreti sono tutti molto bravi, ognuno riesce a trasmettere perfettamente il proprio ruolo, la propria paura o forza che sia (il cast ed il trailer).
Direi un gran film di una profondità elevata, con altrettanta forza interiore, sia nel bene che nel male, rappresentato in ogni sua sfaccettatura; la perfetta crescita di tensione, partendo appunto da una vita tranquilla e crescendo sempre più in fretta di tensione, fa restare lo spettatore incolato alla sedia fino in fondo, facendolo alzare alla fine poi con il dubbio: riuscirà Rosario a vincere “se stesso”? (voto 7).
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