29/01/2011 – Hereafter – (Clint Eastwood) 
Anche questa volta il Grande regista vuole trattare un tema molto particolare, apparentemente banale, ma che da sempre ha attirato la mente umana, senza mai riuscire a dare una risposta.
“Che cosa c’è nell’aldilà?“
Per accompagnare lo spettatore in questa domanda impegnativa, alla ricerca di una risposta, inventa una trama molto coinvolgente: addirittura ci fa vivere la tremenda esperienza di uno tsunami in piena regola, tanto da mettere la tensione addosso fin dai primi minuti, coinvolgendo la platea in modo pieno e totale.
Assistiamo impotenti al dramma che sta vivendo la protagonista Marie Lelay; così come si resta impotenti davanti al dramma che già stanno vivendo i gemelli Marcus e Jason, soli con una madre disastrata, ma che subiscono in più l’orrore di un incidente che lascia Marcus in balia del mondo intero.
Se poi aggiungiamo il dramma di George Lonegan (Matt Damon), un sensitivo vero che cerca di combattere inutilmente contro la sua strana capacità di percepire e contattare chi è nell’aldilà, al solo tocco delle mani, lasciandolo poi così turbato nella sua vita reale, a questo punto la miscela è pronta ed il film prende corpo, fermandosi proprio quando lo spettatore cerca la soluzione, impossibile come nella vita reale.
Questa per me è stata la grande capacità di Clint Eastwood, raccontare una storia al fine di far scaturire una domanda e non dare lui la risposta, ma lasciando che il singolo spettatore possa continuare a fantasticare per conto suo.
Per me poi c’è ancora una lettura diversa: tutti i protagonisti sono in preda ad una propria difficoltà nella vita reale, persino Marie, che sembrava all’apice della sua carriera, non sa quanto sia finta questa sua certezza, ci vuole uno tsunami che la porta oltre la vita per farle accorgere del mondo in cui vive e della falsità che la circonda.
La sofferenza profonda di Marcus, che non riesce a trovare nessuno che lo possa comprendere veramente, come faceva il fratello gemello, senza poter conseguire l’obbiettivo che si erano prefissati di “avere una famiglia normale“, entra in perfetta sintonia con il dramma di George, che non vede il suo potere come un dono, ma come un disagio profondo, che gli pregiudica una vita normale, sia sentimentale che familiare, con il fratello Billy (Joy Mohr) che vorrebbe sfruttare questo potere per scopi economici (il cast ed il trailer).
Unico difetto per me è stata la scelta di mantenere il dialogo di Marie in francese, così da avere il sottotitolo in italiano che spezza un pò il ritmo; comprendo che potrebbe essere una scelta anti-pirateria, ma non mi è piaciuta.
Questo è un bel film, con una trama molto particolare, che non fa pesare per nulla i 130 minuti, non lascia mai solo lo spettatore, anche se lo fa uscire con molti pensieri e nessuna soluzione sulla domanda iniziale (voto 8).
Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye 









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