Hereafter.

30 01 2011

29/01/2011 – Hereafter – (Clint Eastwood)

Anche questa volta il Grande regista vuole trattare un tema molto particolare, apparentemente banale, ma che da sempre ha attirato la mente umana, senza mai riuscire a dare una risposta.

Che cosa c’è nell’aldilà?

Per accompagnare lo spettatore in questa domanda impegnativa, alla ricerca di una risposta, inventa una trama molto coinvolgente: addirittura ci fa vivere la tremenda esperienza di uno tsunami in piena regola, tanto da mettere la tensione addosso fin dai primi minuti, coinvolgendo la platea in modo pieno e totale.

Assistiamo impotenti al dramma che sta vivendo la protagonista Marie Lelay; così come si resta impotenti davanti al dramma che già stanno vivendo i gemelli Marcus e Jason, soli con una madre disastrata, ma che subiscono in più l’orrore di un incidente che lascia Marcus in balia del mondo intero.

Se poi aggiungiamo il dramma di George Lonegan (Matt Damon), un sensitivo vero che cerca di combattere inutilmente contro la sua strana capacità di percepire e contattare chi è nell’aldilà, al solo tocco delle mani, lasciandolo poi così turbato nella sua vita reale, a questo punto la miscela è pronta ed il film prende corpo, fermandosi proprio quando lo spettatore cerca la soluzione, impossibile come nella vita reale.

Questa per me è stata la grande capacità di Clint Eastwood, raccontare una storia al fine di far scaturire una domanda e non dare lui la risposta, ma lasciando che il singolo spettatore possa continuare a fantasticare per conto suo.

Per me poi c’è ancora una lettura diversa: tutti i protagonisti sono in preda ad una propria difficoltà nella vita reale, persino Marie, che sembrava all’apice della sua carriera, non sa quanto sia finta questa sua certezza, ci vuole uno tsunami che la porta oltre la vita per farle accorgere del mondo in cui vive e della falsità che la circonda.

La sofferenza profonda di Marcus, che non riesce a trovare nessuno che lo possa comprendere veramente, come faceva il fratello gemello, senza poter conseguire l’obbiettivo che si erano prefissati di “avere una famiglia normale“, entra in perfetta sintonia con il dramma di George, che non vede il suo potere come un dono, ma come un disagio profondo, che gli pregiudica una vita normale, sia sentimentale che familiare, con il fratello Billy (Joy Mohr) che vorrebbe sfruttare questo potere per scopi economici (il cast ed il trailer).

Unico difetto per me è stata la scelta di mantenere il dialogo di Marie in francese, così da avere il sottotitolo in italiano che spezza un pò il ritmo; comprendo che potrebbe essere una scelta anti-pirateria, ma non mi è piaciuta.

Questo è un bel film, con una trama molto particolare, che non fa pesare per nulla i 130 minuti, non lascia mai solo lo spettatore, anche se lo fa uscire con molti pensieri e nessuna soluzione sulla domanda iniziale (voto 8).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,

mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio





Volontariato a Busnago Soccorso.

17 01 2011

16/01/2010

La cosa è iniziata così, un pò per caso, un pò era già scritta nelle stelle, più o meno dopo 4 mesi che ero a casa dal lavoro per via della mobilità – pensione, ho incontrato casualmente un volantino che parlava di questi corsi, atti ad insegnare ad avere a che fare con le emergenze di primo intervento.

Più volte mi ero domandato che cosa avrei potuto/saputo fare nel caso di una emergenza improvvisa, magari in una sperduta spiaggia di chissà quale posto di mare, magari proprio durante qualche vacanza in camper.

Avevo già visto questi volantini, ma era mentre andavo al lavoro e con 12 ore sulle spalle, non avevo molta voglia di immergermi in un mondo così nuovo e particolare, seppur sempre affascinante.

Il mondo sanitario mi ha sempre catturato l’interesse, magari non così tanto in maniera forte da farmi costringere allo studio, ma ho avuto sempre un occhio d’interesse verso questo vasto mondo segreto.

Mi sono iscritto in aprile 2010, ho conseguito la prima abilitazione delle 40 ore a giugno, ho iniziato a prestare le prime ore di volontariato già nel luglio del 2010, ovviamente affiancando i più esperti, prima nei servizi più semplici.

Poi ho iniziato a settembre 2010 a partecipare come 4° nell’equipaggio di un’ambulanza 118, anche qui senza dover/poter fare molto, ma sempre con pazienza ed interesse, pronto ad apprendere il più possibile di ciò che su un qualsiasi libro non si troverà mai e che è fondamentale.

Sempre più mi sono trovato coinvolto, prima con l’approccio ed il contatto con le persone, molte di loro anziane, ovviamente sofferenti, visto che si sta parlando di ambulanza.

Di pari passo sono rimasto coinvolto dal contatto con il personale esperto, alcuni sono dipendenti, ma molti sono volontari, essendo Busnago Soccorso Onlus una associazione no profit, volta al servizio di primo intervento in un vasto raggio di azione.

Ho scoperto una grande dedizione degli “anziani” verso l’attività dell’associazione, senza contare poi che nel Novembre 2010 c’è stato il trasloco dell’Ospedale di Vimercate (MB) che ci ha coinvolto alla grande, nelle due trance che sono servite allo spostamento di tutti i pazienti ricoverati.

Ho iniziato anche ad effettuare le notti, sempre come 4° nel 118, presso la sede di Vaprio (MI), una delle tre che l’associazione ha a disposizione per coprire l’intero territorio che ci circonda, Robbiate (LC) e Busnago (MB), presso il centro commerciale “Il Globo”, dove c’è la sede stessa.

Dal Settembre 2010 ho continuato a partecipare con interesse al completamento del corso di abilitazione, in pratica sono le ultime 80 ore per completare le 120 necessario al conseguimento della tanto agognata “certificazione” finale.

Ora è arrivato il giorno fatidico, quello dell’esame finale, presso la Centrale Operativa di Lecco, o meglio a Mandello del Lario (LC), nella sede dell’associazione locale dove erano presenti altri candidati per lo stesso titolo.

E’ stata una giornata intensa, più che di fatica fisica, è stata quella mentale che mi ha provato, intaccando le mie già poche “certezze” in materia, visto che l’argomento, tutto sommato, sono di relativa recente acquisizione.

Non mi aspettavo di impapinarmi così tanto, in fin dei conti non era il primo esame che affrontavo, ma l’emozione mi ha davvero minato parecchio, ma alla fine, grazie anche alla grande comprensione degli esaminatori, ho conseguito la certificazione di “Soccoritore Dae 118“.

Questo non significa per nulla aver terminato l’apprendimento, anzi, forse è proprio il contrario: è l’inizio di un nuovo periodo di affiancamento, di apprendimento, sempre con i più esperti; il mondo reale si sa, è molto diverso da quello imparato sui testi.

Voglio ringraziare pertanto, soprattutto pubblicamente, non solo questa associazione, ma tutte le persone che la compongono, tutti gli istruttori, e che mi stanno permettendo di crescere, come persona e come esperienza, in un momento particolare della mia vita.

Bye   Maurizio








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