6° Benedizione dei camper a Dova Superiore (AL).

28 06 2011

24/06/2011 - km 57.853 ore 14.15

Se l’anno scorso mi lamentavo del fatto di dover andare in giro, quest’anno ho migliorato, ho tolto il lamento, visto che ormai è più di un mese che mi muovo in questa situazione.

I preparativo sono proseguiti per tutta la settimana, così sono in partenza giusto appena mi lasciano uscire dal rimessaggio, causa i camion che parcheggiano nel piazzale per il ristorante.

Parto dopo aver contattato Piero che sta già aspettandomi a Cabella, ultimo paese nel mondo civile, oltre il quale c’è la trasformazione interiore, necessaria per salire lassù, nei prati; oggi è una stupenda giornata di sole e di sicuro all’arrivo ci sarà una vista spettacolare.

Durante il viaggio non ci sono state note di rilievo, un pò di pensieri a questi quattro anni passati a Dova, due con Marta e due senza, direi che per il momento siamo pari.

Arrivo a Cabella alle ore 16,40, in perfetto orario stimato dal navigatore in partenza, Piero era lì ad aspettarmi e così partiamo in cordata, io davanti e lui dietro.

Troviamo inevitabilmente anche altri camper diretti a Dova, in sosta per l’ultimo caffè al bar, prima della salita finale.

Ormai la strada è diventata quella dell’orto, la preoccupazione del primo anno ora si è tramutata in soddisfazione, soprattutto per riuscire ad esserci ancora una volta e rivedere persone che magari non s’incontreranno più fino all’anno prossimo.

Piero mi segue con attenzione, ma l’ho sentito molto più rilassato, la sua preoccupazione è il tornantone finale, ma anche per lui si è rivelato solo un momento di maggiore attenzione.

La Madonnina del camperista.

Il pratone a sinistra ...

... e a destra del sentiero centrale.

Quando arriviamo nel pratone troviamo già presenti dei camper, tra cui Marco Gnomo e la famiglia di Ugo, con il suo splendido 3 assi già stazionato; è stato bello ritrovare subito la Madonnina del camperista davanti la chiesa a darci il benvenuto.

La mia sosta.

I covoni sul pratone.

Il pratone al venerdì pomeriggio.

Mi sistemo a fianco di Marco, rispetto all’anno scorso non estraggo neanche la veranda, poiché prevedo che di sicuro starò poco al mio camper; proprio qui vicino è stata allestita una mega tavolata, già invitante alla sola visione.

Lo sguardo nella vallata.

La vallata attorno.

La chiesa di Dova.

Anche quest’anno mi sono dimenticato i cunei aggiuntivi di legno, per il momento sono in un piano accettabile con i soliti soli cunei gialli, ma so che entro domani il peso riuscirà ad affondarli, rendendo inutile il loro sostegno.

La cappellina al tramonto ...

... mentre continua a scendere.

Pian piano arriva il tramonto e scendendo il sole inizia a sentirsi anche un pò di umidità, questo non ci lascia di certo impreparati, iniziano a vedersi i primi golfini, per poi arrivare al rinforzo dei pile o giacconi.

La tavolata inizia a prendere vita.

Un ultimo arrivo nella notte.

L’atmosfera si fa sempre più conviviale, iniziano anche a comparire le prime bottiglie di vino, mentre la tavolata inizia a prendere vita; ci si aggiorna brevemente sulle vicende di ognuno passate dall’anno scorso, in poco tempo si condividono pezzi di vita di ognuno di noi, un evento di per se fantastico.

Rimaniamo a lungo a chiacchierare, poi verso le ore 23,30 andiamo a dormire, non senza un ultimo sguardo alla stupenda stellata nel buio più completo della notte ed avere accolto gli ultimi arrivati nella notte.

25/06/2011

Se non fosse stato per il battere delle campane alle ore 7, non ci sarebbe stato nessun rumore per tutta la notte, ma non è stato un problema, ero sveglio già da tempo, alle ore 8,30 m’impongo di alzarmi, c’è un sole bellissimo e Zonker con il suo respiro mi incita ad uscire.

Nella tavolata c’è chi sta facendo colazione con un abbondante ciambella, io ho già fatto colazione di mio, ma stanno girando piacevoli fiumi di caffè mattutino.

La colazione di Valerio.

Don Luciano alle prese con l'orto.

Il cartello che avvisa chi scende con l'auto.

In questi raduni annuali a Dova, non c’è mai molto da fare, non c’è mai stato nulla di organizzato, proprio per lasciare la scelta libera ad ogni partecipante, così riprendiamo i discorsi di ieri sera o ci s’incontra con i nuovi arrivati.

L'arrivo di Isidoro ...

... ed Ivana in auto.

L'arrivo di Marco Brig con il camper nuovo.

Ne approfitto per andare a cercare Don Luciano, l’avevo intravisto ieri all’arrivo, ma siccome stavo bloccando l’accesso con il camper, l’ho lasciato di corsa.

Il pratone continua a riempirsi.

Tra i covoni.

La mia solita postazione a fianco a Gnomo.

Con Roberta lo troviamo alle prese con la cura dell’orto, sta togliendo le erbacce ai fagioli tipici locali, è un prete davvero eccezionale ed ogni argomento è fonte d’ispirazione, anche il più semplice come quello della pulizia dell’orto.

La fila in sosta verso la chiesa.

Aumentano i camper.

La valle sotto Dova Superiore.

Poi iniziano ad arrivare anche Isidoro ed Ivana, anche quest’anno sono in auto, il loro nuovo camper non è stato consegnato, ma Dova non potrebbe esistere senza la loro simpatia.

Il camper di Marco Brig.

Il pranzo del sabato ...

... e l'impegno dei commensali.

A seguire arriva anche Marco Brig, anche lui quest’anno ha una novità: ha appena acquistato un favoloso Superbrig, dopo aver vissuto il precedente fino all’ultimo bellissimo viaggio di oltre 4.000 km in una sola settimana.

Le nuove bandierine di Marco Brig.

La cappelletta sempre più circondata.

Il mio cuneo s'è infossato.

A questo punto è d’obbligo battezzare il suo nuovo compagno di viaggio con le bandierine, sia di Dova che quella  del gruppo su Fb Rimor Superbrig, mai più logica consacrazione su un suolo di così tanto valore per tutti noi, un pò come il varo della nave dal porto.

Il nostro striscione a casa sua.

Don Luciano tra noi camperisti.

L'ombra che ci protegge.

Devo dire che per me è stato un pò faticoso, intendo come impegno mentale; è inutile nascondere come quel prato, quella cappelletta, la chiesa, i tramonti, l’intero bellissimo e profondo contesto mi continuino a ricordare l’inizio della vita del mio essere camperista nel 2008, ma soprattutto con chi ho iniziato ad utilizzare il camper e lo spirito di vita che mi ero prefigurato negli anni, non certo in questa situazione di profonda solitudine.

I covoni con i bambini.

Il sole basso sui camper.

La cura del barbecue di Eva e Ugo.

Spero di non aver fatto pesare troppo la mia malinconia che ogni tanto mi affiora, mi ha fatto un enorme piacere poter parlare con tutti quelli che hanno voluto farlo in modo sincero e spontaneo e scriverlo qui, mi sembra un pò come ringraziare pubblicamente questi amici di vita libera, che in quanto tale, può anche prevedere un dolore di un distacco non voluto di un componente dell’equipaggio.

La tenda da pranzo con Cristina.

Roberta che prepara la cena.

La cena è pronta.

Camminando su e giù per il pratone del campo di calcio più improbabile del mondo, perché è inclinato e diagonale, non si può fare a meno di osservare come i bambini possano correre felici per ogni angolo, non ci sono pericoli, alcuni addirittura giocano sui covoni di fieno, cosa che probabilmente non hanno mai fatto nella loro vita cittadina.

Marco Gnomo e Paola.

Le prove tecniche di collegamento.

Prima di cena poi, con Valerio, abbiamo anche sfidato il ridicolo, recandoci presso la cappelletta che sovrasta pazientemente tutti noi ed abbiamo cercato del campo internet per le nostre chiavette; inutile dire che la madonnina ci ha sì aiutato per quello che poteva, ma il suo sorriso di compassione era già rivelatore fin dall’inizio dell’inutilità di quella prova: Dova è proprio fuori dal mondo, internet compreso. :-)

Il presidente Piero.

La tendina per i piccoli di Ugo ed Eva.

Ormai è ora di cena, io ho poco da offrire, ma quel che ho volentieri lo metto a disposizione di tutti, mentre tra tutti gli altri c’è un’abbondanza di ogni ben di Dio, davvero tutti molto ospitali e pazienti.

La torta di Roberta.

Il compleanno di Roberta.

Avevo pensato in settimana di preparare qualcosa, ma … nella mia nuova situazione abitativa solitaria non ho neanche il forno e questo mi da un pò di tristezza: ho dovuto abbandonare anche il mio recente e nuovo lato culinario; per ora in questo contesto in cui mi sono trovato, sono più le cose perse che quelle guadagnate … come sempre è stato nei decenni passati, ma non importa, bisogna sempre salire e non scendere. :-\

L'altro compleanno.

L'ultima luce del sole.

Il movimento delle torce.

Alla fine della cena c’è stata la festa a sorpresa per il compleanno di Roberta, sarebbe domani, ma è meglio festeggiarlo adesso, è arrivata anche la torta che ha recuperato Paola, la moglie di Marco Gnomo, prima di salire in auto dal paese a valle; c’è anche un’altra ragazza che compie gli anni, così li festeggiamo tutti assieme.

Le fievoli luci dei camper in sosta nel buio pesto.

Una torta professionale.

La giuria delle cuoche.

Tempo di finire i festeggiamenti e poi ci spostiamo sotto  la chiesa per la gara delle torte nel tendone; durante la camminata non possiamo che rimanere incantati dall’ultima luce del tramonto che rende roseo il bordo attorno alle colline circostanti.

La tavolata nella notte.

E’ comparsa una torta palesemente professionale, ovviamente c’è stato subito un pò di panico tra le concorrenti, ma molto correttamente la concorrente ha spiegato che era solo fuori gara e non per partecipare.

La prima vincitrice.

Come giuria sono state scelte delle cuoche dell’agriturismo, sono state tagliate le torte e, mentre si preparavano i piatti da distribuire, le due hanno iniziato la valutazione.

La seconda vincitrice.

Il verdetto è stato difficile, la bontà era pressoché molto simile, ma alla fine hanno vinto le tre più semplici, con la massima gioia di tutte le partecipanti.

La terza vincitrice.

Il ritorno al camper poi è stato davvero un momento unico: muoversi completamente nel buio pesto, cercando inutilmente di vedere qualcosa, ma non c’era nulla da vedere, se non le luci in lontananza di qualche camper e per tetto una splendida stellata, distinta fin nella sua più piccola … Stellina.

26/06/2011

Anche questa notte il silenzio ci ha avvolto completamente, con il solito risveglio sotto il sole stupendo e sempre più caldo, sono le ore 8,30 e mi faccio una veloce colazione per immergermi di nuovo in questa stupenda situazione di umanità, sincera e spontanea.

Prima di una bella passeggiata con tutto gli altri, faccio un giro per i camper, gustarsi il relax domenicale di questi raduni è un piacere unico che riesce a dare più forza anche per i prossimi mesi.

La messa del mattino.

Durante la passeggiata mi sono trovato a parlare con Piero, un personaggio che ho sempre ammirato fin dal primo anno nel 2008, sempre solitario e con una particolare voglia di vivere tutta sua; abbiamo parlato molto di noi e per molti versi ci siamo capiti al volo, è stato molto interessante approfondire con lui dei discorsi di vita quotidiana.

Quando riscendiamo sul pratone è ora della messa per la Benedizione, scendendo dal sentiero si vede il flusso delle persone che si dirigono in chiesa; io non sono mai stato un credente praticante, ne tanto meno incallito, ma questa messa è imperdibile, così come sono imperdibili le parole di Don Luciano, perfette per ogni circostanza.

Davanti all'edicola della Madonnina ...

... alcuni dei partecipanti.

La grigliatona in funzione.

Finita la messa, c’è la benedizione simbolica dei camper e poi la benedizione dei camperisti davanti alla Madonnina dei camperisti, anche questo evento unico non può che toccare l’animo di ogni partecipante.

Il tendone per il pranzo.

La mescita del vino.

La bancarella dei prodotti locali.

Da qui a sedersi sotto il tendone per il pranzo, il passo è breve, la grigliatona è già in funzione e pian piano prendiamo posto a sedere, iniziando così lo svolgersi della tradizione annuale.

C’è anche una bancarella per la vendita di prodotti locali della comunità, così come dei piccoli monili che ricordano la Madonnina del camperista.

Il pranzo si svolge con la solita allegria di ogni anno, è bello vedere come si prendono impegni ed appuntamenti per i mesi successivi, ognuno a seconda delle proprie vicinanze ed esigenze, così da formare nuovi gruppi da aggiungere a quelli dell’anno precedente.

Verso le ore 14 iniziano i saluti, c’è chi deve scappare subito, a seconda della propria distanza da coprire, c’è sempre un bellissimo sole e questo fa trattenere il più possibile i partecipanti inchiodati alle brandine per una tintarella fugace, ma efficace.

Io saluto tutti i rimasti verso le ore 16, cerco di non trovarmi nelle code dei rientri e poi gli addii mi intristiscono un pò, e con l’umore che ho, tanto vale farlo appena possibile; più che addii, per i più noti, è solo un arrivederci, nei prossimi mesi ci saranno di certo nuove occasioni per incontrarci di nuovo.

Il saluto al fiume Borbera.

Con Piero al seguito iniziamo a scendere gli 8,5 km, senza nessun fastidio, ci salutiamo al casello della A7, lui proseguirà per strade diverse; durante il percorso decido di prendere per la A21 e poi seguire per Lodi e così evitare le tangenziali di Milano, sempre molto intasate nei rientri domenicali.

Arrivo al rimessaggio alle ore 19,30, al km. 58.218, trasbordo il tutto sull’auto in compagnia di un tramonto un pò malinconico, forse il presagio della conferma dei miei sospetti che arriverà puntuale in serata.

Il percorso ()

o-o-o

Bye   Maurizio





Giro per i laghi nel bresciano.

17 06 2011

Questa uscita è la prima di questo tipo, volta alla ricerca di una compagna per il giro estivo della Sicilia e siccome il camper non è un albergo, è una situazione molto particolare di convivenza e condivisione, era indispensabile creare una situazione quanto più realistica per testarne la validità sulla riuscita.

10/06/2011 - Km 57.321 ore 15,00

L’appuntamento è con Antonella, quella mia amica di mail conosciuta a Bolzano qualche we addietro, in un parcheggio a Desenzano del Garda.

Io arrivo all’appuntamento alle ore 16,30, sono un pò stanco per via del turno di notte appena concluso in mattinata, pertanto ho anche il tempo per pisolare un pò nell’attesa del suo arrivo.

La targa dell'abazia.

Alle ore 17,30 arriva e dopo i primi saluti, carichiamo il suo piccolo bagaglio e partiamo per il lago di Valvestino; lei conosce bene questi posti ed ha anche imparato a conoscermi un pò, pertanto mi ha chiesto di non comparire in foto, cosa che ovviamente accetto di buon grado.

Il panorama attorno.

Un curioso albero di pannelli solari.

So che il tempo non sarà un granché, ma non importa, proseguiamo sulle provinciali senza nessun intoppo, il traffico è pressoché inesistente; visto che saremo di strada proviamo a passare per l’abazia di Maguzzano, ma quando arriviamo sono le ore 19, ormai è chiusa al pubblico e non ci rimane che fare alcune foto all’esterno (), da questa collina si può godere ugualmente di una vista particolare del Lago di Garda.

La diga di Valvestino.

Il bacino idrico.

Poi riprendiamo il nostro percorso verso la diga di Valvestino, sempre su delle strade vuote, con il tempo, man mano che si sale, minaccioso ed a volte piovigginoso.

Il basso livello delle acque.

Il paese di Magasa.

Arriviamo al bacino del lago artificiale di Valvestino, quando scopriamo imponente la struttura curvata della diga che serve a contenere le acque; appena oltre la diga si scopre che il livello delle acque è molto basso, si può osservare il livello normale di quando è pieno sulle pareti attorno, come un’enorme vasca da bagno, mentre ora le acque sono molto al di sotto del segno.

Il budello da dentro il camper ...

Girando attorno al lago s’imbocca una strada che sale sempre più, tra un tornate e l’altro, fino a scoprire il piccolo centro abitato lassù in alto; ovviamente non abbiamo nessun problema ad arrivare, ma noto subito che la situazione potrebbe essere a rischio.

... e da fuori il camper.

Arrivati all’ingresso del paese ci s’imbatte subito nel campanile che praticamente è sulla strada, indice che di spazio non ce n’è molto; ho individuato la possibile sosta notturna all’inizio, ma voglio proseguire per capire meglio.

Il camper è dietro il Municipio.

Grosso errore! La strada devia in un budello, sempre più stretto ed impercorribile per il camper, così mi fermo a scendere e scopro con sconcerto che, proprio davanti al municipio, c’è il cartello di strada chiusa.

La nebbia che sale ...

Questo ha solo un significato, devo retrocedere fino al campanile, dove potrò girarmi; la manovra è agevolata solo dal fatto che non ci sono auto, pian piano, tra specchietti e telecamera posteriore mi sfilo da quel budello e parcheggio laddove avevo previsto la sosta notturna.

... fino al paese intero.

Riesco a trovare una sistemazione abbastanza in piano, non è proprio così, ma per chi gira a Dova come se fosse un cortile, è una sciocchezza; Antonella è rimasta sbalordita per tutto ciò che è successo in questi ultimi 15 minuti, fino alla decisione di dormire lì … per strada, cosa per lei del tutto insolita da pensare, sono le ore 20,30 e siamo al Km 57.472 ().

Il contesto ...

Una volta sistemati per la notte, frigo ed altro, ci preoccupiamo per la cena, il frigorifero trabocca di molte bontà che ha portato da casa; intanto iniziamo a delineare un possibile movimento estivo, dal percorso fino allo stretto, al giro dell’isola stessa.

... per la notte.

Ben presto però la stanchezza scende su di noi e si inizia a creare i giacigli per la notte, ognuno in posti diversi, del resto la bellezza per lei di avere ben 5 posti da scegliere non è da tanti.

11/06/2011

La sveglia suona alle ore 9, in contemporanea con un fastidiosissimo taglia erba e di conseguenza anche qualche sassolino che viene scaraventato sul camper.

Le stradine di Magasa.

La notte è passata in completo silenzio, del resto qui sopra non ci viene nessuno di passaggio, non abbiamo neanche sentito il bus muoversi che era parcheggiato nei paraggi.

Un'antica osteria.

Qui finisce la strada.

Come scendo per andare a vedere, il taglia erba smette; l’omino aveva proprio un piccolo pezzetto di prato da tagliare … proprio oggi; si fa colazione e poi scendiamo a dare uno sguardo al paesino, in effetti andiamo a vedere dove la strada finisce … nel prato.

I Fienili sulla collina verde.

Questo paesino è incredibile, tutto stretto tra case vecchie od appena ristrutturate, in giro c’è giusto qualche piccola utilitaria, non potrebbe essere diversamente, altrimenti, stando in mezzo alla strada, non si aprirebbero le porte.

L'altare centrale ...

... l'organo sulla porta.

Nel ritornare al camper ci fermiamo a visitare anche la piccola chiesa che ci ha fato compagnia questa notte; è proprio minuta e graziosa, per non parlare del piccolo organo sulla porta d’ingresso.

Il cartello che indica i Fienili.

La strada per i Fienili.

Poi dopo una breve ricognizione sul cartello che abbiamo davanti al camper e dopo aver chiesto lumi sulla strada ad una ragazza che saliva in auto, decidiamo di andare a vedere i famosi Fienili di Cima Rest con il camper; la strada è stretta, ma non proibitiva, non troviamo nessuno che scende e questo ci facilita il compito, fino all’arrivo al parcheggio davanti alle strutture turistiche preposte all’accoglienza.

Una cascata sulla salita.

Il parcheggio ai Fienili.

Giriamo un pò tra quei Fienili ricostruiti per i turisti, ma qui attorno ce ne sono davvero tanti, volendo si possono anche passare delle notti dentro alcuni appositamente strutturati per l’accoglienza.

I Fienili turistici.

I prati attorno e l'osservatorio.

Il tempo è minaccioso, per questo siamo muniti di ombrello e ci aggiriamo per vedere un pò la zona; c’è l’indicazione di un osservatorio, con tanto di regolamenti notturno per le visite a tema, quindi lo cerchiamo.

Le nuvole basse.

Il rifugio Scoiattolo.

E’ vicino al rifugio Scoiattolo, anche questa struttura è atta ad ospitare turisti per lunghi periodi; ci sono anche vistosi recinti elettrificati per gli animali al pascolo, per questo bisogna seguire i sentieri e non è consentito attraversare i prati.

Altre colline con i Fienili.

Il parcheggio ai Fienili.

Purtroppo, anche seguendo i sentieri, vista l’erba bagnata, ci si bagna inevitabilmente i piedi, però sarebbe impossibile riuscire a vedere quello spettacolo di paesaggio, anche se con le nuvole basse, le colline attorno, verdi, con i fienili, sono davvero una favola.

Gli alberi ...

... della strana struttura.

Scopriamo anche una strana intelaiatura di siepe, a forma ricurva, con dei finestroni attraverso cui si possono vedere le colline, non riusciamo a comprenderne il significato, ma non è scritto da nessuna parte che è necessario comprendere per vedere.

Una particolare veduta.

La struttura da lontano.

Ad un tratto inizia a piovere con un pò più d’insistenza, così siamo costretti a ritornare al camper, anche perché l’ora è quella del pranzo, così ci facciamo un veloce primo piatto ed intanto decidiamo la prossima meta.

Il paese di Magasa.

Un'auto d'epoca per strada.

Antonella ha portato dei dépliant di alcune cose da vedere nella zona del bresciano, così sfogliandoli decidiamo di mettere come meta il lago Moro, sembra interessante e poco impegnativo.

Un'altra cascata sul percorso.

Un piccolo bacino incontrato.

Lei non è molto avvezza con il navigatore, io non conosco per nulla la zona, ma decido di impostarlo per vedere almeno quanto tempo ci da come arrivo stimato: sembra stimato circa un paio d’ore e visto che non abbiamo fretta ci muoviamo dopo il caffè.

Pecore al pascolo nel piccolo bacino.

Le colline verso il passo.

Guardando l’inseparabile cartina scopro che dovremmo fare il passo di Crocedomini, un passo che anche Antonella conosce come impegnativo, a questo punto la decisione di provarci per me è stata una sfida naturale.

La strada verso il passo Crocedomini.

Poco prima del Passo ...

Il tempo atmosferico intanto peggiora, la pioggia alle ore 15 accompagna la nostra partenza dai Fienili con destinazione Lago Moro; riscendiamo fino al lago di Valvestino e poi seguo il navigatore verso il lago d’Idro.

... appena dopo il valico.

La pietra miliare del passo Crocedomini.

Quando sono nei pressi del passo, a circa una ventina di chilometri, inizio a vedere dei cartelli di divieto di accesso ai mezzi per larghezze oltre i 2,10 mt; so di essere assolutamente oltre, ci fermiamo per un caffè e chiedo alla barista che mi conferma sì il divieto, ma mi assicura che posso passarci tranquillamente e così proseguo.

Una bella cascata verso il lago Moro.

La sosta notturna sul lago Moro.

L'ampio parcheggio davanti.

La strada in effetti è sufficientemente larga, ma non troppo, il divieto probabilmente è per evitare l’eccesso negli incontri tra i due sensi, ci si arrampica in un paesaggio affascinante, la vegetazione non è troppo alta e si scoprono delle colline molto particolari, intanto esce anche qualche raggio di sole; di sicuro il momento peggiore per passare è l’inverno, qui la neve è di casa.

Altra vista del parcheggio.

Il centro didattico ristrutturato.

Il lago Moro.

Alle ore 19,30 arriviamo al Lago Moro, siamo al km 57.588 (), la segnaletica per strada è molto esaustiva, ma chiediamo ad un abitante di un villino nei pressi e ci suggerisce di lasciare il mezzo, vistosamente ingombrante per quella stradina, sul parcheggio appena poco sotto.

Un curioso natante ...

... un furgoncino VW adattato.

Approfittando di ancora uno spiraglio di luce scendiamo al lago per la strada più corta, giusto per capire che giro fare domattina; incontriamo una serie di case, piccole e particolari, tra cui il centro didattico appena ristrutturato, fino ad arrivare sulle rive dove scorrazzano tranquille delle papere e delle oche, libere dai turisti che ormai non ci sono più.

Ancora il lago Moro.

Prima che diventi buio pesto ritorniamo in camper per la cena, le provviste portate da Antonella stanno finendo, ma ha un’ottima cucina, ci guardiamo un film e poi si va a dormire.

12/06/2011

Nella notte ha piovuto un pò, è sempre bello sentire la pioggia sul camper, mentre la sveglia è stata alle ore 8,30, c’è un bel sole e ci si prepara per una gita attorno al lago.

Le caprette davanti a noi.

Il lago Moro dall'alto.

Mentre si fa colazione, assistiamo al pascolare delle capre nel piccolo prato davanti a noi, qui la natura sembra ancora contare qualcosa; assistiamo anche ad uno strano via vai di auto e moto per la strada dietro il camper, così prendiamo quel verso.

La paperella curiosa.

La piccola cappella.

La strada inizia a salire, io credevo scendesse, ma sta costeggiando questo versante fino a lambire le case più alte, per poi scendere dal lato opposto; durante il percorso in salita la visione del lago cambia e di molto, regalando una visione sempre ottima e tranquilla.

Il borgo di Capo di Lago.

Dopo un pò, passando tra il vicino boschetto, si ritorna in piano, dove sono attraccate delle imbarcazioni, tra cui il curioso furgoncino VW, ora preso di mira dai pescatori; continuando a camminare ci si imbatte ancora in alcune paperette, attirate del possibile cibo che i turisti lasciano loro, una poi è così curiosa che quasi quasi mi sale in braccio.

Il parcheggio di Zone.

Il contesto del parcheggio.

Improvvisamente inizia a piovere, è strano c’è anche un raggio di sole, ma questo ci porta a ripararci nella vicina piccola cappelletta, giusto il tempo di aspettare che smetta.

Le piramidi.

L'insieme delle piramidi di Zone.

Quando rientriamo è ora di pranzo, il tempo di un caffè e per le ore 14,30 si parte per Zone, ultima meta, le piramidi di Zone, delle conformazioni di erosione dei ghiacciai, è un sito particolare ed è sulla strada verso Desenzano.

Un particolare di una piramide.

Troviamo il parcheggio con degli stalli perfetti per il camper, sono le ore 15,15 e siamo al km 57.621 () mi sistemo a fianco dei camper già presenti e scendiamo per dare uno sguardo al paesaggio, ogni tanto pioviggina e non c’è molta voglia di bagnarsi nell’erba.

Il lago d'Iseo.

Ormai abbiamo concluso il giro previsto, il tempo sta davvero peggiorando, ma quel che contava era far provare ad Antonella cosa vuol dire girare in camper ed adesso vedremo che cosa decideremo per l’estate.

Alle ore 17,30 siamo di nuovo a Desenzano dove trasbordiamo i suoi bagagli ed ognuno prende la direzione verso casa; l’autostrada per Trezzo è un pò affollata, come ogni domenica pomeriggio, la guida calma e rilassata aiuta il pensiero, arrivo alle ore 19,15, con i km 57.776, lascio il camper al rimessaggio, ma non i miei pensieri.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km 455
Gasolio 88,00
Telepass 10,40
Pernotto 0,00
Biglietti visite 0,00
Biglietti mezzi 0,00
Sosta 0,00
Pranzo / Cena 0,00
Bibite / Gelati 0,00
Altro 0,00
Totale 98,40
Media Km/lt 7,15

Bye   Maurizio





3° Raduno di CoL a Marina di Cecina (LI).

15 06 2011

01/06/2011 - Km 56.455 ore 12,15

Quest’anno il raduno di CamperOnFest 2011 si terrà a Marina di Cecina (LI), al campeggio Mare Blu, già da me visitato l’anno scorso in avverse condizioni atmosferiche.

Del resto è un grande campeggio con molte strutture ben equipaggiate per supportare un afflusso di massa come questo evento sta diventando anno dopo anno, evento che coinvolge in pieno tutto il mondo camperistico nazionale.

Purtroppo il tempo non lascia scampo, sta piovendo da alcuni giorni e questa mattina la pioggia scende in modo incessante e violento; volevo partire un pò prima, ma alla fine questa è l’ora di partenza, anche se ho ugualmente deciso di seguire il percorso senza autostrada.

Il ponte basso.

Tutto sommato la strada è anche più piacevole da fare, visto che sono da solo, ho più modo si svagarmi guardando il mondo attorno, senza annoiarmi sull’autostrada; ho anche incontrato nel Piacentino un ponte di 3 mt, giusta giusta la mia altezza, ho trattenuto il fiato e pian piano sono passato.

Una rotonda dedicata al vino.

Tutto bene anche al ponte sul Po di Piacenza, il fiume non è neanche ai livelli di guardia; però sulla strada che dovrebbe portarmi al passo della Cisa succede qualcosa.

Il comune di Savigno.

In una strada stretta che porta sull’appennino verso la SS62, dove dovrei infilarmi, trovo dei bus che stanno cercando di passare a vicenda, il traffico è un pò bloccato e così decido di proseguire, questo però mi porta alla fine a fare un passo diverso e perdermi così l’occasione di fotografare l’autovelox che ha osato multarmi l’anno scorso.

Una rotonda dedicata ai salumi.

Mentre passo dal comune di Savigno (Bo), senza riuscire a comprendere per tempo l’intero percorso, incontro una serie di rotonde particolari, dedicate ad una serie di cose comuni; sono da solo, non ho nessuna voglia di fermarmi a guardare la cartina e così mi lascio guidare con pacatezza dalla gentile signorina del navigatore.

Una salita del 15%.

Ho incontrato salite e discese molto impervie, ci siamo divertiti molto Zonker ed io, quelle strade sembravano delle montagne russe, con pendenze notevoli, ma nulla per il nostro motore che ha affrontato benissimo tutti questi dislivelli, tra campagne perse e larghe distese.

Le distese verdi attorno.

Arrivo al campeggio alle ore 21,15, al km 56.879 (), più o meno gli stessi chilometri che avrei fatto con il passo della Cisa; ovviamente arrivo che qui sono tutti già belli che sistemati, dopo la registrazione mi sistemo anch’io nella mia piazzola, sempre molto abbondante.

Sono a fianco di Valerio e Roberta di cui ho già parlato in altri diari, questo fa sì che alla fine mi adottano, assieme a Marco, visto che siamo gli unici due singles per volontà altrui e per motivi diversi.

Poi rimaniamo a chiacchierare fino all’1, quando addirittura deve intervenire la sorveglianza per via delle risate mal soffocate; poi il giusto riposo nella pineta.

02/06/2011

Mi sveglio alle ore 8,30, fuori c’è già del movimento, è vero che sono vicino ai bagni, ma quelle sono voci di chi si aggira tra le nostre verande e così mi preparo e faccio colazione.

La mia piazzola in campeggio.

Il camper di Marco Gnomo.

Questa mattina c’è il sole che a fatica filtra tra la pineta e scalda un pò gli animi, il meteo prevede questi pomeriggi un pò umidi di pioggia, ma la speranza di qualche errore è sempre alta.

Lo stand di Raffaele.

Altri viali del campeggio.

In campeggio c’è del fermento perché questa sera ci sarà la sfilata in maschera di chi ha voluto partecipare a questa manifestazione, perciò c’è chi gira in cerca di ogni cosa che possa essere utile, se non ha già provveduto a portarsi a casa tutto il necessario.

Il viale della regia di CoF.

Lo striscione di CoL all'ingresso.

E’ il caso di Bora40, una forumista di Roma, ha un costume favoloso che rappresenta un camper tridimensionale, completamente auto costruito in legno e stoffa, completo di tutto, luci, porta bici e bici, compresi altri due forumisti Aldo e sua moglie (del gruppo di Dova)  che fungeranno per i giramondo che gli gireranno attorno.

L'accesso alla spiaggia.

La spiaggia senza i cani.

La spiaggia per i cani.

Mi muovo per il campeggio alla ricerca di altri partecipanti che conosco e che non vedo da tempo, questa è l’unica occasione annuale dove ci si può rincontrare; trovo parecchi equipaggi incontrati sia a Dova, che al raduno a  Crespi l’anno scorso.

La piscina.

La fontana vicino ai negozi.

Poi faccio una capatina in spiaggia, rispetto l’anno scorso la stanno rimettendo apposto, ci sono ancora i cumuli di sabbia a dimostrazione dei lavori in corso, però purtroppo il brutto tempo sta rallentando l’opera; qui troviamo le due spiagge, una vietata ai cani e l’altra riservata a chi ha animali, così da cercare di accontentare tutti.

Roberto che fotografa.

La tendina di Valerio.

Nel dopo pranzo si continua nel passeggio libero, al nostro fianco c’è l’altro Valerio con la sua famiglia che sta montando una tendina di supporto, sono in tanti in camper e così c’è più spazio per loro.

Il vestito del camper davanti ...

... e dietro.

Bora40 con il copricapo.

L’animazione del campeggio è sempre in fermento per cercare di coinvolgere al massimo il maggior numero di ospiti, in ogni settore sportivo, sia per i bimbi che per gli adulti.

Il vestito in tre.

Tra una chiacchiera e l’altra arriva anche la pioggia, ma per fortuna smette per permetterci di assistere alla sfilata delle maschere a tema libero; nell’attesa che finisca il baby club che occupa l’anfiteatro, si riuniscono le comparse mascherate per l’iscrizione, così abbiamo il modo di vederle da vicino.

Poi iniziano a sfilare, sono tutti simpaticissimi, ovvio che non tutti solo allo stesso livello, ma il bello è vedere l’impegno di ognuno di loro, anche i più semplici, con la sola volontà di esserci.

Alle ore 23 inizia il coprifuoco imposto dalla direzione, diciamo valido soprattutto per le attività di gruppo, così ci si ritira nelle verande e saltano fuori dei pezzi unici di bottiglie con contenuti magici, grappe, distillati, vinelli, cose così, giusto per tirare un’altra volta l’1.

03/06/2011

Anche questa mattina scendo dal letto alle ore 8,30, senza sveglia e sveglio da un pezzo, ormai non dormo più molto al mattino, nonostante che mi corichi tardi, ma non importa, non accuso nessun disturbo particolare pertanto va bene così.

Una partecipante un pò particolare.

Faccio colazione ammirando il sole che anche oggi ci sveglia, attorno al camper ci sono dei bimbi di 5-6 anni che stanno imparando ad andare in bicicletta, sono carinissimi nei loro tentativi e soprattutto nella loro riuscita, quella loro incertezza iniziale è tanto tenera ed inevitabilmente mi viene in mente quando hanno iniziato i miei figli ad andare in bicicletta senza ruote, mi sembra che sia passato un secolo.

La tavolata ...

... sotto al gazebo ...

... della direzione di CoL.

Anche questa sera riprende la pioggia, ormai sta diventando una noiosa compagna, ci si nasconde tra una veranda e l’altra, intanto si perde un pò di tempo con le chiavette internet (l’abbonamento del campeggio costa ancora € 4 l’ora!), c’è chi aggiorna i reportage sul forum di CoL, c’è chi cerca un supporto morale con le previsioni del tempo, insomma in qualche modo arriviamo alla cena.

Una parte del ...

... ristorante.

Questa sera è prevista la prima tornata di cena collettiva al ristorante, con le specialità tipiche toscane, l’altra sarà domani sera, i tavoli sono tutti pieni e non ci sono proprio più posti liberi, quest’anno per fortuna non fa freddo come l’anno scorso e questo ci permette di stare più tranquillamente a parlare tra i tavoli.

Anche oggi, sempre verso le 23, veniamo invitati a lasciare il ristorante, è stato un ottimo momento di condivisione con persone che al massimo ci si scrive un post in un forum, ma dal vivo, emergono forti sensazioni, piacevoli e coinvolgenti.

04/06/2011

Questa mattina mi sono svegliato alle ore 9, si vede che l’ambiente inizia a rilassarmi un pò e questo è solo un benessere, dopo colazione iniziamo a vedere alcune foto scattate da Roberto e da altri, comprese le mie.

La spiaggia al sole del mattino.

Per il pranzo sfruttiamo il take away del ristorante, tanto più che abbiamo anche lo sconto del 20% per via del CoF, con Valerio e Roberta prendiamo gli spaghetti ed il riso allo scoglio, i piatti sono cotti alla perfezione e vengono confezionati sul momento, giusto il tempo necessario per cucinarli.

I Cipollari in bici.

Mentre nel pomeriggio, durante la solita pioggia, mi fermo da Franco, il gommista del nostro gruppo di Dova; parliamo un pò degli esami universitari della loro figlia Silvia, la preoccupazione c’è, ma vedo che è molto brava e preparata, oltre che sveglia e sono certo che passerà alla grande.

La targa per Paolo.

Arrivano in campeggio nel pomeriggio anche quelli del gruppo dei Cipollari, sono in bicicletta perché non c’era posto per tutti, così si sono sistemati in un campeggio nelle vicinanze e si stanno facendo annunciare da sonore strombazzate, fischietti ed urla.

Il movimento tra i campeggiatori.

Arrivati da Paolo gli conferiscono una targa di riconoscimento per aver ideato questo raduno, sono in tanti e lasciano tutto attorno della grande allegria, mentre chi non è del raduno e non conosce CamperOnLine rimane un pò esterrefatto, faticando a comprendere tutto quel movimento.

Opa Miro e Bora40.

Verso le ore 18 c’è un aperitivo, sempre nell’anfiteatro, offerto dalla direzione, dopo un corto ringraziamento è stato dato il via ed un’orda di persone si sono avventate sulle patatine e sulle bevande, la sola visione è una scena comica.

Il tavolo dell'aperitivo prima del via ...

... e dopo il via.

Vicino alla nostra postazione ci sono anche dei camper nuovi, a disposizione per chi vuole visionarli, sono due CI e un Laika, sono davvero ben equipaggiati ed il Laika è di un livello visibilmente superiore.

I due camper CI ...

... ed il Laika.

Per cena ci procuriamo la pizza, così da degustare anche questa produzione del ristorante, è buona e la birra fa la sua parte; poi ci rechiamo ancora all’anfiteatro, ci saranno le premiazioni delle gare e della sfilata di ieri sera.

Paolo presenta la serata.

La mitica Cchei.

E’ un momento molto bello, il grande Opa Miro, il vignettista ufficiale di CoL ha preparato delle vignette di sua produzione, rivolte a dei nick ormai famosi sui forum, e tutti ne rimaniamo colpiti, Vladimiro è proprio un artista nato.

La moto da camper vinta.

Come primo premio per le foto c’è anche la moto da camper, come l’anno scorso, e viene data alla foto migliore scelta tra le tante consegnata per tempo via mail.

La prima vincitrice del fotoritocco.

La seconda classificata.

La terza classificata.

Anche questa giornata si è conclusa, una grande manifestazione che ha unito nello stesso momento tante persone che volevano divertirsi e per fortuna non ha piovuto.

05/06/2011

Mi sveglio alle ore 8,30, questa mattina ci sarà la gara delle torte, ultima manifestazione di questo raduno, sarà anche l’ultima occasione per salutare i partecipanti che si è conosciuto.

L'operatore video dello Staff.

I preparativi con i tavoli.

I vini da giudicare.

In tutti questi giorni c’è sempre stato un occhio vigile che ha continuato a riprendere tutto ciò che accadeva, sia delle manifestazioni ufficiali, che normali momenti di vita di campeggio: è l’operatore dello Staff di CoL con la sua inseparabile videocamera, che poi con dovizia e professionalità, riverserà poi tutto in rete.

Le prime torte ...

... altre partecipanti.

Il mitico Marco Emme48.

Dopo i preparativi dei tavoli, iniziano a comparire le torte, semplici, ma promettenti, assieme alle torte si cercherà di giudicare anche dei vini, purtroppo però siamo in molti che, dovendo partire e quindi guidare nel primo pomeriggio, non ci azzardiamo all’assaggio, tanto più non proprio a stomaco pieno.

La distribuzione degli ingrandimenti delle foto.

La convivialità.

Il taglio delle torte.

Pian piano che i tavoli si coprono di torte, le persone si affollano e c’è anche chi cerca di fotografare in posizioni diverse, come qualcuno che sale sul proprio camper; ne approfittiamo per salutaci e darci appuntamento per l’anno prossimo, in previsione di altre situazioni comuni e divertenti.

Il mio piattino.

L'insieme della festa.

Lo striscione di Dova.

Per questioni sanitarie e di peso mi costringo a scegliere bene i 3 pezzetti per l’assaggio, ma varrebbero la pena di essere assaggiati tutti, però è meglio così, altrimenti non ce ne sarebbe per tutti.

La tazza in sostituzione.

Paolo che ringrazia tutti.

Chi fotografa da sopra il camper.

Verso mezzogiorno siamo in tanti a lasciare il campeggio, chi più chi meno si ha un pò di strada da fare; io questa volta prenderò l’autostrada perché vorrei evitare di metterci troppo.

Aldo e la gentile moglie.

Prima di partire scopro che un signore, che poi ho scoperto come nick Mauri64, ha la mia stessa maglietta regalatami da Brig, ma in formato commerciale, con tanto di logo ed in negativo, ho trovato indispensabile farci una foto.

Due magliette a confronto.

Infatti alle ore 12,30 parto in direzione di Trezzo, in autostrada poi trovo ben presto una coda per un cantiere, visto la lungaggine e l’uscita a portata di mano, decido di uscire e mi faccio 10 km circa in statale e poi rientro.

Qualche campagna nel ritorno.

Qui pian piano, tra una coda ed una strada libera, arrivo a casa alle ore 18.30, al km. 57.268; mi porto dietro dei bei ricordi e delle belle sensazioni, bella gente, complimenti CoL , Paolo e tutti quanti.

Il percorso ()

o-o-o

Bye   Maurizio





We a Bolzano.

9 06 2011

27/05/2011 km. 55.884 h. 15.00

Oggi c’è il giro d’Italia, la corsa ciclistica, che mi passa proprio sotto casa e che mi ha rallentato nella preparazione dell’ultima ora, un pò di ovvio disagio, ma alla fine ce l’ho fatta.

I pannelli solari a Peschiera.

La partenza è alle ore 14,30, il tempo è nuvoloso e nella mattinata ha anche piovuto molto, ma il meteo aveva già avvertito della pioggia per tutta la giornata, sia per la partenza da casa che per l’arrivo a Bolzano, previsto dal navigatore per le ore 17,45, ma per chi va in camper, queste sono sciocchezze.

Le nubi impietose.

La radio va che è un piacere fino a Verona, poi all’inizio delle montagne ho iniziato a sentire un po’ di musica dai CD che mi sono portato, mi piace molto osservare le montagne semicoperte dalle coltri di nubi con il sottofondo di buoni brani, questa volta italiani.

La pioggia in autostrada.

Ho preso la superstrada che parte da Peschiera e passa da Afi; nel rientrare sulla A22 del Brennero ha anche iniziato a piovere in modo violento e l’asfalto non drenante rende quasi impossibile vedere bene; l’arrivo è puntuale come previsto, alle ore 17,45 sono a destinazione, non c’era traffico rilevante ed il navigatore mi porta a Nalles in un baleno.

Un bel castello sui monti.

Questo piccolo paesino ha un grande parcheggio, proprio dietro la caserma dei Vigili del Fuoco che in questo momento è pressoché deserto e questo mi permette di scegliere un posto perfetto, ().

Il primo parcheggio a ...

Scendo per un caffè e per chiedere maggiori informazioni per questa manifestazione molto particolare: la corsa delle moto d’epoca in 5 km di salita, da Nalles a Sirmiano (BZ).

... a Nalles.

Il cielo è sempre minaccioso e c’è del vento a volte anche forte, ma non piove e questo mi permette di farmi un giretto a piedi per le piccole vie, il paese appare semplice e carino; fin quando inizia a piovere, sempre più forte e a stento ritorno al camper accelerando un po’ il passo, senza prendere molta pioggia.

I Vigili del Fuoco di Nalles.

L’altra occasione di questo viaggio è stata quella di venire a trovare una amica di mail che abita appunto a Bolzano, che però non avevo ancora avuto la possibilità di incontrarla, il suo nome è Antonella e la avviso telefonicamente del mio arrivo in zona; visto il brutto tempo ed il posto comodo per la sosta notturna, mi sposto a Bolzano per incontrarla e per proporle una pizza come cena.

Il parcheggio.

Lei gentilissima accetta e mi propone un posto carinissimo, dove ci rechiamo in camper sotto una pioggia torrenziale; passiamo la serata raccontandoci un po’ di noi, uscendo così dai limiti che normalmente la comunicazione via mail impone.

Il fiume ...

... che taglia il paese.

Il municipio di Nalles.

Sono le ore 24 quando, dopo averla riaccompagnata a casa, ritorno al parcheggio di Nalles per la notte e qui scopro che, seppure il parcheggio è ancora vuoto, il posto che avevo previsto è stato occupato da un altro camper tedesco, per fortuna però posso rimediare nella immediata vicinanza, tutto sommato la nuova sosta è ancora abbastanza in piano.

Un artigiano con la sua fontana.

Le nubi sui monti attorno.

Proprio quando sto per coricarmi scopro che dal finestrino centrale della mansarda mi è entrata dell’acqua, questo è un intervento che avevo già previsto e provvederò al più presto; per fortuna ho un secondo sacco a pelo asciutto per sostituire il precedente che si è bagnato ed, altra fortuna, che si è bagnato il sacco a pelo e non il materasso, cosa che sarebbe stata più complicata da fare asciugare.

L'ingresso al campeggio.

La pioggia scende incassante e mi accompagna nel sonno, è sempre piacevole addormentarsi con il respiro di Zonker, mi piace sentirlo vicino di giorno e di notte.

28/05/2011

La sveglia suona alle ore 8,30, ma è un pò che sento gli scricchiolii tipici del sole che batte in mansarda, infatti come apro gli scuri scopro una giornata stupenda, così mi velocizzo con la colazione per farmi un giro ed andare a trovare dov’è il paddock delle moto.

Il torrente vicino al paddock..

Già dalle ore 9 si sono sentite le sirene delle auto dei Vigili del Fuoco che aprivano la strada per consentire le ultime prove ufficiali sul percorso della gara, tanto che in un primo momento pensavo anche di aver sbagliato l’orario della partenza, prevista nel pomeriggio.

Un artigiano.

Il ponticello.

Per fortuna non è stato così, ho proseguito a piedi verso la piscina, dov’è alloggiato il paddock per gli alloggi dei concorrenti, mente per le piccole strade c’è un continuo scorrere di moto di ogni tipo.

La vallata attorno.

La coppia del sidecar della polizia.

Come arrivo alla zona piscine scopro il pontincello sul fiumiciattolo che passa per il paese, dopo di questo c’è un grande accampamento di ogni tipo, tende, camper, furgoni, carrelli per le moto, i sidecar e le moto sono ovunque, ma soprattutto brillano quelle moto antiche e particolari, ben lustre e curate.

Una bici d'epoca.

Un furgone dei vigili del fuoco.

Una parte di accampamento.

Colpisce subito la tenda dell’equipaggio di un sidecar verde, anche loro indossano tute perfettamente verdi, poi scoprirò che è un sidecar della polizia svizzera del passato ed è tutto originale, tute in pelle comprese.

Un camper particolare.

Ci sono anche dei camper auto costruiti.

Un bel furgone VW.

Mi dicono che è già da qualche giorno che stanno mettendo a punto i motori, provando le salite ed affaticandoli oltremodo, magari con un’auto dell’organizzazione che li precede e li segue, in modo che li protegga dal traffico, che qui è comunque poca cosa, ma c’è e potrebbe anche essere pericoloso, senza contare che i motori più vecchi possono anche fermarsi improvvisamente.

Un altro scorcio di accampamento.

Un altro autocostruito.

Il cartello espositore.

E’ incredibile osservare come i vari concorrenti si siano sistemati, incastrando i loro mezzi, camper, furgoni, tende, carrelli, come in un gigantesco puzzle, comprese le verande e le tavolate per le mangiate, oltre al fatto che le recenti piogge hanno reso il terreno un grande pantano, chi ha utilizzato dei pallets si è salvato, altrimenti c’è fango ovunque, con gli evidenti segni di alcuni veicoli impantanati.

Uno scorcio del paese.

Un castello sulla collina.

Il parcheggio notturno.

Sono ovunque, oltre allo spazio iniziale loro previsto vicino alle piscine, sono anche dietro il campo calcio e dentro al campetto per l’hockey, sempre stipati all’inverosimile, ma sempre con le immancabili tavolate più o meno sempre imbandite.

La strada verso il municipio.

I coltivatori di mele.

Il castello Schwanburg alla partenza.

Ben presto s’è fatta l’ora del pranzo, così mi riporto al grande parcheggio dove ho passato la notte, intanto nelle strade continuano a scorrere gli ultimi ritardatari nelle prove, mentre la strada principale inizia ad essere chiusa dalla Protezione Civile; durante il tragitto incontro anche dei coltivatori di mele che, imperterriti, continuano nella cura delle loro piante.

Le moto in partenza.

La vasca sotto la partenza.

L'inizio del percorso.

Intanto si sono fatte le ore 14,00 così m’incammino verso la partenza al “Castello Schwanburg” (Castello del cigno), per me è una grande baita, ma va bene così; quando arrivo trovo il gonfiabile azzurro con molte moto ferme pronte per la partenza, c’è anche una bella vasca abbeveratoio che dona un pò di atmosfera alpina.

L'ambulanza ...

... in servizio di presidio.

Le tre volontarie e ...

... l'autista.

La mia attenzione è inevitabilmente attratta dalla ambulanza stazionata di servizio, il cui equipaggio è comodamente seduto sui presidi dell’ambulanza: le tre fanciulle volontarie sulla barella, mentre l’autista sulla sedia cardiopatica, voluminosa e molto diversa da quella normalmente utilizzata nella mia associazione.

Una bevuta acrobatica.

Le prime partenze ...

... sono le più faticose.

Nell’attesa delle prime partenze il pubblico non tarda a scolarsi delle belle birre e c’è anche chi si destreggia in bevute acrobatiche, sovrapponendo i bicchieri, senza contare che poi quelli vuoti rimangono tristemente appoggiati sui muretti attorno.

Un altro concorrente.

Un sidecar alla partenza.

Appena iniziano a partire i concorrenti, si scopre che sono stati divisi per età di costruzione, pertanto i primi che sono i mezzi più antichi, alcuni arrancano non poco e la loro fatica la esprimono con tutto il rumore possibile, a volte costringendo gli spettatori a spingerli per evitare di fermarsi.

...

...

Il rumore diventa assordante, Antonella non è ancora arrivata e temo di non riuscire a parlarle al telefono, infatti, tra una moto e l’altra arriva la sua chiamata; per fortuna la vedo subito e quindi non c’è bisogno di stare molto a parlare.

La chiesetta del paese.

La sosta notturna ...

... a Bolzano allo Stadio.

Seguiamo assieme lo svolgersi delle partenze, commentando i concorrenti più curiosi, chi con vistosi baffi, tute od altre cose strane e simpatiche, come tute o caschi vari; poi arrivarono i sidecar, sono di minor numero, ma per me sono anche i più curiosi, anche se scopro che a lei non piacciono molto.

Man mano che proseguono i concorrenti, le partenze sono un pò più rade rispetto l’inizio della gara, ogni tanto poi il direttore di gara deve redarguire degli spettatori troppo esuberanti che invadono la strada per vedere meglio.

Una nota curiosa: uno degli ultimi sidecar, il numero 272, è quello dell’organizzatore di questa manifestazione, che ora è arrivata alla 12^ edizione; alla partenza però, il suo sidecar non ne voleva sapere di partire, tentennando fino a farsi spingere per non fermarsi e non più ripartire e con lo speaker che ironizza immancabilmente su questo fatto (vedi ultima scena del filmato sui sidecar).

Finite le partenze siamo ritornati in camper, Antonella ha preparato una buonissima torta di mele e così abbiamo approfittato per fare merenda; poi siamo tornati in città, a Bolzano, mi sono messo nel parcheggio dello stadio, la sosta è libera fino a domani alle ore 10,30, ().

La sera si è conclusa con una spaghettata in camper, giusto per entrare nell’atmosfera del mezzo; poi verso le ore 23 lei è tornata a casa ed io mi sono addormentato nella mia bella mansarda, in questo parcheggio silenzioso.

29/05/2011

Mi sono svegliato alle ore 8,30, ma è da un pò che sento il vento scuotere il camper e le fronde dell’albero qui a fianco picchiettare sulle pareti; appena scopro che c’è il sole mi velocizzo un pò per la colazione, giusto per non farmi trovare indietro con i preparativi da Antonella.

Un camper di zingari.

Il Cs di Bolzano.

Antonella arriva puntuale alle ore 10, così mi accompagna nei pressi del cimitero, dove c’è anche un CS (); lascio qui il camper e ci dirigiamo per pranzare in collina con la sua auto.

La mia sosta al CS.

Dopo un pò di strada arriviamo in un posto bellissimo e molto particolare, da qui si può vedere tutta la vallata di Bolzano, con i due paesini sulle colline a fianco; il posto è molto semplice ed accogliente, tutto in legno con una stupenda terrazza nel vuoto.

La vallata di Bolzano ...

Si è mangiato bene, ovviamente con specialità locali, una favola, poi abbiamo passeggiato e siamo stati un pò nei prati lì attorno, la giornata è soleggiata e perfetta per parlare tranquillamente.

... e i paesini sul fianco.

La vallata dal poggiolo con turista.

Il succo di sambuco.

Abbiamo concluso con un ottimo sciroppo di sambuco, mai assaggiato, ottenuto filtrando i fiori della pianta, davvero buono e fresco; poi siamo rientrati in città, approfittando della bellissima giornata di sole, ce la siamo presa con molta calma.

Una curiosa banderuola del vento.

Alle ore 19,00 ci siamo salutati e così ho ripreso la strada di casa, l’autostrada è in una vallata che è già nell’ombra della sera, ma le montagne verdi attorno splendono ancora di sole, la musica poi fa il resto della compagnia.

La vallata in ombra.

La strada poi è stata tutta tranquilla, un pò di code verso Peschiera, ma nulla di che; arrivo al rimessaggio alle ore 23,00 al km. 56.450, il cancello è chiuso, ma telefonando mi aprono, finirò di sistemare il camper domattina.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km 566
Gasolio 110,80
Telepass 29,80
Pernotto 0,00
Biglietti visite 0,00
Biglietti mezzi 0,00
Sosta 0,00
Pranzo / Cena 23,50
Bibite / Gelati 0,00
Altro 0,00
Totale 164,10
Media Km/lt 6,89

Bye  Maurizio








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