Gli amici che servono.

16 07 2011

12/07/2011

Sto tornando a casa mia, dopo quasi una settimana di pellegrinare tra bellissimi ricordi del passato, in compagnia di splendide persone che mi hanno saputo voler bene, nel passato, così come nel presente; avevo proprio bisogno di un po’ di conforto spirituale, in questo periodo, in questi ultimi mesi, il mio animo è proprio un po’ sotto i piedi.

Essere rimasto da solo, proprio nel momento della vita in cui sono arrivato a ciò che avevo tanto sperato per 40 anni di raggiungere: la tanto agognata pensione; solo non tanto nel fisico, quello per fortuna non si può ancora dire, ma nell’animo, negli affetti più profondi e cari.

Rimasto solo quando il mio cuore aveva costruito un castello per ospitare la mia Regina, non vista con gli occhi del re, ma neanche con quella dello schiavo, semplicemente colei a cui avevo affidato il mio Sentimento più sincero e che ora, invece, ha deciso di scaricarmi, adducendo un sacco di scuse pratiche, ma nessuna in grado di convincermi realmente nel Sentimento.

Sono stato davvero bene in questi giorni di mare, soprattutto gli ultimi, passato con un’Amica sincera e sconosciuta, a volte sono proprio le persone di cui ti aspetti di meno che ti fanno stare bene e meglio di altre che non ti trovi più attorno.

Per questo ho deciso di salire la china, non dico che ormai posso gettarmi il recente passato alle spalle, ma di sicuro voglio buttare in mare tutto il dolore possibile, nella speranza che quel vuoto si riempia di positività, mi basterebbero che fossero anche piccole cose, ma almeno sincere.

Sto macinando i chilometri come se ad ogni cento metri possa consumare un po’ di dolore, ma so che non è così, non è possibile, il proprio dolore va digerito pian piano, centellinato come un super alcolico, a piccoli sorsi, peccato che viene sempre servito in caraffe da litri e non in piccoli bicchierini, rendendo impossibile la bevuta di getto.

Ho rivisto volentieri le persone che mi sono state vicino nel mio passato più remoto, con cui abbiamo condiviso le prime gioie ed i primi dolori dell’adolescenza  e rivederli ora, sempre così affettuosi, è come aver respirato una ventata di gioia antica.

Che dire poi di Maura, la mia amica lontana di Gubbio, sono quasi 15 anni che ci si conosce, abbiamo condiviso molte preoccupazioni nella crescita dei nostri figli ed ogni volta c’è sempre un velo di riserbo, ma subito è come se ci si fosse visti 10 minuti prima e con lei non si poteva che condividere altro che un buon pranzo.

Ho rivisto mio fratello e la sua famiglia, sempre alle prese con l’ennesimo forse ultimo trasloco; mia madre ancora in balia di questi spostamenti continui, che si affida per forza di cose ai figli, anche se io rimango sempre un po’ allibito dalla nostra capacità di darle un sereno punto fermo.

E poi che dire della bella sorpresa di questo viaggio, scoprire un’Amica di cui conoscevo a stento il nome ed una foto 5×7 cm vista in internet, scoprire la grande forza che ha e non solo fisica, scoprire la vena culinaria del piccolo figlio Manuel, a 10 anni è già alle prese con i fornelli ed è bravissimo.

Purtroppo ho anche scoperto la mia vulnerabilità durante le lunghe percorrenze in solitaria, in fin dei conti è anche stato un test, non perfettamente riuscito, ma si doveva fare, soprattutto in previsione delle ferie estive … mha vedremo, ma una cosa è certa, per fortuna ho un signor camper che ha saputo aiutarmi nei momenti del bisogno, anche quando ero un po’ triste, magari con le sue lucine nel buio … grazie Zonker! :-)

(pensiero realizzato durante il viaggio di ritorno da Sabaudia (Lt))

Bye   Maurizio





Da Ravenna a Sabaudia (Lt).

16 07 2011

06/07/2011 - Km 58.350 ore 10.30

E’ una bella giornata di sole, il perfetto clima per girare sulle spiagge italiane; questo viaggio l’ho pensato con la scusa di andare a trovare mia madre che soggiorna per il periodo estivo a Nettuno (Roma), prendendo così lo spunto per andare  anche a trovare gli amici di vecchia data, più o meno sulla strada.

Mi sto dirigendo verso il Lido Adriano, in provincia di Ravenna, lì sono in ferie i miei amicissimi di sempre Gigi (il pasticcere), la splendida moglie Monica ed i genitori di lei: Pina e Maurizio (Gambadilegno).

Con Gigi siamo amici adolescenti, siamo cresciuti assieme, con Dario che vive nei pressi di Padova (diario) e Doriano, sempre presissimo con il suo lavoro; mentre gli altri li avevo conosciuti agli albori della Banda Cittadina CB, quante notti passate a chiacchierare al baracchino suo 27 Mhz.

Mentre ripercorro con la mente quei ricordi della mia gioventù, seguo tranquillamente la solita A22 e poi la A1 e la A14 fino a Ravenna, il traffico non è per nulla preoccupante, nonostante che il periodo di ferie sia già iniziato e la riviera adriatica è sempre più che affollata.

Ho la radio con la musica alta, sia per le trasmissioni che per i cd, è bello cantare a squarcia gola le canzoni di Vasco, sbracciandomi dal finestrino, così com’è bello vedere la faccia di quelli in auto che mi sorpassano con timore e sospetto in volto, la mia velocità è sempre sui 100 km/h.

Alle ore 12.40 mi fermo all’ultimo grill sulla A22 per un veloce panino, il disbrigo delle problematiche idriche personali ed il rifornimento dell’acqua fresca in cabina, che in frigorifero non può mai mancare, ma è troppo lontano dalla cabina.

La sosta a Lido Adriano.

Arrivo al Lido Adriano alle ore 14.45, sono al km 58.687 (), e c’è un bel sole caldo; riesco a trovare un ottimo posto, perfettamente dentro lo stallo previsto per la sosta, sono anche quasi in piano.

Dopo essermi sistemato un pò, scendo per andare dai miei amici, mi stanno aspettando, è davvero una bella emozione poterli riabbracciare dopo così tanti anni; il tempo ha lasciato dei ricordi sui nostri volti, ma l’animo negli occhi è sempre il solito di quei tempi.

Passiamo un pò a raccontarci delle nostre vite, seduti al fresco del loro giardino, fino ad arrivare all’ora di cena; intanto ne approfittiamo per dare una sistemata ai loro computer, visto che sono qui, è bello poterli aiutare in qualche modo.

La bella tavolata.

Poi a cena andiamo in un grazioso locale, dove servono il giro pizza in un modo molto scenografico e curioso: un trespolo a centro tavola che supporta il grande piatto di legno con le fette di pizza di vario tipo, per tutti.

Altre due chiacchiere la sera in giardino e poi vado a dormire, il traffico non esiste e non ci sono rumori particolari, così mi coccolo il mio camper mentre leggo qualcosa e poi cerco di dormire un pò, la stanchezza c’è, ma …

07/07/2011

La sveglia è stata alle ore 9, ho dormito benissimo, anche se mi sono svegliato molte volte, quasi ogni ora dalle 3, ma devo dire che Zonker riesce sempre a rilassarmi, come nessuno fin’ora.

La spiaggia.

Questa mattina approfitto dell’assenza dei miei amici per farmi un giretto in spiaggia ed avere i primi contatti con il sole; la spiaggia è abbastanza ampia e di sabbia, tipica dell’Adriatico, non ci sono molte persone, credevo fosse più affollata.

Gli edifici del porto.

Poi raggiungo Gigi in spiaggia e stiamo un pò a parlare fino all’ora di pranzo, dove Monica e Pina ci stanno preparando cose buonissime, Maurizio è dovuto andare via per una visita medica, ma lo recupereremo nel pomeriggio.

Le moderne strutture abitative ...

Approfitto spudoratamente della loro wifi per sbirciare la mia posta ed il solito mio mondo virtuale, mentre nel frattempo finiamo di perfezionare la pulizia dei loro pc, sempre mentre ci aggiorniamo sul molto tempo trascorso senza vederci.

... la curiosa struttura abitativa circolare.

Nella serata andiamo a recuperare Maurizio e poi facciamo un salto a Marina di Ravenna, al porticciolo, dove Maurizio mi fa vedere orgogliosamente la sua bella barchetta a vela, che ha sostituito il camper per per decenni li ha visti girovagare per l’Europa.

La barchetta Gambadilegno, con Maurizio al timone.

L’ambiente del porto è confortevole e di nuova costruzione, ci sono ampi spazi anche di verde e la zona del molo è chiusa al pubblico; noi però entriamo per ammirare da vicino la barca “Gambadilegno”, un nome ormai storico e mitico.

Rientriamo per la cena, sono le ultime chiacchiere della sera con la promessa di rivederci al più presto, poi alle 23 vado a dormire, domani riprenderò il viaggio e per questo li saluto prima di lasciarli.

08/07/2011

Dopo la sveglia alle ore 7, una bella colazione, la notte è passate più tranquilla ed il fresco del mattino aiuta la preparazione alla partenza.

Alle ore 8 parto per Nettuno, prendo la strada statale E45 che parte proprio da Ravenna, anche se in questo periodo c’è una importante deviazione, proprio all’inizio di questa importante arteria.

La deviazione porta via pochissimo tempo e ben presto si ritorna nella strada originale; poi per strada, appena passati gli appennini, decido di fare una sorpresa alla mia amica Maura, abita a Gubbio (Pg) e ci passerò proprio vicino, così com’è già capitato l’anno scorso in marzo (diario).

La sosta a Gubbio.

Quando la chiamo lei stenta a crederci, non l’avevo informata del mio viaggio ed improvvisiamo un incontro per pranzo; lei sta lavorando, ma riesce ad organizzarsi per liberarsi e così, alle ore 10.30 sono da lei ed alle ore 11.30 siamo già in direzione di una bella trattoria fuori città, immersa nel bel verde delle colline circostanti.

La locandina dell'Osteria.

L'interno del locale.

Siamo i primi a sederci nell’Osteria del Bottaccione, pranziamo con delle tagliatelle fatte in casa e la fame è così forte che non riesco neanche a scattare una foto ed i piatti erano più che abbondanti.

Maura e la crescia al formaggio.

Devo dire che è sempre un piacere dell’anima vedere come Maura mangia con gusto e voglia, è un aspetto di lei che è sempre stato coinvolgente, semplice se vogliamo, ma non certo comune.

Anche qui parliamo un pò dei nostri figli, del suo lavoro, del tempo che non ci siamo visti, insomma cerchiamo di colmare il tanto tempo che ci ha visto distanti.

Un girasole a Gubbio.

Alle ore 13, l’accompagno di nuovo a casa e riprendo il mio viaggio; il sole è a picco, viaggio con il finestrino abbassato e metà dell’altro lato, il fatto di essere da solo mi costringerebbe a fermarmi per ogni eventuale modifica, non ho l’alza cristalli elettrico, ma mi va bene così.

L'obelisco di Rieti

Passo attraverso del vasti campi di girasole, non posso fare a meno di fermarmi per fotografarne qualcuno, sono davvero stupendi; per strada riesco a tenere d’occhio il susseguirsi dei distributori per scegliere un Tamoil, fin’ora è sempre il prezzo più basso, anche se più alto di Milano.

La sosta per la foto non riuscita.

Attraversando Terni giro attorno all’obelisco di Arnaldo Pomodoro, una strana concezione di ferro in mezzo ad una rotonda; come esco dalla città scopro un curioso borgo antico in mezzo alla valle, mi fermo anche per cercare di fotografarlo, ma non riesco a trovare la giusta posizione.

Il traffico sul G.R.A. di Roma

Passo da Rieti ed arrivo alle ore 19 a Nettuno (Roma), sempre con un traffico contenuto, ovviamente il disastro è stato sul G.R.A. di Roma, un unico tormentone di auto e camion, tutti che si muovono in modo disordinato, soprattutto sulle uscite, ingolfandole ed impedendo il regolare flusso di veicoli.

La sosta notturna a Nettuno.

Però durante una sosta in coda ho il modo di togliermi uno sfizio: al mio fianco c’era un bellissimo Rimor Superbrig a cui regalo la nostra bandierina del gruppo su Facebook, rimangono tutti molto contenti e mi ringraziano.

Quando arrivo a Nettuno scopro che la strada dove abita mia fratello è troppo stretta così trovo un piazzale vicino, sterrato e con tanto posto, riesco a fermarmi senza e sostare senza fastidio a nessuno, sono al km. 59.193 ().

Raggiungo l’abitazione di mio fratello a piedi, non è per nulla distante, fuori fa molto caldo, il sole è stato davvero pesante per tutto il giorno; in casa i soliti discorsi, c’è anche una connessione wifi che non guasta, così da essere sempre aggiornati.

Si cena e dopo i soliti convenevoli vado a dormire, sono circa le 23 ed il sonno c’è sempre tutto, tutto sta poi a mantenerlo; mentre sono in mansarda a leggere, osservo il camper, in tutta la sua lunghezza, con le sue lucine diffuse della centralina, è davvero magico.

Non mi sembra grande, non certo per le misure in se, in fondo è poco meno della metratura di casa, più o meno stesse dimensioni e stesso silenzio; chiudo il libro e dormo, senza andare oltre.

09/07/2011

Alle ore 7,30 sono già sveglio, senza nessuna suoneria, è da un pò che sono sveglio e mi accorgo anche che il latte è andato male, del resto era un pò che era aperto tra il frigo di casa e quello del camper.

Pertanto mi preparo anche per la spiaggia, portandomi appresso tutto quello che serve e vado a prendere mia madre, così da fare colazione da lei.

Mentre poi stiamo in spiaggia cerco di spiegare a mia madre la mia nuova condizione di single, per volontà incallita … degli altri; ormai lei aveva già subodorato qualcosa, le mancava solo la conferma.

Mi chiede spiegazioni, ma che dirle? Non riesco io stesso a darmene di valide, figuriamoci se riesco a convincere lei.

I bagni di Nettuno.

La situazione si sta facendo troppo pesante, non mi va per nulla stare in questa atmosfera, ho fatto centinaia di chilometri per aiutarmi ad uscire un pò da questo gorgo e qui ora mi ci trovo di nuovo dentro fino al collo, mi sento stretto in gabbia.

Così decido di contattare Barbara, una camperista romana conosciuta in Facebook e che mi aveva invitato a passare del tempo sulle spiagge laziali; ci mettiamo d’accordo ed alle ore 20.15 sono davanti al poligono militare di Nettuno ad aspettare lei, con il suo bel camper ed il figlio al fianco.

La spiaggia di Nettuno.

Non c’è tempo e spazio per salutarci come si deve, così c’incamminiamo verso Sabaudia, come se ci conoscesse da sempre, questi posti lei li conosce perfettamente, sono io che a malapena li ho letti sulla mappa.

Attraverso il traffico un pò lento arriviamo al parcheggio davanti alla Marina Militare di Sabaudia alle ore 23,30, siamo al km. 59.248 (); c’è una festa del paese e non è stato facile arrivare fin qui, le strade principali sono state chiuse, obbligandoci a sfiorare con i camper ogni tipo di mezzo parcheggiato sui bordi delle strade, ma alla fine siamo arrivati e lei ha dovuto rifornirsi di acqua, c’è una fantastica fontanella che fa il suo bel servizio.

Abbiamo tutti fame e per questo Barbara prepara una fantastica pasta con i frutti di mare, il suo frigorifero sembra fare i capricci, ma poi ci guarderemo; suo figlio ha forse più sonno che fame, ma davanti alla pasta la divora in un baleno.

Nel parcheggio davanti alla Marina Militare.

Rimaniamo un pò a parlare di noi, non ci conosciamo per nulla, se non tramite sporadiche frasi in qualche post in internet, vedendoci in qualche foto; Barbara è davvero una Donna di carattere ed ha compreso subito i miei dubbi, senza ovviamente conoscere nulla di me.

Attorno a noi ci sono moltissimi camper, ora quasi tutti si stanno apprestando a passare la notte nel piazzale in cui siamo, ma lei ci suggerisce di spostarci verso il mare, altrimenti domattina sarà un bel guaio a trovare il posto giusto.

In riva al mare ...

Io non ho nulla in contrario, così alle ore 1,30 ci muoviamo, nel bel mezzo della notte accendiamo i nostri motori e sempre in colonna ci spostiamo; ci vuole poco per arrivare sulla stretta strada che costeggia il mare, ci sono i segni dei parcheggi paralleli alla corsia di marcia, tutti blu a pagamento, tranne sporadiche strisce bianche, le prime già occupate da alcuni camper, noi ci fermiamo un pò più in là, dove non c’è proprio nessuno.

... nel buio della notte ...

Fuori è buio pesto, si sente solo il mare ed alcuni uccelli notturni, io mi parcheggio per bene, mentre lei scappa a prendere il pane, “a quest’ora c’è un forno che è aperto e così domani siamo sistemati”, così io rimango sul posto … sono le ore 2,15 e sono immerso nella notte, sotto un bellissimo cielo stellato, la temperatura è perfetta, sono al km. 59.256 ().

... apettando ...

Scendo dal camper per godermi lo spettacolo, lo sapevo, ma non m’importa, come scendo vengo assalito dai miei pensieri, come un branco di lupi affamati, ma io non scappo, non servirebbe a nulla, li guardo negli occhi e li registro, solo così so che riuscirò a vincerli.

... l'alba.

Ogni tanto passa un’auto, illuminando la strada a giorno con i suoi fari, ma subito dopo il buio ritorna al suo posto, come un vortice d’aria, riportando il silenzio e la serenità ovunque, o quasi.

Lei ritorna dopo quasi 30 minuti con il bottino alimentare, era convinta che fossi andato a dormire … ma come potevo con quel frastuono di pensieri?

I piatti da lavare.

Le faccio compagnia mentre lava i piatti, sono ancora lì da prima, fuori si sta davvero bene e pian piano sta anche albeggiando, ormai sono le ore 4, minuto più o minuto meno.

Andiamo a dormire che ormai o quasi giorno, un giusto riposo dopo una giornata molto pesante, almeno per me.

10/07/2011

Mi sveglio alle ore 9,30, fuori c’è un fortissimo sole, sento il respiro forte di Zonker che mi incita a svegliarmi, io mi sono dimenticato di comprare il latte e … non importa, salto la colazione.

Il parcheggio alla luce del sole.

Ho dormito bene, non ho sentito nulla del trambusto che c’è fuori, come immaginavamo ci sono auto ovunque e noi siamo imbottigliati sul bordo, tanto non ci si muoverà fino a sera tardi.

La spiaggia.

Una volta pronto scendo per andare in spiaggia, ma vedo che anche loro si stanno preparando, così li aspetto; oggi si presenta una giornata campale, io devo stare molto attento perché non ho nessun fondo di abbronzatura, soprattutto non ho la crema solare, ma che cosa vuoi che sia per uno che ha fatto il militare a Cordenons (Pn)? {cit. Totò con il suo fare il militare a Cuneo}.

Il monte Circe al tramonto.

Manuel, il figlio di Barbara è eccitato dalla voglia di mare, noi mettiamo l’ombrellone al suo posto, non senza aver sofferto un pò per la sabbia che è già rovente per il sole.

Alcuni granchi ...

... su un tronco in mare.

Cerco di resistere fin che posso per non fare subito il bagno, sempre per via del sole, ma ad un certo punto è diventato vitale buttarsi nell’acqua fresca al primo impatto, ma subito bollente appena ci si rilassa un pò di più.

La spiaggia al tramonto.

La luce!

Stiamo a crogiolarci al sole, con sporadiche soste all’ombra, fino al tramonto, così ne approfittiamo per andare sul piccolo moletto a vedere i pescatori, il rosso del sole è ovunque, è un colore magico, sembra di essere in una favola.

Il sole ...

... scende dietro le nuvole.

Ritorniamo all’ombrellone e prima di lasciare la spiaggia decidiamo di aspettare la fine del tramonto, non è da tutti i giorni vedere quella bellissima palla di fuoco immergersi nel mare.

Siamo rimasti di nuovo soli.

Purtroppo però all’orizzonte ci sono delle nuvole che impediscono la visione fino in fondo, è un peccato, così ce ne ritorniamo al camper, di sicuro cotti dalla giornata.

Così alle ore 20,30 rimettiamo in moto e ritorniamo al parcheggio davanti alla Marina Militare, con calma ci facciamo le docce e ceniamo, ormai sempre ad orari assurdi, ma non importa, viviamo delle giornate piene e rilassanti.

A cena, verso le 23,30, compare un bel fragolino e lì ci accorgiamo che il suo frigorifero proprio non vuole saperne di raffreddare, ma ormai è troppo buio per mettersi a trafficare.

Andiamo a dormire ancora ad un’ora tarda, verso le ore 2,30, ma sono molto più tranquillo, Manuel poi è un ragazzo in gamba e la loro compagnia riesce a farmi stare davvero bene.

11/07/2011

Anche questa mattina mi sveglio alle ore 9, ho dormito abbastanza bene, qui non ci sono rumori ed ormai la maggior parte dei camper se n’è andata.

La postazione davanti alla Marina Militare.

Ci portiamo in paese per fare un pò di spesa, io sono completamente senza nulla di fresco, se non l’acqua e del formaggio, che mi sa che riporterò a casa intonso; sono ormai 2 giorni che mangio nel loro camper e non riesco a contribuire con qualcosa.

La fontanella

Il parcheggio davanti alla Marina Militare.

Così m’invento una pasta crudaiola ed acquistiamo il necessario, poi prepariamo il tutto, anche se le dosi, chissà com’è, sono sempre molto abbondanti.

La chiesa di Sabaudia.

Ce la prendiamo comoda, ormai al mare è impossibile parcheggiare,vicino al nostro parcheggio ci sono delle scuole di canottaggio e così faccio un salto per vedere meglio quella fascia di acqua; molti sono circoli militari ed a quest’ora stanno togliendo dall’acqua le barche.

Il ponte vicino a noi.

Le barche delle scuole di canottaggio.

Il nostro parcheggio alla Marina Militare.

Ci spostiamo verso le 18, la luce è sempre stupendamente rosea, arriviamo in un baleno ad uno spiazzo più ampio di ieri, così da sistemare i camper in modo perpendicolare alla strada.

Il nostro nuovo parcheggio sul mare.

Un punto di vista ...

... diverso del mare.

Ormai non ci sono più auto attorno a noi, è sempre bellissimo arrivare in queste situazioni, quando tutti vanno via e ti lasciano il campo libero, libero di vivere il camper nella sua piena interezza.

L'inizio dello spettacolo ...

... sempre più giù ...

... sempre più giù ...

... ormai il sole è quasi sparito.

Scendiamo in spiaggia giusto per ammirare finalmente il tramonto di ieri senza nuvole all’orizzonte, questa volta lo spettacolo è pienamente riuscito e sembra di riuscire a toccare il sole con le mani; è stupendo pensare che il sole nasce e muore ogni giorno, sempre allo stesso apparente modo, ma non esisterà mai un giorno uguale all’altro, per nessun Essere Umano, sempre che questo sia capace di guardare e non solo vedere la Natura.

La luna dietro di noi.

La strada completamente nostra.

Il mare dietro di noi.

Mentre siamo rivolti a questo fantastico ripetersi della maestosità della Natura, dietro di noi sta uscendo la luna, non ancora piena, ma è messa benissimo in cielo ed anche lei s’impegna a lasciarci un bel ricordo dello spettacolo serale.

La luna magica dalla finestra.

Siamo messi in un parcheggio che domattina riprenderà ad essere a pagamento, ma sappiamo entrambi che alle 7 dovremmo rientrare nei nostri mondi; pertanto concludiamo la serata con una cena a base di avanzi, la pasta in più del pranzo è servita, visto che il frigorifero ha ripreso il suo perfetto funzionamento, c’è anche il fragolino fresco che ci accompagna per la notte.

12/07/2011

La sveglia è alle ore 6, ma è da un pò che mi rigiro nel letto, nella notte non c’è stato nessun rumore di auto, mentre questa mattina sento che Barbara sta già tirando su le ancore.

Anche oggi c’è un bel sole, mi preparo e scendo dal camper verso le 6,30, senza colazione, giusto un sorso d’acqua per gradire qualcosa di fresco; devo dire che i saluti sono sempre stati un pò il mio lato debole, perciò ci salutiamo con una certa fretta e ci incamminiamo assieme verso le arterie principali che portano a Roma.

Il borgo di Ornato (Ri)

Per un pò li seguo anche se il navigatore insiste a farmi prendere altre strade, poi arrivo alla segnaletica di Nettuno ed arrivo per le ore 8,15, parcheggiando nello stesso piazzale non asfaltato dell’andata.

Vado a salutare mia madre, giusto un’oretta poi loro si stanno preparando per la spiaggia ed io riprendo la strada verso casa, percorrendo ancora la E45 fino a Cesena, passando da Gubbio, ma senza fermarmi.

Il borgo di Papigno (Tr)

C’è ancora una deviazione verso l’entroterra, più o meno all’altezza degli appennini, i soliti 9 km, ma nulla di impossibile; impossibile sono stati i continui attacchi dei miei pensieri, senza nessuna sosta di un certo conto, questi hanno fatto di me quello che volevano, più che un camper da 6 posti sembrava un pulman da 50.

Il centro di Terni.

All’altezza di Cesena chiamo anche Valerio, sono vicino al suo regno, ma scopro che in serata ha una cena e così decido per il rientro verso casa; sono ancora un pò preoccupato per la densità dei pensieri, nulla di depressivo o maniacale, ma ci sono ancora un sacco di domande (inutili?) che mi perseguitano, a cui ovviamente non riesco e non posso rispondermi.

L'ultima rotonda di Terni.

Arrivo al rimessaggio alle ore 20, al km. 60.064, in perfetto orario con lo stimato del navigatore, giusto il tempo del trasbordo, una lavata ai servizi sul camper e poi a casa, per una meritata pizza con birra rossa, giusto per annegare gli ultimi residui di quei pensieri.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km 1.714
Gasolio 349,13
Telepass 40,20
Pernotto 0,00
Biglietti visite 0,00
Biglietti mezzi 0,00
Sosta 0,00
Pranzo / Cena 0,00
Bibite / Gelati 5,00
Altro 0,00
Totale 394,33
Media Km/lt 7,14

 

Bye   Maurizio








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