This Must Be the Place.

30 10 2011

29/10/2011 – This Must Be the Place – (Paolo Sorrentino)

Era un pò di tempo che tenevo l’occhio puntato su questo film, non tanto per la trama che volutamente avevo cercato di schivare, ma per l’attore protagonista.

Infatti in questo film Sen Penn, a mio giusdizio, è stato davvero grandioso, un’interpretazione davvero difficile, una necessità di una inespressione monotona, ma con un personaggio di un inaspettato profondo carattere e pensiero.

All’apparenza Cheyenne, la vecchia rock star protagonista, risulta subito ridicolo e nostalgico, ma ben presto si scopre quanto sia imprigionato in quel che era, con una voglia impressionante di ritornare ad essere quello che realmente è.

Purtroppo la prima parte del film l’ho trovata di una lentezza esasperante, a mio modesto parere, poteva essere meno pesante, anche se si voleva dare una giusta collocazione dello stato mentale di Cheyenne, che vive di rendita di ciò che è stato, di responsabilità, oltre che di ricordi, anche tristi.

Per fortuna, dalla notizia della morte del padre e dalla sua partenza per il funerale, il film cambia ritmo e volto, facendo risvegliare, non solo lo spettatore, ma anche il personaggio principale.

Quando poi scopre chi era veramente il padre, i suoi pensieri, le sue ossessioni, diventa un Cheyenne totalmente diverso, con lo stesso sguardo spento, ma un carattere enormemente più forte, anche se sempre aggrappato al trolley o a qualsiasi  cosa abbia le ruote, come ad avere paura della vita stessa.

Il cast non l’ho trovato particolarmente interessante, ognuno con un piccolo ruolo per nulla impegnativo, forse la moglie Jane ha un ruolo un pò più vicino, in fondo è l’unica che gli vive accanto da quasi 30 anni, spronandolo sempre, anche nella sua depressione (il cast ed il trailer).

Ho trovato questo film, il cui titolo è un brano dei Talking Heads, davvero interessante, come a voler dimostrare che con una giusta causa, si può risvegliare chiunque, da qualsiasi forma depressiva, basta dargli la giusta motivazione.

Soprattutto che sia la persona stessa a trovarla, sempre che sappia avere ancora un briciolo d’interesse per il mondo che la circonda e per le persone che gli stanno vicine e che la amano (voto 7).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio





Le donne del sesto piano.

19 10 2011

18/10/2011 – Le donne del sesto piano – (Philippe Le Guay) 

Dopo tanto tempo sono riuscito ad andare a vedere un film di cui avevo sentito una buona recensione.

Le aspettative erano alte, ma devo dire che non mi ha per nulla deluso, ho trovato giustissima l’ambientazione anni 60 in una Francia distratta a ciò che sta succedendo in Europa, in special modo in Spagna.

Ottimo il ruolo di Jean-Luis che come interprete principale conduce un ritmo in crescendo, spostando pian piano l’attenzione verso quel sesto piano dedicato alla servitù.

Mi ha fatto molto piacere vedere che una persona come lui, seppur con tutta una sua situazione più che degna di un rango elevato, possa pian piano venire catturata dalla semplicità di Maria, la giovane nipote delle governanti spagnole del sesto piano e dalla vita più reale delle alte domestiche.

Tutte le altre figure hanno avuto una loro giusta presenza nella storia, ognuna con la sua piccola storia che incalzava sulla vita del signori affermati (il cast ed il trailer).

Anche la moglie Suzanne mi è piaciuta, quando alla fine ritorna con la mente alle sue origini ed ammette una vita sbagliata nell’inutile lusso.

Trovo sia un film da vedere con spensieratezza ed uno sguardo in particolare verso il sentimento, che in questo caso, vuole essere vincitore su tutto ciò che è effimero e sola apparenza (voto 7).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio








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