Ferie Puglia 31 Luglio – 24 Agosto 2008.

8 09 2008

31/07/2008 – Km 20.311

Partiamo con il pieno da Trezzo sull’Adda (Mi) per Mattinata (Fg) in Puglia alle ore 20.01 e con l’equipaggio ridotto, con me, Marta, che si occuperà di stendere la bozza di questo diario, e Clara, l’orario è un pò tardo, ma giusto per evitare il traffico di fine-inizio mese in autostrada, infatti ci fermiamo per dormire all’Autogrill Sillaro dopo Bologna, un po’ rumoroso per via dei camion che arrivano o partono a tutte le ore.

David e Golia

01/08/2008 – Km. 20.580

Partiamo alle 9.15, direzione Mattinata, c’è molto traffico, ma è scorrevole, anche se in alcuni punti si rallenta, vicino a Rimini, Clara si esercita con la chitarra.

Km 20.858, facciamo il primo rifornimento, sono le 15.44 e siamo appena prima del Gargano, è una vastissima area pianeggiante, coltivata a pomodori, con diverse pale eoliche (ora immobili!), stiamo per dirigerci all’interno, verso Poggio Imperiale Lesina.

Ai lati dell’autostrada ci sono oleandri e pini marittimi, molto bello, pian piano si perde la vista del mare sulla sinistra.

Ore 17.00, arriviamo a Mattinata (Fg) e facciamo sosta a “Punta Grugno”, area di sosta a pagamento per camper e auto, dagli iniziali € 18,00 arriviamo con una breve trattativa a € 10,00, giusto per il pernotto, senza carico e scarico, visto che siamo ancora “freschi” e poi ci sono i bagni con doccia a gettone.

Ora costumino e via al mare!

Insomma … mare con alghette a riva, un po’ mosso, ieri c’è stata la mareggiata, tutto sommato l’acqua è ancora da Adriatico, spiaggia di sassi, sia libera che a pagamento … voto 5.

Quando siamo arrivati non c’erano tanti camper, eppure è il primo agosto; nel giro di poche ore ne arrivano altri 5 o 6, che il gestore fa sistemare vicini a noi.

02/08/2008 – Km. 21.137

Ore 10.09 si riprende il cammino, abbiamo recuperato Marco e Claudia, così da completare l’equipaggio e continuare per le saline di Margherita di Savoia.

Arrivati in loco, giusto qualche foto dal camper, quelle montagne di sale sono davvero suggestive e poco comuni, grazie poi al navigatore, percorriamo delle strade secondarie poco frequentate e con un panorama sul territorio certamente più interessante, rispetto alle strade di grande percorribilità, come lo scoprire la carcassa di una vecchia Fiat 127 amaranto, mezza arrugginita e senza ruote,sul tetto di una casetta fatiscente di un piano, chissà come ci sarà finita lassù.

Decidiamo per strada di dirigerci verso Castel del Monte (quello nel retro della moneta da 1 cent.), usufruiamo del parcheggio antistante la navetta che ci porterà alla visita, prima ci fermiamo per il pranzo e poi procediamo verso il castello, molto interessante il contrasto tra l’architettura dell’interno e l’austerità della facciata esterna.

Km. 21.249, ore 16.06, ripartiamo con destinazione Trani, breve visita del porto della città, notiamo il fermento causa la festa che nella serata occuperà la piazza, riusciamo a visitare la famosa cattedrale che da direttamente sul mare, purtroppo solo dall’esterno, poiché la chiesa è chiusa e poi scappiamo via, prima di rimanere incastrati nel traffico delle piccole viette.

Alle 19.26, al Km. 21.310 effettuiamo un altro pieno di carburante e cerchiamo un punto di sosta, prima però, nel tentativo di trovare uno scarico delle nere, entriamo a Bari, dalle indicazioni sul navigatore sembrava una cosa veloce, invece … nel tentativo di individuare la giusta posizione, veniamo scippati al volo, alla partenza di un semaforo verde, un tizio s’infila a mezzo busto nel finestrino con il vetro a metà e ci prende il marsupio che era sul cruscotto.

Per fortuna non conteneva granché, oltre alla carta d’identità, la macchina fotografica (sigh … con tutte le foto fatte finora!) e l’altro mazzo di chiavi del camper, senza fermarci ci dirigiamo dai carabinieri di Bari per la denuncia, che ci dicono che quei furti, definiti “con destrezza”, sono all’ordine del giorno in quella città; poi proseguiamo, purtroppo il clima all’interno dell’equipaggio è molto teso, sul sedile del passeggero era seduto Marco, che si è anche preso un colpo di fibbia del marsupio sul labbro, e tutti continuiamo a rimanere sconcertati dall’evento, apparentemente assurdo.

Ormai si è fatto tardi, alle 21,30 finiamo le pratiche burocratiche e usciamo da Bari, verso un fantomatico campeggio Santo Stefano, così come indicato dal navigatore, percorriamo le prime stradine di collegamento, tra le direttive principali, affidandoci ciecamente al navigatore, poiché sulla cartina risulterebbero strade bianche, ma a parte i muretti a secco che le delimitano e che rendono la carreggiata un po’ stretta e le fronde basse di qualche ulivo che toccano il tetto, il fondo è sufficientemente asfaltato, anche se ormai il buio ci circonda totalmente.

Alle ore 23.00 circa troviamo il fantomatico campeggio, ovviamente è chiuso per la registrazione, ma otteniamo il permesso di scaricare la cassetta delle nere e di pernottare nell’antistante spiazzo, abbiamo ancora dentro di noi il rancore e la rabbia per l’accaduto, evento che ha permesso di dimostrare, di sicuro per quanto mi riguarda, quanto fossimo arrivati tesi in partenza.

03/08/2008

Alle ore 9.00 ci muoviamo, decidiamo di non entrare nel campeggio, troppo caro e troppo vicino al danno subito, il rammarico delle foto perse è ancora forte e le ragazze hanno le macchine con poca capacità.

Dopo una veloce ispezione a piedi, cerchiamo di dirigerci verso gli scogli, ma la strada che avevamo individuato è infelice e tristemente stretta, tanto che siamo costretti a ritornare in retromarcia, l’inversione è pressoché impossibile, per fortuna abbiamo le ricetrasmittenti, così Marco e Marta possono dirigermi al meglio.

Al paese vicino Capitolo, ci fermiamo in uno slargo della provinciale sul mare, gli accessi marini sono solo scogli, io sono ancora troppo scosso dall’accaduto del giorno prima, nonostante gli sforzi di Marta e degli altri di tirarmi su il morale e di scagionarmi da eventuali responsabilità, il mio umore è pessimo, e quegli scogli non mi aiutano di certo, mi sento fuori posto … un disastro.

Nel pomeriggio, verso le ore 16.45, su indicazione di altri camperisti locali, troviamo una provvidenziale fontanella pubblica, vicino al precedente campeggio Santo Stefano, scarichiamo le grigie in un tombino lì vicino, riempiamo i due serbatoi delle chiare e anche qualche bottiglia di plastica, così poi da utilizzarle nel frigorifero per bere.

04/08/2008 – Km 21.466

Arriviamo ad Alberobello che è ormai buio, seguiamo le indicazioni dell’area attrezzata nella città, ci passiamo pure davanti, però poi decidiamo di pernottare nella nuova gestione del campeggio appena fuori dal paese, attratti più dalle docce calde a volontà, che per altro.

Dopo esserci sistemati un po’, noi e il camper con la corrente, andiamo a mangiare una pizza in paese, una bella camminata sotto le stelle è quella che ci voleva per aiutarmi a digerire il nervoso che fatica a passare.

In paese c’è anche una festa serale, ma noi siamo troppo cotti, tra il sole, la strada e altro, abbiamo bisogno di dormire, la pizza è buonissima (pizzeria Trullo del Conte), una buona birra, un’altra passeggiata per il rientro in camper e tutti a nanna.

Al mattino procediamo per la visita della cittadina, molto caratteristica, davvero carina, vale la pena visitare anche l’interno dei trulli, anche se sono ovviamente turistici, che però ci presentano i loro prodotti di tessitura, taralli di vari tipi, e liquori di tutti i gusti.

Nel pomeriggio proseguiamo per il mare, decidiamo di saltare Ostuni per dirigerci subito al mare, arriviamo nella zona chiamata Rosa Marina, una serie di parcheggi a pagamento, noi ci fermiamo sulla strada sterrata, troppo ingombranti per infilarci in quel bolgiaio e ci rilassiamo sulla spiaggia, tra le dune di sabbia, facciamo un bagno e poi scrocchiamo una doccia in un vicino lido, pieno di gente e musica.

Verso le ore 18.00 ci spostiamo verso Martina Franca, ma come ci siamo fermati in zona Madonna Pozzo Guacito, vista l’ora, per fare una piccola spesa per la cena e per la colazione, scoppia la valvola del pneumatico anteriore di destra e siamo bloccati.

Cerco di mantenere la calma, mi dico che “sono cose che possono succedere“, così mentre le tre ragazze proseguono nella spesa, io e Marco ci apprestiamo alla riparazione, o meglio, diciamo al tentativo, poiché, dopo aver issato l’anteriore con l’arganetto, non riesco a far scendere la ruota di scorta, in pratica, la lunga asta che dovrebbe consentire l’operazione, non si riesce a farla entrare dove dovrebbe, causa la parete esterna del camper stesso.

Chiamo l’Europ Assistance, opportunamente compresa nell’assicurazione e nell’attesa, ispeziono meglio il danno, si nota uno strano squarcio netto nella valvola, da un lato cerco di allontanare il dubbio di un possibile “sabotaggio” di qualche indigeno che mal sopporta il camper, dall’altro lato inizio ad innervosirmi al pensiero di quanta cura avessi messo nei mesi passati per assicurarmi dal concessionario la bontà delle coperture pneumatiche.

Tutto ormai reso vano da quanto ci è accaduto e che ci obbliga ad osservare il calare del buio, immobili su quella strada statale che inizia ad essere molto frequentata anche da mezzi pesanti, per fortuna siamo accostati quasi sul marciapiedi.

L’operazione di soccorso poi è un po’ naif, il personaggio è un calendario di improperi sul fatto che si trova ancora in strada dall’alba, a quell’ora e poi si è presentato con un carro attrezzi troppo piccolo per la stazza del camper, nonostante io al telefono gli avessi detto in che condizioni fossi e dei 35 Q.li.

Insomma, alle ore 23,30 siamo finalmente fermi, davanti al gommista di Fasano, ovviamente chiuso, dove ci ha lasciato il carro attrezzi, cercando di mangiare qualcosa, sono molto preoccupato per la posizione, un po’ sporgente sul retro, tanto che metto il cartello di “oggetto sporgente” sul lato delle biciclette; durante poi quattro chiacchiere con dei cittadini locali, vengo a scoprire che la prassi di tagliare le gomme, non è una novità da quelle parti, e questa notizia non migliora certo il mio stato d’animo, tanto che fatico bene prima di cercare di chiudere un occhio; oltre al pensiero, ci sono anche i rumori della strada statale che impediscono un buon sonno.

Il danno

Il danno

La desolazione di Claudia

La tristezza di Marco.

Il traino

05/08/2008 – Km. 21.513

Ore 7,28, per fortuna il gommista è stato molto mattiniero e mi ha subito assistito, il verdetto mi tranquillizza molto, la valvola era vetusta e non ha retto allo sforzo, ma il peggio era che anche le altre cinque erano nelle stesse condizioni, così cambio i due copertoni anteriori, ormai quello sgonfio era troppo segnato, ma mi faccio cambiare anche le altre valvole, alla fine me la cavo con un bel extra imprevisto di € 350,00, nulla in confronto ad un possibile disastro ben più grave, sia in denaro, ma soprattutto in salute di tutti.

Visto l’evolversi positivo di quest’ultima “avventura”, apprezziamo il fatto di avere tutta la mattina davanti a noi, ci dirigiamo a Martina Franca, lasciando il camper appena fuori dal centro e proseguendo per il borgo molto caratteristico.

Marta, che segue prontamente la visita, consultando una guida del Touring che abbiamo, ci fa notare che tutto quello stile barocco che viene citato, in pratica non lo si rileva nel dedalo di viuzze con le case antiche e bianchissime e i pavimenti delle vie lastricato di pietra chiara e lucida in diversi tratti, causa il passaggio delle persone.

In un negozietto che ispira, compriamo dei formaggi locali e freschissimi e poi ci fermiamo a mangiarli per pranzo, in un posticino appena fuori Ostuni, dove ne approfittiamo per un pisolo ristoratore, all’ombra striminzita di un ulivo, ma in un posto isolato tra alcune case, siamo tutti stanchi morti per via della notte di cattivo riposo passata sulla strada caotica davanti al gommista.

Ore 17.00, partiamo per la visita di Ostuni, la città bianca, girovaghiamo su e giù per le viuzze strette della città, abbiamo parcheggiato in zona stadio, in un grande parcheggio, proprio per evitare di rimanere soffocati in quel traffico, raggiungiamo la Cattedrale, bella anche all’interno, qui le fontanelle sono poche e quelle poche, a volte, sono anche chiuse.

Riprendiamo il camper verso il mare, verso la Costa Merlata, il navigatore ci dice che dovrebbe esserci un Camper Service, attraversiamo un tratto ampio, coltivato con ulivi, dove la terra è color siena bruciata e sembra molto fertile, a differenza di altri tratti visti nei giorni passati, dove la terra era grigia.

Arriviamo in serata, nel mezzo di un bellissimo tramonto, davanti al Camping Costa Merlata, quello che doveva essere un CS, in realtà ci propone la sosta per la modica cifra di € 70,00 a notte, oppure € 10,00, anche solo per lo scarico delle nere.

Dei ragazzi che assistono all’informazione, ci consigliano di andare a scaricare gratuitamente ad Ostuni, a 10 minuti da lì, ci facciamo dare l’indicazione (parcheggio a pagamento di via Pinto, vicino alla scuola media Vitale), in effetti, sempre grazie al navigatore che ci consiglia stradine invisibili ed allucinanti, è a pochi minuti dal mare, tanto che, dopo le operazioni di rifornimento idrico, decidiamo di mangiare lì al parcheggio.

Poi ritorniamo di fronte al campeggio, c’è un campetto incolto, appena prima degli scogli, stanno costruendo una pista ciclabile, probabilmente i soliti cartelli di divieto di sosta e campeggio sono stati momentaneamente tolti e noi ne approfittiamo.

Tramonto in Costa Merlata

Siamo appena oltre il confine del campeggio, a ridosso del mare, nessuno che rompe, perfettamente riforniti e tranquilli, quello che ci voleva per un paio di giorni di sosta, la nostra veranda ci procura una bella ombra, qui è leggermente ventilato, si dorme benissimo, al silenzio e al fresco … una meraviglia!

Unica nota negativa, la mia sbadataggine mi porta a fare il bagno con il cellulare in tasca … irrimediabilmente rovinato!

07/08/08 – km 21.606

Alle ore 16.24 partiamo per Ostuni per lo scarico e carico gratuito e poi proseguiamo sulla costa, verso sud.

Siamo a Torre Guaceto, definita oasi naturale, siamo arrivati  verso le 19.30 in un ampio parcheggio a pagamento, tra la strada e l’oasi, si paga € 5,00 quando si esce, pertanto si può sostare per quanto si vuole, dormiremo qui, è molto tranquillo e ci sono altri camper che confortano il pernotto.

Facciamo un giro a piedi fino alla spiaggia di sabbia, ci siamo fatti un’idea della morfologia della zona da un plastico in uno stand dell’Oasi nel parcheggio; la mattina, Marta ed io, mentre i ragazzi vanno in spiaggia, andiamo a farci un giro in bicicletta, la zona è vasta e molto bella da esplorare, infatti, troviamo delle piccole calette di spiagge sabbiose, man mano che ci allontaniamo dal parcheggio e ci avviciniamo alla Torre Guaceto, sono sempre più deserte e naturali.

A fatica troviamo il sentiero giusto, immerso nella folta vegetazione, fino ad arrivare a sederci sotto la torre, su uno splendido promontorio, ci sono tracce di una festa del WWF recente, ammirato il bellissimo panorama, ci rinfreschiamo in una spiaggetta sottostante e visto che è deserta, ci bagniamo senza costume, poco dopo ci sciacquiamo con l’acqua dolce di un piccolo ruscelletto che scorre lì vicino, viste le condizioni di “lavaggio” sul camper, non ci sembra vero di poterci lavare con più comodità e senza lesinare sull’acqua.

Al rientro raggiungiamo i ragazzi sulla spiaggia, raccontiamo la nostra piccola esplorazione e scoperta, dell’acqua dolce per lavarsi, così decidono di andare anche loro, in 3 con 2 bici, mentre noi ci riposiamo sulla spiaggia, al rientro i ragazzi si dicono delusi, chissà cosa si credevano di trovare, ma per noi è stato ugualmente bello poter coinvolgere anche loro, nonostante avessimo solo due bici in cinque.

08/08/08

Stiamo andando da Brindisi a Lecce, a Brindisi ci siamo fermati ad un centro commerciale Carrefour (aria di casa!), abbiamo ricomprato il marsupio di Marta, finalmente può tenersi le cose che servono vicino; per strada, i paesaggi sono belli, distese di ulivi, terra rossa, oleandri, viti e pomodori.

Cerchiamo invano di poter duplicare le chiavi del camper, ne abbiamo una copia solo e questo non mi fa stare tranquillo, ma scopriamo che anche a Lecce, nei centri commerciali, non è presente il ferramenta, ci mandano in piccoli paesi o in città … vedremo.

Seguiamo l’indicazione di un’Area Attrezzata appena in periferia di Lecce, unica città che vorremmo visitare, la troviamo nel tardo pomeriggio, si chiama “Camperpark Fuori le Mura“, è una piccola area, sicura e controllata, ma soprattutto dispongono di una lavatrice a disposizione della clientela, € 5,00 a lavaggio, Marco e Claudia hanno alle spalle già due settimane di vacanza, pertanto necessitano di ricambi puliti.

Passiamo la serata, tra lavatrici e docce, alla fine sembrava un camper di zingari, da quanto avevamo steso tutto attorno a noi, parliamo un po’ con i proprietari (gentilissimi e disponibilissimi con tutti!) e con altri camperisti, giusto per scambiarci le esperienze sui vari tragitti.

La mattina decidiamo di visitare Lecce, l’AA ci vende i biglietti per il bus che ci porterà in centro, una comodità da non sottovalutare, il camper è al sicuro e noi non abbiamo il problema del parcheggio, anche oggi è una giornata assolata, iniziamo a scoprire delle antichità, come l’anfiteatro romano, una guida del Touring ci aiuta a comprendere meglio, anche se, data l’ora, la città diventa sempre più deserta, vaghiamo per le vie e palazzi.

Il fuoco lambisce la motorizzazione civile di Lecce.

Rientriamo la sera, senza aver bisogno della navetta, messa a disposizione dall’AA su richiesta telefonica, constatiamo però che, nei campi attorno, durante la giornata, il fuoco ha distrutto molte sterpaglie, ci viene detto che c’è una persona locale che si diverte ad appiccare il fuoco ad ogni cosa e che “li sta facendo impazzire“.

Camper e lumache in simbiosi.

10/08/2008 – km 21.700

Alle ore 10.28 partiamo da questa tranquilla area attrezzata, con i serbatoi d’acqua chiara carichi e puliti dai rifiuti, con meta Otranto, sempre alla ricerca di nuove scoperte, approfittando del tempo che è sempre stato splendido e per fortuna sembra voglia continuare così.

E’ quasi mezzo giorno, ci stiamo allontanando da Otranto, la città è troppo affollata, di persone e di macchine, il traffico è molto difficile, peccato, volevo rivedere un ristorante al centro del porto di tanti decenni fa.

Qui la costa è alta, l’odore degli incendi ogni tanto continua a farsi sentire, oltre a notare i campi bruciati attorno a noi.

La strada inizia ad essere un po’ stretta, soprattutto in occasione dei piccoli centri abitati, dalle parti di Marina di Andrano ci siamo addirittura dovuti fermare per l’impossibilità di proseguire, avevamo davanti una fila di auto, nell’altra corsia, che ci impedivano di proseguire.

Poco prima di Tricase ci fermiamo per il pranzo, ho scoperto una piccola stradina laterale, con un ottimo albero che ci poteva offrire un po’ di ombra, siamo un po’ cotti tra fame, caldo e sonno.

Continuiamo poi a costeggiare il mare, fino a S. Maria di Leuca, ho cercato anche di trovare la strada che portava alla punta stessa, ma anche in questo caso, il traffico e le strade strette ci hanno fatto desistere, così, risalendo dalla parte ionica, a Marina di Salve ci fermiamo in un grande parcheggio chiamato “Maldive”, dalle descrizioni che abbiamo pare essere una meraviglia.

Veniamo informati all’ingresso che è possibile pernottare, compreso di carico e scarico, il parcheggio si presenta molto grande, probabilmente era un campo di granturco, terra rossa e molto polveroso e visto l’orario, le 18.30, ci sono poche auto.

La spiaggia è ancora stracolma di gente, però si presenta di bella sabbia, anche il mare è bello, nonostante l’affollamento, riusciamo a sistemare il camper riparato da un canneto, a fianco di altri camper, tutto per non farci investire dalla polvere rossa, che si alza ad ogni filo di vento o auto in movimento, in questo posto ci fermiamo un paio di giorni.

La sera ceniamo fuori, al ristorante Cambusa, a Torre Vado, ottimi i fritti, le cozze e i primi piatti, mentre sono cari i dolci, spendiamo in 5 affamati € 59 circa, al ritorno i ragazzi stanno in spiaggia fino alle 2, ci sono le stelle cadenti e non c’è inquinamento luminoso.

Mentre andavamo al ristorante c’era un grande subbuglio (ore 22 circa), comitive di persone attrezzatissime che con tanto cibo, angurie, ecc., si dirigevano verso le spiagge per rimanere a vedere le stelle cadenti … bello!

Meno male che di giorno in spiaggia c’è un forte vento, il sole è cocente, alle spalle della spiaggia ci sono dune di sabbia, canneti, e tanta terra rossa, diversi tratti sono attrezzati a noleggio sdraio e ombrelloni, la sosta ci costa € 24 e riusciamo a farci la prima sera, una doccia calda ad € 1,00 a testa, qui si paga anche l’acqua per lavarsi i piedi € 0,20!!! … però le auto, quando escono dal parcheggio, possono usufruire della doccia gratuita per lavarsi dalla polvere!!!

12/08/08

Verso le ore 9.00 riprendiamo il cammino di risalita, scarichiamo veloci, la postazione è molto scomoda perché in salita e di difficile accesso, mi domando come potrebbero fare i nautici, il parcheggio si sta riempiendo a vista d’occhio e voglio evitare che chiudano all’interno del canneto, come è capitato ieri pomeriggio ad altri camper.

I ragazzi vorrebbero dormire ancora, li capisco, per questo cerco un posto tranquillo per fare colazione, percorro pochi chilometri e mi fermo a Torre Mozza, appena fuori dal centro abitato, sulla sinistra, proprio tra altri camper e in riva alla bassa scogliera, con vicino della spiaggia con molte alghe secche.

Al ritorno dal giro in paese per fare un po’ di spesa, trovo dei vigili e degli operai che stanno installando un cartello di divieto di sosta, proprio dietro al nostro camper, chiedo spiegazioni, è la prima volta che mi capita che mi costruissero un divieto di sosta “ad personam”, mi viene spiegato che, siccome c’è la spiaggia e questa è del demanio, è vietato sostare sul terreno demaniale, però per la giornata lasceranno passare.

Installazione divieto di sosta!

Rimango allibito nel constatare che il divieto è semplice, quindi solo dalle 8 alle 20, senza nessuna aggiunta, pertanto di notte si potrebbe anche dormire, anche se a noi non servirà, facciamo colazione e ripartiamo per approdare nel pomeriggio a Torre Suda, decidiamo di fermarci.

C’è una festa serale, i preparativi sono ben visibili, ispezioniamo un po’ il paese, scopriamo una Area Attrezzata comunale di nuova costruzione, ottima per il carico e scarico, peccato che non ci sia nessuno e lo scarico è sigillato, con i rubinetti chiusi.

Serata a Torre Suda

Ci fermiamo nei pressi della festa serale, c’è un ampio parcheggio con a fianco due fontanelle d’acqua potabile, ci riforniamo ben bene, facendo il pieno anche delle bottiglie d’acqua da bere e ci prepariamo per la sosta, però dopo la prima notte nel parcheggio, con molti rumori molesti, siamo anche vicini alla zona pedonale e alla festa serale, decidiamo di spostarci in riva al mare, sugli scogli lavici, a fianco di altri camper che scopriamo essere di altri pugliesi, ma il nostro è in una posizione super, proprio sul mare.

Nelle vicinanze abbiamo un supermarket discretamente fornito, nel paese troviamo anche un punto bancomat, non è facile trovarne di attivi.

Qui è sempre ventilato e questo è un bene, a volte l’aria si ferma e fa un caldo terribile, la nostra veranda fa egregiamente il suo lavoro, le nostre sedie nuove danno sfoggio di comodità e rilassamento, i ragazzi esplorano il mare con le pinne e maschere, i fondali sono stupendi, mentre gli accessi al mare sono un po’ impediti dalle rocce laviche, senza scarpette è dura.

Tramonto a Torre Suda

14/08/08 – Km. 21.894

Ore 15.30, la nostra permanenza a Torre Suda finisce qui, siamo stati bene e tranquilli, in un posto incantevole e comodo, in riva agli scogli, proseguiamo la marcia, senza fretta, esploriamo visivamente la costa, ogni tanto ci fermiamo per renderci conto sulla possibilità di sosta, ma non è cosa semplice, oltre ai divieti, non troviamo degli accessi comodi per il camper, o almeno non ne conosciamo la posizione, e non sempre sono “comodi” per la nostra stazza, a volte abbiamo trovato dei pini bassi che hanno minacciato l’esistenza dei nostri camini.

Ci era stato riferito di alcune possibilità verso Torre Lapillo, dopo Porto Cesareo, infatti troviamo un parcheggio, più che un’area di sosta, per nulla attrezzata, senza carico o scarico, ma almeno c’è il conforto di altri camper, oltre che alla possibilità di stare un po’ comodi sotto la veranda e con le sedie fuori, anche se la vista è “fronte camper del vicino”.

Ovviamente è Ferragosto, c’è un sacco di gente, la sabbia è bella, ma le persone sono proprio tante per poterla apprezzare come si deve e la sosta vicino alla spiaggia è l’unica cosa positiva, oltre al costo di € 10 al giorno, l’acqua del mare però è limpida e bella, da non credere.

Oggi abbiamo incontrato Barbara, sorella di Marta, con Roberto e la deliziosa Silvia, è proprio brava ed è un piacere tenerla, anche loro sono in ferie, però sono a Nardò, in casa di amici, quindi a due passi, considerato il migliaio di chilometri da casa.

Ci accorgiamo che poco più avanti c’è un altro parcheggio per camper, meglio strutturato, ma anche questo senza servizi, tanto vale rimanere qui per un paio di giorni.

16/08/08 – km 21.986

Lasciamo Torre Lapillo alle ore 15.40, cerchiamo di arrivare a S. Pietro in Bevagna, nel tragitto diamo uno sguardo a Punta Prosciutto, ci sono delle Aree Attrezzate, ma sono tutte zeppe, con altri camper fermi, parcheggiati fuori, nell’attesa di posti liberi; cerchiamo lo scarico delle nere, per le grigie ci siamo serviti di un provvidenziale tombino a Torre Lapillo, alcuni campeggi non ci fanno scaricare, adducendo all’ora di riposo, quando lo scarico è sul piazzale antistante, altri ci chiedono € 10 anche solo per le nere, rifiuto e proseguo.

A Marina di Manduria, seguendo l’indicazione di un cartello per camper, arriviamo alla fine della strada, scorgiamo una bella zona con sabbia, alla quale ci si accede con una passerella, è una bella oasi faunistica!

Impossibile parcheggiare, ci sono auto ovunque, desistiamo e proseguiamo; finalmente scarichiamo vicino a S. Pietro in Bevagna, presso un’altra Area Attrezzata (La Salina), pochi posti, ma anche qui c’è attorno l’oasi faunistica protetta, mi chiedono € 6 per lo scarico e € 2 per il carico, il proprietario ci spiega che lì non ci sono tubature, ma l’acqua chiara la porta una cisterna 1 volta al giorno e le nere le raccolgono ogni due.

Giriamo dentro S. Pietro, è una piccola cittadina, con la sua unica bella strada stretta ed affollata, scopriamo un posto per la notte alla fine del paese, in un’insenatura dove portano le barche in acqua, c’è sabbia ed erba, ma anche qualche camper in sosta, nel tentativo di individuare qualche altro posto, più centrale e meno isolato, proprio nell’attraversare il centro del paese, sfioro uno specchietto di un’auto in sosta, ovviamente la cerniera dello sportello della batteria riesce a rompere il vetro, lasciando intatta la struttura e nessun danno al camper.

Sistemiamo l’inconveniente pagando € 50 al proprietario, prima però siamo costretti a passare da Manduria per trovare un bancomat, ceniamo in parcheggio, giusto il tempo per poter osservare l’eclissi parziale di luna e poi ritorniamo a S. Pietro, pernottando in quella spiaggetta.

Il risveglio è stato fulmineo, alle ore 6,30 se non mi sbrigo a partire, ci chiudono con le auto e carrelli al seguito, i proprietari li mollano lì e poi se ne vanno in mare; facciamo colazione nei pressi del fiume Chidro, è suggestivo vedere popolarsi la spiaggia, dalle prime ore del mattino, con tanto di super ombrelloni, gazebo, ecc., altro che preoccuparsi del finestrino seitz del camper aperto.

Foce del fiume Chidro

Poco più tardi Marta, in avanscoperta, trova una postazione, defilata, ma in mezzo alle case, di fronte al mare, non possiamo usare la veranda, ma il posto è bellissimo, il mare stupendo, la doccia orizzontale nelle acque del fiume gelido è tonificante, decidiamo all’unanimità di fermarci qualche giorno, tanto che anche Barbara, marito e figlia ci raggiungono per altri due giorni, è troppo bello, il paese è a due passi e con Marta lo visitiamo più volte a piedi.

Il mare di S. Pietro in Bevagna

Peccato che la sporcizia è ovunque, i cassonetti sono sempre quasi vuoti e li svuotano ogni mattina, in compenso, per terra, nelle spiagge, tra gli arbusti, c’è ogni tipo d’immondizia ed ogni giorno, dalle macchine che sostano per recarsi al mare, lasciano per terra sempre qualcosa, in spiaggia ci sono anche molti vetri di bottiglie rotte, un vero pericolo per grandi e piccoli.

In paese c’è anche un’area attrezzata, è in salita, ma con € 6 si scarica e si carica, riusciamo anche a farci una doccia, caldo o fredda, sempre € 0,50 a testa, facciamo anche un paio di pieni delle bottiglie per bere, anche se c’è sempre da fare la processione per rifornirsi.

Ecco alcune delle caratteristiche di questa terra: ci sono polveroni bianchi e rossi, incendi, fumi, mozzarella, caciotta, stracciatella, cielo limpido, occhi chiari, alla sera le sedie in strada per fare due chiacchiere, tarantella, “‘a mamma“, un mondo molto diverso dal nostro, peccato notare il degrado e l’assenza del senso civico, che porta molta sporcizia un pò dappertutto e troppi incendi dolosi.

21/08/08 – Km 21.053

Ripartiamo a malincuore da S. Pietro in Bevagna alle ore 18.00, con 5 panzerotti e della pizza al trancio, carico e scarico sistemati, siamo diretti a Matera, per strada ci fermiamo per mangiarli, è una bella sensazione itinerante, sembra di avere il mondo a propria disposizione, tutto sommati anche i ragazzi sono contenti e si sono affiatati bene, ogni tanto i due più grandi, Marco e Clara, si sono beccati un po’, ma noi abbiamo lasciato fare, si sono gestiti i turni per lavare i piatti, ovviamente con qualche screzio iniziale, ma poi tutto è tornato alla normalità, è bello avere dei figli grandi!

Percorriamo delle strade nuove, peccato per il buio, passiamo anche dalla periferia di  Taranto, la città dei due mari, percorriamo la “circummarpiccolo”, di giorno dovrebbe essere un bel panorama, le luci del porto brillano nella notte con il loro fascino.

Tra Taranto e Matera percorriamo delle stradine suggerite dal navigatore, anche queste nel buio completo e tra le colline, riusciamo a scorgere le luci lontane della città ed è comunque un bel fascino, alle 23.26 arriviamo a Matera, la città è nel sonno, il navigatore mi porta all’Area Attrezzata comunale in via Castello, avevo letto che, oltre ad essere gratuita, era disponibile anche la corrente, però questa pare non esserci più.

Pernottiamo in via Lanera, davanti alla scuola magistrale, siamo l’ottavo camper parcheggiato, anche qui un po’ in discesa, ma non si può pretendere, la mattina poi c’è un po’ di movimento, tra bus e traffico, ma nulla di troppo fastidioso, riusciamo a prenotare la visita guidata ai famosi “Sassi di Matera”, con relativo sconto per camperisti e scopriamo che l’amministrazione di Matera ha chiuso l’area attrezzata ben due anni fa, per fare un parco letterario, mai realizzato.

22/08/08 – Km. 22.198

La visita ai Sassi ci lascia di stucco, pensare che quelle erano abitazioni fino agli anni ’60, con le condizioni igieniche assenti, a partire dalle fogne, altro che “disgreganti”, la visita dura dalle 10.30 alle 12.00, fa un caldo boia e, appena possibile, cerchiamo l’ombra; finito il giro turistico, facciamo un po’ di spesa di buoni formaggi locali, è l’ultima volta che possiamo approfittarne e poi, dopo pranzo, lasciamo Matera alle ore 15 circa.

Fuori da Matera ci si apre una piana di campi agricoli, qui la terra è grigiastra, come i sassi, ma molto coltivata, arriviamo ad Altamura, sempre lasciando decidere la strada al navigatore, ci sono molti sali e scendi, riusciamo anche ad incasinarci con le strade, per via di lavori di ammodernamento che chiudono il nostro percorso.

In una deviazione troviamo anche un ponte basso 2,8 mt., impossibile per noi, che ci costringe ad un bel pezzo in retromarcia, con Marco e Marta a piedi nel retro che mi guidavano via radio, fermando le auto che arrivavano.

Alle ore 18.05 siamo finalmente in autostrada, all’altezza di Canosa, i dintorni sono tornati verdissimi, con oleandri, ulivi e viti, un panorama completamente diverso dalla Basilicata, siamo diretti a Colonia Spiaggia (Te),  il navigatore ci porta puntuale all’Area Attrezzata del ristorante Romeo, a Colonia Spiaggia, sono le 22,30 e il titolare ci fa sostare tranquilli, nella nostra bella piazzola immersa nel prato verde di cui è coperta tutta l’area.

Si dorme tranquilli e l’alba ci coglie di sorpresa, assieme al canto del gallo, è proprio dietro lo steccato di confine dell’area stessa, decidiamo di fermarci tutto il giorno, visitiamo la spiaggia di sabbia, un po’ più in là, rispetto alla sosta, ne vale ancora la pena, non è un gran che, rispetto ai bellissimi posti visitati fin’ora, ma la sabbia è soffice e il mare è pulito, anche se poco più avanti compaiono già le alghe.

Proviamo anche le offerte del ristorante, i piatti sono molto buoni, il pesce è freschissimo e il prezzo è giusto, ne vale proprio la pena, la sera poi, scopriamo una festa del paese, assistiamo ad una performance di un artista che fa la fotocopia di Lucio Battisti, proponendosi agghindato di tutto punto, riccioli e voce compresa, come Lui, non è male e questo ci permette di cantare a squarciagola le vecchie e sempre belle canzoni del passato.

24/08/08 – Km. 22.578

Alle ore 7.00 partiamo per quella che sarà l’ultima tappa di questo primo avventuroso viaggio itinerante, fatto con il nostro tanto sospirato camper, cerco di seguire le indicazioni su Isoradio, questo è un we da bollino rosso e l’autostrada che ci stiamo apprestando a percorrere è proprio quella da evitare, ma la costa adriatica è quello che è, così come il traffico di fine agosto.

Alle ore 8.45 siamo tra Ancona e Senigallia, il mare ha un bel colore e il paesaggio è collinare, il traffico aumenta, ma noi non abbiamo nessuna fretta, i ragazzi leggono, dormono, giocano, molto meglio che essere bloccati in un’automobile.

All’altezza di Riccione rimaniamo bloccati per un’ora in una coda ferma, causa qualche incidente, che Isoradio aveva minimizzato, questa sosta forzata però mi permette di iniziare ad elaborare il bilancio di questa vacanza, è stato bello poter passare queste 3 settimane assieme ai ragazzi, soprattutto i miei, ma anche vedere come ci si viveva tutti assieme è stato entusiasmante, un giusto appagamento delle difficoltà di questi anni e tutto grazie a questo splendido mezzo, povero, anche se ha cinque anni alle spalle, ha fatto tutto quello che poteva per farci passare tre settimane diverse dal solito.

Passato questo momento di blocco, decidiamo di uscire dalla A14 ad Imola, per percorrere la provinciale e poi rientrare dall’autostrada del Brennero, sulla A1 da Bologna a Milano è una coda quasi unica, così possiamo anche fermarci per pranzare con tutta calma.

Alle 17.30 siamo all’altezza di Trezzo sull’Adda, ma proseguiamo verso Milano per lasciare i miei ragazzi, così arriviamo finalmente a casa alle 18.45, con il contachilometri che indica 23.230, in tutto abbiamo percorso 2.919 chilometri e consumato circa 400 litri di gasolio, con una media di 7,3 Km/litro, ma nulla in confronto del bel ricordo che ci lascerà questa prima esperienza con il nostro Zonker.

Il percorso ()

o-o-o

Le statistiche del navigatore, alla fine del viaggio, sono:

Percorsi Km. 2.899,9 – Media Tot 51,9 Km/h – Media movim. 60.8 Km/h – Velocità max 138 Km/h

Tempo Tot 55.54 (Ore) – Tempo in movimento 47,42 (ore), Tempo in sosta 8.12 (ore) {escluso le soste lunghe}.

Statistiche del viaggio:

Km. Percorsi 2.919
Gasolio litri 556,09
Pernottamenti € 191,10
Caffè / Gelati € 122,45
Spesa Aliment. € 581,21
Biglietti musei € 119,00
Parking € 14,05
Pizza / Cena € 293,00
Gadget € 45,45
Imprevisti € 416,27
Telepass € 91,20
Totale €2.429,82
Cadauno € 485,96
Media Km/litro 7,34
Media €/litro 1,447

Bye  Maurizio


Azioni

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6 responses

2 10 2008
daniele

ciao maurizio ,mi è sembrato di rivivere le mie vacanze,romeo ,torre mozza ,lapillo,colimena…………………..be che dire bel diario

3 10 2008
maurito54

Grazie daniele!

Sono contento che questa lettura ti sia servita per ricordare i tuoi bei momenti.

Bye Maurizio

6 02 2009
Minari Francesca

Abbiamo visitato più o meno gli stessi posti ma a giugno, dove non c’era praticamente nessuno.
Un attenzione particolare merita l’area attrezzata Romeo a Cologna Spiaggia, è sempre un piacere fermarsi: sembra una cartolina e si mangia ottimamente nel suo ristorante.
Ciao.

9 02 2009
maurito54

Grazie della visita Francesca,
hai avuto un’ottima occasione, poter visitare quei posti al naturale, privi del caos delle ferie.

Romeo ha avuto una splendida idea per valorizzare il suo ottimo ristorante e per attrarre anche i camperisti tra i suoi probabili clienti.

Bye Maurizio

7 08 2009
Claudio ( Patatrack )

Ciao Maurito54, avevo già letto credo in camperonline del Tuo viaggio. Ora vedendo il filmato dell’area sosta Rist. Romeo mi sono accorto di una cosa: l’Adriatik Coral a fianco al Tuo … è il mio ! Eravamo in transito per il ritorno dal ns. viaggio siciliano; eravamo passati da Romeo in andata e ci siamo fermati una settimana al ritorno.
Quest’anno nuova tappa da Romeo Lunedì, di passaggio per Puglia Salentina.
Ciao e buone vacanze, Claudio & C

25 08 2009
maurito54

Ciao Claudio,
sono contento che sei riuscito a trovarti in quel video, a volte sembra che noi camperisti, quando scriviamo, parlamo di una realtà astratta, questo è un bell’esempio che il nostro bel mondo è reale.

Quest’anno non sono passato da quell’area di sosta, ma chissà, in qualche altro posto è probabile che ci si possa incontrare.

Buone cose e buon ritorno anche a te, io sono tornato oggi.🙂

Bye Mautrizio

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