We a Zurigo.

7 10 2008

03/10/2008 – Km. 23.999

Si parte alle ore 20.00, giusto il tempo di aspettare l’arrivo di Marta dal lavoro, io nel pomeriggio ho già preparato tutto, sperando che questa volta non mi sia dimenticato di qualcosa.

L’attesa di questo viaggio è stata grande, forse è un pò spropositata rispetto al viaggio in se, come mi avviene di solito, ma è così tanta la voglia di uscire in camper, che l’ansia è sempre tanta.

Abbiamo fame entrambi, ma è inutile perdere tempo per mangiare, sappiamo bene che fermarsi a mangiare sarebbe una comodità che poi pagheremmo ritardando l’arrivo, per questo ho caricato dei viveri veloci, pizza con le acciughe, coca cola, uva, banane, tutte cose che si possono mangiare con calma in viaggio.

Troviamo un pò di coda sulla tangenziale nord di Milano, come sempre per il resto del mondo, più fastidiosa per noi, ad ogni modo il viaggio prosegue regolare e tranquillo, Marta finalmente riesce a rilassarsi un pò dal lavoro, io pure, vedendomi al volante sono più sereno.

Alle ore 21,15 siamo al confine di Como – Chiasso, anche qui c’è un pò di fila, sembriamo essere il solo camper in coda e leggendo i cartelli che smistano le code, ci troviamo a passare la coda, scopriamo poi che era la fila dei mezzi pesanti, le roulotte erano state cancellate con un nastro isolante, ma ormai era tardi.

Ci ignorano tutti, italiani e svizzeri, ci fermiamo ugualmente per l’acquisto del bollino per l’autostrada svizzera e poi ripartiamo in quella terra straniera.

Proseguiamo nel buio fino al tunnel del San Gottardo, è la prima volta che percorro questo tratto di strada, 17 Km. a velocità e distanza costante, inevitabile il collegamento con i vari disastri nei tunnel, ma per fortuna tutto procede tranquillo.

Arriviamo a Zurigo alle ore 00.23, la pioggia chi ha accompagnato spesso, a volte forte a volte leggera, ma questo ce lo aspettavamo, nella pianificazione il brutto tempo era previsto.

In un primo momento seguo il suggerimento avuto su Camperonline, cerco un parcheggio dei bus, ma quando lo troviamo, scopriamo che costa 100 Fs. (circa € 65) al giorno, … neanche a parlarne!!!

Così ci aggiriamo per le vie cittadine, nessun PDI caricato riesce a venirci in aiuto, se non oltre 10 km da quel punto, i parcheggi indicati nelle vie sono tutti coperti, quindi per noi assolutamente inaccessibili.

Nel girovagare notturno, tra la pioggerella, incontriamo una zona industriale, all’incrocio tra la Hohlstrasse e la Remisenstrasse (), apparentemente sembrerebbe inaccessibile a qualsiasi svizzero, cartelli di divieto ovunque, anche pedonale, ma noi abbiamo sonno da morire, piove e proviamo ad entrare, tutto attorno ci sono moltissimi posti liberi, pochi furgoni, ci sistemiamo defilati, vicino alla sbarra, così che, se qualcuno avesse da dire, ci può chiamare.

Finalmente alle ore 01.20 ci corichiamo, il termometro interno segna 11°, quindi decidiamo di dormire con il piumone, senza stufa, alle ore 2.15 però vengo svegliato da un battere forte sulla porta, degli operai in tuta arancio ci spiegano che proprio quello è un posto riservato, ma possiamo metterci comodamente lì di fronte, senza nessun problema.

In ciabatte e pigiama eseguo la manovra da manuale, riesco a stare nelle righe anteriori dello stallo, così da dare il meno fastidio possibile e poi ri prendo il sonno, tranquillizzati un pò dalle rassicurazioni dei due.

Sosta "industriale" notturna.

04/10/2008 – Km. 24.333

La pioggia ci ha coccolato fino alle ore 7,30 … non ho mai visto tagliare l’erba sotto la pioggia e dovevo arrivare a Zurigo per farlo!!!

Un fastidioso rumore di taglia erba a motore a scoppio ha iniziato imperterrito, ma nulla poteva fermarci il sonno!!!

Alle ore 10,30, con molta calma, dopo una frugale colazione (scopro di aver dimenticato a casa i biscotti!!!) usciamo in scoperta, la pioggia ha finito di bagnarci, chiediamo spiegazioni sul dove siamo a degli operai, proprio quelli che tagliavano l’erba, ci dicono che quello è un posto tranquillo per la sosta nel we, la spranga verrà anche chiusa, ma dall’altro lato c’è sempre il cancello aperto e la polizia non verrà certo in quel parcheggio a controllare, soprattutto poi nel we.

Questo ci ha confortato di molto, prendiamo il nostro ombrello, ci segniamo le coordinate ed iniziamo l’esplorazione della città.

In una tabaccheria acquistiamo una piantina stradale della metropoli, scopriamo che ci hanno fregato, è una piantina con un sacco di pubblicità ai bordi, ma le vie sono proprio al minimo del leggibile, usiamo l’unica moneta che ci ha lasciato la frontiera all’acquisto del bollino.

Il primo impatto con la città di Zurigo è positivo, c’è ancora poco traffico, ma il movimento è regolare, ci orientiamo abbastanza bene, arriviamo alla stazione ferroviaria per il cambio moneta, mi ero informato prima di partire era 1,58, qui ci fanno 1,56 e così iniziamo a consultare la guida.

Per l’occasione, come facciamo di solito, abbiamo due guide prese in biblioteca, una è la classica Lonely Planet sula Svizzera del 2006, l’altra è ugualmente una guida sulla nazione, ma è del Touring e quindi un pò più nozionistica.

Ci viene indicato un unico percorso cittadino pedonale, lo seguiamo con piacere, mentre notiamo lo svegliarsi della città, mi colpisce una vetrina su tutte, un angolo del Brasile, Paese a me così caro …

Il Brasile ad un passo!

Il Brasile ad un passo!

E’ un percorso di 5 km tra la città, parte da Heuptbahnhof ed arriva lungo il lago fino al casinò, passando dalle più importanti antiche chiese della città, passiamo anche da uno spiazzo alberato chiamato Lindenhof, in pratica è il punto in cui gli antichi romani fondarono il loro primo insediamento, qui ci si ritrova per godersi il panorama, leggere o semplicemente per giocare a scacchi, gentilmente offerti dalla città, a patto che poi ogni giocatore riponga i pezzi nell’apposita cassapanca.

Gli scacchi.

Gli scacchi.

Il panorama.

Il panorama.

E’ bello vedere come un’amministrazione pensa al benessere di tutti, bambini e cani compresi, infatti, incontriamo delle belle fontane a disposizione di tutti.

Fontana.

Fontana.

Fontana.

Fontana.

Proseguiamo nella visita alle Vetrate di Chagall nella cattedrale di Fraumunster, è incredibile come si riesca a percepire, stando comodamente seduti all’interno, l’intensità di quei colori, cosa che per me contrasta molto con quanto sia spoglio l’interno della cattedrale, guardando poi l’organo più grande del cantone, mi chiedevo quanto fosse stato bello poterlo ascoltare.

Ovviamente è vietato fotografare, anche senza flash, pertanto le foto sono venute al meglio di quello che si poteva fare … dall’interno di una tasca!

Le vetrate.

Le vetrate.

Le vetrate.

Le vetrate.

L'organo.

L'organo

All’uscita di questa cattedrale ci troviamo di fronte un altro edificio di grande importanza cittadina, Grossmunster, con le sue tipiche 2 torri e la statua di Carlo Magno che sovrasta la città, entriamo anche in questa enorme chiesa, anche se ci colpisce subito, come nella precedente, la completa assenza di altari, causa della riforma protestante del passato.

La statua originale di Carlo Magno.

La statua originale di Carlo Magno.

Il puntino d'oro è la copia della statua di Carlo Magno.

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Il panorama dalle torri.

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... sempre dalle torre.

... ancora ...

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... ancora ...

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Il cielo è a tratti coperto, riesce anche a schiarire, ma le nubi oggi proprio non vogliono smentire le previsioni, questo però non c’impedisce di gustarci uno spuntino dal miglior “salsicciaro” della città, il chiosco Sternen Grill, nel vicolo Freieck Gasse.

Le salsiccie.

Le salsicce e polli.

Lo spuntino sotto la pioggia.

Lo spuntino sotto la pioggia.

In effetti sul camper abbiamo tutto l’occorrente per farci da mangiare, ma vogliamo mettere degustare le prelibatezze locali? Certo la Svizzera è cara e Zurigo non vuole sicuramente smentire questa regola, ma d’altronde noi siamo dell’idea che ogni esperienza va vissuta localmente, mai più entrerei in un ristorante per ordinare gli spaghetti alla bolognese.

Proseguiamo il percorso ammirando il lago e la vegetazione autunnale, i colori sono stupendi e nessuna foto riuscirebbe a rappresentarli come dal vivo.

L'autunno di Zurigo.

L'autunno di Zurigo.

Ormai s’è fatto buio, il camper è dall’altra parte della città e noi siamo alquanto provati dalla bella camminata, così decidiamo di prendere il tram 8, a fatica scopriamo che tipo di biglietto fare, al cambio sono € 2,5 a testa, arriviamo al punto di sosta e scopriamo come annunciato che la sbarra è chiusa, rimane aperto il cancello pedonale (con il suo bel divieto d’ingresso), recuperiamo il mezzo, usciamo dall’altro lato del grande parcheggio e ci dirigiamo sul lungo lago, in via Seefeldquai 17, di fronte al “Museo del Caffè”.

La notte sul lungo lago.

La notte sul lungo lago.

Alla fine della passeggiata avevamo notato un camper tedesco parcheggiato di traverso sul parcheggio a pagamento, dalle ore 20.00 fino al lunedì mattina alle ore 8.00 i parcheggi diventano liberi, altrimenti sono tutti a pagamento e massimo 2 o 4 ore.

Arriviamo e parcheggiamo dietro i tedeschi, loro stanno finendo di cenare, noi abbiamo ancora voglia di esplorare, più che altro la città della notte, abbiamo pranzato tardi, perciò ritorniamo nel labirinto delle splendide viette dove c’è di tutto, dal droghiere, ai nightclub, ristoranti, pub e bar, così decidiamo per una cioccolata calda, ma ahimè questa è stata una triste scoperta, quella tazza era di tutti, tranne che cioccolata.

Ormai è tardi, solo le ore 23.00, è stata una giornata piena, di grandi camminate, ma anche di grandi soddisfazioni, Zurigo vale proprio la pena di visitarla, ci sarebbero anche molti musei, che però il tempo c’impedisce di visitarli; al ritorno verso il camper scopriamo che i tedeschi se ne sono andati, poco importa, il museo è chiuso e lì attorno ci sono solo coppiette al buio e noi siamo nel verde ed in centro città.

Il termometro segna ancora 11°, ma probabilmente l’umidità è molto alta, così diamo una fiammata alla stufa, commentiamo un pò la giornata e poi a dormire, con il suono delle corde delle barche sul lago, un perfetto ambiente per prendere sonno.

05/10/2008

Dormiamo benissimo, il piumone fa benissimo il suo lavoro e fuori si sentono solo dei leggeri rumori attorno, siamo all’inizio di un parco, quindi è normale, ci svegliamo alle 9,30, ma fa un pò freddo per buttarsi giù subito dal letto, alle 10 scopriamo che ci sono 8° e accendiamo la stufa per aiutarci a vestirci meglio, fuori c’è un bel sole, come previsto ci sarà una bella giornata.

Il boiler non l’ho acceso, infatti sembra di lavarsi ad un ruscello di montagna, l’acqua fredda non è per nulla fastidiosa, scopriamo che attorno a noi ci sono molti che corrono, camminano, leggono, portano a spasso cani e bambini, è bello vedere la città che si sveglia, facciamo colazione con caffè e latte caldo, pane, burro e zucchero.

Il risveglio.

Il risveglio.

Il museo aprirà nel pomeriggio, ma si decide di spostarci da li, non è un bel posto per lasciare il camper anche di giorno, quindi ce ne torniamo dall’altra parte della città, alla ricerca di una funicolare, sempre indicata dalla guida, la casualità ha voluto che abbiamo trovato parcheggio nella stessa via dove c’era il parcheggio dei bus della prima notte, in Ausstellungs Strasse (), oggi però i parcheggi sono liberi e noi troviamo comodamente posto negli stalli paralleli al marciapiedi.

Il parcheggio davanti al museo.

Il parcheggio davanti al museo.

Purtroppo per un inspiegabile motivo, la funicolare è chiusa, benché l’orario di apertura fosse giusto, ma scopriamo ben presto che Zurigo è molto piccola, in pratica siamo nella stessa via della sera prima, un’occhiata alla guida e scopriamo che proprio dietro a dove abbiamo dormito c’è un favoloso self sevice zurighese, dove i locali si deliziano nelle pause pranzo, impossibile resistere alla tentazione.

Il posto si chiama Tibits by Hiltl, in via Seefeldstrasse 2, un posto davvero delizioso, con servizio a buffè, si prende quello che si vuole e poi alla cassa si pesa il tutto e si paga, l’unico inconveniente è che è vegetariano ed a me sarebbe piaciuto mangiare della carne, però devo ammettere che è tutto molto sfizioso, saporito e ben dosato nei sapori, magari contrastanti, ma sempre rotondi e piacevoli al palato.

Il locale

Il locale Tibits by Hiltl

Le casse.

Le casse.

Il buffet.

Il buffet.

Il piatto.

Il piatto.

Oggi è proprio una bella giornata e Zurigo con questo sole esprime il suo meglio, ritorniamo suo nostri passi verso il camper, ripercorriamo le stesse zone del giorno prima, ma adesso sono i particolari che ci attraggono, come la quantità di biciclette incredibile che notiamo ovunque, soprattutto presso le stazioni ferroviarie, evidentemente ora sono lì ferme ad attendere i pendolari che arriveranno lunedì mattina, è incredibile la cura dell’amministrazione comunale nel mettere a disposizione le rastrelliere, con tanto di cavo per chiuderle.
Le biciclette in sosta.

Le biciclette in sosta.

La bici da lavoro.

La bici da lavoro.

Sono ormai le 15,30, recuperiamo il camper e ci apprestiamo al ritorno a casa, gli alberi ci danno un pò di fastidio per il recupero dei segnali satellitari e questo ci porta spesso fuori strada, le indicazioni per l’Italia non sono delle migliori e le manovre, vista la stazza, non si possono certo inventare.
L ultimo parcheggio.

L'ultimo parcheggio.

In qualche modo, tra navigatore, cartina e cartelli, siamo sull’autostrada A2 verso Como, il traffico è quasi nullo, ma il panorama è davvero bello, le Alpi poi, anche viste da questo lato, danno sempre il loro fascino.

Le Alpi dalla Svizzera.

Le Alpi dalla Svizzera.

Arrivati al San Gottardo scopriamo che dall’altra parte ci sono ben 6 chilometri di coda per passarlo, non so se questa è la normalità, visto l’obbligo di marciare a velocità e distanza costante, magari di fronte ad un forte flusso di traffico potrebbe anche essere, certo è che, all’andata, partendo nella notte, abbiamo fatto benissimo.

Ci fermiamo all’area di servizio svizzera Ambrì Piotta per il rifornimento e il caffè, il tempo di sgranchirsi un attimo e si riparte.

In dogana poi c’è ancora della coda, seguiamo le corsie segnalate, quando scopriamo che la corsia a destra delle roulotte viene percorsa anche dai qualche camper, così li seguiamo e scopriamo che, arrivati al confine, nessuno ci degna di uno sguardo e proseguiamo tranquillamente verso l’autostrada, il traffico inizia ad essere piuttosto fitto, però rimane sempre scorrevole.

Arriviamo a Trezzo alle ore 20.30 con il contachilometri che segna 24.670, giusto il tempo di scaricare le acque grigie e la cassetta, raccogliere le nostre cose e tornare a casa, una bella uscita che è valsa la pena degli sforzi fatti in tutti i sensi, anche non riguardanti il camper.

Il percorso ()

o-o-o

Documentazione:
Alcuni suggerimenti da scaricare in Pdf, oltre la guida Lonely Planet già citata precedentemente.

Statistiche:

Percorso Km 671
Gasolio € 150,00
Telepass € 9,60
Autostr. Sv. € 27,00
Alimentari € 110,35
Altro € 9,10
Totale 306,05


Bye Maurizio


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Information

2 responses

16 10 2010
Rita

Ciao,
ho letto il tuo racconto (che mi è piaciuto assai) e volevo chiederti (sempre se posso darti del tu) se puoi darmi delle indicazioni più precise riguardo al parcheggio a zurigo!
ho visitato decine di siti ma non trovo nessuna zona per la sosta dei camper se non sulla riva del lago, che è troppo lontano!
è vero poi che a zurigo i camper non sonno ammessi neanche nei parcheggi a pagamento? noi non vogliamo fare attività di camping visto ke ci fermeremo a zurigo solo mezza giornata per poi spostarci a geneve e laosanne!!
grazie in anticipo! =)

17 10 2010
maurito54

Ciao Rita,
ma certo che ci diamo del tu.

Nel periodo che sono stato a Zurigo ho sostato tranquillamente in città, sempre senza fare campeggio, anche con la polizia vicino.

Penso che per mezza giornata non dovresti avere problemi.

Buoni chilometri.

Bye Maurizio

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