Il tempo libero.

14 10 2008

Il lavoro non mi ha mai preoccupato, anzi, più era complicato ed impegnativo e più mi coinvolgeva, ho iniziato a lavorare il 1° settembre1970, pertanto ad oggi, sono ben 38 anni e 14 giorni che “tiro la lima”, ho sacrificato molto di me, del mio tempo ed anche della mia vita privata per il “lavoro dipendente“.

Ho provato a fare lo spiritoso per 16 mesi, come “libero professionista“, ed ora di quel “libero” mi sono rimasti i 16 mesi da recuperare per la pensione, per fortuna il “professionista” sono riuscito a portarmelo sempre appresso.

In questi ultimi 2 o 3 anni però, sto accorgendomi che sento sempre più l’esigenza di occuparmi di me, della mia persona, della mia mente, del mio tempo, dei miei cari e sempre meno del lavoro altrui.

E’ un’esigenza che va ben oltre la voglia di non fare nulla, l’ozio non mi è mai piaciuto e non lo sopporterei, ma vogliamo mettere il gusto di avere del tempo per fare qualcosa per me?

Sto scoprendo che il camper potrebbe essere il giusto mezzo per arrivare ad assolvere a questa necessità che mi sento esplodere dentro, già ad esempio, m’immagino come potrebbe essere arrivare in cima ad una collina verde per iniziare finalmente quel libro che ho sempre avuto nella mente.

(pensiero realizzato in rimessaggio,
durante la pulizia del bagno del camper)

14/10/2009

Questa mattina, aspettando il bus, come tutte le mattine lavorative, osservavo la pensilina dall’altra parte della strada.

Al mattini alle ore 6,30 ...

Al mattino alle ore 6,30 ...

Il pensiero che ci metterò 12 ore per attraversare questa strada, mi deprime!

... alla sera, alle ore 18,30, al ritorno a casa.

... alla sera, alle ore 18,30, al ritorno a casa.

Per fortuna però che nelle rimanenti 12 ore ci siano anche altre cose, poche, ma sincere.

Bye  Maurizio


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2 responses

28 07 2010
Lorenzo

Beh! Rieccomi!
La mia principessina si sta addormentando al mio fianco…
Io ho fatto 6 mesi da dipendente poi, potendo dare forse quasi un decimo delle mie capacità sono diventato libero…pensavo…x scoprire che ogni cliente è un capo…
Molto probabilmente non giungerò giovane come te alla sempre più utopica pensione, ma più facilmente nemmeno ci arriverò. Due i motivi: non ci sarà più, ma anche xè essendo il mio lavoro, mio, fa parte della mia vita, quindi delle mie passioni, quindi sarà probabile che non ci sarà l’ultimo giorno di lavoro.
È un bene? È un male? Non credo che potrò definirlo. Sicuramente è un modo di vivere e la cosa più importante è fare al meglio il proprio lavoro. A volte essere ingegnere mi pesa, vorrei avere dietro qualcuno che controlla ciò che faccio. A volte mi appassiona al punto di fare cose in più gratuitamente solo per ottenere un risultato migliore che inizialmente vedo solo io. E così tutto procede con anche la consapevolezza che questa passione mi fa spendere gran parte della mia vita in questo, lasciando pochissimo spazio al…tempo…libero. Mi fermo. Era solo un confronto di vite lavorative e di…tempo libero…

28 07 2010
maurito54

Un lodevole punto di vista, il tuo, sempre rispettabilissimo e di gran rispetto.
Comprendo ciò che vuoi dire, un tempo ero proprio in sintonia con quel discorso di “migliorarsi”, a prescindere da chi lo chiedeva.

Penso che l’importante è che tu sia pienamente nella consapevolezza del tuo volere, poi tutto il resto girerà attorno alle tue decisioni.

In bocca al lupo Lorenzo e … complimenti!🙂

Bye Maurizio

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