We lungo a Sciaffusa(CH) e Costanza(D).

13 12 2008

Questo viaggio, seppur di pochi giorni, era stato preparato nel mese di novembre, appena tornati dalla precedente uscita a Bellinzona. La vita familiare però non si può programmare completamente, pertanto anziché partire il venerdì 5 sera, abbiamo dovuto spostare la partenza al sabato mattina.

6/12/2008 – Km. 25.077

Dopo un prezioso suggerimento in una discussione su CamperOnLine riguardo le mie catene di una misura sbagliata, ho deciso di passare dal concessionario e sostituirle, così da non avere eventuali spiacevoli problemi durante questo viaggio, il meteo dà una previsione davvero triste, pioggia e neve fino a domenica.

Pertanto questo viaggio parte da Monza, sede dell’altro negozio del concessionario poiché quello solito ne era sprovvisto, partiamo alle ore 10,30 con direzione Sciaffusa (Schaffhausen), il tempo non sembra male, ma con le nostre catene nuove e della misura giusta, ci sentiamo più sicuri.

Il viaggio è tranquillo e scorrevole, non ci sono code, alle 11,45 siamo al confine di Brogeda (CO), alle 12,45 siamo al traforo del San Gottardo, pensavo di trovare più coda, ma per fortuna c’è solo una piccola attesa, giusto un paio di sequenze semaforiche e passiamo senza nessun problema.

E’ bello viaggiare per i cantoni svizzeri, è come un grande puzzle che pian piano stiamo ricomponendo. Stiamo andando all’estremo nord di questo Paese che si sta rivelando molto interessante.

Una curiosità, prima di entrare nel tunnel siamo stati scortati dalla neve alta sui bordi dell’autostrada, appena passati, invece, non c’è più nulla, piove a dirotto, ma stranamente non c’è traccia di neve, neanche nelle campagne adiacenti.

La pausa pranzo.

La pausa pranzo.

Ci fermiamo alle 13,30 per il pranzo in un’area di parcheggio dell’autostrada, assieme ad altri camion, subito poco dopo l’uscita del tunnel, un bel risotto caldo è quello che ci vuole, un bel caffè caldo è quel che serve per ripartire.

Piove incessantemente per tutto il tempo, fino a Zurigo, dove alle porte della città troviamo un’immobile colonna di auto, noi in teoria dovremmo aspettare pazientemente il dissolversi dell’ingorgo, ma … la nostra indole italiana ci spinge a trovare un’alternativa, sempre rispettando la segnaletica e l’altrui traffico.

Decido di deviare per il centro città, al primo bivio possibile, percorro la corsia che ci porta verso quel centro che ormai ben conosciamo, grazie al nostro fido navigatore c’immettiamo in autostrada dall’altra parte della città e senza nessun problema.

Alle 18,00 e con il contachilometri che segna 25.427, arriviamo a Sciaffusa, ormai è buio, piove a tratti e per fortuna poco, senza sapere molto, seguiamo il cartello del centro cittadino e subito dietro la cattedrale troviamo un parcheggio a spina di pesce, la mia lunghezza di mt. 7,2 mi costringe a scegliere uno degli ultimi posti a disposizione, così da non intralciare la carreggiata (), per fortuna ho l’aiuto di Marta che mi assiste a sfiorare l’albero che ci sovrasta.

Il parcheggio sotto l'albero.

Il parcheggio sotto l'albero.

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L'ampio parcheggio.

Come ormai ben sappiamo, anche qui ci sono i parchimetri, ma essendo già di sabato e ormai verso le 19,00, la sosta sarà libera fino a lunedì mattina, così chiudiamo tutto, non c’è un freddo particolare, non accendiamo la stufa, lasciamo anche il frigorifero spento e camminiamo per il piccolo centro cittadino, c’è ancora qualche banchetto natalizio che si è attardato alla chiusura, ma per strada non c’è quasi più nessuno.

Le strade deserte.

Le strade deserte.

Quella che possiamo vedere di sera è una piccola cittadina deserta, con qualche luce fioca e sparsa che rattrista un pò l’atmosfera, anziché rallegrarla per le feste, però nonostante il silenzio che ci circonda non c’è nessuna tensione. Qua e là ci sono anche delle donne sole che vanno verso le loro mete e la loro sicurezza ci conforta molto.

Scopriamo anche un altro parcheggio possibile per la sosta di un camper, sempre con i suoi bei parchimetri, ma la sua vicinanza con la stazione ci fa decidere per restare lì, a fianco alla cattedrale, nonostante l’estrema vicinanza con il campanile maestoso e minaccioso, con il suo suonare anche i quarti d’ora. Ormai non piove più da quando siamo arrivati e questo ci permette di camminare con più tranquillità, senza molti problemi.

Saliamo anche la scalinata del castello di Mounot, che ovviamente a quest’ora è chiuso, il panorama è buono, ma una fotografia non rende l’idea, ci ripromettiamo di tornare l’indomani, con più calma, per una visita più accurata a questo strano castello circolare.

Ritornando al camper ci prepariamo la cena, la provvidenziale torta salata preparata ieri sera, così come il pane fatto in casa, ci confortano e ci fanno sempre più apprezzare quanto, quella del camper, sia stata una giusta scelta di vita, siamo a casa nostra, con le “nostre cose“, dall’altra parte della Svizzera. Così decidiamo di fermarci in città, in modo da poterla vedere domattina con più calma e successivamente andremo alle cascate del Reno.

La lettura sul camper.

La lettura sul camper.

La sera si conclude leggendo, Marta un libro ed io la mia rivista “Vita in Camper” del mese di dicembre, cosa c’è di meglio di sfogliare con calma una rivista sui camper, seduto comodamente sul proprio camper, con la stufa accesa?

Il termometro esternamente segna 9°, decido di non lasciare la stufa accesa, fuori ha ricominciato a piovere e di sicuro non gelerà; il nostro piumone, con il rinforzo di un caldo sacco a pelo e la tuta addosso, ci fanno dormire con tranquillità, le campane non si sentono neanche, anzi, quel leggero tintinnio ogni ’15 ci fa sentire meno soli. Fuori non si sente nessun rumore, se non lo schiamazzare di qualche ragazzo un pò bevuto nelle ore piccole.

7/12/2008

Avevo messo la sveglia alle 8,00, contando sul movimento della città e sulle campane, ma al suonare della sveglia non c’era in giro un’anima. Il campanile non ha disturbato per nulla, alle 7 avevo anche acceso la stufa, il termometro segna 5°. Ben presto finisce anche la bombola che sapevo ormai agli sgoccioli, così ci si alza con più calma, una bella colazione calda e poi cambio la bombola, ormai non serve più accenderla.

Assistiamo all’apertura delle bancarelle dei mercatini, finalmente c’è un pò di vita, nell’attesa che finiscano gli allestimenti, decidiamo di visitare il castello di Munot.

Il castello di Munot.

Il castello di Munot.

La lunga scalinata finisce proprio sul portone d’ingresso, sinceramente ci aspettavamo qualcosa di più, visti gli altri castelli e le loro ristrutturazioni. Avevamo letto che nei secoli scorsi era anche stato ridotto ad una cava di pietre, ma poi la sua ristrutturazione l’aveva fatto risorgere.

La scalinata della torre.

La scalinata della torre.

L’atrio che ci si prospetta davanti è l’unico ambiente che è possibile visitare, o forse è meglio dire, l’unico ambiente chiuso rimasto visitabile, mentre la parte centrale e superiore della costruzione rotonda, ha un ampio cortile, adibito oggi a pub, dove vengono anche svolti degli spettacoli serali.

L'atrio del castello.

L'atrio del castello.

Dal corridoio esterno sulla parte circolare superiore si può scorgere un ottimo panorama della piccola città di Sciaffusa, mentre attorno alle mura del castello circolare, nella zona del fossato che è rimasta, ci sono dei daini, ben accuditi, che circolano indisturbati.

Il fossato con i daini.

Il fossato con i daini.

Il fiume Reno.

Il fiume Reno.

La città sottostante al castello.

La città sottostante al castello.

Verso la cattedrale.

Verso la cattedrale.

Verso la cattedrale.

Il resto della città.

La scalinata dall'alto.

La scalinata dall'alto.

Proseguiamo poi nella visita alla città, anche qui come nelle altre cittadine svizzere, troviamo l’interessante soluzione urbanistica che porta ad avere le scuole in un’unica zona, in questo modo si concentrano tutte le infrastrutture inerenti la scuola stessa; qui a Sciaffusa troviamo le scuole subito fuori al castello. Ci dirigiamo verso la parte centrale, dove finalmente potremo curiosare tra le bancarelle e scoviamo un curioso portoncino, realizzato con utensili dismessi: un’ottima idea per riciclare e far rivivere gli oggetti apparentemente dismessi. Troviamo anche dei curiosi edifici, con le facciate dipinte con figure varie, proprio a rappresentare una qualche storia che li riguarda.

Il portoncino curioso.

Il portoncino curioso.

La temperatura resta sempre bassa e tra le bancherelle troviamo bracieri improvvisati per scaldare e attirare i passanti. Il profumo della legna che brucia e delle salamelle friccicanti invade le strade dei mercatini e stuzzica non poco l’appetito.

La facciata dipinta.

La facciata dipinta.

Il bracere sulla via.

Il braciere sulla via.

Non abbiamo volutamente cambiato gli euro con i franchi svizzeri, poiché si riesce ugualmente a comprare, o con la carta di credito, o con le conversioni volanti (il cambio è 1 Frs = € 1,51). Prendiamo delle verdure farcite sfiziosamente con dei formaggi, poi torniamo verso il camper e visitiamo la cattedrale che ci ha accolto nei suoi dintorni per la notte.

La cattedrale.

La cattedrale.

E’ una struttura imponente, non è una chiesa cattolica, all’interno sta terminando una funzione, così esploriamo un pò l’esterno e lasciamo l’interno per ultimo.

L'interno della cattedrale.

L'interno della cattedrale.

Quello che colpisce è la grande luminosità dell’ambiente.

L'organo sopra l'ingresso princiaple.

L'organo sopra l'ingresso principale.

Verso le ore 12,30 ci dirigiamo alle famose cascate di Schaffhausen, la meta principale di questo viaggio, non è difficile arrivarci, le indicazioni sono ovunque e ci arriviamo in un attimo, anche il parcheggio riservato ai camper è ben segnato e servito, ma decido di non entrare, data la stagione è completamente vuoto ed in fondo c’è uno splendido parcheggio libero che ci potrà accogliere per qualche ora, tempo di visitare le ormai famose cascate del Reno e mangiare ().

Il parcheggio per i camper.

Il parcheggio per i camper.

Decidiamo di recarci subito alla visita, così da approfittare del tempo buono, non piove ed a tratti c’è anche uno spiraglio di sole, seguiamo a piedi il sentiero verso le cascate.

Le cascate dal parcheggio.

Le cascate dal parcheggio.

Le cascate sul Reno sono le cascate più larghe d’Europa, da quanto avevo letto mi ero fatto l’idea che fossero più alte, ma posso assicurare che la massa di acqua che si vede passare è davvero impressionante, per non dire della forza di quella corrente e gli spruzzi che solleva.

Viste dal fianco.

Viste dal fianco.

Con uno sfondo impetuoso.

Con uno sfondo impetuoso.

La corrente dell’acqua è impressionante, man mano che ci si avvicina, si viene catturati dallo spettacolo che cambia ad ogni variare del punto di osservazione.

Il totem con la manovella.

Il totem con la manovella.

Sul percorso verso le cascate, proprio a ridosso delle stesse, c’è un curioso totem che permette di sperimentare quanta energia elettrica si può trarre dalla forza dell’acqua: girando una manovella, s’illuminano delle spie luminose in sequenza crescente, in funzione  della velocità con cui si fa ruotare la manovella si produce la potenza che viene indicata accanto ad ogni spia luminosa, una curiosità che attrae grandi e piccoli.

Attorno alle cascate c’è una vasta vegetazione che, seppur scarsa per la stagione in cui siamo, fa ben immaginare come sarà d’estate, ma anche già solo in primavera, così come la fauna. Già ora ci sono degli uccelli che si posano attorno, di sicuro questo è un paradiso naturale di fauna e flora che trionfa nella buona stagione.

L’unico modo per attraversare il Reno, per poter accedere così alla passerella sospesa sulle cascate, è passare sul ponte ferroviario, dove sono sistemati dei camminamenti laterali posti in sicurezza rispetto al traffico ferroviario. Apparentemente sembra un percorso lungo, ma l’attrattiva dello spettacolo naturale rende la camminata piacevole e per nulla faticosa.

Vista ravvicinata dal lato.

Vista ravvicinata dal lato.

Arrivati sull’altra sponda, salendo a sinistra, c’è un altro parcheggio, (purtroppo non ho pensato di prendere le coordinate). Volendo ci potrebbe essere un’altra possibilità di sosta con un camper, anche se ad essere sinceri, con la bella stagione, penso che ci possa essere qualche difficoltà di movimento per i nostri mezzi.

L'impeto dell'acqua sotto passerella.

L'impeto dell'acqua sotto passerella.

Lo sguardo viene immediatamente catturato da quel fragore e vedere scorrere quel turbinio d’acqua sotto la passerella, con i piedi ben fermi sul cemento, ti fa sembrare il pelo dell’acqua tanto vicino da sfiorarlo con la mano. Basta alzare lo sguardo, verso la roccia che é lì subito a destra, per rendersi conto che la natura è sempre imponente in tutte le sue espressioni di forza.

Il bordo impetuoso.

Il bordo impetuoso.

C’è anche un battellino  che parte dalla sponda opposta alla passerella, che accompagna i turisti nel centro delle rapide per farli salire sul cucuzzolo del sasso al centro delle cascate.

Il battellino.

Il battellino temerario.

E’ incredibile come quella barchetta riesca ad affrontare i vortici e la corrente dell’acqua che scorre fragorosamente, per riuscire ad infilarsi con precisione nel centro delle transenne.

Il cucuzzolo centrale.

Il cucuzzolo centrale.

Ma è quando si ritorna sui propri passi, che si può notare l’eccezionalità di quella passerella sospesa, non solo perché é sospesa nel vuoto, ma perché è sostenuta da quell’unico pilone, nel bel mezzo di quel fragore d’acqua continuo, che ricorda un pò le tempeste oceaniche sui fari.

Il pilone che sorregge la terrazza.

Il pilone che sorregge la terrazza.

A tal proposito, divagando un pò, mi ricorda molto il famoso poster “Faro nella tempesta” del fotografo Jean Guichard, che Marta mi ha regalato un compleanno di qualche anno fa.

Il faro nell'origine.

Il poster.

Il poster che ho sul divano di casa.

Di ritorno al camper, dopo quello spettacolo, ci siamo accorti dell’ora tarda, si pranzerà alle 15, un pò come se fosse una merenda anticipata, ma ne è valsa la pena. Il tempo si sta guastando ancora e pian piano ricomincia a piovere, mentre aspetto che l’acqua bolle, riguardo un pò le foto appena scattate alle cascate. Non c’è che dire, di sicuro non rendono bene l’idea, ma questo viaggio è valso proprio la pena, magari ci si tornerà in una primavera futura, con un tempo migliore, però anche in questa stagione, le cascate hanno sempre il loro fascino.

La sosta con l'acqua che bolle.

La sosta con l'acqua che bolle.

C’è da riportare, per la correttezza, che il posto in cui ci siamo fermati ha un bel cartello di divieto di campeggio. Noi non lo stiamo infrangendo, non abbiamo nulla a terra però quel divieto è giustificato, avendo un’area appositamente attrezzata a pochi metri!

Lasciamo la sosta alle cascate e quindi anche Sciaffusa alle 17,00 circa, proseguo il percorso verso la vicina cittadina di Stein am Rhein, con le sue caratteristiche abitazioni multi decorate. Il suo nome significa “Pietra sul Reno” e sembra una paesino delle fiabe , abbarbicato e immobile sulla riva del fiume, con le sue origini e tradizioni.

Inizialmente non capiamo perché i cartelli ci vorrebbero portare da una parte, mentre il navigatore ci porta dalla parte opposta, ma come attraversiamo il ponte, verso la cittadina, comprendiamo subito.

La strada è governata da un semaforo ed è troppo stretta per poter far scorrere il traffico in entrambi i sensi, infatti c’è un divieto di transito per i camion. Mentre noi passiamo senza nessuna difficoltà, riusciamo a buttare un veloce sguardo alla via centrale del paese.

Appena passato il piccolo centro, c’è un parcheggio sterrato, ma pianeggiante, c’è già fermo un altro camper tedesco ed anch’io io mi fermo e mi metto un pò più in là (), c’è tanto spazio, perché stare appiccicati? (Km. 25.463)

Il parcheggio di "Stein am Rhein".

Il parcheggio di "Stein am Rhein".

Anche qui c’è un parchimetro, addirittura da utilizzare per tutti i giorni della settimana, comprese le feste; però è obbligatorio il pagamento dalle ore 10 alle 18 e visto che ormai sono le 18,30, per oggi saremo esonerati dal pagamento e domani andremo via di sicuro prima.

Non fa quel freddo che si credeva, certo la temperatura è bassa, ma non si avvicina neanche allo zero, il frigorifero spento si comporta benissimo e così non accendiamo neanche la stufa, pur mettendo gli oscuranti coibentanti ai vetri.

Visitiamo con piacere questa graziosissima cittadina, l’unica via centrale è costellata da bancarelle, più che altro di cibo e bevande calde, ma c’è anche dell’artigianato locale. Curiosiamo anche un piccolo supermercato, giusto per dare uno sguardo alla vita di tutti i giorni dei cittadini, scopriamo così delle marche di prodotti che c’erano anche in Italia in passato e che poi hanno cambiato nome. Anche la semplice pasta Barilla é in una confezione teutonica più graziosa ed esplicativa.

L'ingresso notturno in paese.

L'ingresso notturno in paese.

Colpiscono immediatamente, anche se ormai è buio, le facciate dipinte dei palazzi. E’ bello poterli ammirare ancora, così come è bello poter osservare la diversità delle abitudini locali, rispetto a quelle italiane.

Le facciate dipinte del palazzi.

Le facciate dipinte del palazzi.

Camminiamo un pò tra le piccole vie, notiamo che ci sono molte fontane rispetto alle case che le circondano e quasi tutte costruite nel 1800. C’è anche un museo di costumi ed usanze d’epoca, ma è chiuso e non solo per l’orario.

Il ponte sul Reno notturno.

Il ponte sul Reno notturno.

Oggi abbiamo pranzato tardi e Marta di sicuro adesso non ha ancora fame, fosse per me invece mangerei sempre, ma cerco di trattenermi. Alle 20 circa ritorniamo sul camper, accendiamo la stufa e, anziché cenare, iniziamo a parlare della meta del capodanno; si era parlato di Berlino, ma dipenderà realmente dal tempo che avremo a disposizione e anche dai progammi dei nosrti ragazzi, che anche se non sono presenti, sono sempre con noi.

La luna curiosa dietro il campanile.

La luna curiosa dietro il campanile.

A me sarebbe piaciuto molto averli tutti e tre assieme, come questa estate, ma si sa … sono giovani ed hanno desideri diversi dal venire con noi in giro per l’Europa.

Abbiamo ipotizzato anche Vienna e … Praga, e immaginato che il periodo potrebbe andare dal 27/12 al 6/1. La stanchezza inizia a farsi sentire e visto che l’incognita sono sempre “i ragazzi”, andiamo a dormire rimandando ad un’altra volta la conclusione; devo riconoscere che le protezioni invernali con il multistrato sono davvero eccellenti, soprattutto quella che separa la cabina di guida, si riesce ad avere nella cellula abitativa 15-17° senza tanto sforzo, considerando che in casa ne teniamo 18°, si sta proprio bene, ma una copertina di pile sulle spalle non guasta.

L'atmosfera serale.

L'atmosfera serale.

Andiamo a letto presto, il sonno non manca e domani dovremo stare in strada parecchio.

8/12/2008

Sveglia alle 8.00, ma alzarsi è un’altra cosa, giusto per accendere la stufa e fare pipì, per poi tornare nel calduccio del piumone fino alle 8,30. La notte è stata tranquilla, nessun rumore fastidioso, solo il camper tedesco che è partito presto e qualche pulitrice stradale che si sta accanendo all’incrocio vicino.

Una bella colazione fatta con latte caldo, caffè, biscotti, marmellata, che bello potersi deliziare di queste cose semplici. Ci prepariamo per la partenza, ma prima torniamo a visitare la via centrale del paese per vederla di giorno.

I palazzi della sera prima.

I palazzi della sera prima.

Il paese é ancora addormentato, non c’è un grande movimento, le bancarelle sono ancora chiuse. Percorriamo tutta la “vasca” centrale, fino ad uscire dal paese dalla parte opposta, da dove in pratica dovrebbe arrivare il visitatore che segue il percorso che veniva suggerito dalle indicazioni stradali.

La piazzetta.

La piazzetta.

Da quella parte del paese ci sono infatti ampi parcheggi, sempre con il solito parchimetro per tutti i giorni e dalle 10 alle 18. Credo che nella buona stagione ci siano davvero molte auto e camper e quindi, forse, la soluzione che involontariamente abbiamo adottato, potrebbe essere una valida variante alla probabile ressa.

Il municipio.

Il municipio.

Colpiscono davvero molto le decorazioni di quelle facciate, sarebbe interessante poter conoscere le origini di ognuna.

La via centrale.

La via centrale.

Il palazzo di prima.

Il palazzo di prima.

La porta di uscita del paese.

La porta di uscita del paese.

Il municipio da lontano.

Il municipio da lontano.

Una fontana con il gatto.

Una fontana con un gatto finto.

Lasciamo la bella cittadina alle ore 10,30 in direzione Costanza(D). Per strada mi fermo a fare gasolio, viste le feste fatico a trovare un distributore assistito, non per altro, con le carte di credito e non sapendo la lingua, il pericolo di combinare qualche guaio è sempre possibile.

Trovo un distributore dell’Agip, al momento di pagare scopro con piacere mio e del gestore che anche lui è italiano. Faccio gasolio a Fsv. 1,620/litro, in pratica a € 1,072, meno che in Italia, con litri 58,90, pari a Fsv 95,42 = € 63,19 .

Arriviamo nella città tedesca alle ore 11,20, la giornata è davvero bella, c’è un incredibile sole, rispetto a ieri. Per arrivare a Costanza, che é già in Germania,  dobbiamo passare la dogana ma non credevo di trovarla in città! L’ho trovato curioso.

Il piazzale.

Il piazzale.

Passato il controllo doganale Svizzera-Germania senza nessun problema, subito a sinistra troviamo un grande parcheggio per auto, bus e camper, anche qui ovviamente tutto a pagamento, ma per fortuna in Euro, € 1 all’ora. E’ già quasi pieno, tanto che riesco a prendere l’ultimo posto libero e paghiamo per 3 ore (), il contachilometri segna Km. 25.491.

Il parcheggio di Costanza.

Il parcheggio di Costanza.

Per fortuna c’è un cartellone informativo turistico, così possiamo orientarci meglio, puntiamo sull’ufficio del turismo. Costanza é una città più vivace rispetto alle città svizzere che abbiamo visto fin’ora, anche delle più grandi come Zurigo.

Dietro al parcheggio.

Dietro al parcheggio.

Ci sono anche qui le bancarelle di Natale, sparse ovunque, ma ovviamente più nel centro pedonale. C’è molta gente in giro ed è facile distrarsi dalla meta prefissata, così prendiamo una cartina turistica della città, in italiano, con due percorsi suggeriti, uno da un’ora circa e l’altro da due, il tutto ad € 1. Come ormai spesso accade noi facciamo un pò di testa nostra, in fin dei conti, non siamo mica tedeschi!🙂 … e così facciamo un mix dei due percorsi, facendoci portare più dalla curiosità che da quanto c’è scritto.

L’ufficio del turismo è a due passi dal molo sulla foce del Reno, dove c’è la statua rotante di Imperia che rappresenta la città. Sotto la statua c’è anche un display che indica in tempo reale l’altezza dell’acqua nel lago: in quel momento segnava, mt. 2,81.

La statua di Imperia.

La statua di Imperia.

Da qui partiamo per il nostro giro esplorativo, le persone aumentano a vista d’occhio, di sicuro invogliate anche loro dalla bellissima giornata, neanche troppo fredda.

La città dal molo.

La città dal molo.

L'altra sponda della città sul fiume.

L'altra sponda della città sul fiume.

Il caratteristico faro d'ingresso del porto.

Il caratteristico faro d'ingresso del porto.

Una via del centro.

Una via del centro.

Un caratteristico balconcino.

Un caratteristico balconcino.

Anche in questa stupenda città ci sono delle bellissime facciate decorate con dipinti che raffigurano scene di uomini e animali, così come i balconcini coperti, ornati e colorati che rappresentano una consuetudine ordinaria per i residenti, mentre per noi sono delle piacevoli soste con il naso all’aria.

Una facciata dipinta.

Una facciata dipinta.

Anche qui ci sono moltissime biciclette e piste ciclabili, ogni marciapiede ha il suo bel lato riservato alle bici e non è difficile incrociare le mamme con i figli nel carrellino al seguito, oltre a bici da lavoro o tempo libero di tutti i tipi.

La bici aggiunta.

La bici aggiunta.

Bici da carico di lavoro.

Bici da carico di lavoro.

Una storia completa dipinta su tutto il palazzo.

Una storia completa dipinta su tutto il palazzo.

Durante la visita entriamo nella grande cattedrale di Nostra Signora, l’interno è molto luminoso, anche se sempre un pò minimalista.

La cattedrale.

La cattedrale.

L'interno.

L'interno.

L'altare.

L'altare.

Nella cripta scopriamo che c’è anche un sepolcro dedicato a S. Maurizio e quindi, perché non riportarlo?

Il sepolcro di S. Maurizio.

Il sepolcro di S. Maurizio.

Abbiamo trovato anche una diversa rappresentazione dei 12 apostoli al capezzale di Maria, un altorilievo colorato con colori vivaci.

La rappresentazione delgi apostoli.

La rappresentazione degli apostoli.

C’è anche una statua particolare, raffigurante il Cristo seduto ed affranto.

Il crito stanco.

Il cristo stanco.

Dopo tanto camminare ci siamo anche fermati per degustare qualche specialità del luogo, un bel panino con salamella, un panino con dentro la fonduta bollente (eccezionale!), del vin brulè, patatine fritte, insomma, quel che serve per rifocillarsi. 🙂

Il chisco alimentare.

Il chiosco alimentare.

Le patatine e il vin brulè.

Le patatine e il vin brulè.

Alle ore 15,00 lasciamo la città, in perfetto ritardo italiano sul parcheggio, ma per fortuna non abbiamo avuto nessuna conseguenza.

Alla frontiera Germania-Svizzera una solerte agente donna ci ha guardato molto attentamente i documenti, non capendo una parola di italiano, però ha saputo dire “Nienti ta dikiarrarre?”, “Peso?”, abbassandosi anche a guardare quanto fosse alta la cellula sulle ruote, alla seconda domanda non ero preparato, ma ho risposto un bel “33” con le dita, confortato dalla ricevuta che tengo sempre gelosamente nel libretto.

Seguo la strada che il navigatore mi indica, il pomeriggio è ancora assolato e la strada è libera e scorrevole, seguiamo anche le sponde del lago di Costanza, fino a sfiorare lo stato del Liechtenstein e proseguendo poi fino al passo del S. Bernardino.

E’ la prima volta che percorriamo questo tratto di pseudo autostrada, è curioso scoprire che a volte diventa una semplice strada provinciale, con le auto che arrivano in senso contrario, sulla stessa carreggiata e sulla corsia opposta.

Prima di iniziare le salite eravamo stati sorpassati da una colonna di 5-6 motorhome, il più datato in testa e sfrecciavano baldanzosi, mentre io mantenevo i miei 100 km/h.

Appena sono iniziate le salite, il nostro Ford Transit ha dato il meglio di se, al massimo scalando in 4, è riuscito benissimo a mantenere i suoi bei 80 Km/h, così come da divieto, senza nessuna fatica, sorpassando anche la colonna precedente di motorhome, che arrancavano a fatica … saranno stati dei motori Fiat?🙂

Anche la discesa è stata tranquilla, nonostante la pendenza, il freno motore ha retto benissimo, facendomi risparmiare molte volte il pedale del freno.

Una volta arrivati nella vallata del Ticino a Bellinzona, è stato un pò emozionante scorgere i 3 castelli illuminati nel buio, facenti parte di quel tassello del puzzle di cui parlavo all’inizio.

Il traffico poi è stato sempre scorrevole e senza particolare menzione, ormai siamo di casa alla dogana e anche l’inevitabile coda a Milano, prima dell’ingresso sulla A4, non ha disturbato molto, anzi, è servito per raccogliere le prime cose, pronti allo sbarco nel rimessaggio, siamo arrivati alle ore 20,00 ed il contachilometri segna Km. 25.853.

Le operazioni di pulizia del bagno e di scarico delle acque grigie e nere, comprese lo svuotamento del boiler e delle chiare per il gelo, sono avvenute in una mezz’oretta, segno che ormai ci stiamo prendendo la mano, nonostante il buio pesto che c’è al rimessaggio, riusciamo a lasciare Zonker pronto per un’altra prossima avventura.

Il percorso ()

o-o-o

Documentazione:
Alcuni suggerimenti da scaricare in Pdf, oltre alla guida Lonely Planet sulla Svizzera, già citata nel We a Zurigo.

Statistiche:

Percorso Km 776
Gasolio       € 124,64
Telepass     € 8
Autostr. Sv. € 0
Alimentari   € 36,5
Altro           € 0
Totale 169,14

Bye  Maurizio


Azioni

Information

9 responses

13 12 2008
brigsuper

ciao, …..siete dei grandi

13 12 2008
isidoro

ciao…ci avevo messo un ora a scrivere un commento; lo invio, ma ho sbagliato la mia mail e all’ invio si è cancellato tutto. Bellissime le cascate sul Reno; più rapide che cascate, ma impressionante la quantità d’ acqua. Leggendo tra le righe ( non dirmi curioso ma se pubblichi un diario hai sicuramente piacere che venga letto) noto una sostanziale differenza di comportamento tra la mia e la tua famiglia. Mi spiego: noi amiamo andare a letto presto la sera, ed alzarci presto il mattino. Qualche volta Ivana rugna… ma si adegua con facilità. Forse adesso dovremo cambiare stile di vita perchè ho estrema difficoltà a leggere….vedremo. Esaustivo il resoconto della visita al paesino di Stein am Rhein. E’ un peccato essere passato di li e non essermi fermato. Se posso esprimere un pensiero: vai sicuramente a Vienna e soprattutto non tralasciare Salisburgo in questo periodo. Cittadina a misura d’ uomo, tipo Belluno o Pordenone; ha un punto sosta camper gratuito proprio in centro città (almeno fino allo scorso capodanno. I figli…. i figli: ora che siamo pensionati e con figli grandi, proviamo un senso di colpa a lasciare a casa Massimiliano da solo, ora che anche Ilaria naviga in altri lidi. Mi sono dilungato troppo… ciao a tutta la famiglia
Isidoro

13 12 2008
isidoro

riciao…
scusami, ma nella foto del faro nella tempesta, c’è anche il guardiano sulla porta del faro? Perchè così mi sembrava di ricordare.
ciao Isidoro

14 12 2008
Christian

Bravi ragazzi, mi fa piacere leggere qualcosa di positivo sulla Svizzera e che continua a piacervi. Le facciate disegnate racconta la storia dei padroni (della casa) dell’epoca ed il loro albero di discidenza con i loro mestiere. Bisogna guardare bene le figure ed riesci capire che lavoro faceva il padrone.

Ciao da Nuvola🙂

14 12 2008
maurito54

Grazie Brig, purtroppo facciamo solo una parte di quel che ci sentiremmo di fare, per ovvi mille motivi, abbiamo realizzato in ritardo questo “sogno itinerante”, ma … cerchiamo di recuperare.😉

Isidoro, tranquillo, commenta pure tutto ciò che vuoi, scrivo per condividere con chi vuole e per scambiare idee e i tuoi commenti sono più che ben accetti.
Per tornare alle serate, noi non abbiamo delle regole precise, ci adattiamo alla situazione del momento, a Cervia, ad esempio non era difficile tirare oltre le 24.
Si, ricordi bene, il fulcro di quella foto del poster è proprio il guardiano del faro, che ignorando volutamente il pericolo, esce per pochi secondi dalla porta per vedere l’elicottero del fotografo, la sequenza completa è QUESTA, anche se piccola, rende benissimo l’idea della forza … del guardiano del faro!🙂

Nuvola … che dire, grazie delle spiegazioni, di sicuro la prossima volta metteremo più attenzione del guardare quelle interessanti immagini.
Sono convinto che tutto il mondo è bello e il brutto è ovunque, quindi se il “brutto” ce l’ho a casa, perché cercarlo e guardarlo solo fuori?
Fuori casa cerco solo il bello che a casa non ho.
Piuttosto, grazie a voi svizzeri potremmo migliorare di molto la qualità sociale italiana, ma sarebbe troppo semplice.

Bye Maurizio

28 02 2009
Patrizia

Ciao Maurizio, stavo cercando un itinerario breve per aprire la stagione camperista (in inverno io e il mio compagno non viaggiamo) e consultando i vari siti ho approdato al tuo e ti faccio i complimenti per come è ben strutturato.
Mi hai dato un’idea Sciaffasen, ero già stata molti anni fa, circa 25, e il posto mi era veramente piaciuto, ed ora sarà la meta per una delle prossime uscite.
Ti auguro dei bei viaggi un affettuoso saluto Patrizia

28 02 2009
maurito54

Grazie Patrizia,
per le vostre prossime uscite, posso suggerire che, oltre Sciaffusa, anche il lago di Costanza è stupendo, soprattutto in primavera e di sicuro sarà una delle nostre future uscite.

Ricambio i vostri auguri e i vostri saluti.

Bye Maurizio

25 08 2009
felice

Maurizio ciao,
prossima settimana anche io e la mia famiglia vorremmo recarci alle cascate del reno per poi andare verso il lago di costanza e leggeno il tuo resoconto mi viene ancora più voglia…
Un saluto
Felice

26 08 2009
maurito54

Ciao Felice,
sono contento che la lettura vi abbia incoraggiato, sono davvero dei posti stupendi e di certo non sono riuscito ad esplorarli come sarebbe stato giusto fare.

Vi auguro un sereno soggiorno!🙂

Bye maurizio

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