We a Lione (F) [andata].

1 03 2009

Questo è un viaggio più dovuto alle necessità familiari, che alla semplice voglia di esplorare il mondo, però perché privarsi della possibilità di ammirare cosa c’è in giro?

Devo dire che ultimamente le “organizzazioni” di questi viaggi, lunghi o brevi che siano non importa, hanno sempre qualche imprevisto di troppo e questo non mi piace di certo.

Considerando che questo itinerario era stato previsto per il mese scorso, quindi stiamo già parlando di un viaggio riconsiderato, ma non importa, la positività innanzi tutto è che  questa volta potrà anche essere un’ottima occasione per collaudare la fantomatica 5° marcia.

20/02/2009 – Km. 28.484

La donazione Avis prevista per oggi, è saltata, sono troppo raffreddato e per partire ho dovuto assumere della tachipirina, però così ho potuto dedicarmi subito alla preparazione del camper.

Già all’apertura della porta della cellula, ho riscontrato una forte resistenza, indice che c’era un problema nel cardine, ho provato anche ad utilizzare uno spray più specifico di quello utilizzato qualche mese fa, per tutelare meglio le parti in plastica.

L’operazione però non ha dato i risultati sperati, così alle 11,30 mi sono recato d’urgenza al concessionario e per fortuna è stato possibile trovare il giusto tempo per tamponare provvisoriamente al problema, in modo da poter partire con la giusta sicurezza.

Posteggio sotto casa per il dovuto carico delle ultime cose, intanto che Marta finisce di lavorare, con Alice carichiamo l’impossibile e sono convinto che i 35 q.li sono un bel lontano ricordo.😦

Alle 15 prima di partire, metto il pillolone nella cassetta e come aziono l’acqua dello scarico, si sente uno scroscio incredibile; ho dovuto far ricorso agli avi per trattenermi.

In fin dei conti si è trattato solo di una fascetta che si era allentata, nulla di più preoccupante che una bella stretta e via, ma oggi sembra proprio che la buona sorte stenti a tutelarmi.

Sistemato velocemente il guasto, salto subito in cabina e pronti a partire, inserisco la destinazione nel navigatore … che tristezza!

Scopro immediatamente che non ho precaricato la mappa per la Francia, quindi giusto il tempo di quella mezzora per sistemare il navigatore e alle ore 15,30 finalmente si parte, andiamo a Gessate a prelevare Clara che nel frattempo è arrivata con il metrò e poi entriamo sulla A4 a Cavenago con la prua verso Montgenèvre (F), per evitare che il navigatore ci indirizzi sui trafori.

Sono un pò agitato, per fortuna non ho potuto eseguire la donazione Avis, altrimenti avremmo avuto la porta che non si poteva aprire e forse alla lunga rovinarsi.

Ogni tanto riesco a dare uno sguardo nella dinette le ragazze sono alle prese con un video su uno dei due lettori di Mp3, anche questi aggeggi ormai fanno di tutto, oltre che sentire la musica, e qualche buon film per alleviare il viaggio non è una brutta cosa.

Siamo a Torino che sono le ore 17,30, l’ora giusta per sorbirsi un pò di coda sulla tangenziale, ma poi il viaggio procede con tranquillità, ormai è quasi buio, ma anche con questa poca luce è possibile godersi un paesaggio invernale gradevole.

Lasciamo l’autostrada Torino-Bardonecchia (A32) all’uscita 9 di Oulx-ovest e prendiamo subito a sinistra sulla SS24 verso Cesana, Claviere, ultimo paese sul confine francese.

Qui faccio il pieno di gasolio, vista la neve in giro, è sicuramente invernale e così posso arrivare tranquillo; il paesaggio è accattivante, ci sono molti tetti che portano ancora traccia di delle due grandi nevicate dell’ultimo mese, sembrano strati di ovatta, appoggiati uno sull’altro per un’altezza di circa 70 centimetri.

Nello scendere per il rifornimento ho trovato la temperatura ben diversa da quella che appariva, e dire che le ragazze dietro non si sono lamentate troppo, evidentemente i vecchi sacchi a pelo continuano a fare benissimo il loro lavoro.

Aggrediamo la strada di montagna verso il valico, è buio e non c’è traffico, si viaggia piano per via dei tornanti, ma senza complicazioni, il manto stradale è asciutto, nonostante la spessa coltre di neve sui bordi.

Il traffico assente mi permette di collaudare bene la resa del cambio, il motore riesce ad esprimersi al meglio, riesco comodamente a tenere i 100 km/h in salita, ovviamente dove la strada lo permette, senza problema, le altre marce permettono di affrontare anche i percorsi più impegnativi, la seconda poi, sui tornanti ripidi, è fenomenale, non dimentichiamo che il mezzo è di sicuro in sovrappeso, oltre i 35 q.li.

Arriviamo a Montgenèvre senza accorgerci, devo suggerire, appena varcato il confine, di seguire l’indicazione per Mentgenèvre, entrando nel tunnel a destra, lasciando perdere il passaggio dal paese Claviere, in questo modo la strada è più snella.

Ad un tratto ci troviamo le luci di Briançon davanti a noi, una splendida pista da sci, perfettamente illuminata, cattura la nostra attenzione, purtroppo si notano ancora gli addobbi natalizi, vista la lontananza da quella festa, risultano anche un pò stucchevoli.

Il traffico è sempre assente e velocemente arriviamo all’autostrada per Lione, il pedaggio più o meno a metà strada, ci ricorda quanto siano care le autostrade in Francia.

Finalmente arriviamo a Lione, riusciamo anche a perderci l’uscita tra le tante a disposizione, grazie ad una incomprensione con le indicazioni del navigatore.

L’accesso in città poi è stato un pò movimentato, da una parte c’era la voglia di seguire il fascino delle luci notturne, della città che si rifletteva sui due fiumi, dall’altra c’era l’impossibilità di seguire le indicazioni precise del navigatore.

In zona Croix Rouge mi viene indicato un percorso interessato da lavori  che delimitano l’accesso ad un’altezza oltre i 2,80 mt., i miei 3 mt. sono troppi, così come è troppa la stazza per restare in mezzo alla strada a cercare l’alternativa.

Dobbiamo raggiungere la zona oltre i due fiumi che la percorrono, il Rodano e la Saona, ma non conoscendo la città, non sembra essere cosa facile, troviamo ponti pedonali, a senso unico inverso, o forse è solo l’ora tarda e le ore di viaggio sulle spalle che complicano ulteriormente la situazione.

Continuando ad aggirare l’ostacolo da più parti, mi sono anche imbattuto in un dedalo di viuzze strette ed in salita, lascio immaginare la mia preoccupazione per la frizione nuova!

Quando finalmente sono riuscito a districarmi, anche con ripetute retromarce, mi trovo davanti ad un ponte con il divieto a 1,90 mt., quasi quasi non posso passare a piedi, figuriamoci con Zonker!

Alle ore 23,45, Km. 28.989, parcheggio il camper in Place de Paris (), è tutto a pagamento, ma non è possibile fare altrimenti, il portone dove Alice abiterà è sull’altro lato della piazza e questo è l’unico posto possibile, il più vicino.

Sapevamo già che c’erano dei mercati, ora scopriamo che ce ne sono ben tre nella settimana, tra questi il sabato e la domenica, con relativo divieto di sosta dalle 5 alle 16, mentre dove siamo noi il divieto è solo per il mercoledì.

Siamo un pò inclinati, ma dopo 7 ore non sto a fare il sofistico, non è una pendenza impossibile, così iniziamo a prepararci per la notte, non fa per nulla freddo e la stufa rimane spenta.

Abbiamo mangiato qualcosa durante il viaggio e vista l’ora, decidiamo di non mangiare; lascio che mamma e figlie si sistemino al meglio, io vado a dormire.

21/02/2009

La notte non è stata molto rumorosa, nonostante i bar e la piazza che già dalle prime ore del mattino, si è popolata di commercianti, intenti a preparare il mercato.

Il parcheggio in piazza.

Il parcheggio in piazza.

Accendo la stufa per togliere un pò di umidità e creare il giusto comfort per il risveglio, mi preparo per primo e alle ore 8,30 scendo dal mezzo per osservare meglio l’ambiente esterno; sono sempre stato attirato dai mercati, questo è un pò piccolo, ma un giretto lo merita, nonostante non mi senta proprio in ottime condizioni fisiche.

Il mercato sulla piazza.

Il mercato sulla piazza.

Giusto per attendere le ore 9, ora di partenza del pagamento della sosta, mi sono bevuto un paio di uova fresche, anche se il mio francese non esiste proprio, un modo lo trovo sempre per farmi comprendere, e sembra funzionare.

Abbiamo al seguito anche una bicicletta, l’università di Alice è poco distante e con le due ruote ci si arriva in un baleno.

Dietro al camper.

Dietro al camper.

Iniziamo a scaricare le cose di Alice, l’atmosfera è intrisa di emozione, ognuno di noi la sta vivendo in modo diverso, logicamente nessuno sta partendo per la guerra, ma a tutti è chiaro che ci sia un pizzico di apprensione, per diversi i motivi.

La sua camera è al primo piano del palazzo che dà proprio sulla piazza, il rumore del mercato ci accompagna, distogliendoci di tanto in tanto dalle nostre attività.

In fondo si tratta di fare solo una prima pulizia della camera, moquette compresa, per questo me ne sto seduto più o meno comodamente sul divano dell’ingresso, mi sento che posso avere qualche linea di febbre, pertanto i giri che mi ero prefissato di compiere, li devo accantonare, è un peccato, la città meritava una visita migliore, almeno da parte mia.

La piazza dalla camera e il camper.

La piazza dalla camera e il camper, quando i banchi del mercato sono smantellati.

Con la scusa di impostare il portatile di Alice per la connessione internet dall’appartamento, mi collego su CoL, è sempre piacevole leggere gli amici del gruppo di Dova cosa si dicono.

Alle 14,30 ci decidiamo a pranzare, il primo pasto sul camper per Alice e probabilmente anche l’ultimo con lei, almeno fino a luglio, periodo in cui dovrebbe terminare il suo erasmus.

In teoria alle 14 dovremmo rimettere il bigliettino del parchimetro, ma ho notato che erano pochissime le auto parcheggiate con il regolare tagliando, così ho atteso di uscire dal camper per lasciare l’obolo dovuto.

Più tardi decidiamo di farci un giretto per vedere qualche scorcio del centro cittadino, una fermata della metropolitana è proprio dietro le nostre spalle; la città è ben servita dai mezzi, ma in special modo dalla metropolitana.

La metropolitana automatica.

La metropolitana automatica.

La visione di questa metropolitana mi ha lasciato basito, è completamente automatica, non c’è il manovratore, sono due vagoni che viaggiano controllati dall’esterno, ci sono videocamere ovunque.

Non è questo automatismo che mi ha colpito, ma è che sedendomi nei primi posti, davanti alla grande vetrata che permette di vedere il tunnel davanti a se, mi sono subito ricordato lo splendido gioco Half-Life, dove lo scenario era così reale, da poterlo tranquillamente ricordare in quel momento.

La ruota in Place Bellecour.

La ruota in Place Bellecour.

Il viaggio è stato breve ed in un attimo siamo emersi in Place Bellecourt, dove la sua ruota panoramica sovrasta ogni cosa.

Il tempo e la temperatura è gradevole, ma più che altro sono io che non sto proprio bene, il buon senso mi vorrebbe a letto, ma come si fa a rinunciare a farmi almeno un giretto in città?

Le persone in giro.

Le persone in giro.

C’è un pò di movimento, ma di sicuro nulla in confronto alla grande manifestazione della Festa delle luci che avviene l’ 8 dicembre, dove la città viene sommersa dai turisti, in ogni ora del giorno.

La scuola-guida delle crepe.

La scuola-guida delle crêpe.

Impossibile visitare una città francese, senza poter gustare una buona crêpe, così ci fermiamo al primo banchetto sulla via, ma per fortuna ho il tempo della fotografia per accorgermi che quella signorina stava imparando a fare le crêpe, invece di versare in un colpo solo il mestolo, faceva le aggiunte, per ovviare alle imperfezioni.

L'esperto al lavoro.

L'esperto al lavoro.

Non mi sono lasciato tentare dalle molteplici varietà di farcitura, sono stato sul classico zucchero e Grand Marnier, mentre le fanciulle si sono sbizzarrite nelle scelte.

Lw tre Marie.

Le tre Marie.

Di solito, quando andiamo in giro, tengo bene in mente i Mc Donald’s che incontro, sono un ottimo aiuto nel caso in cui serva trovare una toilette a portata di mano, ma questa volta ci hanno fregato.

In questo caso era previsto un controllo ed il ritiro dello scontrino di acquisto, costringendoci così a prendere una bottiglietta d’acqua: € 1,90 per 33 cl … praticamente ci siamo comprati il water intero!😦

Facciamo anche una piccola spesa, giusto le prime cose per Alice e perciò ritorniamo al camper per posarle, è ancora presto per cenare e questa sera ceneremo fuori.

Il campanile che ci controlla il camper.

Il campanile che ci controlla il camper.

Al ritorno possiamo così goderci di una vista diversa, sia della città, che della piazza dove siamo posteggiati, io riesco ancora a sorreggermi e ne approfitterò per riposarmi qualche minuto.

La cattedrale di Notre Dame de la Fouvrière.

La cattedrale di Notre Dame de la Fouvrière.

La città ormai riesce a regalarci delle splendide immagini, anche il mio occhio appannato dall’influenza ne viene colpito; ad ogni angolo c’è qualcosa che attira l’attenzione, basta solo guardare bene.

Il centro storico.

Il centro storico.

Abbiamo deciso di percorrere qualche strada in più, proprio per assaporare qualche specialità visiva, Alice ci fa da cicerone, è brava, nonostante sia stata una sola volta a Lione, ha ben memorizzato molto, del resto io proprio non potrei fare nulla, fatico a camminare, figuriamoci se avessi dovuto anche preoccuparmi della meta.

Una casa con delle curiose diapositive sui libri.

Una casa con delle curiose diapositive sui libri.

La libreria.

La libreria sottostante.

Ogni tanto sulla riva del Rodano si scorge qualche camper, non riesco a comprendere se è solo rimessato o è in sosta, del resto queste rive mi erano state già segnalate su CoL.

La riva del Rodano.

La riva del Rodano.

In un primo momento ci eravamo diretti in un locale caratteristico, Marta e Alice erano già state il mese scorso, ma era troppo pieno e non ci hanno fatto entrare, così ci siamo diretti in un ristorante vicino, da “Maitre Pierre”, in rue Rue Ferrandière 1 ().

L'insalata lionese.

L'insalata lionese.

Qui possiamo rifocillarci, anche se non sto bene, la fame non mi manca mai e per fortuna, vedo che anche le ragazze non sono da meno; Marta ordina un’insalata lionese, con il caratteristico uovo al tegamino al centro.

La carne con la salsa e le patate.

La carne con la salsa e le patate.

Io scelgo una carne cotta al sangue con una salsina di roquefort e con patate con besciamella, uno spettacolo di sapore; inutile dire che il vino era propedeutico per combattere l’influenza, più che per agevolare il pasto.

Il ritorno in camper per me è stato l’ultimo sforzo della giornata, sentivo il fastidio dell’aria sul viso, ma mi dispiaceva arrecare a loro questo peso.

Alice ha potuto dormire già nel suo nuovo letto, forse un dolce inizio di distacco, noi siamo saliti sul camper e abbiamo preso sonno subito.

22/02/2009

Anche questa mattina la sveglia è stata data dal mercato in preparazione, per fortuna Alice non sentirà gli stessi rumori, alla lunga potrebbero essere fastidiosi, visto che sono tre giorni la settimana, soprattutto il sabato e la domenica.

L’idea era quella di recarci in cima al promontorio della cattedrale, ma mi sono reso conto che io ero proprio tagliato fuori, non era proprio il caso che me ne andassi in giro, al freddo, conciato in quel modo, soprattutto per via del viaggio di ritorno nel pomeriggio.

Così ho lasciato che andassero loro tre, mentre io mi sono concesso un lussuoso e solitario sonno ristoratore in mansarda, del resto non capita tutti i giorni di poterselo permettere.

E’ stato bello lasciarsi coccolare da Zonker, sentire fuori il mondo che continuava a girare, mentre io me ne stavo al calduccio sotto le coperte … in mansarda poi!

Verso le ore 12,30 mi sono svegliato, non tanto per il rumore della pioggia, ma tanto per il dondolio che ho anche udito … un’auto stava cercando di uscire dal parcheggio davanti a me e mi aveva urtato.

Sono sceso in un lampo, in ciabatte e senza occhiali (!?), era una signora che faticava a fare le manovre, ho ripreso gli occhiali, ma non era successo nulla, per fortuna la stazza era ben rappresentata anche dal paraurti anteriore.

Ricevo intanto un SMS da Marta, stanno arrivando con delle cibarie e vista l’ora prossima alle 13, non è male; mi sento un pò meglio, ma di sicuro non posso essere guarito con due ore di sonno.

Arrivano, mangiamo delle specialità francesi, ma siamo sempre tutti consapevoli che sta arrivando l’ora della partenza; infatti, tempo di sparecchiare, arriva il momento del commiato.

Qualche lacrimuccia era prevista già da Milano, figuriamoci ora, è triste anche per me vederla andar via, però sono confortato dal fatto che questa è di sicuro un’esperienza importante per lei e, perché no, anche per noi tutti.

Alle 14,30 partiamo, al navigatore impartisco la meta di Montgenevre, sempre per evitare i trafori e la signorina ubbidisce, ci fa sfilare dolcemente fuori dalla città di Lione, senza incappare in strani divieti o incomprensioni.

Il tempo è coperto, ha anche piovuto, ma per il momento non ci sono precipitazioni, le menti di noi tre vagano per i fatti loro, mentre il poderoso Ford ci riporta a casa.

Marta si addormenta e per fortuna riesco a trovare una stazione radio, anche se ovviamente francese, che mi faccia compagnia, Clara ha ancora qualche munizione nel suo lettore mp3.

D’un tratto sull’autostrada per Grenoble veniamo colpi da una tormenta di neve e pioggia, per un attimo ho avuto un ripensamento sulla scelta di non aver fatto i trafori, ma poi ho voluto dare fiducia al programma, infatti, dopo una mezzora il maltempo si è calmato, fino a lasciare solo il coperto.

Sarà stata l’attenzione per la guida, ma mi sembra di stare molto meglio, rispetto questa mattina, Zonker si sta rivelando un ottimo antistaminico.

Rispetto al buio dell’andata, ora è comparso anche un bel sole, abbiamo iniziato da un pò a salire e il paesaggio attorno è colmo di neve; l’ora è oltre le 17 e questo ci porta ad incontrare le navette che riportano gli sciatori nei paesi, ogni tanto c’è qualche piccola coda per consentire l’attraversamento della strada.

Di conseguenza attraversiamo i paesini che presentano un brulicare di vita, propria del momento del dopo-sci.

Il bordo strada.

Il bordo strada.

Pian piano abbandoniamo i centri vitali per affrontare sempre più la montagna, la strada è contornata da spettacolari cascate ghiacciate che formano sempre degli effetti diversi.

Altre cascate.

Altre cascate.

Non c’è traffico, anche se ogni tanto qualche automobile mi rallenta, se riesco a mantenere una velocità costante, riesco a salire senza dover cambiare troppo spesso.

Il lago ghiacciato.

Il lago ghiacciato.

Arriviamo al Lac du Chambon, un laghetto completamente ghiacciato, con una diga che lo controlla, davvero uno spettacolo eccezionale.

Ancora il lago ghiacciato.

Ancora il lago ghiacciato.

Avevo trovato un sito che dava le indicazioni stradali per questo percorso e devo dire che rispecchia perfettamente la situazione attuale, la strada è pulitissima, ma la neve attorno e la tormenta che abbiamo trovato prima, lasciano ben immaginare come sia facile che possa cambiare la condizione.

Le alpi che ci circondano.

Le Alpi che ci circondano.

In un distributore aperto che ho incontrato faccio anche il pieno, non arriverei comunque a casa e questo è sempre del gasolio invernale, non si sa mai.

In montagna però il sole tramonta alla svelta e come giri un angolo, è facile trovare l’ombra, in questo modo arriviamo tranquillamente a Briançon, questa volta il paesino ci compisce meno, non c’è il buio dell’andata e le sue luci non si vedono ancora.

La coltre di neve attorno a noi.

La coltre di neve attorno a noi.

A Montgenevre passiamo a fianco ad un grande parcheggio con ancora molti camper, dalla strada si possono vedere le piste sciabili che si stanno svuotando e qualche equipaggio è già in movimento.

Prima di Claviere prendiamo il tunnel sulla sinistra, lo stesso dell’andata, che ci consente di non passare dal centro del paese; all’uscita incrociamo anche uno spartineve,  che non si capisce cosa stesse spartendo, la lama abbassata faceva le scintille sull’asfalto, ma non c’era nessun bisogno, la strada era completamente asciutta.

Come arriviamo a Cesana Torinese, incontriamo sulla strada un pò di coda, ci sono parecchi camper davanti e dietro a noi, ma ben presto riusciamo ad entrare nell’autostrada Bardonecchia – Torino e da qui, il viaggio è senza nessuna nota degna di una menzione.

Scorgiamo anche la Sacra di San Michele, l’ispirazione della storia del Nome della Rosa”, da qui riesumiamo un percorso turistico che avevamo già fatto molti anni fa, ancora prima del camper, quindi, una buona idea per i mesi prossimi.

Tranne per un particolare, so che quando arriveremo sarà un pò tardi ed il nostro rimessaggio non è provvisto ancora di acqua corrente, ha ancora la colonnina rotta, pertanto decidiamo di fermarci in un autogril per lo scarico e la pulizia, in modo di arrivare a casa e dover solo scaricare i bagagli.

Mi fermo in autostrada all’area di servizio Esso di Rondissone, il gestore m’informa che vuole € 4 per il carico/scarico, indipendentemente se devo solo scaricare.

Decido di cedere all’esoso obolo e mi viene anche rilasciato il relativo scontrino fiscale, ormai sono fermo ed è inutile perdere altro tempo; ma iniziate le operazioni, con stupore scopro che nella zona di scarico non è presente neanche una goccia d’acqua, i tubi che si vedono sono solo l’aria compressa della vicina colonnina e l’acqua per il carico è nella parte opposta del grande edificio.

Così sono costretto ad usare l’acqua grigia dello scarico posteriore per sciacquare la cassetta, non ho sufficiente acqua chiara, mi serve anche per la pulizia interna e poi, vuoi mettere quanto ci vuole a riempirla più volte?

In una mezzora finiamo l’operazione di pulizia del bagno e vuotiamo ogni traccia d’acqua, ma di sicuro quest’area di sosta non mi vedrà più.

Arriviamo alle ore 21.50, Km. 29.469, a Trezzo sull’Adda, nello scaricare riusciamo anche ad infangare il camper all’interno, la solita pozza del rimessaggio ci ha avvinghiato le scarpe e noi nel buio non ce ne siamo accorti, ma non importa, è un’altra buona scusa per ritornare presto sul camper.

Tutto sommato posso dire che è stato un bel viaggetto che probabilmente rifaremo con piacere.

Il percorso ()

o-o-o

Documentazione:

Alcuni suggerimenti da scaricare in Pdf.

Statistiche:

Percorso Km. 985
Gasolio 106,28
Telepass 38,20
Autostr. Francia 30,00
Alimentari 91,00
Trasporti pubbl. 21,60
Sosta 6,50
Altro 0,00
Totale 293,58

Bye  Maurizio


Azioni

Information

6 responses

2 03 2009
isidoro

ciao Maurizio
ti sto leggendo in questo momento, ma mi sento un pò in colpa perchè Ivana, vicino a me, sta stirando da due ore, ed io invece….
Ma hai movimentato l’ ambiente: ho fatto ad alta voce, un’ espressione di meraviglia non proprio simpatica …..
Isi cosa che le succes……
Ivana !!! Maurizio el beve i vovi ….
e di nuovo la stessa espressione che non si può descrivere.
Isi ma varda che i è tanti che i lo fa….
Va ben …. mi no lo farò mai.
Scherzi a parte, penso che ormai le tue magagne siano passate.
Ho notato che non ti preoccupa minimamente ( e l’ ho notato in tutti i tuoi diari) il fatto di arrivare in un sito tardi alla sera, senza preventivamente sapere dove fermarti per dormire.
Difficilmente mi metterei in tale situazione.
Sarà perchè noi avevamo tre bambini piccoli quando facevamo i primi viaggi in camper, e situazioni del genere sarebbero state problematiche da gestire.
Questa fobia, però ci è rimasta tuttora ed inconsciamente l’ abbiamo anche trasmessa ai figlioli.
Ma la cosa che più mi ha fatto riflettere è stata quella “lacrimuccia” fatta prima di lasciare la figlia a Lione.
Ora ne abbiamo fatta una anche noi, ripensando quando alla stazione di Portogruaro tutte le domeniche sera aspettavamo che il treno se ne fosse gia andato portandoceli via tutti e due a Ferrara.
E rivedo ancora quel braccio che per noi era ancora un braccino, sporgente dal finestrino, che salutava finchè il treno spariva.
Adesso ti lascio, sennò bagno la tastiera….
Ciao Isidoro

2 03 2009
maurito54

Ciao Ivana … lo so che sei tu Isidoro che hai scritto, ma … sai com’è, chi beve i vovi è fatto anche così.🙂

Sono contento che abbiamo allargato la cerchia, ti/vi confesso che ho letto il tuo commento assieme a Marta che sta uscendo, deve fare la relatrice di un corso di volontariato ed è logicamente un pò agitata, ma quando le ho letto lo scorcio di questa vostra serata, ha sorriso, perciò … grazie del ricambio della movimentazione d’ambiente.

Forse non sembra e di sicuro non avendo dei bimbi piccoli è diverso, ma prima di fermarci per la notte giriamo un pò come degli avvoltoi, per studiare e trovare il posto giusto, cercando di considerare tutto il possibile fastidio nostro ed altrui.

In questo caso poi, c’era poco da girare, la piazza era quella e comunque l’abbiamo girata tutta e poi cerco sempre di fare in modo di non rompere le scatole a nessuno.

Ora sono io a lasciarvi … ho da stirare anch’io mentre guarderò la tv … Puccini? … perché no!

Bye Maurizio

2 03 2009
isidoro

alt !!!! alt !!!!
non devo più farti leggere da Ivana!
gli fai venire in mente strane idee…..
…… e che stiri….
….. e che pulisci il bagno del camper…..
…… e che sei sempre accondiscendente….
Per piacere lascia in pace il mio status quo…. ci ho messo una vita per costruirlo. Vorresti in trenta secondi distruggermelo?
ciao Isidoro

2 03 2009
isidoro

…. però il lesso, a casa, lo faccio sempre io.
ciao Isidoro

2 03 2009
isidoro

…..ed anche la maionese…

2 03 2009
maurito54

E allora vedi Isi che tutto si riequilibra?

A me piace il lesso, ma qui è VIETATO!😦

E poi, io stiro solo quando Marta esce per il suo volontariato, diciamo che faccio anch’io un’opera di bene.

Sull’accondiscendenza … anche qui, ci sarebbe da dire, in fondo, in casa, chi è che porta i pantaloni? … loro!😀

Bye Maurizio

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