La pensione di lavoro.

7 01 2010

Siamo appena partiti da casa, sto viaggiando sulla A4, in direzione verso Milano Est prima e poi verso la Svizzera, sulla A9; andremo a fare qualche giorno in giro per il confine svizzero, francese e tedesco, giusto per passare il capodanno 2010.

Ma è inutile nasconderlo: il 24/12/2009 ho svolto il mio ultimo giorno di lavoro, dopo 39 anni, 3 mesi e 24 giorni (senza contare un altro mesetto da garzone in nero, ma questo non conta) di onorato servizio, come dipendente (11 anni e qualche mese al CED di quella che è stata a suo tempo la Banca d’America e d’Italia, ora non più attiva, e 25 anni ed 8 mesi nella mia ultima occupazione, sempre nell’informatica).

Mentre sono qui che sto guidando, mi scorrono davanti a me alcuni flash, nel frattempo che guido e penso, Marta legge tranquilla ed ora sono nella tangenziale Nord di Milano, verso lo svincolo per la A9.

Di colpo vedo quella che è stata un tentativo di sbarcare un lunario diverso: a fianco della tangenziale scorgo ancora i capannoni vetusti di quell’officina in cui ho passato un anno, come “imprenditore”, nel periodo che è stato tra la banca e l’attuale lavoro.

Siamo negli anni 1981, mi ero buttato a capofitto in questa impresa, 8 operai e 2 impiegate, 3 soci, mio fratello, io ed un altro che conoscevamo da piccoli … che sbattimento, i turni lavorativi quasi sempre serali o notturni, mentre di giorno ero in officina.

Soddisfazioni e grattacapi a iosa, pranzi frugali in auto per attraversare la città e recarmi al lavoro, da imprenditore di giorno ad impiegato di sera o notte, e questo era possibile solo perché lavoravo in un Centro Elaborazione Dati, dove si lavorava 24/24 ore.

La strada intanto prosegue, Zonker mi comprende, lo so e sono contento che mi dia una mano, arrivo all’uscita di Lomazzo … i flash continuano.

Subito dopo la disastrosa, quanto repentina chiusura dell’attività imprenditoriale, mi sono dedicato al mercato del libero professionista, perché no, il mio lavoro l’ho sempre conosciuto abbastanza bene e così ho trovato una piccola azienda affamata di automazione informatica.

Proprio a Lomazzo abitava una ragazzina, impiegata in quella piccola azienda di elaborazione dati per statistiche e ricerche di mercato; ho contribuito con loro a trattare i primi dati Auditel; Canale 5, Italia 1 e Rete 4 erano ancora agli inizi, ma il terziario si muoveva per loro: che cosa non si calcolava e si estraeva da quei tabulati pieni di cifre e statistiche e con che mezzi ridotti.

Come entro in Svizzera però, i ricordi svaniscono, come se perdessero potenza, man mano che mi allontano dall’Italia, o meglio, da quella parte della Lombardia, i pensieri dei ricordi si fanno lontani, per lasciare il posto a riflessioni casuali, sul futuro, pressoché immediato, non mi è mai piaciuto vaneggiare sul futuro, qualche progetto, perché no, ma nulla di più.

Durante il viaggio scambio con Marta molti pensieri e riflessioni, non so ancora “che cosa prova un pensionato“, questo periodo di feste poi ovattano e sbiancano tutto, però mi perdo in riflessioni, considerazioni ed un pò mi spiace, mi sembra quasi di fare a lei uno sgarbo: povera, lei ha ancora un decennio da lavorare.

So però che anche lei è contenta di questa mia opportunità e questo mi conforta un pò; capita anche che, mentre camminiamo a Friburgo, a Strasburgo o nei paesi della Foresta nera, ritorniamo sull’argomento.

In realtà, la pensione vera e propria, arriverà tecnicamente nell’Aprile del 2012 e fino a quel periodo sarò in mobilità volontaria, ma … che importa, dovessero mai avere bisogno di me, non impiegherò certo 12 ore al giorno fisse per il lavoro, come ho fatto negli ultimi 6 anni.

Rientriamo in Italia, è ormai il tramonto e tira un forte vento sulla A9, il camper si agita un pò, tra una folata e l’altra, tempo di fermarci per un rifornimento veloce, fuori fa un freddo cane, e poi si riparte verso casa.

D’un tratto i flash ritornano, il pensiero ora è rivolto questi ultimi 25 anni, però vanno a ritroso, iniziando dal 24/12/2009 sera, invece di scendere le scale, mi ritrovo con il pensiero a salirla al contrario, un pò come un film che va all’indietro.

Un peccato, gli ultimi anni sono stati mentalmente faticosi, ma non per il pensiero di voler staccare con il lavoro, proprio il contrario: stava diventando sempre più difficile fare il mio lavoro, addirittura sconfinando con assurde discussioni … per lavorare?

Mi sono venuti in mente i ricordi di quando ero nei primi anni, attorno agli anni 1990, presto mi ero reso conto che avevo portato una ventata di novità lavorativa in un ambiente che sentiva molto del riflesso del pubblico impiego, anche se in realtà siamo sempre stati una azienda privata.

Le sere in pizzeria, da solo, aspettando una morosa di turno ed io che prendevo appunti sul tovagliolo, facevo schemi per le procedure, lo sviluppo di programmi, tutto materiale che il giorno successivo sarebbe stato inserito a dovere … che bella soddisfazione vedere che poi tutto avrebbe funzionato, magari faticando un pò all’inizio, ma … alcune cose so che girano ancora adesso e nessuno sa il perché! … come il Pendolo di Foucault, inesorabile ed inarrestabile!

Ho per un attimo davanti a me, ancora le facce sbalordite di quelle persone che si sono viste automatizzare processi impensabili, che ci volevano ore per prepararli a mano; non ero e non sono certamente un genio, mi piace solo utilizzare gli strumenti che sono già stati inventati da qualcuno, era solo che queste persone non ne erano a conoscenza.

La curiosità! Ecco, se devo individuare una molla che mi ha sempre accompagnato è stata la curiosità, la ricerca delle novità per lavorare bene e meglio.

Arriviamo a casa, non posso dire sinceramente la parola “finalmente”, fosse stato per me, sarei rimasto fuori ancora per altri giorni, ma … la mia nuova famiglia ha bisogno di noi e so che noi ci saremo, assieme.

La stilo cifrata, gentile pensiero del mio caro collega Giannino.

(pensiero realizzato durante il viaggio
di capodanno 2010 a Fruburgo,Strasburgo)

Bye   Maurizio


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12 responses

7 01 2010
elprefo

ho letto tutto con piacere ed attenzione. Ti ringrazio che mi hai fatto ripensare alla mia esperienza lavorativa ed alle cose che ho creato, soprattutto le prime che ormai quasi nessuno conosce “alcune cose so che girano ancora adesso e nessuno sa il perché!”
Ti ringrazio per una gratifica che era rimasta nel limbo…. senza valore….ora ha ripreso vita.
ciao Isidoro

7 01 2010
maurito54

Grazie Isidoro, sei sempre molto gentile!
Erano e sono tante le cose che volevo scrivere, ne avevo anche pensate di più, ma mi sembrava di fare un testamento.

Purtroppo però dobbiamo fare i conti con una assurda necessità economica commerciale, che vuole far perdere la conoscenza storica, a fronte di una minor apparente spesa.

Adesso sono “affari loro”, non mi preoccupo più.

Bye Maurizio

8 01 2010
aura

Leggendoti ,Maurizio ,anch’io ho ricordato il mio periodo lavorativo fatto di alti e bassi ,di periodi più e meno difficili,ma da tre anni non ci penso più,ho dato un taglio netto dando una svolta decisiva alla mia vita. Mi viene ancora da sorridere pensando al gesto che ho fatto l’ultimo giorno di lavoro,appena arrivata a casa: una lunga doccia per “rigenerarmi” eliminando con l’acqua la mia parte “da dipendente” e facendo emergere quella nuova, piena di voglia di fare le cose fino allora lasciate da parte o trascurate per mancanza di tempo. Sembrerà sciocco,ma quella doccia ha dato il risultato che mi ero proposta,almeno fino ad ora! Ciao Aura

8 01 2010
maurito54

Grazie Aura,
e’ vero quel che dici, un gesto scaramantico che sancisce inequivocabilmente il passaggio di “quel ponte”.

Anche in me pervade la voglia di fare e di conoscere, che ho sempre avuto, ma sempre tarpato per altrui necessità; ora si tratta solo di dosare la forza e la quantità giusta, giorno per giorno.

Bye Maurizio

9 01 2010
Valerio

Belle parole, spero poter fare le stesse riflessioni un giorno, al momento mi pervade una sana, profonda e ben radicata invidia🙂 nei tuoi confronti….ma anche la piacevole serenità di sapere che un’altro amico c’è l’ha fatta.
Goditela per molti, molti anni, io stò arrivando, poi ci faremo magari qualche giretto insieme.
ciao
Valerio

9 01 2010
maurito54

Grazie Valerio,
non solo per le parole, ma per la comprensione.

Capisco bene la “sana invidia”, ne ho mangiata tanta anch’io!🙂

Bye Maurizio

11 01 2010
BRIGSUPER

ci voleva la libertà mentale del pensionato per tirar fuori il tuo io “pensiero”, che preferisco al tuo io “cronoracconto”, bravo e grazie, leggerti così è straordinario, un salutissimo

11 01 2010
maurito54

Grazie Brig,
anche a me piace più scrivere ciò che sento, piuttosto che ciò che vedo, ma non sempre i miei pensieri sono così nitidi, anche solo per me, figuriamoci poi scriverli e per gli alrti.

Ci tenevo memorizzare questo momento, anche solo per mia futura memoria.

Bye Maurizio

13 01 2010
Diomede917

Sono contento per te, non ti credere che sei scampato alla lettera di addio di Diomede.
Se fate la festa con gli altri vecchietti, come si dice, darò sfogo alla mia fantasia.
Goditi la nuova vita.
Dios

13 01 2010
maurito54

Grazie a Dio, nel senso di mede!

Sarai di sicuro informato, non puoi mancare!🙂

Bye Maurizio

4 12 2010
giuseppe

Salve, ho letto con molto interesse tutto il contenuto del sito e devo dire che è molto coinvolgente sotto tutti gli aspetti, complimenti

4 12 2010
maurito54

Grazie Giuseppe,
spero di continuare con lo stesso spirito.

Bye Maurizio

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