Il Riccio.

13 01 2010

11/01/2010 – Il Riccio (Mona Achache)

Non ho letto il libro e personalmente non trovo corretto raffrontare un’opera cinematografica con un opera letteraria, è un paragone sbagliato in partenza: un film lo vedi com’è, un libro, ogni lettore, lo vede all’interno di un proprio film mentale e sicuramente con più dettagli.

Trovo che sia Palomà, la piccola adolescente di 12 anni, che fa da collante in questo condominio che si può credere rappresentare un triste spaccato della società borghese, poco importa se francese o no.

Una ragazzina molto intelligente, come spesso lo sono i ragazzi d’oggi, assolutamente incompresa ed emarginata, prima dalla famiglia e poi dalla società stessa, decide di documentare con dei filmini Video 8 quello che ha deciso essere il suo ultimo anno di vita; “a Giugno dopo la scuola“, dimostrando di avere ugualmente un alto senso del suo dovere.

La portinaia Reneé è una vedova 52enne che si vuole vedere “sciatta e grassa”, ma ha il suo “angolo sicuro”, la stanza piena di libri, donna colta ed appassionata di Tolstoj, ma perfettamente trasparente per il condominio stesso.

Il nuovo vicino giapponese Kakuro Ozu, vedovo anche lui, gentile uomo d’onore e sapiente quanto saggio osservatore; questi per me sono i tre pilastri del film che sanno reggere e muovere l’attenzione sulla mancanza di comunicazione tra le persone di questa società, incapace di “vedere”, ma solo di guardare.

Sono fulminanti alcune frasi del film, da quella riportante le famose righe iniziali del romanzo di Tolstoj, Anna Karenina: “Le famiglie felici sono tutte uguali; ogni famiglia infelice è infelice a modo proprio“, a quella molto più semplice di Ozu: “Non ti ha riconosciuto perché non ti ha visto“, dove “visto” è da intendersi nel modo più profondo del termine e non solo visivo.

Una mancanza di comunicazione che ogni personaggio del film cerca di sopperire a modo suo: la mania della madre di Palomà per le piante; il pesce rosso (muto!) della sorella di Palomà; le letture appassionate, in compagnia di cioccolato e the, di Reneé; la precisa e curata ristrutturazione dell’appartamento di Ozu, addirittura l’asse del water che suona quando ci si siede; ognuno con una sua ben isolata passione (il cast ed il trailer).

Ma è proprio Ozu che riesce a sbloccare, con saggezza e leggerezza, le vite di tutti, creando con Palomaà e Reneé, una silente ribellione (voto 7).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye   Maurizio


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2 responses

13 01 2010
Diomede917

Sei diventato proprio bravo a recensire. Ma a chi ti ispri come critico?????
Comunque se ce la fai vai a vedere il nuovo di Virzì le mie fonti da Roma mi dicono che è un capolavoro.
Bye

Dios

13 01 2010
maurito54

Grazie Pietro,
come vedi c’è sempre da imparare, ma in questo caso, sarà per me impossibile anche solo raggiungere il maestro.

Sì, ne ho sentito parlare bene anch’io, spero di vederlo al più presto.

Bye Maurizio

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