La prima cosa bella.

17 01 2010

16/01/2010 – La prima cosa bella (Paolo Virzì)

Questo film è stato annunciato, in uscita in questi giorni con grande clamore, per fortuna sono riuscito a vederlo prima di essere “contaminato” da altre recensioni o giudizi.

Che fosse in film di un racconto familiare, si sapeva, parte dagli anni 1971 e per 30 anni circa percorre le vite di questi personaggi, racconta le difficoltà e le inevitabili incomprensioni della famiglia Michelucci.

Però alla fine ho sentito un urlo forte di “voglia di famiglia”, “voglia di grande affetto familiare”, non per nulla, durante tutto il periodo storico, non compare nessun cenno a qualsiasi evento socio politico accaduto, ma sempre e solo “famiglia” e “sentimento”, o meglio, quello che poteva esserci di quella famiglia.

Parallelamente si percepisce qualche riferimento autobiografico, diciamo che è la forza del racconto in alcuni momenti a farlo trasparire; ottima l’idea del colloquio in livornese, non stretto, ma sufficiente pere dare morbidezza al racconto e la giusta veridicità.

Ottimi gli interpreti, soprattutto i bambini, per nulla fuori tempo, il piccolo Bruno poi è stato bravissimo a portare sempre la figura insoddisfatta del figlio, che non è mai stato d’accordo con le scelte di vita materne; la piccola Valeria poi ha dato il massimo di se, quasi meglio della grande Valeria, ma ottimi tutti, fino al quasi trasparente Nesi (Marco Messere), che però è stato sempre presente, accanto a tutti, nei tempi tristi (il cast ed il trailer).

Il personaggio di Bruno adulto è stato ottimamente interpretato da Mastandrea, un personaggio calzato a pennello con il suo essere sempre introverso; così come ho trovato la Sandrelli, nei panni della anziana Anna, ormai malata terminale, come matura e perfetta interprete dello spirito che ha sempre avuto la giovane Anna, mai malinconica con i figli, ma forse che rispecchiava un pò dell’inesperienza della Micaela Ramazzotti (moglie di Virzì), nascosta nella frivolezza della parte.

Molto particolare la vicenda segreta dell’Avv. Cenerini (una buona interpretazione del famoso Dario Ballantini televisivo), che coinvolge Anna in una storia … fino al finale, dove si nasconde una “complicità” inaspettata.

Ho trovato ottima anche la scena sul finale, un buon modo di far continuare la storia familiare, anche nel triste e profondo momento, nell’inevitabile sorte di Anna, con sorpresa per …

Un film che reputo uno dei migliori visti degli ultimi tempi, pieno di sentimento e calore tra le parti, c’è sempre un componente della famiglia che cerca di sostenere l’altro e questo li farà crescere sempre uniti, anche contro le loro volontà (voto 8).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye   Maurizio


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4 responses

19 01 2010
Diomede917

Ciao Mau,
ti allego la mia critica per fare un pò di colore
bye
La prima cosa bella di Virzì è un doppio atto d’amore.
Uno nei confronti della moglie Micaela Ramazzotti; Virzì come un abile sarto le cuce addosso un personaggio straordinario con numerose sfaccettature che le farà sicuramente vincere il David lei di contro è bravissima (dato il breve curriculum) a farlo suo e a sandrellizzarlo per la parte ambientata nei nostri giorni.
L’altro atto è nei confronti dell’amata e odiata Livorno; a differenza di Ovosodo (dove Livorno era la culla dove ambientare un romanzo di formazione ambientabile in ogni parte del mondo) “La prima cosa bella” è una storia tipicamente livornese che può e deve essere ambientata solo ed esclusivamente a Livorno. Virzì è abile a descrivere la sua città sia nei negli aspetti positivi che, e soprattutto, in quelli negativi.
La prima cosa bella vede protagonista Bruno, un Mastandrea alla sua prova migliore d’attore, ombroso professore di lettere in una scuola alberghiera di Milano che si stordisce di droghe nei giardinetti ma si definisce consumatore occasionale. Bruno viene preso con la forza dalla sorella Valeria e accompagnato al capezzale della madre, ormai malata terminale, per mettere una parola fine al suo tormento interiore.
Arrivato nella odiata Livorno “città depisanizzata” inizia un viaggio nella memoria dove ripercorre la vita da montagne russe della sua bellissima madre, dei personaggi e facce buffe che hanno caratterizzato il suo percorso fino all’addio rabbioso e rancoroso. Tenta invano di cercare forme di droghe alternative per poter allontanare i cattivi pensieri (meravigliosa la scena della farmacia) ma è solo dopo un giro in motorino per gli angoli livornesi con la mamma (una Sandrelli in partissima) che capisce dove iniziare la sua opera di conciliazione e ricostruzione.
Essendo prima di tutto uno sceneggiatore, Virzì ha fatto un film drammaturgicamente ben scritto dove riso e pianto si alternano come nella migliore tradizione della commedia all’italiana senza cadere nel patetismo come accade nel convulso finale con matrimoni e cori che intonano la canzone che da il titolo al film.
Dopo aver visto e vissuto questo film come pochi mi viene da fare una domanda a Paolo Virzì in livornese….Oh Paolino ma vuoi vince’ l’oscare???

19 01 2010
maurito54

Grazie a te Pietro,
hai fatto bene, così mettiamo assieme il lato tecnico con il sentimento.

Bye Maurizio

21 01 2010
Diomede917

Mau da Roma mi dicono che il film di Clooney è una bomba con una sceneggiatura da 9

21 01 2010
maurito54

L’ho già messo in … scaletta, speriamo e grazie a te e anche a Roma.

Bye Maurizio

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