VII Ciccioli in Piàsa 2010.

4 03 2010

26/2/2010 – km 39.429

Anche quest’anno decidiamo di partecipare a questa splendida manifestazione, già lo scorso anno era stato molto divertente, e quest’anno saremo ancora in 3 equipaggi di “Quelli di Dova“, ma non potevamo mancare.

Questa volta con noi ci sono anche Isidoro e Ivana, e Franco il Gommista, purtroppo la moglie Donatella si è infortunata nell’ultima uscita in camper, si sta riprendendo da dopo il gesso, ma non se la sentiva di rischiare la caviglia, così Franco lo coccoleremo noi.

Isidoro è arrivato nel primo pomeriggio, mentre Franco e noi partiamo verso le 19,30; il fatto di essere a casa mi ha permesso di caricare con più calma ed aspettare così l’uscita dal lavoro di Marta.

In questa uscita sperimenteremo l’utilizzo del baracchino CB, appena montato e perfettamente testato e funzionante; come sempre, appena entriamo in autostrada, come raggiungiamo la velocità di crociera, aggrediamo le pizze che ho procurato nel pomeriggio, “pane e volante” ci permettono di guadagnare del tempo.

L’autostrada è completamente deserta, la serata è ottima, Franco arriverà dalla parte della A1, noi da quella della A4, poi usciremo entrambi a Carpi per raggiungere in tranquillità San Martino in Rio.

Anche quest’anno saremo parcheggiati nel piazzale antistante la reception, brillantemente gestita da Cipollino65, sempre con la sovraintendenza di Paolo (Gnokkeria su CoL); arriviamo verso le ore 22,15 assieme ad un folto gruppo di camper, ma ormai non abbiamo fretta, e ci mettiamo comodamente a fianco a Franco ed Isidoro che stanno aspettandoci.

Una curiosità: anche Franco ha montato il CB, così quando c’eravamo sentiti telefonicamente, prevedendo l’orario di arrivo, sempre grazie al navigatore, eravamo d’accordo che avremmo anche annunciato via radio il nostro avvicinamento.

Marta si è sgolata a chiamare Franco, dal casello, fino alla reception e lì scopriamo che Franco aveva lasciato il baracchino acceso ed il  microfono appeso al volante, mentre lui era a degustare un ottimo vinello nel camper di Isidoro … e noi ci domandavamo perché non ci sentisse!

Accendiamo subito il frigorifero e partiamo con loro alla scoperta del salone della cantina, dove c’era la bravissima Debora Vezzani che ci ha intrattenuto al suono della sua favolosa 12 corde, adoro questo tipo di chitarra.

La nostra postazione di sosta.

Giusto per la cronaca, noi 5 abbiamo ingannato il tempo con una decina di gnocchi fritti, del salume affettato ed una buona bottiglietta di lambrusco e chissà perché la musica è diventata subito più gradevole.

L'ingresso del parcheggio, noi siamo sulla destra.

Finite le libagioni e finita la musica, abbiamo iniziato a percorrere il parcheggio dei camper, mentre ci raccontavamo le nostre giornate abbiamo potuto osservare piacevolmente le varie tavolate sparse qua e là, tra un camper e l’altro, e nonostante fosse già la mezzanotte avanzata, l’allegria ed il vinello scorrevano che era un piacere vederli.

I parcheggiati verso la Cantina.

I parcheggiati verso la pesa.

Verso l’una siamo andati a dormire, ben sapendo che non avremmo dormito troppo … ai Ciccioli non si dorme!

27/2/2010

La sveglia è stata feroce, alle ore 7 siamo già in piedi, mentre Marta prepara la colazione, io scendo a prendere i bomboloni alla crema, opportunamente ordinati ieri sera, infatti arrivano freschi appena fatti ed alle 8 siamo subito pronti per la visita alla latteria, la stessa dell’anno scorso, ma la rivediamo con piacere.

La reception con un bel Superbrig.

La navetta ci porta velocemente al posto, quest’anno però non c’è la solita signora che ci aveva seguito passo passo nella lavorazione; forse è un problema di organizzazione interna, perché ci danno dei ragguagli, ma poi dobbiamo proseguire da soli.

Le forme in salamoia.

Qualcosa ce lo ricordavamo, così là dove serve, contribuiamo alla comprensione dei vari macchinari ed attrezzature; certo è che rimane sempre un mondo affascinante, soprattutto per un estimatore del buon formaggio, grana Parmigiano Reggiano per primo.

La preparazione della ricotta ...

... che viene messa a sgocciolare.

Per fortuna il procedimento di lavorazione del Parmigiano Reggiano si ripete ogni giorno della settimana, da secoli, e per questo è il prodotto che tutti apprezziamo, una lavorazione manuale, con l’aiuto di poche macchine, ma con la sapiente scelte del tempo del casaro.

La forma prima di essere riempita.

La punzonatura della crosta finale.

Per questo non ci disturba di averlo visto l’anno scorso, ma anzi, in questo modo, abbiamo l’opportunità di cogliere dei particolari sfuggiti per l’emozione della prima visita.

La forma pronta al taglio.

Il taglio per le due forme.

Le due forme pronte.

Le forme nelle gabbie.

E’ un continuo aspettare e velocizzare, di mosse apparentemente ininfluenti, ma di un’importanza vitale per il prodotto finito, come scoprire la consistenza ideale della cagliatura per iniziare la lavorazione.

Delle forme fresche appena marchiate.

Le forme fresche in attesa del tempo.

La macchina che spazzola le forme.

Da ogni vasca di latte, si produrranno due forme, per questo devono sapere prima la giusta quantità di latte da lavorare; il 50% della sera prima, che verrà scremato dalla panna per il burro, ed il 50% del mattino, per questo ci si deve svegliare presto, la produzione durerà circa un paio d’ore e poi c’è la ricotta e tutto il resto da curare.

Il burro.

E’ incredibile osservare come del latte, caglio, sale ed il tempo, possano dare un prodotto finito così formidabile, soprattutto osservando le forme uscite dalla salamoia e pronte per la stagionatura, bianche e marchiate di fresco.

Una forma difettosa che viene rigata.

La macchina che gira le forme.

Può capitare che nell’invecchiamento, qualche forma di grana possa soffrire e così fare affiorare delle imperfezioni, ma non per questo sarà da buttare, sarà solo una seconda scelta; nello spaccio interno ci sono tutte le possibilità di vendita, anche la seconda scelta.

Lo spaccio interno.

La nostra curiosità ci spinge un pò più in là del tempo datoci a disposizione, così prendiamo l’ultima navetta che ci porterà direttamente al salumificio, dove possiamo vedere le varie fasi di stagionatura.

La mortadella.

La "testina".

Il salame di culatello.

Il salame Felino.

Siamo l’ultimo gruppo in visita al salumificio, ci fanno degustare subito la loro produzione, dell’ottima mortadella; della “testina”, una lavorazione di tutta la testa del maiale, tranne i denti; del salame di culatello; del salame felino, in budello “gentile”.

Alcuni salami appena arrivati.

I salami Milano.

Subito dopo ci portano nelle stanze di stagionatura, in questi locali ci si rende conto quanto il fattore “tempo” sia davvero importante per queste produzioni.

Dei culatelli.

Altri salami più stagionati.

Le pareti sono volutamente state lasciate grezze, con il mattone vivo, per impedire che la muffa possa eventualmente intaccare l’intonaco, ogni mattina i locali vengono opportunamente areati, ma quegli insaccati sono “vivi” ed hanno bisogno di ogni cura possibile.

Il salame di culatello quasi pronto.

Anche questi ormai sono stagionati.

Oltre ai tipi di salumi che abbiamo degustato, vengono prodotti anche altri tipi, meno locali, come lo speck o il salame Milano, ma volendo ci sono anche loro.

La preparazione dei tranci di bologna sotto vuoto.

I ciccioli spezzati.

Ovviamente anche nel salumificio non poteva mancare lo spaccio, dove ogni loro prodotto è in vendita, così come ci sono i ciccioli di loro produzione: ho provato a riassaggiarli, ma a me proprio non piacciono … peccato, perché in questo we ce ne sarebbero davvero molti da assaggiare.

I dischi di ciccioli pressati.

Lo spaccio del salumificio.

Siamo un pò di corsa, la navetta ci aspetta, ma riusciamo ad acquistare qualche buon prodotto da portare a casa.

Ritorniamo al parcheggio in fretta, volendo si poteva anche tornare a piedi, ma visto che la navetta ci ha aspettati, ne abbiamo approfittato.

Qualche convenevole tra noi e poi si pranza volentieri, con tutti quegli assaggi, la fame non manca.

Un soffitto molto decorato.

Un altro particolare.

Verso le 15 andiamo a vedere la rocca di S. Martino, proprio nel centro del paese, dove domani, tutto attorno, ci sarà la grande manifestazione.

Un vaso di arte moderna.

Un altro soffitto di legno decorato.

E’ un bel pomeriggio assolato e con qualche chiacchiera riusciamo ad attardarci, arriviamo alla visita guidata che hanno già iniziato; il ragazzo che ci fa da guida è davvero bravo nello spiegare e ci racconta le vicissitudini di questo palazzo, costruito qualche secolo fa e passato da mano in mano a vari signori del tempo.

Uno dei molti quadri esposti.

Altri quadri molto colorati.

All’interno, nelle sale comunali, c’è anche una mostra di opere di arte moderna e sono un bel contrasto con le molte decorazioni ristrutturate, ma che rappresentano l’originale bellezza di colori e dei decori.

Delle bellissime zucche.

Delle belle fiasche.

Ci viene spiegato che il comune di S. Martino, attuale proprietario della Rocca, ospita in alcune sale dei quadri donati dalla famiglia di un bravo pittore di questa città, deceduto di recente.

Una sala ancora non perfettamente restaurata.

La targa che dedica la stanza a Gualdi.

Sono quadri molto particolari, molto decorati, ma ben definiti e che attirano molto lo sguardo, quasi come se parlassero da soli.

Il soffitto ancora originale.

I clarinetti di Gualdi.

Proseguendo il percorso, mentre ci vengono raccontate molte storie medioevali, passiamo dal salone dei convegni e poi entriamo nella parte meno restaurata, la biblioteca.

Il soffitto decorato.

Lo stemma del casato.

Sulla destra c’è una piccola stanzetta, non restaurata, con ancora il soffitto originalmente soppalcato; questa stanzetta è dedicata al grande clarinettista Henghel Gualdi, nato a Correggio, paese vicino a S. Martino, con all’interno molti reperti storici che ne ricordano la sua attività, compresi i suoi clarinetti e vecchie fotografie con musicisti famosi di fama mondiale.

Un affresco dell'era fascista.

L'unicorno nella torre.

Proseguiamo la visita nelle altre sale, sempre non restaurate in modo profondo, come nelle prime sale che abbiamo visitato.

Un particolare di una parte non ancora restaurata.

L'ingresso al museo dell'artigianato locale.

La guida ci spiega che sono state fatte molte modifiche, sia per scopo di manutenzione, che di adeguamento alle molteplici attività che sono sorte tra queste mura.

Alcune zappe, vanghe e picconi.

Dei vecchi erpici.

Da casa degli Este nel 1500, passando da abitazione signorile, a seconda casa, a scuola comunale, anche come sede di un comando fascista negli anni 1930, fino alla sede comunale dei giorni d’oggi; ogni passaggio ha lasciato un segno tangibile nel palazzo.

Un carro d'epoca.

Altri attrezzi.

In una di queste manomissioni, sono stati eseguiti dei disegni decorativi che oggi possiamo riconoscere come disegni copiati dalle tombe romane, violate da persone che non avevano neanche l’idea di che cosa stessero riportando alla luce.

Un telaio verticale.

Uno splendido telaio a mano.

Per lavorare la saggina.

Questi disegno sono ancora visibili, con l’originale pittura, sulle travi di alcuni soffitti, mentre le pareti hanno subito, se non sofferto, molto, sia per l’incuria di chi viveva in queste mure, sia per la fuliggine delle stufe che scaldavano a fatica gli ampi locali.

Una cucina economica.

Un girello per bambini.

Vecchi arnesi.

Nel visitare una sala della torre, scopriamo un unicorno che era il simbolo della purezza, mentre affonda il proprio corno in un fiume (Rio), rendendolo così pulito ed usufruibile dalla popolazione della città.

Un mulino.

Una forma per il burro.

Per curare le viti.

Finita la visita guidata, ci apprestiamo ad entrare nel museo dell’artigianato, in pratica una minuziosa e saggia raccolta di strumenti che pian piano non verranno più utilizzati, con l’intento di preservarne la memoria ed il tipo d’uso.

Per curare le viti.

Per imbottigliare.

Una suggestiva galleria.

Ovviamente sono esposti attrezzi che un tempo erano di uso comune e quotidiano, magari oggi soppiantati da più moderni metodi, ma la cui origine è sempre racchiusa in questi oggetti, semplici, quanto perfettamente utili per lo scopo preposto.

Gli attrezzi del falegname ...

... il sarto ed il calzolaio.

Per spremere il mosto.

Il percorso di questa mostra è chiuso, ma è evidente che sono stati utilizzati i locali sotterranei della Rocca, direi che nulla poteva essere così suggestivo ed emblematico, come rappresentare la volontà di racchiudere e conservare la tradizione locale, niente di più bello.

Dove si pigiava l'uva.

Un vecchio tavolino da osteria.

Come il passare per una bassa galleria, poco illuminata, ma molto caratteristica, che sbuca in una saletta con tre mestieri molto comuni ed altrettanto particolari, il falegname, il calzolaio ed il sarto.

La torre civica sulla piazza.

La torre dell'Unicorno.

Quando usciamo troviamo la torre civica che sovrasta la piazza, dove domani ci sarà la grande festa dei ciccioli; facciamo una piccola deviazione per far visitare il museo dell’auto anche ad Isidoro e Franco, noi l’avevamo visto l’anno scorso, e così aspettiamo fuori con Ivana, siamo all’imbrunire e la sera si prospetta serena.

La nostra tavola.

Poco dopo siamo nei camper, abbiamo prenotato una cena nel terzo ristorante convenzionato; oltre al salone interno già completo, sono stati riempiti due ristoranti vicino al parcheggio, così l’organizzazione ha messo a disposizione un terzo (Blu Notte), ci accompagneranno alle 20 con una navetta, per poi venirci a prendere … direi uno spettacolare servizio!🙂

Le danze all'interno.

La cena è stata “ottima ed abbondante”, siamo arrivati con un altro piccolo gruppo di camperisti e così alla fine siamo tornati assieme.

Alla consolle il compito di allietarci.

Però la serata non è ancora conclusa, anzi, ora arrivano le danze; come arriviamo al parcheggio facciamo subito un salto all’interno del salone della cantina, ormai tutti hanno finito la cena e si stanno aprendo le danze.

Platinette con il suo cane.

Una consolle improvvisata, ma non per questo di meno conto, ha iniziato a proporci della musica ballabile, nell’attesa dello spettacolino, abbiamo visto di tutto ed anche di più … che bravi, anche Platinette con il suo cane ed il gringo.

Un momento saliente sul palco.

Pink Pauly che tiene a bada il Gringo.

I ragazzi che hanno organizzato il tutto sono stati favolosi, tutto improvvisato e con strumenti modesti, ma l’allegria è stata garantita a tutti; con questi personaggi abbiamo anche iniziato il karaoke e non poteva mancare la canzone tipica del camperista: “Io vagabondo”.

Il karaoke.

Si continua con una piccola comparsa di due Miss particolari: Miss Camper e Miss Vesto, per poi proseguire la nottata con altri canti e balli; noi però, verso le 24 ci siamo ritirati sul camper per dormire, è stata una giornata frenetica, ma impegnata e divertente.

28/02/2010

Questa mattina non c’è stata nessuna sveglia, o almeno questo doveva essere l ‘intento di ieri sera, ma alle 9 in punto, la reception fa partire un’ottima sveglia suonata con la tromba, come a militare.

La sveglia al mattino ...

... ci trova pronti.

Noi ormai eravamo quasi pronti, Isidoro ed Ivana si erano già inoltrati nella piazza, e così verso le 10 partiamo per l’esplorazione della festa dei ciccioli.

Le signore agghindate.

Come entriamo nella via che porta alla piazza, oltre alle bancarelle, troviamo due signore perfettamente agghindate che attirano subito la nostra attenzione, oltre a quella di tutti i passanti.

L'artigiano che sfiletta il grasso.

Le bancarelle sono varie, ma soprattutto trattano di ciò che è l’oggetto d’attenzione di oggi: il maiale; ci sono artigiani che trattano la carne di maiale per sfilettarla da grasso, oppure il contrario, sfilettano il grasso dal magro, in questo caso è per preparare il grasso per i ciccioli.

Il camion che scarica il grasso.

Al contrario di quanto si possa pensare, non dev’esserci neanche un filo di magro, altrimenti cuocendo per così tante ore, si creerebbe una parte dura che darebbe fastidio nel mangiarla.

I sacchi di grasso.

Lo strutto prima della cottura del grasso.

Ad un certo punto arriva il camion che porta il grasso per i concorrenti del concorso del miglior cicciolo, un sacco di grasso dorsale ed uno di grasso della pancia, il primo più saporito ed il secondo più morbido; la fornitura è uguale per tutti, poi ognuno ci metterà del suo nella produzione.

Il grasso nel pentolone.

Un pentolone da ... corsa.

Le due scuole sono chi scalda a gas e chi scalda con la legna, ma entrambi spalmano le pareti interne di strutto per non fare attaccare il grasso e poi versano il lardo tagliato.

I personaggi strani ...

... sarà un caso che sono Pink?

Nella folla ci sono anche strani personaggi, sarà che si chiamano Pink … in ogni modo si intonano molto bene con l’ambiente; così come delle scolaresche opportunamente vestite per l’occasione.

Una scolaresca premiata.

Nella sagra ci sono anche dei partecipanti alla gara dei ciccioli che hanno avuto un pò di umorismo, creando pentoloni di forme diverse, compresa quella che ricorda il Valentino nazionale delle moto.

Rientriamo ai camper per il pranzo, nel pomeriggio noi di Milano inizieremo il rientro, mentre Isidoro partirà domattina, così da percorrere la strada con più tranquillità, essendo lui il più lontano.

Mentre il caffè è sul fuoco, Ivana ci offre un piatto di “riso  con il pavarell”, una loro specialità, in pratica è un risotto verde con le piantine piccole in crescita del papavero di campo.

Il caffè è sul fuoco molto basso e ci vuole il suo tempo, noi abbiamo finito di pranzare, ma il profumo del risotto è una tentazione troppo forte … una forchettata dopo l’altra e, tra Marta e me, sparisce prima che si raffreddi, davvero una squisitezza, neanche il tempo di fargli una foto!🙂

Le pompe di ... vino.

Finito il pranzo girovaghiamo un pò per la cantina, osserviamo con piacere i distributori di vino, come fossero delle pompe di benzina, davvero particolari.

Un percursionista svizzero.

Poi prendiamo tempo prima di salutarci, regalandoci un’altra visita alla festa, ormai i ciccioli sono pronti e possiamo osservare la fine della lunga preparazione: lo scolo dalla bollitura, la pressatura e la degustazione finale.

Ancora le signore agghindate.

La scolatura dei ciccioli.

C’è sempre molta folla e tra le bancarelle notiamo le signore agghindate di questa mattina, con altre particolarità: hanno dei ciccioli tra le parrucche!

La torchiatura.

Il disco torchiato.

Un'altra torchiatura.

Anche un percursionista svizzero si diletta con degli strani piatti metallici, producendo dei suoni fantastici, solo battendo gli incavi di diverse forme.

Il coro degli alpini emiliani.

Nel cortile della Rocca assistiamo anche ad un inaspettato coro di alpini, è una compagnia di alpini coristi emiliani, davvero suggestivi e molto bravi, impossibile non rimanere incantati.

La frittura dello gnocco.

Non poteva mancare una visita alla produzione dello gnocco fritto, sempre fritto nello strutto della cottura dei ciccioli, ma indubbiamente molto più buono … almeno per me.

Noi non sapremo chi avrà vinto la gara, ma ha poco importanza, per noi, constatato l’impegno di tutti, sono tutti vincitori, così come l’anno scorso.

Davvero notevole poi la lettura del volantino che questa mattina ci siamo trovati sul parabrezza, tanto di cappello e davvero un GRAZIE di cuore per l’impegno che questi ragazzi hanno messo, prima, durante e dopo la manifestazione.

Presto però si arriva all’ora della partenza, la solita poca volontà di lasciarci, ma ormai sappiamo di poter contare sulle prossime uscite.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km 407
Gasolio 73,00
Telepass 20,80
Pernotto 5,00
Biglietti visite 0,00
Biglietti mezzi 0,00
Sosta 0,00
Pranzo / Cena 50,00
Bibite / Gelati 16,00
Altro 55,70
Totale 220,50


Bye  Maurizio


Azioni

Information

8 responses

4 03 2010
BRIGSUPER

beati, Voi, io purtroppo in questa occasione sono rimasto al palo, pazienza, 365 giorni passeranno in fretta, ciaooooo

4 03 2010
elprefo

ciao
….. io non so come tu faccia a memorizzare tutte ste notizie.
E’ stato un piacevole finesettimana, e, come dici tu, siamo in attesa del prossimo.
ciao Isidoro

4 03 2010
maurito54

Grazie Isidoro,
è tutto scritto dentro di me.

Brig, un grazie anche a te della visita, ma stai tranquillo che, assieme a Stramo, eravate ugualmente con noi, eravamo parcheggiati a fianco dell’anno scorso.

Bye Mao

5 03 2010
DjSet

ciao
La sveglia della mattina e’ stata offerta dalla CIPOLLARO GANG, ma che rimanga tra noi, diciamo che e’ stato lo staff………….

a presto e complimenti per l’ottimo reportage

gino DjSet

6 03 2010
Tom46

Stupendi i tuoi reportage,sembra di esserci; avrei voluto esserci pure io ma l’indecisione mi è costata cara (lista chiusa). Ma non mancherò l’anno prossimo.
Arrivederci a Dova.
Claudio&Giusi

6 03 2010
adriana

Ciao bellissimo reportage bravo!!!
Un tempo facevo il diario dei viaggi lunghi ma se non prendevo nota subito addio non ne usciva nulla,ora sono diventata pigra non scrivo più anche perchè i viaggi lunghi non li ho più fatti
ciao Adriana (ledipimma)

8 03 2010
Gnokkeria

Caro Maurito 54, sei incredibile, i tuoi reportage precisi fanno rivivere in pieno quello che abbiamo passato realmente durante il week end.

Ti ringraziamo di questo preciso diario e complimenti per la tua memoria.
Quello dello scorso anno era bellisimo, questo dell’edizione 2010 ancora di piu’

Grazie
Paolo

9 03 2010
maurito54

Grazie Gino,
per la giusta precisazione e per la visita, è stata ugualmente un’idea goliardica e simpatica, del resto alle 9 del mattino, in un raduno … non si dorme!🙂

Caudio & Giusi,
potevate venire ugualmente, i ragazzi hanno riempito altri 2 parcheggi di “fuori lista”.

Ad ogni modo … ci vediamo a Dova, o forse prima?

Grazie Adriana,
dalla mia ho il fatto che ho aspettato 50 anni per avere un camper e tutto sommato queste sono le uscite di 2 anni; mi ha fatto davvero piacere reincontrarti.

Grazie Paolo Gnokkeria,
senza il vostro impegno non ci sarebbe potuto essere nessun diario, bello o brutto.

Grazie a tutti per la visita e per i commenti.

Bye Maurizio

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