Agorà.

25 04 2010

24/04/2010 – Agorà (Alejandro Amenábar)

Come premessa di questo interessantissimo film, è da registrare la volontà, nello scorso autunno 2009, da parte d’interessi cattolici nascosti, di non far uscire il titolo in Italia; per fortuna il diritto democratico ha vinto.

Più che la storia di Hypatia d’Alessandria nel 3° secolo D.C., trovo che sia il perfetto racconto – scontro dell’Essere Umano, di ogni tempo, attualissimo anche ai giorni nostri.

La figura della grande filosofa Hypatia (Ipazia) è il giusto paragone che porta alla luce dello spettatore le incongruenze mentali e sociali delle religioni, in senso lato, poco importa che l’uomo sia il Cristiano, l’Ebraico od il Pagano, la religione in sé risulta essere sempre in netto contrasto con la scienza, allora come quanto mai oggi.

Se poi a questo scontro inseriamo anche l’Amore, come sentimento, che di per se travalica ogni barriera e/o definizione, la miscela nel film (come nella realtà) diventa davvero esplosiva, rendendo impossibile ogni condivisione tra le tre definizioni (religione, scienza, sentimento).

E’ indubbiamente un film di un certo spessore, suggerisco di andarlo a vedere con cognizione, non è un film leggero, bisogna sempre essere pronti alle riflessioni continue che il regista pone allo spettatore; a volte potrebbe sembrare lento, ma è un tempo necessario per metabolizzare l’evoluzione della trama.

Il cast è per me sconosciuto, ma indubbiamente molto valido e sempre nella parte; la protagonista Hypatia (Rachel Weisz) è rappresentata benissimo e riesce sempre a trasmettere la giusta distanza di pensiero con la religione, non arrogante, ma intelligente ed in costante ricerca di una verità, plausibile e mai data per scontata, tutto con la leggerezza ed il candore della donna che è (il cast ed il trailer).

Questa continua ricerca di una verità è il contrasto netto che sempre accompagnerà lo spettatore nel film; anche i due pretendenti, il romano-convertito Orestes e lo schiavo-liberato Davus, sono stati molto bravi a rappresentare le loro frustrazioni, sia sentimentali che religiose.

Ottime le scene, precisa la rappresentazione della vecchia Biblioteca di Alessandria pagana (il Sarapeo di Tolomeo) ed ho trovato giusto quanto valore in cultura si celasse tra le sua mura e quanto dispiacere traspaia nella sua inevitabile distruzione.

Perfetto anche il titolo del film: Agorà (piazza) è infatti il luogo principale dove l’Essere Umano vaga alla ricerca di una risposta alle proprie incertezze, risposte cercate sempre all’esterno, credendo in chi urla di più, e mai all’interno di se (voto 8).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio


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