Varazze, Savona e Genova.

27 04 2010

16/04/2010 – Km. 42.369

Questo we è uno di quelli, per così dire, forzati, nel senso che Alice ha invitato dei suoi amici greci, spagnoli e polacchi per la mostra del mobile a Milano, la nostra casa è piccola e così, noi due ce ne andiamo in giro in camper e loro si arrangeranno.

Quindi, con il doppio piacere, aiutare i ragazzi e far contenti anche noi, come ormai è nostra consuetudine, alle ore 20.30 partiamo; oggi ha piovuto quasi tutto il giorno, ma questa sera partiamo senza la pioggia.

Per prendere l’autostrada A7 dobbiamo farci un’oretta di strada fino a Binasco, ma non abbiamo fretta, è un pò più scomodo il dover mangiare la solita pizza, dovendo giostrare tra il volante e il cibo, ho fame e non ho voglia di aspettare di essere in autostrada.

Abbiamo al seguito le preziose indicazioni di Brig (Marco), in pratica tutto quello che ci serve per un bel we al mare, sappiamo che il tempo atmosferico sarà pessimo, ma sarebbe stato peggio starsene a casa, ora possiamo solo migliorarne la sopportazione della pioggia.

Il viaggio scorre tranquillo, la radio funziona davvero bene, arriviamo a Varazze verso le 23; vaghiamo un pò per le vie, seguendo le famose indicazioni, ma ci sono dei lavori in corso che ci impediscono il normale cammino.

Dopo una inevitabile deviazione che ci ha portati in un percorso al limite del passaggio, tra balconi bassi e curve strette, decido di prendere la soluzione proposta in alternativa: la sosta davanti a Carabinieri di Varazze.

Vediamo i camper in sosta già parcheggiati, c’è un varco libero, davanti ad un corridoio pedonale verso il mare, c’è il marciapiedi che lo protegge e noi non ostruiamo il passaggio pedonale, parcheggio in retro tra i due camper, quando spengo il motore sono le ore 23,30 e siamo al Km. 42.572 ().

Siamo abbastanza in piano, giusto il tempo di accendere il frigorifero a gas, infilarci qualcosa e scendiamo a farci un giro per la nuova darsena, giusto per sgranchirci un pò le gambe e vedere un pò da vicino dove siamo.

Il porticciolo è quello signorile, non ci sono certo dei pescherecci, ma ci sono le banchine ben allineate ed illuminate, dove sono ormeggiate imbarcazioni dove, per l’acquisto, gli euro si contano a centinaia di migliaia.

Una barchetta ormeggiata.

Percorriamo qualche molo fino in fondo, hanno delle belle luci led azzurre che indicano gli estremi, ricordano un pò il lavoro che mi piacerebbe fare sul camper.

Un molo con i led azzurri.

Inizialmente non pioveva, ma dopo un pò, oltre al vento freddo, è iniziato anche un leggero ticchettio di gocce, così ritorniamo al camper ed andiamo subito a dormire, il sonno certo non ci manca.

17/04/2010

Ci svegliamo con calma alle ore 9.00, la notte è stata inizialmente disturbata dal passaggio di alcune auto: oltre al rumore, spesso il camper si muoveva un pò, poi c’è stato anche molto vento questa notte.

La sosta libera a Varazze.

Addirittura c’è stato un momento che ho sentito come uno sportello sbattere, svegliandomi di colpo, le ho pensate un pò tutte, ma è stato solo una volta, sarà la prima cosa che andrò a vedere; intanto ci prepariamo per una visita diurna alla cittadina, oggi c’è il mercato proprio a 200 mt da noi, con relativa chiusura della strada.

La sosta in fila davanti ai CC.

Questa è una cosa curiosa: la strada è chiusa appunto a 200 mt da noi per il mercato, davanti a noi c’è un sotto passo cittadino, senza nessuna possibilità di uscita, ma questa notte le auto sfrecciavano veloci ugualmente … chissà in quale baratro finivano!😮

Gli alberi di aranci.

Appena scesi recupero subito la scala per visionare il tetto: lo sportellino che sbatteva questa notte era l’oblò del bagno, era aperto pochissimo, ma il vento l’ha fatto uscire dalla sua guida; era già malmesso due anni fa quando l’ho preso, vorrà dire che lo sistemerò definitivamente.

Il mercato sulla nostra via.

Attorno a noi ci sono delle villette con degli alberi di aranci, questa è la stagione migliore per vedere ancora i loro frutti sui rami; il tempo è molto coperto, piove a tratti, ma noi affrontiamo l’uscita senza ombrello: siamo molto ottimisti!

Le viuzze di Varazze.

Le bancarelle sono quello che sono, come qualsiasi altro mercato, solo che è piacevole ascoltare tra le persone il dialetto locale; il mercato non è molto lungo e ben presto siamo dentro le viette che contraddistinguono la riviera ligure, soprattutto la parte del ponente.

Lo spazio sottile fra alcune case.

Più che le viuzze in se, girando in questi cunicoli, si scoprono delle belle case antiche, magari anche ristrutturate, che ben mantengono ferma l’era di un tempo, come fosse ancora presente.

Il lungo mare.

Ci imbattiamo anche in uno strettissimo budello che separa a fatica due vecchie case: qui addirittura è quasi impossibile aprire una persiana, c’è chi le ha tagliate a metà per poterlo fare e noi dobbiamo girarci su un fianco per poter passare.

La spiaggia.

Ci spostiamo sul lungo mare, anche qui è curioso poter osservare come le case siano state costruite all’insegna del gioco tetris del computer, non è certo una novità di oggi, sono secoli che sono in queste condizioni, tanto che questa loro vicinanza è diventata una caratteristica peculiare della zona.

La pista di ghiaccio.

La pista di ghiaccio.

Arriviamo sul mare, il cielo è sempre plumbeo, ma almeno non piove ed il mare dona ugualmente un fascino unico ed irresistibile, anche con questo tempo; prova ne è che sono molte le persone che passeggiano sulla riva, in cerca di relax.

In un angolo del lungo mare è stata allestita una piccola pista di pattinaggio sul ghiaccio, diciamo che per fortuna questo tempo non è quello che dovrebbe essere, altrimenti, questa attrattiva, sarebbe davvero un pò anacronistica.

Un palazzo particolare di Savona.

Inizia ancora a piovere e ci rifugiamo in una focacceria, sembra essere l’unico posto per ripararsi dalla pioggia, tanto più che stanno sfornando dell’ottima pizza locale, ne prendiamo di ogni tipo, anche quella di Recco, che è sull’altra riva ligure, ma non importa … noi non glielo diremo!

Le mura della Rocca.

Nel ritornare al camper ci informiamo per il passaggio dei bus, è inutile muoversi con un mezzo così ingombrante, il litorale ligure non è certo dei più ospitali verso i VR; ci riposiamo un pò, sorseggiamo qualcosa di caldo, vista la focaccia che si siamo scofanati e poi verso le ore 16 riprendiamo il cammino.

Un bel pergolato ai giardini.

Prendiamo il bus per Savona, è così comodo che è un peccato non sfruttarlo, non è per nulla affollato ed in 20 minuti circa arriviamo, godendoci la vista di altre cittadine limitrofe.

La spiaggia verso levante ...

Scendiamo al capolinea, presso la Stazione FS, così abbiamo un punto preciso di riferimento e poi ci addentriamo nella città, in un attimo raggiungiamo la zona pedonale, sta anche uscendo un timido sole e questo ci può solo confortare.

... e verso ponente.

Troviamo anche aperto l’ufficio informazioni turistiche che ci da una serie di dritte e di dépliant, soprattutto per la serata, con gli orari del bus, possiamo restare fino a tardi e così decidiamo anche di vederci un film al cinema.

Il risveglio di una spiaggia.

Ci dirigiamo ancora verso il mare, arriviamo nei pressi della Rocca che ci osserva passare dall’alto delle sue mura, siamo nel dilemma se andare a visitarla e perderci l’ultimo sole, o tirare dritti verso il mare … vince la seconda ipotesi.

C’è una leggera brezza, ma il sole riesce ugualmente a farsi sentire, ci sediamo un pò sul lungo mare per goderci dell’ambiente; i vari bagni stanno riorganizzando le spiagge, dopo il necessario riparo per l’inverso, anche loro stanno per essere messe al meglio, come uscendo dal letargo, così da accogliere anche quest’anno i turisti vogliosi di sole e di mare.

La Torretta di giorno.

Ritorniamo verso il cinema che abbiamo scelto, più che altro cerchiamo d’individuare il possibile ristorante per cenare dopo il cinema, non facciamo in tempo prima dello spettacolo, resisteremo fino alla fine, ma dobbiamo incastrare il tempo con l’orario dell’ultimo bus.

Andiamo a vedere il film Happy family, una commedia italiana; sembrerebbe un controsenso andare al cinema ora che siamo in giro, ma di solito facciamo fatica ad andarci quando siamo a casa e questo è un buon momento anche per rilassarci.

La Torretta di sera.

Quando usciamo rimaniamo piacevolmente colpiti dalla visione, mentre commentiamo il film ci dirigiamo verso la fermata del bus, e proprio di fronte troviamo una piacevole soluzione: un risto – birra – caffè “Fronte del Porto” accogliente e simpatico.

Il risto - birra - caffè "Fronte del Porto".

Per chi interessa: qui servono piatti unici, caldi e gustosi, ad un prezzo giusto e con dell’ottima birra artigianale, è situato proprio sotto la Torretta di Savona.

Alla fermata del bus.

Siamo in perfetto orario per l’ultimo bus che ci consente di arrivare alle 23,30 al camper a Varazze; il mezzo è affollatissimo di giovani ragazzi che stanno andando in discoteca, è un bene che utilizzino il bus, vorrà dire che prenderanno il primo del mattino per tornare.

Ci concediamo una piccola passeggiata notturna al molo turistico e poi andiamo a dormire.

18/04/2010

Questa notte, o meglio questa mattina alle 5,30, la bombola del gas è finita, per fortuna è un orario abbastanza accessibile; inizialmente, durante il ticchettio del frigorifero, le avevo pensate tutte per non scendere, ma … in 5 minuti sono tornato ancora a dormire e con il frigorifero perfettamente funzionante.

Un curioso autoscatto.

Ci svegliamo successivamente alle ore 9,30, sempre con tanta calma, c’è un bel sole e decidiamo di andarci a stendere sulla riva del mare con le nostre nuove brandine; è la prima volta che le utilizziamo, ci dotiamo di riviste e settimana enigmistica e siamo al mare in un baleno.

S. Caterina da Siena a Varazze.

In paese c’è fermento per i preparativi della processione che si svolgerà il 30/4, dove si rievoca il passaggio da queste parti di S. Caterina da Siena, oltre alle locandine, ci sono anche delle statue che ricordano questo evento annuale.

Inutile dire che sulla riva c’è movimento, famiglie con bambini attrezzati di rigoroso secchiello e paletta, ragazzi che giocano con ogni cosa, pensionati che si riscaldano, insomma: c’è davvero tanta voglia di caldo sole; a me piace molto stare a guardare questo movimento, tanto che non apro neanche un giornale, ma mi perdo con lo sguardo, con piacere, tra il mare ed i passanti.

Le brandine al sole.

Quando s’è fatta l’ora di pranzo, rientriamo come sempre affamati, siamo bei rossi, rosolati dal sole e per fortuna, perché il tempo si sta annuvolando, ma non dovrebbe piovere.

Mentre stiamo sistemando il camper dal dopo pranzo, ricevo un suggerimento da Brig, via sms: ci propone di spostarci verso Busalla e poi prendere un locale per Genova.

L'arco davanti alla stazione Brignole.

Una buona idea il treno, ma la perfezioniamo, dopo qualche scambio di sms, decidiamo di muoverci sì in treno per Genova, ma utilizzando la ferrovia che è qui sopra di noi; in poco tempo siamo in stazione a fare i biglietti ed a prendere al volo un treno valido per Genova Brignole, un viaggetto di quasi un’ora.

Piazza De Ferrari ...

Arriviamo a Genova Brignole verso le 17,30, c’è il sole e tutta la città davanti a noi da scoprire; non è la prima volta che veniamo a Genova, ma è di sicuro la prima senza una meta precisa e di posti ce ne sono davvero tanti.

... e la sua bella fontana.

Il primo impatto è con Piazza Giuseppe Verdi ed il suo grande prato, ci dirigiamo verso le 3 caravelle di siepi e proseguiamo verso il porto, o almeno questa è la nostra intenzione, non abbiamo al seguito nessuna cartina, ma solo tanta curiosità.

La cella di Jacopo Ruffini.

L'interno ...

L'unica finestra.

Nel percorso c’imbattiamo in piazza De Ferrari, con la sua grande fontana, alle sue spalle c’è il centro culturale genovese che sta mettendo in mostra i locali degli antichi palazzi, compresa la Torre delle prigioni.

La tabella commemorativa.

Ci infiliamo subito negli ampi locali, questa è anche la settimana della cultura nazionale e ci sono anche i palazzi aperti gratuitamente per essere visitati e noi ne usufruiamo molto volentieri.

Un'altra cella.

Una porta d'ingresso.

Vaghiamo un pò gli stanzoni interni e poi saliamo sulla Torre delle prigioni, dove un tempo venivano rinchiusi molti dissidenti politici, tra cui Jacopo Ruffini, un patriota al tempo del risorgimento e che qui trovò la morte, vilmente assassinato.

Il filmato dietro le sbarre.

Una cella per i signori d'epoca.

Anche le altre celle sono anguste e molto basse, tanto che la sorveglianza ci fa indossare degli elmetti edili protettivi, perché qui è un attimo continuare a sbattere, soprattutto nei montanti delle porticine.

Davanti ad una finestra panoramica.

Una parte della città verso il porto.

Ancora il porto.

Ancora la città ...

All’interno delle piccolissime celle ci sono anche delle rappresentazioni con dei filmati e dei sonori, che rendono ancor più angosciante la visita, figuriamoci il viverci a quei tempi; vediamo anche delle celle riservate per persone d’alto rango, un pò più spaziose ed anche decorate, ma … sempre celle sono!

... nella sua vastità.

Un decoro di una cella.

Continuiamo a salire fino ad un terrazzino chiuso e panoramico, dalle finestre si può ammirare, in tutta la sua vastità, una Genova diversa e molto più ampia di quando possa sembrare girando tra i caruggi.

Una chiesa.

Il palazzo antico al porto.

Ritorniamo a terra e seguiamo le vie tortuose e strette, preferendole ai viali tormentati dal traffico; di sicuro è questa la Genova che vogliamo vedere, o almeno questa è la parte che preferiamo.

Via del Campo oggi.

La lapide commemorativa.

Quando arriviamo al porto, dove siamo già stati in passato per visitare l’Acquario con i ragazzi, cerchiamo e percorriamo con interesse la famosissima “Via del Campo“, che ha ispirato il grande poeta De Andrè, in una indimenticabile sua canzone; arriviamo circa a metà dove c’è anche una lapide in graffite che lo ricorda, con la frase di un’altra sua indimenticabile canzone.

L'altra facciata dell'antico palazzo al porto.

Un (Super?)brigantino ricostruito.

Cerchiamo anche una statua dedicata a Fabrizio, dovrebbe essere al porto, ma non la troviamo, girovaghiamo un pò e chiediamo inutilmente, così poi ritorniamo sui nostri passi, verso la stazione Brignole, ma prima cerchiamo un ristorantino, non è un’impresa facile, è domenica e molti sono stranamente chiusi.

Il ristorante "Al Rustichello".

Ne troviamo uno grazioso, in quella che una volta era una cantina, “Al Rustichello”, si mangia bene, il servizio è buono ed il costo onesto; alle 21,15 prendiamo l’ultimo treno ed alle 22,05 siamo di nuovo a Varazze, un pò di difficoltà a scoprire il nome delle stazioni che passavano, cercando di non perdere la nostra, ma siamo riusciti a non sbagliare.

Rientriamo in camper, un pò stanchi, ma soddisfatti anche di questa giornata, alla fine è stata una buonissima idea lasciare il camper a Varazze, questo ci ha permesso di visitare i dintorni, anche se a piedi, con tutta tranquillità rispetto a dove riuscire eventualmente a parcheggiare.

19/04/2010

Ci svegliamo alle 8,30, pur avendo mezza giornata libera, non possiamo perderci del tempo prezioso per il ritorno, Marta dovrà rientrare al lavoro nel pomeriggio; giusto il tempo per la colazione ed alle 9,30 partiamo per il rientro.

C’è un pò più di traffico, ma è scorrevole ed alle 12,15 arriviamo al rimessaggio, al Km 42.772, in tempo per scaricare il camper e pranzare; un bel we da ripetere, se non nei posti, di sicuro nella filosofia di spostamento.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km 403
Gasolio 65,00
Telepass 16,80
Pernotto 0,00
Biglietti visite 0,00
Biglietti mezzi 8,40
Sosta 0,00
Pranzo / Cena 87,60
Bibite / Gelati 7,90
Altro 16,00
Totale 201,70
Media Km/lt 7,60

Bye   Maurizio


Azioni

Information

2 responses

27 04 2010
brigsuper

che dire, ………rimane da provare quella ferrovia, sarà per la prossima,ciaooooo

27 04 2010
maurito54

Hai ragione Brig, ma avendo l’ultimo rientro alle 19,30 è da fare di giorno, altrimenti dormi in stazione.

Grazie della visita!🙂

Bye Maurizio

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