Padova, Pordenone e Curtatone(MN)

13 05 2010

28/04/2010 – Km. 42772 – ore 8,30

Il camper è già pronto da ieri, con quasi tutto a bordo, mi faccio accompagnare da Marta al rimessaggio, con al seguito la solita cassetta contenente le ultime cose, e così parto direttamente, senza passare da casa.

Questa è un’uscita di piacere, nel senso stretto del termine, dato che approfitterò per incontrare amici lontani, non molto in verità, ma abbastanza per imbastire un viaggio.

Sono sulla A4 in direzione Padova, ho avvisato il mio amico d’infanzia che sono in viaggio così ha tempo di finire quello che starà facendo; il traffico è da giorno lavorativo, c’è un bel sole e si viaggia bene.

Il parcheggio a Savezzano Dentro.

Alle ore 10.45, al Km. 42.982 (),  arrivo a Savezzano Dentro (PD), dove abita il mio amico, è un paesino tranquillo; mentre sono fermo e mi sto preparando per scendere, incontro anche un artigiano del luogo che sistema i camper: era convinto che stessi cercando lui, una curiosa coincidenza.

Ho finalmente il piacere di passare del tempo con questo mio carissimo amico, siamo cresciuti assieme e poi, si sa, la vita ed il lavoro ci hanno fatto un pò perdere il contatto.

Ovviamente pranzo con la sua bella famiglia, è bello vedere il suo ometto che sta crescendo, mi fa anche piacere che, avendo la mia età, stia veramente pensando alla sua salute ed alla pensione, così da godersi i suoi cari con più tranquillità.

La sosta libera a Padova.

Nel pomeriggio, dopo esserci salutati, mi sposto a Padova città, per la precisione in piazzale Mazzini (), c’è Silvano (Lunamao) che mi sta aspettando, assieme alla simpaticissima ed inseparabile cagnetta Luna; sono due anni che non ci si vede e ci siamo anche sentiti poco via mail.

Mi fa parcheggiare sulla piazza, infrattato sotto degli alberi, in pratica sono al limite del CdS, davanti ho dei cassonetti e c’è sufficiente spazio per la rimozione mattutina, non ostruisco il passaggio e domattina alle 8,30 c’è il divieto per carico e scarico, ma io partirò proprio a quell’ora.

Dopo i primi convenevoli andiamo a salutare la moglie Lia, sono rimasti un pò male che non c’era anche Marta con me, ma … questa è la dura vita del pensionato.

Proseguiamo nel pomeriggio ad una visita al centro di Padova ed incappiamo in una piazzetta dove dei ragazzi stanno festeggiando le faticose lauree raggiunte: è uno spettacolo, ogni festeggiato ha sotto di se un ampio telo plasticato, servirà per raccogliere tutto e pulire per bene alla fine, evitando salatissime multe.

Un arco antico ...

Ovviamente ognuno si appresta a leggere il proprio manifesto ed a sottostare alla propria “penitenza”, con la felice condivisione di parenti ed amici.

... dall'altro lato.

Proseguiamo poi per altri vicoli, passiamo anche in parti della città già visitate due anni fa, appunto con Marta, ma è sempre bello rivedere questi posti e per giunta oggi anche con il sole.

Un'antica chiesa.

Presto arriva l’ora di cena e come era facile prevedere, Silvano mi fa rimanere a tavola, Lia è stata bravissima, ha preparato un ottimo fegato alla veneta, con cipolle; non è certo il mio piatto preferito, ma devo dire che mi ha fatto davvero piacere poterlo gustare in loro compagnia.

Il tempo passa veloce, tra una chiacchiera e l’altra, mi fanno vedere le foto della loro casetta che stanno finendo di costruire sull’isoletta di Zante, in Grecia: se dovessi seguire il mio istinto, sarei già là o partirei subito per andarli a trovare.

Alle 23 Silvano mi riaccompagna al camper, ci diamo appuntamento per il caffè di domani mattina e poi si dorme; non c’è tanto rumore e ben presto cala il silenzio.

29/04/2010

La sveglia è stata alle ore 7,30, non ho fatto fatica ad alzarmi, ho dormito molto bene; ho assistito un pò di nascosto allo scarico dei cassonetti, ma tutto è proceduto senza problemi.

Chiamo Silvano ed intanto preparo il caffè e la mia colazione, è stato bello poter parlare anche con lui ieri sera, dentro di me c’è davvero la volontà di andarlo a trovare sull’isola di Zante, spero solo di riuscire a far uscire quella volontà e che non rimanga solo dentro i miei pensieri.

Come finiamo scendiamo a fare due passi, di fronte ci sono dei giardini comunali, peccato che sono lasciati in decadenza, c’è anche un grandissimo edificio cilindrico, è un acquedotto, forse il primo costruito in cemento armato negli anni ’30, così come varie fontane e panchine.

Alle ore 9,00 lo saluto e riparto, imposto il navigatore su Azzano Decimo (PN) e seguo con tranquillità le indicazioni, scoprendo così che il navigatore mi sta facendo fare la statale e non l’autostrada, meglio così, non ho nessuna fretta ed il panorama è molto vario e senza traffico.

Arrivo ad Azzano Decimo alle ore 12,15, però prima di fermarmi da Isidoro, faccio il pieno, alla partenza, visto che sarà il primo maggio, non vorrei trovare i distributori chiusi.

La sosta da Isidoro.

Fatico un pò a trovare la loro strada, ma poi arrivo alle ore 12,45, Km. 43.099 (), e parcheggio nel loro ampio cortile; questa è la prima volta che ci rivediamo dopo il loro rientro dal viaggio alle Lofoten.

Le foglie mangiate.

Dopo i primi saluti, Isidoro mi fa vedere una cosa incredibile: il suo faggio è stato completamente devastato da miliardi di vermetti verdi, si sono anche propagati sulle piante vicine, ma sembra che sia solo questa pianta con le foglie completamente mangiate, rimane solo la nervatura centrale.

La base del faggio infestato ...

E’ uno spettacolo surreale, vedere tutti questi vermetti verdi che, inesorabilmente, continuano a salire sul tronco, a migliaia, alcuni ricadono a terra cadendo in testa a chi è sotto, altri stanno cercando di aggredire altre fogli di altre specie, ma per fortuna a loro non piacciono.

... sul tronco ...

... e su altre piante.

Decidiamo subito di andare a chiedere aiuto a chi se ne intende, acquistando un prodotto specifico, ma ci rendiamo subito conto che forse servirebbe un lanciafiamme.

Poi Isidoro mi fa visitare la fabbrica di mobili dove ha lavorato per moltissimi anni; non avevo mai visto una fabbrica di questo tipo, sembrerebbe una banalità ed invece, ad ogni centimetro che il legno percorre sui rulli, c’è un preciso studio, per la produzione e soprattutto per la sicurezza di chi lavora, cosa che rende ancor più prestigio all’azienda stessa.

Ritorniamo a casa e ci apprestiamo a vedere come configurare meglio il suo pc, in attesa dell’arrivo del nuovo monitor; poi la cena, quattro chiacchiere in compagnia anche di Massimiliano ed Ivana e poi alle 23 si va a dormire.

30/04/2010

La notte è stata magnifica, senza nessun rumore, se non quelli della natura, per nulla fastidiosi; mi sveglio alle ore 7,30, giusto per farmi trovare pronto e dopo la colazione alle ore 8,30 ci portiamo prima a Pordenone per ordinare il nuovo monitor e poi partiamo per andare a visitare la città delle farfalle: Bordano (UD).

Ci spostiamo con l’auto di Isidoro e ci accompagna anche Ivana, così possiamo continuare a chiacchierare; ci portiamo prima ad Interneppo, una frazione di Bordano.

La frazione di Interneppo.

E’ un piccolo paesino con anche qui dei murales colorati dove la farfalla è un soggetto sempre presente, alla fine del paese c’è un laghetto artificiale, con un monumento che vuole ricordare il terremoto del 1976 e la costruzione di un sistema antisismico; questo monumento funge anche da meridiana.

Il laghetto artificiale.

La meridiana.

Proseguiamo con la passeggiata, ritornando sui nostri passi, ormai la “Casa delle farfalle” sta per chiudere per la pausa pranzo e così tiriamo l’ora anche noi.

Il ristorante.

Troviamo un delizioso ristorantino, tranquillo e vicinissimo alla nostra meta finale, mangiamo bene e così alle 14 possiamo continuare la visita alle farfalle.

Entriamo assieme ad un gran numero di bambini di una scolaresca, vocianti ed eccitati per la visita, le ragazze che fungono da guida sono tutte occupate con loro, così cerchiamo di seguire un pò i gruppi da lontano, ma è un’impresa ardua, le loro grida spaventano gli animali, così li lasciamo andare avanti, anche se ogni tanto, ritorna un altro gruppo di loro.

Gli ambienti ovviamente sono climatizzati, le farfalle non volano se non hanno almeno 20° e poi sono divise per il loro clima, a seconda che provengono da un continente o l’altro.

Il reparto dei coleotteri.

Quello che stupisce è che, assieme alle farfalle di ogni tipo, ci sono anche dei camaleonti, dei pipistrelli, delle iguane, tutti animali che si nutrono normalmente di farfalle; forse è per mantenere un equilibrio di nascite.

Giriamo con stupore ed interesse, mentre le farfalle svolazzano attorno a noi, alcune anche posandosi su di noi, perfino in testa, sui vestiti; bisogna anche stare attenti a non calpestarle.

Un murales di Bordano.

Ogni tanto ci sono dei piattini con dentro delle biglie e con acqua e zucchero, così loro si posano per mangiare e noi possiamo vederle con calma; giriamo in continuazione, tra un ambiente e l’altro.

Quando usciamo visitiamo un pò anche gli affreschi di Bordano, sono meno vividi e colorati, ma solo perché sono più datati, rispetto a quelli di Interneppo, però anche qui ce ne sono di carini.

La dedica ad Augusto Daolio.

Scopro anche che la scuola di Bordano è stata dedicata ad Augusto Daolio, il grande cantante dei Nomadi, scomparso nel 1992; attorno a noi ci sono sempre delle belle montagne che offrono un’atmosfera unica.

Le montagne che ci circondano.

Riprendiamo la strada per casa, però Isidoro prima mi dirige verso Fagagna (UD), qualche decina di chilometri ed arriviamo; ovviamente io non potevo sapere nulla, quella è un’oasi naturalistica che ospita le cicogne in transito.

L'oasi naturalistica.

Il centro naturalistico di per se è chiuso, è aperto solo la domenica od i giorni festivi perché a prendersi cura del sito sono solo dei volontari, ma attorno ci sono i pali con in cima i nidi e non è cosa di tutti i giorni poter ammirare le cicogne che abitano questi nidi.

Un nido ...

... abitato ...

... durante la cova.

Il rientro verso casa è tranquillo, anzi, prendiamo anche il tempo per invitare Ilaria con il suo compagno Matias per una pizza in serata tutti assieme; finalmente un’ottima occasione per conoscerla, dopo esserci scambiati molti commenti in internet.

IL CS dell'area di sosta di Spilimbergo.

Sulla strada ci fermiamo presso l’area di sosta di Spilimbergo, Isidoro voleva farmi vedere la sua ampiezza e la comodità, ma quando arriviamo scopriamo con piacevole sorpresa che c’è un raduno delle “Arance di Natale“, un gruppo camperistico che pratica interventi di solidarietà nei propri viaggi.

Il camper americano.

Sono presenti parecchi camper e con Isidoro scendiamo per passarli in rassegna, giusto per vedere se si scopre qualche nick di CoL; proprio in fondo a tutti, scopriamo anche un camper in stile americano, anche se è targato italiano

La polenta che si scalda ...

Arriviamo a casa che è ancora un pò presto ed allora Ivana propone un momento di relax, con giusto qualche “stuzzichino” per ingannare il tempo: non faccio in tempo ad essere ovviamente d’accordo, che in un attimo compare il salame, la polenta sulla piastra ed il montasio stagionato, un ottimo sistema di rilassarsi.

... il salame ed il formaggio al taglio ...

Ci vuole poco per arrivare all’ora di cena, dopo le stupende foto del loro viaggio alle Lofoten e le degustazioni, verso le ore 21, ci spostiamo in auto a Santo Stino di Livenza per goderci anche della compagnia di Ilaria e Matias, una bella serata; per combinazione è lo stesso locale dove siamo stati con lo zio di Marta in automobile.

... la tavola imbandita per il relax pomeridiano.

Verso le ore 22,30 ritorniamo a casa, siamo sempre con l’auto di Isidoro, due convenevoli e poi alle 23,30 si va a dormire.

1/05/2010

Oggi è la festa dei lavoratori, ormai una mia ex-festa, mi sveglio alle ore 8,00 con questo pensiero che mi fa sorridere, mentre faccio colazione vedo che i miei ospiti sono già al lavoro tra orto, bosco e galline.

Il barometro di Isidoro.

Finalmente prima di partire osservo con attenzione il barometro che Isidoro si è costruito, con materiale proprio, molto ingegno e manualità, davvero bello e funzionale.

Ci salutiamo sempre con un pò di dispiacere, è come se ci conoscessimo da una vita, in realtà sono solo 2 anni e ci vediamo così raramente, ma è sempre un pò difficile lasciarsi, per fortuna il raduno del Villaggio Crespi è vicino e potremmo rivederci.

Parto alle ore 9,40 con destinazione Città di Curtatone (MN), so che c’è un raduno del gruppo Le Vecchie Glorie e volevo incontrare degli amici camperisti sentiti sempre via mail, ogni tanto non guasta dare un volto ad una firma.

Il viaggio è tranquillo, senza autostrada fino a Vicenza Ovest, dove entro in A4 fino a Verona Est; per strada leggo che si consiglia l’uscita proprio a Verona Est, purtroppo però riesco a farmi 5 km di coda per non so quale motivo.

L'ingresso in Mantova.

Esco dalla A4 e felicemente mi godo la visuale della campagna mantovana, ormai è l’ora di pranzo e non c’è in giro nessuno, così passo da paesini completamente deserti, quasi spettrali.

La prima sosta nell'area.

Arrivo alle ore 13,45, km. 43.314 (), alla reception mi fanno accomodare perché anche loro stanno pranzando, poi mi registrerò, il costo sarà di € 10 a notte, ma starò una sola notte; mi fermo e pranzo anch’io, intanto per telefono sento che sta arrivando anche Aura, che finalmente avrò il piacere di conoscere.

Il piazzale del santuario.

Quando arriva lei e suo marito, camperisti da decenni, ho appena finito di pranzare e con molto piacere li ospito sul camper per un caffè; è la prima volta che riesco ad offrire un caffè vero, fatto con la moka e non liofilizzato.🙂

L'interno della chiesa.

La parte sinistra.

La parte destra.

Andiamo in giro a conoscere qualcuno del gruppo, come ad esempio la simpatica Elena, parliamo un pò con loro delle problematiche che le nuove imposizione “Euro 0” stanno arrecando al mondo del camper, soprattutto per i veicoli più datati.

Un particolare ...

... altre statue.

Poi nel pomeriggio, dopo esserci salutati, mi concedo un giro turistico per la cittadina, famosa nella storia, ma per me sconosciuta; arrivo a piedi nel piazzale del santuario, la chiesa è dedicata a Maria della Tenerezza.

Ancora alcune statue.

Il chiostro esterno.

L'ingresso della chiesa.

Entro e c’è una messa in corso, la chiesa è colma di persone, perciò mi metto in un angolo e guardo stupito: sulle pareti alte della navata ci sono due file di statue lignee rappresentanti più che santi o devoti, degli eventi, così attendo la fine della funzione per scattare delle foto e fare qualche filmato {purtroppo a casa mi sono accorto che non ho visto il coccodrillo impagliato che pende dal soffitto}.

La targa del museo.

Il primo impatto.

Uscendo dal santuario scopro un museo particolare, quello dei madonnari; sapevo che ogni anno sulla piazza del sagrato, si effettua una manifestazione mondiale di opere di madonnari, ma non credevo ci fosse anche un museo a loro dedicato.

L'altra parte della sala espositiva.

Un esempio di Anamorfismo.

L’ingresso è gratuito, ma non c’è apparentemente nessuno, mi trovo davanti varie opere di madonnari, quasi tutte a sfondo religioso, anche se in misure diverse.

Una foto di un americano.

Più avanti, dietro a degli scaffali, scopro un anziano signore a cui porgo delle domande, giusto per capire meglio il senso di quel museo; gentilmente mi spiega che in pratica hanno chiesto a molti artisti di rifare le loro opere con i gessetti, senza fissarli con lacche o colle, proprio per mantenere la realtà del disegno.

L'antico madonnaro.

Su di un quadro infatti è stato passato un fissante, che con il tempo, ha reso lucido il disegno, cosa irreale per un gessetto; ci sono anche opere eseguite sull’argilla, come si faceva un tempo, infatti ora è sono tutte screpolate, ma il disegno continua a vedersi benissimo.

L'area di sosta.

C’è un esempio di Anamorfismo, dove è necessario un cilindro per far rispecchiare il disegno completo e con un senso logico, così come c’è anche la foto di un madonnaro di 90 anni fa, una rarità che il custode mi ha consentito di fotografare.

L'Ex furgone postale ...

... Om Tigrotto del 1966.

Rientro all’area di sosta, ormai è quasi l’ora di cena, non sembra ma il tempo scorre che è un piacere; passo ancora in rassegna dei camper storici e non posso che fermarmi davanti all’imponenza orgogliosa di un bellissimo OM  Tigrotto camperizzato del 1966, un ex furgone postale, interamente ristrutturato e perfettamente tenuto.

... il letto ...

L’avevo visto anche prima, ma adesso ci sono i proprietari seduti fuori al fresco, non posso fare altro che complimentarmi con il Sig. Gino, che mi spiega che questo mezzo è stato anche esposto l’anno scorso alla Fiera di Rimini, cosa che ricordo benissimo di averlo anche fotografato.

... la dinette ...

A questo punto mi offre la possibilità di visitarlo all’interno, non me lo faccio ripetere due volte, anche se devo dire che avevo una forte curiosità da un lato, ma anche una grande reverenza per poter entrare in una così grande rarità.

... la cabina guida con il motore interno ...

Mi spiega che tutto è stato fatto artigianalmente, ha un peso di ben 52 Q.li e che quindi lui è costretto ad avere la patente C, ma che alla sua età (75 anni portati alla grande!) gliela rinnovano di 6 mesi in 6 mesi; comprendo subito il suo pensiero, triste quanto inevitabile., per fortuna comprendo che ha con se tutto l’apporto della sua bella famiglia, figli, nuore, moglie e questa è una bella cosa.

... il lavello del bagno con le piastrelle.

Il bagno poi è davvero grazioso, con le piastrelle in monocottura; uno sguardo alla cabina guida, il motore interno è così romantico e nostalgico, davvero una chicca storica.

Un Fiat 238.

Un pulmino Volkswagen Westfalia.

A fianco di questo splendido esemplare, ce ne sono altri, ognuno con la sua bella storia che orgogliosamente compare nei loro tratti.

Il pargheggio finale per la notte.

Non mi rimane a questo punto che rientrare nel mio “nuovo” Zonker, i suoi 7 anni non sono nulla confronto i decenni che questi mezzi portano con tanta naturalezza; ovvio che dietro tutto questo loro tempo c’è tanto lavoro e tanta passione, ma ora c’è anche tanta soddisfazione nel poterli ancora godere, al pieno delle loro capacità.

Dopo la registrazione, mi sono sistemato in un posto regolare, un bel 50, come la decade dei miei anni o della data di nascita; mi lascio cullare i pensieri in compagnia della radio, mentre leggo e mi diletto con un pò di enigmistica nel dopo cena, poi vado a dormire.

2/05/2010

Non ho nessuna fretta, ma la sveglia naturale è sempre alle 8,30, sta piovendo, volevo andare a vedere la chiatta che porta a Mantova sul fiome, ma con questo tempo mi è passata la voglia.

Alle ore 9,40 parto per il ritorno a casa, nulla da dire se non la continua pioggia che mi accompagna fino a casa, questo probabilmente mi permette di fare il viaggio in tutta tranquillità.

Arrivo alle ore 11,30, giusto per il pranzo, Km. 43.437, mi faccio accompagnare da Marta per riporre il camper al rimessagio; così si chiude un’altra bella esperienza.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km 654
Gasolio 114,00
Telepass 16,20
Pernotto 10,00
Biglietti visite 7,00
Biglietti mezzi 0,00
Sosta 0,00
Pranzo / Cena 12,50
Bibite / Gelati 0,00
Altro 0,00
Totale 159,70
Media Km/lt 7,01

Bye   Maurizio


Azioni

Information

5 responses

13 05 2010
brigsuper

bene, bene, si stà affinando anche lo stile di rifondere gli eventi, gradevolissimo leggerti, specie quando alcuni soggetti del resoconto sono a me noti, continua, non fermarti, ed a presto, ciaoooooo

13 05 2010
gnomo

Il camping ISIDORO è sempre aperto?
Grande Mauri

13 05 2010
maurito54

Grazie Brig e Gnomo,
è un piacere per me condividere anche con voi queste mie piccole avventure, sono indietro di 30 anni, ma … giuro che cerco di mettermi alla pari.

Il Camping Isidoro è stupendo, perfettamente in piano e silenzioso ed i proprietari sono sempre così gentili.🙂

Bye Maurizio

14 05 2010
Isidoro

ciao
è la terza volta che cerco di scrivere quì qualcosa: prima è sempre andata buca.
E’ stato per noi un piacevole finesettimana, e queste tue righe, siano d’ auspicio per quanti “quelli di Dova” vogliano passare alcuni giorni in Friuli.
Grazie Maurizio ed a presto rivederci a Crespi.
ciao Isidoro

14 05 2010
maurito54

Grazie a te Isidoro e a tutta la tua stupenda famiglia, come avrai già letto, c’è chi si sta già informando sul Campeggio.🙂

Bye Maurizio

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