Marina di Cecina (LI).

28 05 2010

6/05/2010 – Km. 43.467 – ore 10.30

Continuano gli esperimenti sulle uscite in solitaria, questa volta la scusa è di ritrovarci con degli amici camperisti a Cecina Mare, presso il villaggio Mareblu, che aveva convenzionato delle tariffe agevolate per gli utenti di CoL.

Purtroppo sono già diversi giorni che sta facendo brutto tempo, ormai siamo a settimane senza un filo di sole, ma non voglio farmi condizionare dal tempo e tanto meno dal fatto che gli altri si stanno intimorendo da quelle che sono diventate 4.000 gocce.

Oltre ai soliti preparativi con il camper, questa uscita vorrebbe anche essere un esperimento per quanto riguarda il computer portatile a bordo ed il collegamento con la chiavetta ad internet, quindi capire come potrebbe essere l’autonomia di servizio per tutto ciò che comporta la mia normale presenza in rete.

Devo ammettere che questa “novità” ha fatto stortare il naso a Marta, ma come si dice in questi casi, “la guerra è guerra”, lei ha da lavorare e qui il mondo deve continuare a girare.🙂

Come ormai sta capitando da più uscite, non ho nessuna fretta, tanto che ho deciso di percorrere solo strade pubbliche e non autostrada, non sono certo quei chilometri in più che mi daranno noia ed il paesaggio sarà sicuramente diverso e più piacevole.

E’ un giorno lavorativo e, tanto più sulle strade statali e provinciali, il traffico c’è e si sente, ma è bello notare che il navigatore mi sta facendo fare delle strade a me sconosciute, già a partire da vicino casa, meglio così, questa signorina continua a piacermi sempre di più e poche volte l’ho costretta a “ricalcolare” la rotta; c’è il sole e questa è già di per se una bella cosa.

Tutto benissimo fino a Piacenza, dove so che il ponte normale è in ristrutturazione, pertanto non mi faccio spaventare dai divieti che incontro, soprattutto quelli per i camion.

Però quando arrivo davanti ad una transenna, che m’impedisce di proseguire e leggo che anche il ponte in sostituzione, costruito su delle barche sul Po, è chiuso, la cosa m’infastidisce un attimo.

Chiedo lumi al custode e mi conferma che il fiume è troppo in piena e per sicurezza, il traffico è stato deviato sull’autostrada A1, costringendomi a ritornare sui miei passi ed entrare a Piacenza Nord.

Per la cronaca: giusto appena sono entrato in autostrada, ho sentito ancora un leggero odore di gomma bruciata, durante la statale l’avevo attribuito ai tanti camion a cui ero costretto a star dietro, ma ora, davanti non ho nessuno.

Mi fermo sotto un cavalcavia autostradale e controllo nel cofano, scopro che la pompa del servosterzo è leggermente umida, di recente sono stati sostituiti i tubicini del servosterzo e probabilmente ora trafila un pò di olio; ho provato a stringere il dado, ma non si è mosso di nulla, intanto prendo nota di quanto mi indica il serbatoio dell’olio, un paio di mm sotto il max e poi vedremo.

Passando poi sul fiume Po, è davvero pauroso vedere con che furia le acque marroni passano sotto, peccato che essendo da solo, non riesca a fare delle belle foto, però mi piacerebbe sapere se il ponte sulle barche ha retto e per quanto reggerà.

Esco a Piacenza Est e seguo le indicazioni verso Caorso, proseguo per questo ormai famoso paese, dove c’è una centrale nucleare in disuso, e proseguo con le indicazioni; percorro dei tratti verdi di pianura davvero incredibilmente solitari, oltrepasso dei cartelli di divieto per i camion con circospezione, ma ne vale davvero la pena.

La vasta pianura.

Mi era anche venuta la curiosità di andare a vedere da fuori questa centrale, ma la pigrizia ha preso il sopravvento ed ho proseguito; in pratica sto percorrendo la S.P. 62 del Passo della Cisa e qui mi vengono i mente nei lontanissimi ricordi.

Man mano che mi avvicino al passo, mentre la strada inizia ad inerpicarsi ed a stortarsi, con dei bei tornati panoramici, rivedo davanti a me la vecchia Bianchina Panoramica di mio padre, veramente ne ha avute due, una azzurra con il tetto bianco ed una grigio topo, sempre con il tetto bianco.

La salita verso ...

Di sicuro sarà stata la prima, ricordo quando passavamo da queste parti, non c’era ancora l’autostrada della Cisa e l’A7 era drammaticamente deleteria sia per mia madre che per mio {allora} fratellino, soffrivano il mal d’auto da morire e pertanto, se volevamo andare a trovare gli zii a Sestri Levante, dovevamo fare questa strada.

Ricordo che la si percorreva con calma, cercando di cantare per distrarre l’attenzione, ma spesso ci si doveva fermare ugualmente; ormai sono passati quasi 2.000 anni, ma adesso mi sembra di rivedere quel “tulin del luster” {traduzione dal milanese: “scatolina di tolla del lucido“, che una volta serviva per contenere appunto il lucido per pulire le scarpe} che arranca ancora davanti a me … che tenerezza!

... il passo della Cisa.

Per strada scorgo al volo un grande manifesto circolare, purtroppo non posso fermarmi, mi sembra di leggere che questa è stata la strada in cui Enzo Ferrari ha compiuto la sua prima corsa, ci vuole un bel coraggio a farla di corsa, a quel tempo e con quel mezzo, ma soprattutto con questa strada come doveva essere allora.

Continuo nella salita, per fortuna non ho davanti nessun camion, ne ho distanziati un paio dietro di me, c’è anche una strettoia che mi obbliga ad invadere l’altra corsia, ma anche qui, la sorte mi è vicina, non è bello doversi fermare in salita.

Le nubi sul monte.

Mentre sto salendo, il tempo continua a volgere sempre più al peggio, da qualche tornante è bello vedere il sole in pianura e le nuvole nere cariche di pioggia che sostano sulla montagna.

La radio fatica a prendere, così ho inserito il CD dei Cure, con la loro musica specialissima, quando arrivo alla cima del passo, sui 1.039 mt., in mezzo alle nubi, con il brano Trust in cabina, l’emozione arriva alle stelle.

Proprio in cima, giusto al passo della Cisa, l’atmosfera è stranissima, c’è la nebbia stile Transilvania, la vedi muoversi ad onde, tra gli alberi che costeggiano la strada deserta; ci sono solo io, devo azionare il tergi perché a tratti è così fitta da bagnarmi il vetro, anche senza piovere; in cabina fa freddo e devo accendere il riscaldamento.

Il Passo della Cisa.

Ben presto tutto ritorna alla normalità, la nebbia sparisce, le nubi restano, il sole non c’è più, in compenso ricompaiono anche le auto ed i camion, ma sono già sul versante ligure ed il mare ben presto arriva; alle 15,15 sono a Sarzana e sta piovendo in modo deciso.

Qui è proprio brutto, il mare è un pò arrabbiato, ma in fin dei conti non è il solo e non capisco perché dovrebbe, lui non ha fatto certo tutti questi chilometri per arrivare poi a vederlo in questo modo.🙂

L'arrivo al mare.

Ma non importa, a me piace moltissimo il mare agitato, a patto di avere i piedi a terra; percorro tutti questi paesi, o meglio, luoghi di villeggiatura marina, stranamente deserti, irriconoscibili da come poi si trasformeranno con solo un raggio di sole.

Arrivo a Cecina verso le ore 19,00, passo davanti al villaggio Mareblu, ma non ho nessuna intenzione di fermarmi lì a dormire: voglio passare la notte sul mare, visto che sono qui, lo voglio fare come si deve.

Il lungo mare.

Però cerco e trovo un benzinaio, ora non ne ho bisogno, ma così sono già pronto per il rientro; per questo, sempre seguendo le indicazioni del navigatore, mi vedo lanciato verso un ponte piuttosto bassino, la strada è la strada principale che porta in stazione.

La vedo oltre la luce del ponte, è anche un pò largo, ma ha il cartello di 3 mt, precisa la mia altezza minima; nel rallentare vedo che dietro di me c’è un bus di linea autostradale che mi fa i fari, lui è più alto di me ed ha capito la mia perplessità.

Gli stabilimenti balneari deserti.

Approfitto che dall’altro senso di marcia non viene nessuno e mi porto al centro del ponte, sempre avanzando piano e con molta cautela, scansando i tombini, incurante dei fari del bus e finalmente esco con le ovazioni e l’ola di tutta la cabina.

Sono nel paese, mi ricordo che non ho preso la frutta, l’ho dimenticata a casa, così dopo il pieno di gasolio, mi fermo per acquistare qualche altro genere di conforto, come i semi di zucca; ora sono pronto per l’eremo colle marino.

Il ponticello verso i monti ...

Ritorno ormai sicuro sui miei passi, verso il mare, cerco di uscire da Cecina Mare, arrivo verso il Campo Volo della GdF, in pratica una strada chiusa, dove si vede che d’estate dev’essere ricolma di auto parcheggiate in ogni dove.

I cartelli di divieto di sosta fanno davvero sorridere: ora sono in mezzo al vuoto e con il sole saranno in mezzo alle auto; arrivo ad un piccolo ponticello, grazioso e alto, quanto particolarmente stretto.

... e verso il mare.

Scendo e lo percorro a piedi per verificarne l’accesso e cosa c’è oltre, decido che si può passare, mi sento un esploratore nelle terre sconosciute, ma qui c’è solo deserto e tanto fango, ogni tanto compare un esile raggio di sole del tramonto, ma le nubi sono nere ed il vento non è bello, viene dal mare.

Niente da fare, c’è sempre tanta, ma tanta pineta che mi separa dal mare, non è quello che voglio, perciò rientro in paese, lo giro fino al lungo mare e ne seguo il senso unico, arrivando così alla mia dimora finale, al Km. 43.848 ore 19,30 (), perfettamente sul mare agitato.

Il ponticello.

C’è un bel parcheggio, incredibilmente vuoto e pieno di pozzanghere, custodito da un paio di aste che in estate sorreggono di sicuro una sbarra sui 2 mt., ma che ora non c’è; anche se sono un pò strette e mi costringono a passarle perfettamente perpendicolare, entro con la massima soddisfazione.

Sono in sosta regolare, dopo un cartello illecito di “Divieto per i Camper”, oltre quelle che saranno delle sbarre illegali, il mare è a due passi da me, attorno c’è solo un bar ed una pizzeria, con vicine delle auto in sosta, ma poi andranno via, lasciandomi praticamente da solo.

Fermo per la ricognizione.

Come mi assesto e accendo il frigorifero a gas, scendo per fare un piccolo filmato esplicativo su ciò che mi circonda; quando scendo però, faccio molta fatica a finire di fare anche solo un giro su me stesso, il vento e la pioggia sono forti, faccio giusto in tempo a vedere il mare che sbatte sulla spiaggia e sugli scogli e poi rientro.

Che bello chiudere quella porta dietro di me, vinco la perplessità di sentirmi sballottato dal forte vento, con la soddisfazione della sicurezza che mi da Zonker; ceno con la radio in sottofondo, mentre fuori c’è il diluvio.

In sosta libera.

Finalmente riesco a provare l’esperimento del collegamento con la chiavetta, non sono ancora riuscito a provarlo a casa e mi rendo conto che farlo qui, in queste condizioni, non è il massimo; infatti, non funziona, ma non importa, ho degli ottimi semi di zucca che mi fanno compagnia, mentre esploro alcuni dei giochi sul nuovo pc, non ho voglia di pensare oltre, il mondo è fuori che si sta scatenando, mentre io sto qui tranquillo a godermi lo spettacolo.

Quando vado a dormire, la situazione esterna è anche peggiorata, sembra di essere su una nave con il mare mosso, ma ho fiducia nel mio mezzo, in fondo è un Superbrig(antino).

7/05/2010

La notte è passata abbastanza tranquilla, la tempesta si è placata mentre dormivo, ora sono le 8,30 e sembra che ci sia un timido sole che vorrebbe farsi vedere; c’è un pò di movimento di auto e camioncini che vanno a fare colazione, ma nulla di rumoroso.

La sosta al mattino.

Dopo l’immancabile colazione scendo per un sopralluogo, mi dirigo subito verso quegli scogli, che nella notte hanno ben resistito al mare agitato, mentre ora è già più mite, solo qualche sporadica onda.

Il bar vicino al parcheggio.

Sono proprio contento di essere oggi qui, in questo posto quasi solitario; mi porto al mare, la spiaggia ha ancora i segni del temporale e della mareggiata, però è questo il suo fascino.

La spiaggia.

In spiaggia non c’è nessuno, solo qualche sporadica persona che si sta godendo questa pace ed il ritmico fragore delle onde, percorro la spiaggia fino al centro del paese marino; ovviamente anche le attività commerciali sono rallentate e non c’è nessuna fretta per scaricare le merci.

Sul piccolo promontorio c’è una curiosa statua di un marinaio sull’albero maestro della nave, che scruta imperterrito l’orizzonte; la giornata mi sa che sarà ancora portatrice di pioggia, ma non importa.

Il parcheggio dal mare.

In questa parte del paese, verso il mare, non c’è molto, l’attività principale è nel centro, dove ieri ho comprato la frutta, vicino alla stazione dei treni, pertanto nella stagione non estiva c’è pochissima gente che gira, ci sono solo quelli che cercano proprio il mare solitario e la sua energia rigeneratrice.

Ormai si sono fatte le 11,30 e decido di andare a visitare il villaggio Mare Blu, potrebbe anche esserci Tony con i suoi nipoti, un utente di CoL conosciuto durante il recupero di Walter il viaggiatore.

Il mare verso sud.

Il mare a nord.

La distanza è davvero irrisoria ed arrivo in pochi minuti; il villaggio non sembra proprio molto affollato, mi presento alla reception e mi registrano in un attimo.

Uno scoglio con le onde.

Apprendo che qui c’è una rete Wi-Fi, però hanno dei costi proibitivi: € 4 all’ora, € 10 4 ore e € 20 le 24 ore, davvero un salasso, spero che la chiavetta prenda, con i miei € 0,5 all’ora.

La piazzetta principale.

Mi danno una piazzola molto ampia, solo leggermente più piccola del villaggio Thaiti dell’anno scorso, molto in ombra ed abbastanza in piano; mi collego subito alla corrente, ieri sera ho scaricato la batteria del computer ed ora posso ricaricarlo, non che non potessi farlo con l’inverter, con il pannello ho corrente a volontà, anche con il nuvolo, ma ho scoperto che le prese servite dall’inverter non hanno il foro centrale della presa a terra, così non posso infilare la spina a tre del carica batteria.

Dal piccolo promontorio.

Provo subito anche la connessione internet … ma non funziona, è probabile che la mia configurazione non sia corretta, proverò a casa; intanto mi regalo un bel € 4 di collegamento, giusto per provare l’entusiasmo di internet sul camper.

Verso il paese.

Dopo pranzo ne approfitto per farmi un giro per il campeggio e di tutte le altre strutture del villaggio; ci sono moltissime piazzole vuote e quelle occupate spesso sono di caravan o camper rimessati in attesa della bella stagione.

Il marinaio in osservazione.

Ci sono molti camper stranieri, quasi tutti hanno la bici al seguito, in effetti il paese è un pò distante per farsela a piedi; c’è un timido sole che insiste a comparire, questo permette loro di esporre il barbecue per mangiate all’aperto.

Ho provato a chiedere alla reception, ma sembra che non abbiano idea chi possa essere Tony, ovvio che ho un cognome, ma probabilmente è stato registrato in modo diverso o magari non è qui.

La mia piazzola.

Mentre proseguo con l’esplorazione ricevo la conferma telefonica dei miei sospetti: gli amici che aspettavo hanno desistito; con il tempo che era previsto per questi giorni l’avevo già messo in conto, ma a me è piaciuto ugualmente essere qui, soprattutto in solitaria.

Dopo aver girato per le piazzole, m’incammino verso il mare, è un lungo corridoio tra i folti pini, sembra una strada senza fine; circa a metà trovo un’indicazione per la spiaggia dove portare i cani, ma anche per questa non si vede la fine.

Quando finalmente arrivo in spiaggia, la trovo un pò piccola, ma forse è perché non è ancora preparata per accogliere i turisti, però non è il tipo di spiaggia che mi aspettavo.

Rientro per la cena, non sembra ma il tempo corre che è un piacere, devo dire che sono proprio fortunato ad avere la possibilità di far scorrere i miei pensieri in questo posto, in questo particolare contesto nel bel mezzo della pineta, tra mare, camper e piacevole solitudine.

Sono passato per una visita alla piscina e, guarda caso, vicino c’è la rosticceria e la pizzeria; ho il frigorifero pieno di cose da mangiare, ma non riesco a resistere alla tentazione di un trancio di focaccia farcita, appena sfornata, accompagnata da una sana birretta.

Tra la compagnia della radio, il computer, la serata passa che è un piacere, mi metto d’accordo al telefono con Marta che domani mattina rientrerò a casa, così potrò partecipare alla festa di compleanno di una delle sue sorelle, Barbara.

8/05/2010

Mi sveglio con calma alle ore 8,30, questa notte ha piovuto ancora a tratti, così dopo la colazione mi preparo per la partenza; ho dato uno sguardo al serbatoio dell’olio del servosterzo, è quasi a metà e la pompa è tutta velata di olio, dovrei riuscire a rientrare.

La pompa del servosterzo che perde.

Pago l’uscita dal villaggio, € 11 un prezzo ragionevole per la stagione; il cielo si sta annuvolando ancora e decido di prendere l’autostrada, così da velocizzare un pò il viaggio.

Entro sulla A12 a Rosignano a Mare, mentre fuori sta scendendo l’ennesimo diluvio; è incredibile la quantità di pioggia che è scesa in questo mese, quasi sempre ogni volta fiumi d’acqua, chissà da dove viene.

La radio continua senza sosta a farmi compagnia, in fondo è bello guidare anche con questo tempo, o meglio, per me è bello guidare il camper, poi fuori faccia un pò come crede; quando passo ancora sul Po, fa davvero paura vedere tutta quell’acqua e cerco come posso di scattare una foto.

Il Po in piena.

La signorina del navigatore mi fa uscire a Piacenza Nord, sulla A1, per poi prendere la statale SS 9 che taglia dritta fino a casa, la seguo senza fare storie; ogni tanto la pioggia viene sostituita da qualche raggio di sole, che chissà come, riesce a perforare la coltre grigia di nubi, uno spettacolo incredibile.

Arrivo a casa alle ore 13,45, al Km. 44.197, giusto in tempo per scaricare e farmi accompagnare da Marta e poi si pranza.

Anche questa avventura la posso annovere come una bella esperienza, queste uscite in solitaria rafforzano lo spirito e di sicuro le mie uscite sono ancora da perfezionare un pò, ma … tanto ho tutto il tempo che voglio.🙂

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km 730
Gasolio 111,07
Telepass 23,70
Pernotto 11,00
Biglietti visite 0,00
Biglietti mezzi 0,00
Sosta 0,00
Pranzo / Cena 9,00
Bibite / Gelati 0,00
Altro 4,00
Totale 158,77
Media Km/lt 7,10

7/09/2010

Questa mattina mi è arrivato un bel verbale dalla Polizia Locale di Pontremoli: il giorno 6/05/2010, alle ore 12.00, sulla SS 62 della Cisa Santa Giusta Km 35+100 andavo a 67 km/h dove erano consentiti i 50.

In totale sono € 168 e 5 punti sulla patente, sempre che comunichi le generalità di chi stava guidando (io!), altrimenti sono minimo € 380 di multa, senza detrazione di punti.

Per fortuna non avevo fretta ed ho fatto la strada statale, senza fare l’autostrada!

Però dal 6/5/2010 al 31/8/2010 (data della spedizione della raccomandata) sono passati 117 gg, la prescrizione con il vecchio CdS è di 150 gg, ma quello nuovo varato il 15/8/2010 è di 90 gg; visto che il verbale è stato redatto il 24/8/2010, che cosa succede?

Compilo il C/C per € 168 … non c’è speranza si paga e basta, il nuovo CdS vale solo per le infrazioni dal 15/8/2010 in poi.😦

Bye   Maurizio


Azioni

Information

9 responses

29 05 2010
brigsuper

errante viaggiare, con la libertà del pensiero, la meta è l’obiettivo, la natura la bellezza vera, …………….bello, fantastica la scelta delle strade lente, ……consiglio: io non porto l’orologio, ciaooooo

29 05 2010
brigsuper

cavolo, ho scritto “meta” accentato, ciaooooooooo

29 05 2010
maurito54

Grazie Brig,

Hai ragione, l’orologio in quanto oggetto è più per compagnia, di solito non guardo troppo al tempo che passa, ma al tempo che trovo.

Bye Maurizio

31 05 2010
Isidoro

carissimo Esploratore con l’ ola in cabina🙂
chi ha gufato per questo viaggio (il cui simpatico resoconto mi ha rallegrato più che mai) avrebbe fatto meglio a gufare un pò di più la sera del 22 maggio.

Permettimi un pò d’ invidia per lo ” scorrere dei pensieri in mezzo alla pineta”
ciao Isidoro

31 05 2010
maurito54

Grazie Isidoro,
con me i gufi hanno vita grama!🙂

Bye Maurizio

24 08 2016
backdoor alcatel come si risolve

Hey una mіa collega mi ɦaa inviatⲟ l’indirizzo di questo
sito e sono vnuto a vedere com’è. Mi pіace molto.
Subit aggiunto tгa i preferiti. Stupendo
blog e grafica magnifіco!

30 08 2016
configurazione Modem teletu

Ciao un mio amioco mii ha giгɑto l’indіrizᴢo dii quеsto blog е ono passata a vedere com’è.

Mi piace tanto. Aggiunto traa i preferiti. Magnbifico blog e template meraviglioso!!!

31 08 2016
dieta dimagrante salutista

Ciao una mіa coⅼlega mi ha inviаto iil lіnk
a questо sito e solno venuto a vedere se veramente merita.
Mі piace consіderevolmente. Subito aggiunto tra i prefeгіti.
Stupendo blog e template splendido!!

7 09 2016
maurito54

Grazie del passaggio e del gradimento, purtroppo sto uscendo meno con il camper, ma … la voglia è sempre tanta.
Bye Maurizio

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