Una vita tranquilla.

14 11 2010

13/11/2010 – Una vita tranquilla – (Claudio Cupellini)

Sono stato attratto alla visione di questo film per la presenza del protagonista Toni Servillo, per me un grande interprete, con particolari doti interpretative.

L’ambientazione della storia è non a caso in Germania, nelle prossimità di un inceneritore, attualissima collocazione, visto che questo impianto dovrebbe accogliere parecchie tonnellate di rifiuti campani.

Ovviamente dietro alla faccenda c’è l’omni presenza della camorra che di sicuro è tutt’altro che interessata alla soluzione del problema campano.

Qui però si vuole rappresentare la voglia e la forza di ribellarsi a questo mondo ed a questo modo corrotto di sfruttamento delle disgrazie altrui per fini personali.

Rosario è un uomo di 50 anni che ha dovuto rifarsi completamente una vita, partendo da zero e rinnegando la sua famiglia italiana iniziale; per proteggerla è dovuto sparire nel nulla e far perdere le proprie tracce.

Quello che lo frega però è la continua passione per il suo primo figlio, abbandonato a 9 anni e mai dimenticato.

Penso che questo particolare sia molto importante: deve far riflettere che alla base di tutto, di ogni malavitoso più incallito, c’è sempre un uomo, con le proprie debolezze ed i propri sentimenti.

La non condivisione di questa voglia di riscattarsi, da parte del figlio ritrovato, per me dimostra poi un decadimento di valori fondamentali nell’ultima generazione; un decadimento dovuto di sicuro all’educazione ricevuta, alla mancanza di reazione a fronte di una grande difficoltà.

Forse è questo che il film dovrebbe farci riflettere: non saper cogliere una insperata occasione per migliorarsi definitivamente; altro spunto di riflessione: la pazienza e la forza di Rosario ad aspettare la morte di un albero causata dai chiodi di rame piantati nel grande e possente tronco.

Gli interpreti sono tutti molto bravi, ognuno riesce a trasmettere perfettamente il proprio ruolo, la propria paura o forza che sia (il cast ed il trailer).

Direi un gran film di una profondità elevata, con altrettanta forza interiore, sia nel bene che nel male, rappresentato in ogni sua sfaccettatura; la perfetta crescita di tensione, partendo appunto da una vita tranquilla e crescendo sempre più in fretta di tensione, fa restare lo spettatore incolato alla sedia fino in fondo, facendolo alzare alla fine poi con il dubbio: riuscirà Rosario a vincere “se stesso”?  (voto 7).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,

mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio


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