The social network.

21 11 2010

20/11/2010 – The Social Network – (David Fincher)

Sapevo da tempo che questo film stava uscendo nelle sale ed era impensabile non andarlo a vedere, vista la vastità d’uso del più famoso social network sulla rete mondiale, com’è diventato facebook.com

Ovviamente è la storia sull’origine dell’idea di Mark Zuckerberg, la mente e l’approccio iniziale di questo giovane ragazzo con il mondo comune che lo circonda.

Come altri geni dell’informatica, la mente di Mark si è rivelata da subito una spugna, atta a recepire da subito ciò che attraeva maggiormente l’interesse, inizialmente dei soli compagni e studenti e via via di ogni utilizzatore finale di computer nel mondo.

Quello che mi lascia sempre sbalordito, guardando questi film-racconti, è notare il gap intellettuale che abbiamo in Italia, rispetto al nuovo continente: questa storia è ambientata in un’università americana nell’inverno del 2003 e si sta parlando di matricole universitarie, non di anziani scienziati.

Per me la morale di questo racconto, al di là di scoprire come materialmente è iniziato il coinvolgimento mondiale ed il suo sfruttamento economico, sta nel dimostrare che non basta avere una “brillante idea”, ma poi bisogna avere la forza, la costanza e l’attenzione di migliorarla e seguirla, in ogni suo passo, senza cercare da subito il solo “facile guadagno”.

Ovvio che ad una prima vista Mark appare nei confronti del cofondatore ed unico amico Eduardo Saverin come un traditore ed un approfittatore, ma il regista è abile a far notare l’inadeguatezza di Eduardo a seguire, se non ad anticipare Mark, che lui ben conosce come distaccato dal valore del soldo e preso solo dalla sua nuova invenzione, lasciandolo in balia del terzo incomodo Sean Parker.

Credo che alla fine allo spettatore rimanga un pò di amarezza verso i forti valori emotivi calpestati, come l’amicizia e la lealtà, ma qui si sta parlando di un evento unico a livello mondiale, dove di solito il valore emotivo è sopraffatto dall’inevitabile valore economico e commerciale, in questo caso vincente.

Gli attori sono tutti per me sconosciuti, ma Mark è stato proposto egregiamente da un giovane americano Jesse Eisenberg, aiutato da un perfetto sguardo ed atteggiamento staccato dal mondo reale; ottimi anche tutti gli altri interpreti, anche se Sean Parker, l’ideatore di Napster qui interpretato dal cantante americano Justin Timberlake, l’ho trovato un pò fuori luogo, se non proprio inadatto al ruolo (il cast ed il trailer).

In conclusione, suggerisco la visione di questo racconto, se non altro per rendersi conto che il giudizio altrui spesso è inutile perché miope: Mark è stato giudicato un nerd, un ragazzo asociale e schivato da tutti per la sua inadeguatezza alla frivola vita comune e poi si è rilevato una fervida mente logica e razionale, capace di aver creato un impero virtuale unico nel suo genere (voto 7).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,

mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio


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14 05 2014
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