Welcome.

6 05 2011

22/04/2011 – Welcome – (Philippe Lioret)

Questo non è un film nuovo, però ne ho sentito parlare molto, bene o male, dipende dal punto di vista personale di chi lo guarda, soprattutto dipende dal profilo politico di appartenenza, per questo sono andato a cercarlo di proposito.

La trama in grandi linee è più che attuale: si parla di emigrazione clandestina della disperazione, tra il continente africano e l’Europa, ovviamente con maggior risalto del punto di vista dell’emigrante clandestino e delle motivazioni più o meno sociologiche o personali che inducono i soggetti ad affrontare questa folle e triste avventura.

Assistiamo al racconto crudo del lungo viaggio tra la Tunisia e l’Inghilterra, attraversando una Francia inospitale, con l’aggiunta ulteriore difficoltà di attraversare, oltre il mediterraneo, anche la manica, per raggiungere un Amore impossibile.

Infatti, com’è ovvio pensarlo, non è sempre lo stesso motivo che spinge l’individuo ad affrontare le molte avversità che si trova sul percorso, ma non è questo il punto; ciò che ho trovato molto interessante in questo film, oltre l’ovvio riferimento alle ultime restrizioni europee sui clandestini, è la difficoltà di comunicazione interpersonale, sia tra gli emigranti, via via fino ad arrivare a chi vorrebbe aiutarli a soddisfare il loro desiderio.

Se possiamo considerare “normali” le difficoltà di comprendersi tra gli emigranti, ognuno preso dal proprio bisogno, rischiando anche la vita, emergono enormi anche le incomprensioni tra i due protagonisti cittadini francesi, dediti al volontariato, ma non in grado di capirsi e comprendersi come coppia.

Gli interpreti sono per me sconosciuti, ma li ho trovati perfettamente nel loro ruolo, sempre in grado di trasmettere allo spettatore la giusta dose di ansia e di precarietà, in tutti i sensi, come esseri umani e come coppia (il cast ed il trailer) .

Penso che con questo film, il regista abbia voluto porre sì l’uguaglianza tra le varie popolazioni, a prescindere dalla loro esigenza iniziale, ma ha voluto anche fare emergere la necessità primaria di sapersi comprendere, abbandonando i propri egoismi ed aprendo all’altrui considerazione, iniziando dal proprio vicino, fino all’abitante del continente vicino.

In pratica possiamo solo essere spettatori di un dramma di sempre, senza una soluzione a portata di mano, dove alla fine gli eventi travolgono, non solo i protagonisti della pellicola, ma anche lo spettatore stesso, lasciandolo da solo con i propri pensieri (voto 7).

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it, mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio


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