Il sale e lo zucchero.

26 05 2011

18/05/2011

I sentimenti per me sono come il sale e lo zucchero della Vita; infatti questi ingredienti ormai non ne percepiamo più la giusta distinzione, dobbiamo sforzarci per prenderne atto, ormai sono disciolti nei cibi in vasta maniera, faticandone la distinzione, ma a volte capita ancora di ritrovarli, come per la brioche salata o la torta salata.

Sono dell’idea che l’incapacità individuale di affrontare la routine, la consuetudine, le corse giornaliere, sono gli elementi sociali e per nulla naturali che ci stanno portando verso la perdita della conoscenza e dell’apprezzamento dei Sentimenti, quando, invece, essi sono tutti indispensabili per ottenere un giusto equilibrio, non solo psichico, ma anche fisico, con un positivo riscontro sulla qualità della vita, a partire dal singolo individuo.

I sentimenti che definirei come il “sale” potrebbero essere quelli che, in qualche modo, li possiamo considerare “negativi”, che portano cioè l’individuo che li prova ad essere appunto “negativo” verso gli altri, quali la rabbia, il dolore, la considerazione negativa in generale.

Mentre quelli “positivi”, li definirei come lo “zucchero”, quali l’amore, l’appagamento, la considerazione positiva in genere.

Sarebbe un’assurdità il pensare di vivere sentimenti di una sola specie, siano positivi che negativi, poiché questo ci porterebbe a considerare il mondo intero o tutto salato o tutto dolce, che, oltre a non essere corrispondente alla realtà, alla lunga l’individuo in questione diventerebbe stucchevole lui stesso, oltreché verso gli altri.

Nell’esperienza di vita che ho potuto fare in questi 56 anni, posso dire che, per quanto la statistica, soprattutto personale, non sia mai una scienza perfetta, ho trovato molte persone più dedite alla considerazione negativa della realtà e dei sentimenti stessi, che persone dedite a quella considerazione positiva che ci circonda.

Trovo che questo modo di vivere porti alla lunga alla distruzione di quanto ci sia attorno alla persona che vive questa condizione mentale distorta, per carità, ne avrà anche i suoi giusti o sbagliati motivi, ma tant’è che alla fine, attorno a questa persona, si crea una negatività tale che diventa purtroppo anche contagiosa.

Mentre ho potuto constatare che, nonostante tutta la positività messa in campo da chi vuole affrontare la Vita in modo positivo, difficilmente alla fine poi riesce a trasmetterla a chi lo circonda, questo perché credo che l’Essere Umano sia predisposto, per sua stessa indole, a considerare e valutare con priorità assoluta le negatività e poi, se è il caso, magari sforzandosi un po’, arriverà a vedere anche qualche positività.

Ho potuto anche constatare che spesso, chi mette in campo prevalentemente i sentimenti negativi, non solo non si rende conto dell’esistenza attorno a se dei positivi, ma utilizza due armi micidiali per percorrere questa triste, quanto inutile strada: la sufficienza e l’arroganza.

Anche questi sono due sentimenti negativi, ma anziché essere passivi e quindi vissuti e rivolti a chi li vive, possono essere definiti anche “sentimenti negativi attivi” e vengono altresì diretti verso chi vuole combatterli, quindi “gli altri”, pertanto vengono utilizzati a piene mani dal “distruttore” per minimizzare le situazioni positive che incontra sul suo cammino, e se questo non dovesse bastare, l’arroganza da il colpo finale, cercando di distruggere l’”avversario”, magari chiudendo la battaglia con una sufficiente affermazione: “Doveva capire!”

Per questo credo che l’unico sistema per migliorare la vita di tutti, ovviamente a partire da me, potrebbe essere quello di considerare prevalentemente i sentimenti positivi, da considerare così per prima le oggettività positive che ci circondano.

E’ ovvio che non si può pensare di vivere senza guardare ciò che è negativo, altrimenti non ci sarebbero miglioramenti, in nessun campo, ma se prima vengono utilizzate le informazioni positive, credo che la correzione delle negatività e quindi dei sentimenti che le scaturiscono, risulti, se non più semplice, più lineare.

Spesso assisto a discussioni inutili, che hanno in primo piano solo la rabbia, l’odio, l’invidia e non considerano la cosa più banale che sta davanti a loro: “La possibilità di scambiarsi i punti di vista”, così da poter smussare gli angoli di se e così da rendere più semplice l’altrui modifica di quelle parti negative che in un primo momento l’individuo non riesce a vede.

Spesso con sufficienza ed arroganza si giudica il comportamento di qualcuno, ma non si considera che, inevitabilmente, ogni azione è stata perpetrata a seguito di un ragionamento, giusto o sbagliato che possa poi risultare e solo comprendendo questo ragionamento, si potrà eventualmente modificarne l’azione o secondo il caso, indurne la modifica.

So bene che su questo argomento ci sono state moltissime persone, ovviamente con molto più titolo di me che hanno espresso il loro pensiero e non mi riferisco in particolare a nessuna di queste; quello che a me piace è arrivare da solo a certe considerazioni, non pretendo che siano perfette o condivise da tutti, ma credo sia importante poter dare lo spunto di una personale riflessione, a chiunque, a prescindere dall’illustre filosofo che l’ha sancita.

In fondo non si vive di citazioni del passato, più o meno astratte, ma di sensazioni e di sentimenti che devono essere reali ed il più vicini possibili all’Essere Umano che li riesce a vivere ed apprezzare, “sale” o “zucchero” che siano.

(pensiero realizzato durante il viaggio a Pordenone – Bologna )

Bye   Maurizio


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2 responses

26 05 2011
marco gastaldo

entrambi sono in natura dei solidi, difficilmente vengono assimilati allo stato solido, ma, bensì disciolti in un liquido, ed è il liquido che fà la differenza, il liquido è la tua disponibilità o necessità di assimilarli, più liquido metti e meno il sale e lo zucchero saprà condizionare il tuo io, se metti poco liquido o di te queste sostanze prevalicano nel sapore e offuscano la tua necessità di salato o di dolce, per vivere occorre gustare il salato e il dolce, ma sarò io a quantificare le quantità e il momento per assimilarli e se sono bravo a sapere cosa mi occorre al momento e sò dosare questa voglia, allora, non devo stare attento al sale o allo zucchero, questi saranno mixati al giusto equilibrio e nella giusta dose, ……………….se ciò che hai scritto è frutto di pensieri in viaggio, bene, chissà cosa ne uscirebbe; seduto davanti ad una distesa d’acqua con il cielo stellato e una canna da pesca per esser scambiato come un pescatore.

26 05 2011
maurito54

Grazie delle belle parole Brig.
In effetti l’esempio ed il paragone con il liquido=disponibilità è perfettamente azzeccato, come sempre sono i tuoi commenti.
Purtroppo io sono stato definito “l’uomo del fare”, come fosse un difetto, mentre io lo considero come una dote, forse perchè è meglio accettarsai per quello che si è, visto che non sono negatività.
Ma come “uomo del fare” il pescare è troppo fuori dalle mie corde, mentre ammiro sempre coloro che fanno qualcosa che mi è difficile, appunto, come il pescare.
Ho provato a stare davanti al mare in burrasca, al sole ed al vento, ma invece di pescare, visto che ero a Recco, mangiavo la focaccia con il formaggio ed una birra fresca.🙂

Bye Maurizio

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