Giro per i laghi nel bresciano.

17 06 2011

Questa uscita è la prima di questo tipo, volta alla ricerca di una compagna per il giro estivo della Sicilia e siccome il camper non è un albergo, è una situazione molto particolare di convivenza e condivisione, era indispensabile creare una situazione quanto più realistica per testarne la validità sulla riuscita.

10/06/2011 – Km 57.321 ore 15,00

L’appuntamento è con Antonella, quella mia amica di mail conosciuta a Bolzano qualche we addietro, in un parcheggio a Desenzano del Garda.

Io arrivo all’appuntamento alle ore 16,30, sono un pò stanco per via del turno di notte appena concluso in mattinata, pertanto ho anche il tempo per pisolare un pò nell’attesa del suo arrivo.

La targa dell'abazia.

Alle ore 17,30 arriva e dopo i primi saluti, carichiamo il suo piccolo bagaglio e partiamo per il lago di Valvestino; lei conosce bene questi posti ed ha anche imparato a conoscermi un pò, pertanto mi ha chiesto di non comparire in foto, cosa che ovviamente accetto di buon grado.

Il panorama attorno.

Un curioso albero di pannelli solari.

So che il tempo non sarà un granché, ma non importa, proseguiamo sulle provinciali senza nessun intoppo, il traffico è pressoché inesistente; visto che saremo di strada proviamo a passare per l’abazia di Maguzzano, ma quando arriviamo sono le ore 19, ormai è chiusa al pubblico e non ci rimane che fare alcune foto all’esterno (), da questa collina si può godere ugualmente di una vista particolare del Lago di Garda.

La diga di Valvestino.

Il bacino idrico.

Poi riprendiamo il nostro percorso verso la diga di Valvestino, sempre su delle strade vuote, con il tempo, man mano che si sale, minaccioso ed a volte piovigginoso.

Il basso livello delle acque.

Il paese di Magasa.

Arriviamo al bacino del lago artificiale di Valvestino, quando scopriamo imponente la struttura curvata della diga che serve a contenere le acque; appena oltre la diga si scopre che il livello delle acque è molto basso, si può osservare il livello normale di quando è pieno sulle pareti attorno, come un’enorme vasca da bagno, mentre ora le acque sono molto al di sotto del segno.

Il budello da dentro il camper ...

Girando attorno al lago s’imbocca una strada che sale sempre più, tra un tornate e l’altro, fino a scoprire il piccolo centro abitato lassù in alto; ovviamente non abbiamo nessun problema ad arrivare, ma noto subito che la situazione potrebbe essere a rischio.

... e da fuori il camper.

Arrivati all’ingresso del paese ci s’imbatte subito nel campanile che praticamente è sulla strada, indice che di spazio non ce n’è molto; ho individuato la possibile sosta notturna all’inizio, ma voglio proseguire per capire meglio.

Il camper è dietro il Municipio.

Grosso errore! La strada devia in un budello, sempre più stretto ed impercorribile per il camper, così mi fermo a scendere e scopro con sconcerto che, proprio davanti al municipio, c’è il cartello di strada chiusa.

La nebbia che sale ...

Questo ha solo un significato, devo retrocedere fino al campanile, dove potrò girarmi; la manovra è agevolata solo dal fatto che non ci sono auto, pian piano, tra specchietti e telecamera posteriore mi sfilo da quel budello e parcheggio laddove avevo previsto la sosta notturna.

... fino al paese intero.

Riesco a trovare una sistemazione abbastanza in piano, non è proprio così, ma per chi gira a Dova come se fosse un cortile, è una sciocchezza; Antonella è rimasta sbalordita per tutto ciò che è successo in questi ultimi 15 minuti, fino alla decisione di dormire lì … per strada, cosa per lei del tutto insolita da pensare, sono le ore 20,30 e siamo al Km 57.472 ().

Il contesto ...

Una volta sistemati per la notte, frigo ed altro, ci preoccupiamo per la cena, il frigorifero trabocca di molte bontà che ha portato da casa; intanto iniziamo a delineare un possibile movimento estivo, dal percorso fino allo stretto, al giro dell’isola stessa.

... per la notte.

Ben presto però la stanchezza scende su di noi e si inizia a creare i giacigli per la notte, ognuno in posti diversi, del resto la bellezza per lei di avere ben 5 posti da scegliere non è da tanti.

11/06/2011

La sveglia suona alle ore 9, in contemporanea con un fastidiosissimo taglia erba e di conseguenza anche qualche sassolino che viene scaraventato sul camper.

Le stradine di Magasa.

La notte è passata in completo silenzio, del resto qui sopra non ci viene nessuno di passaggio, non abbiamo neanche sentito il bus muoversi che era parcheggiato nei paraggi.

Un'antica osteria.

Qui finisce la strada.

Come scendo per andare a vedere, il taglia erba smette; l’omino aveva proprio un piccolo pezzetto di prato da tagliare … proprio oggi; si fa colazione e poi scendiamo a dare uno sguardo al paesino, in effetti andiamo a vedere dove la strada finisce … nel prato.

I Fienili sulla collina verde.

Questo paesino è incredibile, tutto stretto tra case vecchie od appena ristrutturate, in giro c’è giusto qualche piccola utilitaria, non potrebbe essere diversamente, altrimenti, stando in mezzo alla strada, non si aprirebbero le porte.

L'altare centrale ...

... l'organo sulla porta.

Nel ritornare al camper ci fermiamo a visitare anche la piccola chiesa che ci ha fato compagnia questa notte; è proprio minuta e graziosa, per non parlare del piccolo organo sulla porta d’ingresso.

Il cartello che indica i Fienili.

La strada per i Fienili.

Poi dopo una breve ricognizione sul cartello che abbiamo davanti al camper e dopo aver chiesto lumi sulla strada ad una ragazza che saliva in auto, decidiamo di andare a vedere i famosi Fienili di Cima Rest con il camper; la strada è stretta, ma non proibitiva, non troviamo nessuno che scende e questo ci facilita il compito, fino all’arrivo al parcheggio davanti alle strutture turistiche preposte all’accoglienza.

Una cascata sulla salita.

Il parcheggio ai Fienili.

Giriamo un pò tra quei Fienili ricostruiti per i turisti, ma qui attorno ce ne sono davvero tanti, volendo si possono anche passare delle notti dentro alcuni appositamente strutturati per l’accoglienza.

I Fienili turistici.

I prati attorno e l'osservatorio.

Il tempo è minaccioso, per questo siamo muniti di ombrello e ci aggiriamo per vedere un pò la zona; c’è l’indicazione di un osservatorio, con tanto di regolamenti notturno per le visite a tema, quindi lo cerchiamo.

Le nuvole basse.

Il rifugio Scoiattolo.

E’ vicino al rifugio Scoiattolo, anche questa struttura è atta ad ospitare turisti per lunghi periodi; ci sono anche vistosi recinti elettrificati per gli animali al pascolo, per questo bisogna seguire i sentieri e non è consentito attraversare i prati.

Altre colline con i Fienili.

Il parcheggio ai Fienili.

Purtroppo, anche seguendo i sentieri, vista l’erba bagnata, ci si bagna inevitabilmente i piedi, però sarebbe impossibile riuscire a vedere quello spettacolo di paesaggio, anche se con le nuvole basse, le colline attorno, verdi, con i fienili, sono davvero una favola.

Gli alberi ...

... della strana struttura.

Scopriamo anche una strana intelaiatura di siepe, a forma ricurva, con dei finestroni attraverso cui si possono vedere le colline, non riusciamo a comprenderne il significato, ma non è scritto da nessuna parte che è necessario comprendere per vedere.

Una particolare veduta.

La struttura da lontano.

Ad un tratto inizia a piovere con un pò più d’insistenza, così siamo costretti a ritornare al camper, anche perché l’ora è quella del pranzo, così ci facciamo un veloce primo piatto ed intanto decidiamo la prossima meta.

Il paese di Magasa.

Un'auto d'epoca per strada.

Antonella ha portato dei dépliant di alcune cose da vedere nella zona del bresciano, così sfogliandoli decidiamo di mettere come meta il lago Moro, sembra interessante e poco impegnativo.

Un'altra cascata sul percorso.

Un piccolo bacino incontrato.

Lei non è molto avvezza con il navigatore, io non conosco per nulla la zona, ma decido di impostarlo per vedere almeno quanto tempo ci da come arrivo stimato: sembra stimato circa un paio d’ore e visto che non abbiamo fretta ci muoviamo dopo il caffè.

Pecore al pascolo nel piccolo bacino.

Le colline verso il passo.

Guardando l’inseparabile cartina scopro che dovremmo fare il passo di Crocedomini, un passo che anche Antonella conosce come impegnativo, a questo punto la decisione di provarci per me è stata una sfida naturale.

La strada verso il passo Crocedomini.

Poco prima del Passo ...

Il tempo atmosferico intanto peggiora, la pioggia alle ore 15 accompagna la nostra partenza dai Fienili con destinazione Lago Moro; riscendiamo fino al lago di Valvestino e poi seguo il navigatore verso il lago d’Idro.

... appena dopo il valico.

La pietra miliare del passo Crocedomini.

Quando sono nei pressi del passo, a circa una ventina di chilometri, inizio a vedere dei cartelli di divieto di accesso ai mezzi per larghezze oltre i 2,10 mt; so di essere assolutamente oltre, ci fermiamo per un caffè e chiedo alla barista che mi conferma sì il divieto, ma mi assicura che posso passarci tranquillamente e così proseguo.

Una bella cascata verso il lago Moro.

La sosta notturna sul lago Moro.

L'ampio parcheggio davanti.

La strada in effetti è sufficientemente larga, ma non troppo, il divieto probabilmente è per evitare l’eccesso negli incontri tra i due sensi, ci si arrampica in un paesaggio affascinante, la vegetazione non è troppo alta e si scoprono delle colline molto particolari, intanto esce anche qualche raggio di sole; di sicuro il momento peggiore per passare è l’inverno, qui la neve è di casa.

Altra vista del parcheggio.

Il centro didattico ristrutturato.

Il lago Moro.

Alle ore 19,30 arriviamo al Lago Moro, siamo al km 57.588 (), la segnaletica per strada è molto esaustiva, ma chiediamo ad un abitante di un villino nei pressi e ci suggerisce di lasciare il mezzo, vistosamente ingombrante per quella stradina, sul parcheggio appena poco sotto.

Un curioso natante ...

... un furgoncino VW adattato.

Approfittando di ancora uno spiraglio di luce scendiamo al lago per la strada più corta, giusto per capire che giro fare domattina; incontriamo una serie di case, piccole e particolari, tra cui il centro didattico appena ristrutturato, fino ad arrivare sulle rive dove scorrazzano tranquille delle papere e delle oche, libere dai turisti che ormai non ci sono più.

Ancora il lago Moro.

Prima che diventi buio pesto ritorniamo in camper per la cena, le provviste portate da Antonella stanno finendo, ma ha un’ottima cucina, ci guardiamo un film e poi si va a dormire.

12/06/2011

Nella notte ha piovuto un pò, è sempre bello sentire la pioggia sul camper, mentre la sveglia è stata alle ore 8,30, c’è un bel sole e ci si prepara per una gita attorno al lago.

Le caprette davanti a noi.

Il lago Moro dall'alto.

Mentre si fa colazione, assistiamo al pascolare delle capre nel piccolo prato davanti a noi, qui la natura sembra ancora contare qualcosa; assistiamo anche ad uno strano via vai di auto e moto per la strada dietro il camper, così prendiamo quel verso.

La paperella curiosa.

La piccola cappella.

La strada inizia a salire, io credevo scendesse, ma sta costeggiando questo versante fino a lambire le case più alte, per poi scendere dal lato opposto; durante il percorso in salita la visione del lago cambia e di molto, regalando una visione sempre ottima e tranquilla.

Il borgo di Capo di Lago.

Dopo un pò, passando tra il vicino boschetto, si ritorna in piano, dove sono attraccate delle imbarcazioni, tra cui il curioso furgoncino VW, ora preso di mira dai pescatori; continuando a camminare ci si imbatte ancora in alcune paperette, attirate del possibile cibo che i turisti lasciano loro, una poi è così curiosa che quasi quasi mi sale in braccio.

Il parcheggio di Zone.

Il contesto del parcheggio.

Improvvisamente inizia a piovere, è strano c’è anche un raggio di sole, ma questo ci porta a ripararci nella vicina piccola cappelletta, giusto il tempo di aspettare che smetta.

Le piramidi.

L'insieme delle piramidi di Zone.

Quando rientriamo è ora di pranzo, il tempo di un caffè e per le ore 14,30 si parte per Zone, ultima meta, le piramidi di Zone, delle conformazioni di erosione dei ghiacciai, è un sito particolare ed è sulla strada verso Desenzano.

Un particolare di una piramide.

Troviamo il parcheggio con degli stalli perfetti per il camper, sono le ore 15,15 e siamo al km 57.621 () mi sistemo a fianco dei camper già presenti e scendiamo per dare uno sguardo al paesaggio, ogni tanto pioviggina e non c’è molta voglia di bagnarsi nell’erba.

Il lago d'Iseo.

Ormai abbiamo concluso il giro previsto, il tempo sta davvero peggiorando, ma quel che contava era far provare ad Antonella cosa vuol dire girare in camper ed adesso vedremo che cosa decideremo per l’estate.

Alle ore 17,30 siamo di nuovo a Desenzano dove trasbordiamo i suoi bagagli ed ognuno prende la direzione verso casa; l’autostrada per Trezzo è un pò affollata, come ogni domenica pomeriggio, la guida calma e rilassata aiuta il pensiero, arrivo alle ore 19,15, con i km 57.776, lascio il camper al rimessaggio, ma non i miei pensieri.

Il percorso ()

o-o-o

Statistiche:

Percorso Km 455
Gasolio 88,00
Telepass 10,40
Pernotto 0,00
Biglietti visite 0,00
Biglietti mezzi 0,00
Sosta 0,00
Pranzo / Cena 0,00
Bibite / Gelati 0,00
Altro 0,00
Totale 98,40
Media Km/lt 7,15

Bye   Maurizio


Azioni

Information

3 responses

17 06 2011
isidoro

…..lascio il camper al rimessaggio, ma non i miei pensieri…..
così hai fatto pensare anche noi, di andare a vedere quei bei fienili ristrutturati ed il lago Moro, se non altro perchè porta lo stesso cognome dell’ Ivanina.🙂
ciao Isidoro

17 06 2011
marco gastaldo

come se avessi già previsto tutto, ora scopro concretizzarsi mie supposizioni, bene, analizzando il viaggio, c’è una ricerca di simbiosi, una strada difficile, impegnativa, ma entusiasmante, ……..la pioggia, l’acqua dei laghi, le cascate, significa un battesimo, un avvio per un percorso, che inizia sicuramente da una partenza.
Mauri, stai concretizzando dei bei diari, fatti di puntate brevi ma interessanti, un mix di avvenimenti e scorci dell’Italia, …………bravo, un salutissimo

18 06 2011
maurito54

Grazie Isidoro e Marco, siete davvero grandi e vi sento molto vicini e questo mi fa un grande onore oltre che piacere.

Bye Maurizio

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