Gli amici che servono.

16 07 2011

12/07/2011

Sto tornando a casa mia, dopo quasi una settimana di pellegrinare tra bellissimi ricordi del passato, in compagnia di splendide persone che mi hanno saputo voler bene, nel passato, così come nel presente; avevo proprio bisogno di un po’ di conforto spirituale, in questo periodo, in questi ultimi mesi, il mio animo è proprio un po’ sotto i piedi.

Essere rimasto da solo, proprio nel momento della vita in cui sono arrivato a ciò che avevo tanto sperato per 40 anni di raggiungere: la tanto agognata pensione; solo non tanto nel fisico, quello per fortuna non si può ancora dire, ma nell’animo, negli affetti più profondi e cari.

Rimasto solo quando il mio cuore aveva costruito un castello per ospitare la mia Regina, non vista con gli occhi del re, ma neanche con quella dello schiavo, semplicemente colei a cui avevo affidato il mio Sentimento più sincero e che ora, invece, ha deciso di scaricarmi, adducendo un sacco di scuse pratiche, ma nessuna in grado di convincermi realmente nel Sentimento.

Sono stato davvero bene in questi giorni di mare, soprattutto gli ultimi, passato con un’Amica sincera e sconosciuta, a volte sono proprio le persone di cui ti aspetti di meno che ti fanno stare bene e meglio di altre che non ti trovi più attorno.

Per questo ho deciso di salire la china, non dico che ormai posso gettarmi il recente passato alle spalle, ma di sicuro voglio buttare in mare tutto il dolore possibile, nella speranza che quel vuoto si riempia di positività, mi basterebbero che fossero anche piccole cose, ma almeno sincere.

Sto macinando i chilometri come se ad ogni cento metri possa consumare un po’ di dolore, ma so che non è così, non è possibile, il proprio dolore va digerito pian piano, centellinato come un super alcolico, a piccoli sorsi, peccato che viene sempre servito in caraffe da litri e non in piccoli bicchierini, rendendo impossibile la bevuta di getto.

Ho rivisto volentieri le persone che mi sono state vicino nel mio passato più remoto, con cui abbiamo condiviso le prime gioie ed i primi dolori dell’adolescenza  e rivederli ora, sempre così affettuosi, è come aver respirato una ventata di gioia antica.

Che dire poi di Maura, la mia amica lontana di Gubbio, sono quasi 15 anni che ci si conosce, abbiamo condiviso molte preoccupazioni nella crescita dei nostri figli ed ogni volta c’è sempre un velo di riserbo, ma subito è come se ci si fosse visti 10 minuti prima e con lei non si poteva che condividere altro che un buon pranzo.

Ho rivisto mio fratello e la sua famiglia, sempre alle prese con l’ennesimo forse ultimo trasloco; mia madre ancora in balia di questi spostamenti continui, che si affida per forza di cose ai figli, anche se io rimango sempre un po’ allibito dalla nostra capacità di darle un sereno punto fermo.

E poi che dire della bella sorpresa di questo viaggio, scoprire un’Amica di cui conoscevo a stento il nome ed una foto 5×7 cm vista in internet, scoprire la grande forza che ha e non solo fisica, scoprire la vena culinaria del piccolo figlio Manuel, a 10 anni è già alle prese con i fornelli ed è bravissimo.

Purtroppo ho anche scoperto la mia vulnerabilità durante le lunghe percorrenze in solitaria, in fin dei conti è anche stato un test, non perfettamente riuscito, ma si doveva fare, soprattutto in previsione delle ferie estive … mha vedremo, ma una cosa è certa, per fortuna ho un signor camper che ha saputo aiutarmi nei momenti del bisogno, anche quando ero un po’ triste, magari con le sue lucine nel buio … grazie Zonker!🙂

(pensiero realizzato durante il viaggio di ritorno da Sabaudia (Lt))

Bye   Maurizio


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4 responses

18 07 2011
marco gastaldo

vedere positività è sempre bello, ma non c’è limite alla positività, pertanto buon viaggio in quella direzione, ciaoooooo

18 07 2011
maurito54

Grazie Marco, è la strada che sto cercando di percorrere, sento che è in salita, ma lassù è sicuramente meglio che laggiù.🙂

Bye Maurizio

25 07 2011
Barbara Starace

Questa mi era sfuggita…ora ne sono certa…la tua frase…”sempre meglio quassu’ che laggiu'”..hai quasi finito la scalata e quando si e’ in cima si respira aria pulita e soprattutto tornare ad essere se stesso,e’ ritrovare il bello della vita..bisogna sempre toccare il fondo per risalire…Sei un grande Maurizio …
Ciao a presto..

25 07 2011
maurito54

Grazie Barbara per la solidarietà, non mi reputo più grande di quel che sono, semplicemente un Uomo, con i suoi pregi ed i suoi difetti, di sicuro capace di riprendermi, l’ho già fatto e lo farò sempre finché riuscirò a respirare.

Bye Maurizio

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