“Lei”

19 03 2014

19/03/2014 – Lei (Spike Jonze)

Premetto che non sapevo nulla su questo film, solo che parlava di computer, perciò tralascio qualsiasi riferimento tecnico, perché non è il mio mestiere.

Di sicuro ci sono stati molti altri film che hanno tentato di spiegarci come noi vediamo i nostri sentimenti umani, le nostre sensazioni, attraverso robot o computer, un paio su tutti, “Blade Runner“ ed i suoi Nexus 6; “2001 Odissea nello spazio” con Hal, perciò anche qui, nulla di nuovo sotto il sole.

Però in questo film mi è piaciuto molto per come il regista ha saputo farci entrare pian piano, in una frustrazione tipica dei giorni nostri, di una persona qualsiasi, in una qualsiasi paturnia sentimentale, in cui più o meno tutti ci siamo trovati.

Pian piano il regista ha saputo farci gustare come Theodore si sia costruito un amore virtuale perfetto per se stesso ed allo stesso tempo, come questo amore si potesse evolvere di pari passo, seguendo le proprie sfaccettature ed esigenze.

Non ho nessuna intenzione di raccontare il film, ma di lasciare qui le mie sensazioni, per questo dico che è stata una grande idea, quella di farci guidare da una voce fuori campo femminile, seguendo così l’evoluzione della crescita di questo sentimento, soprattutto poi se paragonato alla moltitudine di persone che vivono quella Los Angeles.

Tutti avvolti nei propri smartphone, auricolari ed altre virtualità, ma dove il coraggio di confrontarsi di persona manca, soprattutto nei pochi personaggi che il regista ci fa incontrare da vicino, mostrando così l’atavica paura di sempre degli Esseri Umani: affrontare se stessi e raffrontarsi con il partner.

Perfetta la sensualità della voce femminile fuori campo, così come l’interpretazione del protagonista, che con i suoi sguardi, i suoi gesti, ci fanno vivere la sua voglia di amare “nonostante tutto”.

I protagonisti sono pochi, ma tutti perfettamente ritagliati ed interpretati nella parte, compresa la felicità che traspira nei momenti gioiosi, vissuti da Theodore, passati tra una moltitudine di persone indifferenti e scocciate (casttrailer).

Il film parte un po’ in sordina, si fatica un po’ a capire dove e quando è ambientato, ma poco a poco poi prende quota, anche questo fa parte del gioco tra regista e spettatore, fino alla fine, dove lo chi guarda si troverà un una manciata di punti di domande, ovviamente tutti differenti e rivolti a se stesso (voto 8).
Una frase su tutte:
Il passato è un racconto che facciamo a noi stessi

Le locandine, i cast, i trailer sono stati tratti dal sito tematico www.mymovies.it,
mentre le recensioni sono solo personali punti di vista.

Bye Maurizio


Azioni

Information

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger cliccano Mi Piace per questo: